Chi legge abitualmente i miei post saprà che da alcuni mesi abbiamo accolto in casa due giovani gatti europei. Merlino e Ginevra sono fratelli della stessa cucciolata, adottati col tramite di un’associazione dalla nidiata di una gatta randagia accolta con amore da due ragazzi della mia regione, che tuttora si occupano di lei e delle altre figlie ancora in attesa di adozione. Come avevamo fatto a suo tempo con Artù, abbiamo deciso di sterilizzare i nostri gatti “nuovi di zecca”, col supporto convinto della nostra veterinaria “ufficiale” e di quella putativa che ci segue da sempre (mia cugina, di cui mi fido totalmente).
La sterilizzazione resta ancora una scelta un po’ controversa, per cui vi racconto perché io, senza indugio, ho deciso di sterilizzare i miei gatti.









Fidarsi e affidarsi. Per le grandi questioni di salute, ma anche per le piccole cose, o per quelle minuscole come una pulce o una zecca (che, per quanto comuni, possono essere molto pericolose anche per gli umani, in qualità di vettori di malattie gravi come la sindrome di Lyme). Affidarsi al pediatra per i propri figli e al veterinario per i propri animali. Studiare insieme a un professionista un piano personalizzato di prevenzione, che prenda in considerazione l’animale, la sua salute e il suo stile di vita e la composizione della famiglia in cui vive, a cominciare proprio dai nostri figli e dalle loro esigenze di tutela.