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giocare

staccare i bambini dal computer
life

Come staccare i bambini dal cellulare e dalla TV? 10 idee creative e low cost

by Silvana Santo - Una mamma green 7 Gennaio 2021

Riuscire a staccare i bambini dal cellulare e dalla TV non è un problema che vivo in modo particolare, dal momento che i miei figli, di 8 e 6 anni, non utilizzano (ancora) videogiochi, smartphone e tablet, e che guardano la TV – che amiamo tutti in famiglia, specialmente i film di animazione – ogni giorno, ma con precisi limiti. Eppure, proprio in virtù della nostra esperienza relativamente “libera” dagli schermi e sulla base delle alternative che siamo sempre riusciti a trovare, penso che possa essere utile condividere alcune idee e soluzioni su come staccare i bambini dal cellulare e dagli altri dispositivi elettronici. Soprattutto alla luce del periodo particolare che stiamo vivendo, tra Dad, restrizioni varie e maltempo incessante.

1. Maxi scatola con materiali creativi

come staccare i bambini dal cellulare o dal computer

Niente di più semplice: prendete uno scatolone o un contenitore capiente (noi abbiamo un contenitore gigante di Ikea di quelli trasparenti) e riempitelo con diversi materiali, anche di recupero: cartoncini colorati, legnetti “da gelato”, scovolini di ciniglia, occhietti mobili autoadesivi, glitter, pon pon di varie misure, vecchi bottoni, ritagli di stoffa, piccole perforatrici, colla, forbici con punta arrotondata, nastro adesivo, pennelli e colori di ogni tipo: tempere solide, acquerelli, pastelli a cera etc. Difficilmente i bambini riescono a resistere al potere della creatività, e spesso riuscirete a staccarli dal cellulare o dalla TV semplicemente tirando fuori il vostro “scatolone magico”. Noi usiamo con soddisfazione questo stratagemma da anni, ne abbiamo anche una versione “mini” da usare fuori casa durante viaggi, gite o addirittura per le attese al ristorante.

2. Enigmistica per bambini

L’editoria per bambini è diventata, negli ultimi anni, un’autentica miniera di meraviglie. E non vale solo per libri e fumetti veri e propri, ma anche per libri-gioco e albi di enigmistica per bambini di ogni genere. Ce n’è davvero per tutti i gusti, dai cruci-puzzle ai labirinti, dai crittogrammi per bambini ai cerca/trova, passando per gli intramontabili “trova le differenze”. Scordatevi, insomma, i vecchi album da colorare un po’ tristi, con le figure stampate in modo approssimativo, e preparatevi a entrare in un mondo di colori, divertimento e creatività senza fine.

3. Paste modellabili

Non pensate solo alla “vecchia” plastilina! In commercio si trovano ormai tanti prodotti di qualità e atossici che permettono di scatenarsi con la creatività in totale sicurezza e che a mio parere sono davvero perfetti per riuscire a staccare i bambini da cellulare e tv. Potete ricorrere ai grandi classici come il “Das”, oppure utilizzare soluzioni fai da te come la pasta di sale o quella a base di amido di mais e bicarbonato, di cui troverete in rete molte ricette valide. Negli ultimi tempi Davide e Flavia (e anche la loro mamma!) amano molto i prodotti tipo “clay foam” o altre paste modellabili leggere, che dopo l’uso si seccano e si induriscono all’aria senza però guastarsi o alterarsi. In commercio potrete trovare kit già pronti con le relative istruzioni oppure panetti di colori uniformi e miscelabili. Non solo regalerete ai vostri figli un’esperienza sensoriale piacevole e appagante, ma darete loro la possibilità di realizzare pupazzetti o altri oggetti utilizzabili nel tempo per giocare.

paste modellabili per bambini

4. Staccare i bambini dal cellulare… con gli origami

Anche gli origami si prestano perfettamente a intrattenere i bambini di varie età senza ricorrere per forza alla TV. Bastano un po’ di carte colorate e un piccolo manuale, o delle schede che potete scaricare dal web. Partite, ovviamente, dalle opzioni più semplici, collaborando e supervisionando il lavoro, per poi eventualmente procedere verso progetti più arditi, flotte di aerei di carta o veri e propri libri tematici di origami, come questo dedicato a Harry Potter.

5. Perline da stirare

staccare i bambini dal cellulare_lavoretti con perline

Sono un po’ “messy”, direbbero gli anglofoni, nel senso che saltellano e rimbalzano dappertutto e rischiate di ritrovarvele ovunque. Ma le perline da stirare sono economiche, colorate, divertenti e creative, e si prestano anche alla realizzazione di collane, bracciali etc. Noi abbiamo comprato da Ikea un grande barattolone di perline ormai molto tempo fa, ma ne abbiamo ancora tante pur avendole usate spesso, soprattutto durante i recenti lockdown. Ovviamente dovrete provvedere voi stessi alla stiratura delle creazioni.

6. Adesivi riposizionabili e trasferelli

Stickers e trasferelli sono altri alleati perfetti per riuscire a staccare i bambini dal cellulare o dalla TV, non solo in casa ma anche durante i lunghi viaggi o al ristorante. I miei preferiti sono gli albi della Usborne (una casa editrice per bambini con un catalogo ricchissimo e di grande qualità, semplicemente strepitoso e con prezzi contenuti), come la serie di bamboline e personaggi da vestire e “animare” con gli adesivi riposizionabili o i libri – scenario con centinaia di coloratissimi trasferibili, che mi riportano ogni volta alla mia infanzia. Un’altra opzione sono i tatuaggi temporanei, purché siano sicuri, anallergici e atossici.

7. Carte cancellabili

Sempre della Usborne, vi segnalo inoltre le carte e i libri-attività su cui è possibile disegnare o scrivere più e più volte con pennarelli cancellabili (sono inclusi nella confezione, ma si possono usare semplici pennarelli per lavagne bianche e poi cancellare con una salvietta o un fazzoletto umido). Ci sono gli animali da disegnare e le carte gioco, sempre con un piccolo prezzo e riutilizzabili potenzialmente all’infinito.

8. Scratch art

Fidatevi se vi dico che neanche voi riuscirete a resistere: gli scratch book sono dei libri o albi (ma esistono anche fogli sciolti, blocchetti e finanche calamite o adesivi) con la superficie nera che può essere grattata via con appositi bastoncini, rivelando al di sotto colori brillanti, a volte anche metallizzati o glitterati. Un passatempo divertente e “magico”, perfetto per staccare i bambini dal cellulare almeno per un po’!

9. Rompicapo e flipper

Se i vostri figli sono un po’ nerd come il mio primogenito, ameranno giochi di abilità da fare in solitaria  (o in compagnia, perché no?), che in qualche modo somigliano ai “videogiochi”, ma sono analogici, e offrono pertanto una diversa esperienza a livello sensoriale. Mi sarebbe sempre piaciuto proporre anche qualcuno dei vecchi “giochi ad acqua” tanto popolari nella mia infanzia, ma non sono riuscita ancora a trovarne di soddisfacenti.

10. Piccoli manuali per disegnare

Se il classico foglio bianco coi pastelli colorati non funziona, o non riscuote più il successo di un tempo, provate a staccare i bambini dal cellulare proponendo loro un manuale di fumetti o disegno. Ce ne sono, per esempio, per imparare a disegnare gli animali, o per utilizzare le proprie mani nel disegno. Per la generazione abituata ai tutorial, sarà divertente cimentarsi ogni tanto con delle istruzioni stampate!

Questa era l’ultima delle mie alternative al cellulare e al tablet per bambini, creative e low cost, anche se ovviamente le idee sono potenzialmente infinite (cucito per bambini, cucina, esperimenti scientifici, kit di “fossili” da scavare etc, costruzioni, puzzle 3d etc etc). Voi avete altri suggerimenti? Come riuscite a limitare il tempo che i vostri figli trascorrono davanti a uno schermo?

*** Questo post contiene link di affiliazione ad Amazon: acquistando da questi link, senza pagare alcun sovrapprezzo sul normale costo di vendita, mi permetterete di ottenere un piccolo bonus.
I prodotti inseriti nel post sono stati tutti acquistati o utilizzati effettivamente da me e dai miei figli***

7 Gennaio 2021 4 Commenti
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piscina in giardino consigli
life

Piscina in giardino: tutto quello che c’è da sapere

by Silvana Santo - Una mamma green 5 Giugno 2020

Quanto costa installare una piscina in giardino? E quanto è impegnativo occuparsi della sua manutenzione? Con l’approssimarsi della lunghissima estate del Covid-19, le scuole chiuse da mesi e molte incertezze sui centri estivi e sulle vacanze, molte famiglie stanno valutando l’acquisto di una piscina in giardino, magari piccina piccina, giusto per far sguazzare un paio di ore i bambini. Io ho fatto questa scelta due anni fa, e da neofita mi sono fatta un sacco di domande su costi e fattibilità dell’impresa. Dall’alto (si fa per dire!) della mia esperienza, ho dunque pensato di scrivere un post su tutto quello che dovreste sapere prima di decidere di installare una piscina in giardino.

Quanto costa una piscina in giardino?

Per prima cosa, parliamo di costi. Ovviamente la situazione varia in modo sostanziale in base allo spazio che si ha a disposizione e, di conseguenza, alle dimensioni della vasca che si decide di installare. Io, per esempio, ho potuto piazzare, nel piccolo giardino dei miei genitori, questa piscina rettangolare, decisamente piccola (2 metri e 60 per 1 metro e 60, con una profondità di 65 centimetri). Il costo, per una vasca del genere, è abbastanza contenuto (io due anni fa l’ho pagata 65 euro), ma poi vanno aggiunti gli accessori e i prodotti per la gestione dell’acqua, che possono tranquillamente far raddoppiare la spesa. Diciamo che l’investimento parte dai 130/140 euro per le piscine più piccole, per salire poi in proporzione alle dimensioni della vasca (per una piscina di 4 metri di lato considerate almeno 200 euro esclusi gli accessori).

come installare una piscina in giardino

Piscina in giardino, quale modello scegliere?

Parlando di piscine fuori terra, ovviamente esistono diversi modelli e materiali tra cui scegliere, con variazioni di prezzo anche significative. Personalmente, ho escluso le versioni gonfiabili, perché i giardini sotto casa nostra sono frequentati da una nutrita colonia di gatti che avrebbero potuto danneggiare la struttura. Ho scartato anche modelli di legno o relativamente “fissi”, sia per questioni di budget sia perché cercavo una piscina facile e veloce da installare, sapendo che l’avrei smontata al termine del periodo estivo. Per scegliere la piscina in giardino perfetta per voi, basatevi sul budget, sullo spazio a vostra disposizione ma anche, per l’appunto, sulle previsioni di utilizzo (volete lasciarla montata anche in inverno, oppure no?).

Piscina in giardino: gli accessori indispensabili

Se state pensando di installare una bella e divertente piscina in giardino, sappiate che non potrete fare a meno di una serie di accessori e prodotti indispensabili per la manutenzione e la pulizia dell’acqua e della struttura in sé. Per prima cosa, avrete bisogno di una pompa filtrante, la cui potenza (e quindi il costo) deve essere proporzionale al volume di acqua da trattare. Esistono diverse tipologie di filtri, con prezzi molto variabili. Per una piscina in giardino piccola come la mia è stata sufficiente una pompa a cartuccia da 3.785 litri all’ora (circa 45 euro di costo), ma in commercio ce ne sono di assai più potenti e con tecnologie più efficienti, come i filtri a sabbia, che vi consiglio decisamente in caso di vasche più grandi. Prendete una pompa con una capacità di filtrazione superiore al volume d’acqua della vostra piscina, basatevi sulle istruzioni di montaggio o magari fatevi consigliare dal rivenditore. Se scegliete un filtro a cartucce, ovviamente vi serviranno i ricambi, che dovrete sostituire periodicamente (per allungare la durata delle cartucce io le lavo con una spazzolina e le riutilizzo una seconda volta prima di buttarle via: un piccolo accorgimento per rendere un po’ più green qualcosa che di certo non lo è, come una piscina in giardino).

consigli per piscine fuori terra

Oltre al filtro, vi servirà di certo un prodotto disinfettante (il famoso “cloro per piscine”), che impedisca la proliferazione di batteri, ma anche un regolatore di pH, un flocculante/chiarificante e un antialghe. Io utilizzo, per pigrizia e perché la mia piscina è minuscola, delle bistrattate pastiglie uniche, che inserisco in un dispenser galleggiante da appoggiare sulla superficie della piscina quando non viene usata. Su questo, però, le esperienze sono davvero molto variabili, e tanti sconsigliano le pastiglie multiazione, preferendo i prodotti singoli per poterli dosare al meglio, e magari granulari o liquidi (le pastiglie sono più difficili da sciogliere). Per le piscine con un volume di acqua più importante, inoltre, di solito è preferibile inserire i prodotti in uno skimmer a gancio piuttosto che in un dispenser galleggiante. In ogni caso, vi serviranno anche delle cartine o dei liquidi per testare la qualità dell’acqua della vostra piscina: non mi dilungo, ma sono dei kit che permettono di misurare rapidamente una serie di parametri fondamentali per la salubrità dell’acqua (si può fare anche con appositi dispositivi elettronici).

Per la mia esperienza, direi che per la corretta gestione di una piscina in giardino sono inoltre necessari almeno questi accessori:

– una scaletta, se non inclusa nella piscina che avete acquistato (può bastare anche uno sgabellino);
– un retino per raccogliere foglie, insetti e altri eventuali residui solidi;
– un telo per coprire la piscina durante la notte (sia per mantenere la temperatura che per tenere l’acqua pulita), perlomeno se la vasca è piccola;
– un tappetino da posizionare sotto la piscina, specie se il substrato di appoggio è molto duro (io ho preso quelli a tessere che si incastrano);
– un aspiratore per piscine (io ne ho avuto bisogno perché, nonostante i miei sforzi e la corretta regolazione del pH, non riuscivo a evitare la formazione di un precipitato impalpabile, probabilmente legato alla composizione dell’acqua – di pozzo – che ho usato per riempire la piscina).

Questo è l’elenco di accessori minimo e indispensabile, anche per una vasca di dimensioni molto contenute come la mia. Esistono poi numerosi altri strumenti, gadget e dispositivi di ogni genere, dai riscaldatori d’acqua a energia solare alle vaschette per sciacquarsi i piedi prima di entrare in piscina (operazione in ogni caso indispensabile).

Manutenzione di una piscina in giardino

Una volta che avrete acquistato la vostra piscina in giardino e i relativi accessori, dovrete procedere all’installazione, che di norma non è un’operazione troppo complessa né lunga, e poi al riempimento. Da questo momento in poi, vi toccherà fare una manutenzione quotidiana dell’acqua e della vasca, per poterla utilizzare in sicurezza. In linea molto generale, queste sono le operazioni quotidiane che vanno fatte:

– controllo dei parametri chimici dell’acqua (anche se non è affatto detto che serva tutti i giorni);
– accensione (ed eventuale spegnimento) della pompa;
– pulizia del filtro;
– trattamento con cloro;
– eventuale copertura serale della piscina (il telo va fissato in modo che non voli via durante la notte);
– rimozione di foglie e simili;
– pulizia del fondo ed eventuale aspirazione dei depositi.

Periodicamente vanno poi sostituite le cartucce del filtro, e al bisogno applicati altri prodotti chimici per il corretto trattamento dell’acqua. In qualche caso, estremo ma non troppo, può essere necessario svuotare la piscina e procedere nuovamente al suo riempimento.

come scegliere una piscina piccola

Altre cose da sapere prima di installare una piscina in giardino

Una delle cose da valutare molto bene prima di acquistare una piscina in giardino è la posizione in cui si prevede di installarla. Per prima cosa, sappiate che vi serve una superficie piana, perché una pendenza anche di pochi centimetri potrebbe risultare un problema per la struttura della vostra vasca (storia di vita vissuta: uno dei supporti laterali della nostra piscina ha risentito dello “stress” causato da un pur minimo dislivello). Vi consiglio inoltre di piazzare la vasca in una posizione che le garantisca almeno alcune ore di piena insolazione (altrimenti l’acqua rischia di risultare sempre troppo fredda), ma che non rischi di portare al surriscaldamento, perché se l’acqua è troppo calda diventa difficile tenerla limpida e pulita. Ancora: riflettete bene sulle caratteristiche dell’acqua che avrete a disposizione per il riempimento, e ve lo dico con cognizione perché io sono costretta a usare acqua di pozzo, con tutta una serie di problematiche di non sempre facile risoluzione. Vi servirà inoltre una presa di corrente per alimentare la pompa filtrante.

Piscina in giardino: la mia esperienza

La premessa fondamentale è che non mi considero affatto una specialista di piscine in giardino e fuori terra, e che ho un’esperienza assolutamente limitata sull’argomento. Quello che mi sento di dirvi è che comunque la loro gestione richiede un po’ di pazienza e un certo impegno quotidiano, che alla lunga può risultare pesante se grava su una singola persona. È necessario inoltre un minimo di studio, soprattutto per capire come regolare i prodotti chimici e monitorare la qualità dell’acqua. Vale la pena? Direi di sì, se avete dei bambini molto “acquatici” e se prevedete di passare molto tempo in casa o in giardino (magari perché i centri estivi sono chiusi o non riuscite ad andare in vacanza). In caso contrario, almeno a mio parere, il gioco non vale la candela. Lo scorso anno, per esempio, io non ho montato la piscina, perché tra campo estivo, gite del weekend e viaggi avrei finito con l’usarla troppo poco in proporzione allo “sbattimento necessario”. Per la prossima “estate Covid”, invece, prevedo di tirarla fuori e, si spera, sfruttarla a dovere. Fate in modo, inoltre, di condividere l’impegno con qualcuno, altrimenti potrebbe risultare stressante.

Voi avete una piscina in giardino, oppure state pensando di comprarne una? Vi risulta faticosa la sua gestione? Avete consigli o avvertimenti da condividere?

piscina da giardino piccola

5 Giugno 2020 7 Commenti
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giochi da giardino in legno
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La “fase 2”dei bambini: giochi da giardino e altri acquisti utili

by Silvana Santo - Una mamma green 12 Maggio 2020

I giochi da giardino per la fase 2 dei bambini basteranno a renderli sereni come al solito?

La primavera che ci apprestiamo a vivere (o meglio la parte che ne rimane) e l’estate che verrà dopo di lei non saranno come quelle a cui siamo abituati. La necessità di convivere con il Coronavirus imporrà un cambiamento più o meno radicale delle nostre abitudini quotidiane, limitando ancora a lungo la nostra libertà di movimento e quella dei nostri figli. Non sappiamo ancora se i bambini potranno frequentare centri estivi, piscine pubbliche e altre realtà di aggregazione e, soprattutto per chi – come la mia famiglia – vive in zone urbane, senza boschi, spiagge e aree naturali a disposizione, la situazione potrebbe presentare alcune difficoltà. Come fare, allora, per affrontare i mesi di “semi-libertà” che ci aspettano, e rendere comunque piacevole questa insolita bella stagione? Ecco qualche idea per affrontare al meglio la “fase 2” della pandemia insieme ai nostri figli.

giochi da giardino per bambini in legno

1. Giochi da giardino per la fase 2 dei bambini

Partiamo dalle basi: i giochi da giardino sono un must per bambini di tutte le età, e in questo periodo in cui le aree attrezzate pubbliche sono chiuse (o comunque accessibili con tutta una serie di restrizioni) sono la soluzione ideale per divertirsi all’aperto. Ci vuole, evidentemente, il privilegio di uno spazio a disposizione, ma è vero anche che non servono ettari di parco per poter installare una altalena o un altro tipo di gioco da esterni. Il mio consiglio è di cercare di sfruttare non solo giardini e terrazzi, ma anche zone che normalmente si tende a non utilizzare in quest’ottica, come balconi, cortili asfaltati o anche aree condominiali (potreste valutare di condividere l’acquisto con i vicini di casa e, in questo periodo di incertezza legato alla pandemia utilizzare i giochi da giardino per la fase 2 dei bambini a turno, disinfettandoli prima e dopo l’uso). Date un’occhiata, per esempio, ai giochi da giardino in legno di Wickey e Fatmoose, che oltre a essere di qualità e bellissimi, sono super versatili. Le postazioni da gioco Wickey, per esempio, possono essere installate in autonomia e offrono una gamma di temi molto varia, dai cavalieri ai pirati, dagli esploratori al mondo fatato degli unicorni. Fatmoose, invece, offre giochi da esterni in legno massiccio, personalizzabili, espandibili e modulabili secondo le proprie esigenze.

giochi da giardino in legno wickey

2. Sabbiera

Siamo sempre nel campo dei giochi da giardino per la fase 2 dei bambini, ma con meno esigenze di budget e di spazio. Per chi ha poco spazio, soprattutto se i bambini sono piccoli, mi sento di consigliare un piccolo investimento per acquistare una sabbiera. Sul mercato se ne trovano di ogni tipo, con materiali, dimensioni e caratteristiche diverse (e adatte più o meno a tutte le tasche). Quando Davide e Flavia erano più piccoli, hanno passato lunghi pomeriggi a fare travasi e giocare con secchiello e paletta, immaginando di trovarsi beatamente in spiaggia. Se potete, preferite una sabbiera con coperchio, e procuratevi della sabbia specifica (io usavo della sabbia di fiume acquistata nei negozi di bricolage, ma non era l’ideale).

3. Cassa bluetooth

La tecnologia ha rivelato tutto il suo immenso potenziale proprio in questi interminabili mesi di reclusione. Basta davvero un minimo investimento per acquistare una cassa bluetooth che vi garantirà lunghe ore di divertimento (o relax) assieme ai bambini. Noi ne abbiamo due, le utilizziamo tutti i giorni e non potremmo più farne a meno. Ne abbiamo una in casa, che sfruttiamo per ascoltare la musica nei momenti più disparati: mentre facciamo le pulizie, mentre mettiamo in ordine la cameretta (sigh!), mentre prepariamo la cena o ci concediamo un aperitivo. Durante il lockdown, la musica ci ha spesso accompagnato anche nelle infinite partite a Monopoli, Uno e tanti altri giochi di società. L’altra cassa bluetooth la utilizziamo in giardino, in auto e finanche in vacanza (quando era possibile andarci, ri-sigh), quindi si tratta senza dubbio di un acquisto che si rivelerà utile anche quando saremo finalmente usciti dall’emergenza Coronavirus. Valutate davvero di acquistarne una, per regalarvi infinite sessioni di ballo e karaoke e affrontare al meglio la famigerata “fase 2”, magari mentre i bambini si divertono coi giochi da giardino e l’altalena.

4. Kit per allevare bruchi e farfalle

Se non avete proprio la possibilità di installare dei giochi da giardino per la fase 2 dei bambini, questa mi pare un’idea davvero geniale per avvicinare i bambini alla natura, educarli alla pazienza, alla cura e al rispetto delle creature e dare anche un piccolo contributo all’ecosistema urbano. Mi sembra anche un’esperienza perfetta per questo strano tempo di “attesa” e lentezza che stiamo vivendo. Per allevare dei bruchi non occorre avere a disposizione un giardino, perché l’intero processo deve avvenire in un ambiente fresco e riparato dalla luce solare (ovviamente andranno poi liberate le farfalle!). Io sto valutando da qualche settimana l’acquisto di un kit, vi aggiornerò naturalmente sulla mia decisione. Vi sconsiglio invece di acquistare in modo impulsivo animali domestici come cani, gatti, roditori o rettili. Mi rendo conto che possano rappresentare un grande stimolo per i bambini in questo periodo così difficile, ma la scelta di adottare un animale dovrebbe essere sempre ponderata al meglio, e a mio parere sarebbe meglio non farla sull’onda si situazioni o stati d’animo particolari.

farfalle da allevare con bambini

5. Kit per coltivare funghi

Se non ve la sentite di tentare con i bruchi, potete cominciare con un kit per la coltivazione di funghi, più semplice e meno impegnativa anche dal punto di vista dell’investimento emotivo. In commercio esistono diverse alternative, tutte abbastanza low cost, che permettono di avviare la coltivazione con facilità nella propria cucina. Noi ne abbiamo ricevuto uno in regalo, qualche tempo fa, ed è stato molto semplice e divertente, per Davide e Flavia, “accudire” i funghi (che poi abbiamo usato con soddisfazione per preparare un risotto!).

6. Piscina o vaschetta

L’acqua rappresenta l’elemento originario per ognuno di noi ed è perfetta, per la mia esperienza, per riportare i bambini a contatto con la natura e dar loro la possibilità di spendere in modo costruttivo energie fisiche e nervose. Anche in questo caso, ovviamente, non tutti abbiamo a disposizione lo stesso spazio e le stesse possibilità, ma vi assicuro che anche una semplice vasca da bagno o una piccola vaschetta pieghevole appoggiata nel box doccia possono regalare un po’ di libertà e divertimento ai bambini piccoli (e offrire ai genitori un diversivo semplice ed efficace). Se disponete di uno spazio all’aperto e riuscite a procurarvi una piccola piscina gonfiabile o pieghevole e una sabbiera, sarete in grado di allestire una piccola spiaggia domestica, in attesa di tornare a divertirci su quelle vere! E se siete ancora più fortunati da poter associare alla piscina uno scivolo o altri giochi da giardino, direi che mi prenoto per passare l’estate a casa vostra!

giochi da fare in giardino con i bambini

7. Walkie-Talkie

Per chi non ha spazio, o ha un budget piccolo piccolo da investire, un suggerimento semplice ma efficace può essere quello dei walkie-talkie, che sono perfetti per simulare “l’avventura” anche in un cortile di città o in un appartamento.

8. Semi e bulbi

Un altro grande classico, perfetto per “surrogare” al meglio il contatto con gli elementi naturali. Bastano, ovviamente, qualche bustina di semi, dei bulbi e alcuni vasetti, ma potete anche optare per kit di giardinaggio e orticoltura specifici per bambini. Potete sbizzarrirvi nella creazione di un orto verticale, oppure riciclare pallet o cassette di frutta per realizzare il vostro piccolo orto. Se non disponete neanche di un balcone, potete allestire una piccola serra domestica per piante aromatiche, partendo da un kit completo oppure mettendo assieme i vari componenti.

seminare l'orto con i bambini

Come vi state attrezzando per questa insolita bella stagione? Avete altri suggerimenti per rendere la “fase 2” della pandemia da Coronavirus più divertente per i bambini? Scriveteli nei commenti o sulla mia pagina Facebook!

 

Post realizzato con l’assistenza di Wickey e Fatmoose

giochi da esterni in legno

 

12 Maggio 2020 6 Commenti
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Una seconda infanzia (ancora più felice)

by Silvana Santo - Una mamma green 2 Marzo 2020

Quando avevo 10 anni, mio cugino più grande andò in viaggio a Praga con la scuola e mi portò in regalo un coniglio azzurro di peluche con l’aspetto un po’ creepy e un’etichetta “made in Cecoslovacchia” che di lì a pochi mesi sarebbe diventata preistoria geopolitica. L’ho amato molto, quel pupazzone post-sovietico della mia tarda infanzia, al punto da non riuscire a separarmene, una volta conclamata definitivamente la mia adultezza. Con lui, ad aspettare pazienti per 25 anni, sono rimasti le bambole Luigi, Ciuffolotto e Sbrodolina, le mie 4 Barbie vintage, il pagliaccio Cipolla e il cane a batterie Fox, regalo del mio amato zio che da 20 anni manca ogni giorno, come il giorno in cui ci ha lasciati.

Da alcuni mesi, il pupazzo praghese è diventato il compagno della nanna di Flavia. Lo ha chiamato Giulio Coniglio, come l’adorabile personaggio di Nicoletta Costa, e lo tiene stretto a sé per mandare via la paura del buio e dei brutti sogni. Le mie adorate bambole sono state ripulite e coperte con nuovi vestiti, per Luigi abbiamo costruito un ciucciotto nuovo utilizzando il retro di una di quelle caramelle a forma di succhietto che si comprano dalle bancarelle.

Adoro poter passare di nuovo del tempo in compagnia dei miei vecchi giocattoli. Cullare le mie bambole, spalancare la mano destra lasciando che gli shangai colorati si sparpaglino sul tavolo, affondare le mani tra le mie biglie di vetro, mescolare il vecchio mazzo di carte napoletane per iniziare l’ennesima partita a scopa con Davide, spazzolare la chioma iridata del mio unicorno Minipony. Tutto mi riporta all’istante indietro nel tempo, come se i decenni non fossero mai passati e se io fossi ancora la bambina chiacchierona, decisa e spensierata che sono stata fino all’adolescenza. Non vedo l’ora di tirare fuori il Monopoli e le scatole di Hotel e Crack.

Ed è ancora più bello quando mi capita di ritrovarmi tra le mani un giocattolo che avrei desiderato da piccola e ora ho finalmente comprato ai miei figli. Mi sembra di realizzare un desiderio che non sapevo di provare ancora, di fare una coccola alla bimba che sono stata e a quella che, in fin dei conti, resterò per tutta la vita.

Sarò forse un’immatura. Ma avere avuto dei bambini mi ha regalato, inaspettatamente, una specie di tempo supplementare. Una seconda possibilità, una coda insperata di infanzia e di (relativa) spensieratezza che, soprattutto in questi ultimi anni che si stanno rivelando per me tutt’altro che spensierati, spesso è una boccata d’aria. Una vera salvezza.

Non è mai troppo tardi, in fondo, per avere un’infanzia (ancora più) felice (Semicit.).

2 Marzo 2020 4 Commenti
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come scegliere la torre montessoriana
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La torre montessoriana e altri modi per rendere autonomi i bambini

by Silvana Santo - Una mamma green 9 Dicembre 2019

I bambini sono per loro natura indipendenti e curiosi, perciò una torre montessoriana e qualche altro accorgimento pratico possono aiutarli nel loro processo istintivo di conquista dell’autonomia. Se vi state chiedendo cosa sia una torre montessoriana e a cosa possa servire, andate avanti nella lettura e lo scoprirete.

Cos’è la torre montessoriana

La torre Montessori è una sorta di sedia dotata di scalini e protezioni, che consente ai bambini di arrampicarsi in totale sicurezza e trovarsi più facilmente ad altezza “di adulto”. In questo modo, si permette ai più piccoli di raggiungere “il centro della scena” esattamente come i grandi e di partecipare ad attività per loro molto interessanti. Per questa ragione una sedia montessoriana favorisce l’autonomia di ogni bambino, nonché la sua autostima e consapevolezza.

La torre montessoriana può essere utilizzata, per esempio, per dare la possibilità ai bambini di partecipare alle varie operazioni di cucina – come pelare le carote, sgranare i fagioli, preparare la frutta per la merenda, oppure affiancare un genitore nel lavaggio delle stoviglie, pesare alimenti con la bilancia, impastare un dolce etc – o ancora per permettere loro lavarsi comodamente i denti o raggiungere oggetti, giochi e libri sistemati a una relativa altezza (non è superfluo ricordare, a questo proposito, che la supervisione di un adulto è sempre necessaria!). Scegliendo un prodotto due in uno come CadregOne (leggete oltre per i dettagli), che funga da seggiolone per la pappa e torre montessoriana vera e propria, lo si potrà utilizzare fin dai sei mesi circa, o comunque da quando il bambino riesce a stare seduto, fino ai 3 anni e oltre, sfruttandolo così per un lungo periodo di tempo. Una soluzione del genere, inoltre, è perfetta per le famiglie con fratellini di diverse età: bastano infatti pochi secondi per agganciare la seduta e il vassoio, ottenendo in questo modo un seggiolone adatto a un bambino di pochi mesi. Altrettanto facilmente si può rimuovere la seduta per tornare alla “modalità” torre, perfetta per bimbi più grandi e per tutte le loro attività.

Torre montessoriana 2 in 1 cadregone

Come scegliere la torre montessoriana ideale

Il mercato è pieno di proposte di torri montessoriane, nonché di consigli per realizzare un seggiolone Montessori fai da te, soluzione che però potrebbe rivelarsi poco efficace se non addirittura rischiosa. Il mio consiglio, invece, è quello di scegliere un prodotto che sia sicuro, testato e durevole, realizzato in materiali di qualità, ancora meglio se naturali. La fattura artigianale rappresenta un ulteriore plus, purché ovviamente sia accompagnata dal rispetto di tutti gli standard di sicurezza previsti dalle norme di settore. Per fare una scelta più sostenibile da ogni punto di vista, il mio suggerimento è di scegliere un prodotto che possa essere utilizzato per molto tempo, come il seggiolone Montessori due in uno CadregOne, prodotto in Italia in modo artigianale usando materiali naturali (legno), rinnovabili (bioplastiche compostabili) o riciclabili (acciaio) e vernici certificate dalla norma UNI-EN 71.3, che ne esclude qualsiasi tossicità. CadregOne è un investimento a lungo termine e una scelta green e “salvaspazio”, che consente di avere due prodotti in uno.


I vantaggi di una torre montessoriana “green”

La scelta di un prodotto green presenta tantissimi vantaggi, non solo in termini strettamente ecologici. L’uso quotidiano di un prodotto costruito con criteri di sostenibilità, intanto, corrisponde di solito a una maggiore sicurezza per il piccolo utente. Nel caso di CadregOne, per esempio, si ha la certezza che il bambino venga a contatto (con le mani ma anche eventualmente con la bocca) solo con vernici atossiche e completamente sicure. Una caratteristica che si ripercuote tra l’altro sulla salubrità complessiva dell’ambiente domestico, dal momento che vernici, colle e solventi tossici usati in mobili e complementi d’arredo possono rilasciare sostanze volatili che contribuiscono all’inquinamento indoor. Ma optare una torre montessoriana green come CadregOne significa anche fare una scelta di consapevolezza in termini ambientali: si tratta infatti di un prodotto artigianale realizzato con materiali durevoli, rinnovabili e riciclabili come legno e bioplastiche (plastiche derivate da zuccheri naturali che oltre a essere biodegradabili e computabili si ottengono con un processo produttivo a impatto molto contenuto).

Altri modi per rendere autonomi i bambini: il guardaroba

Il seggiolone Montessori è solo uno dei tanti accorgimenti che si possono adottare per aiutare i bambini a essere più autonomi. Per esempio, l’arredamento della cameretta può essere concepito in maniera da semplificare la scelta dei giochi ma anche le operazioni quotidiane di vestizione e svestizione. Un sistema per promuovere l’autonomia del bambino consiste nel sistemare i suoi indumenti in scaffali e cassetti bassi, così che possa raggiungerli da solo quando è il momento di cambiarsi. Va da sé che bisognerebbe concedere ai figli una relativa libertà di scelta per quanto riguarda l’abbigliamento quotidiano, magari selezionando a monte in fase di acquisto e organizzando il guardaroba in modo da tenere separati gli abiti adatti per la scuola da quelli per le feste o le attività outdoor. Il consiglio, inoltre, è di chiedere al diretto interessato di scegliere tra un paio di alternative, così che l’operazione di scelta non si riveli troppo frustrante o ansiogena per lui.

come usare la torre montessoriana

I giocattoli

L’organizzazione di giochi e libri può aiutare a rendere più veloce il processo di acquisizione di autonomia da parte del bambino. È utile, per esempio, scegliere contenitori che siano leggeri, sicuri e capienti (scatole pieghevoli, contenitori con rotelle, “bauli” in materiale leggero), assegnando uno scopo specifico a ciascun contenitore: se vostro figlio saprà chiaramente qual è il posto delle macchine, quale la cesta dei peluche e quale la scatola delle attività creative, sarà più semplice, per lui, trovare autonomamente quello che gli occorre. E avrà meno scuse per rifiutarsi di rimettere in ordine la cameretta! Noi ci troviamo molto bene con alcuni scaffali colorati di Ikea (che abbiamo personalizzato scrivendo sul dorso cosa contengono) e con dei grandi cesti per bambole e pupazzi.

I libri

Anche i libri dovrebbero essere sistemati in modo che i bambini possano raggiungerli con facilità e scegliere agevolmente cosa hanno voglia di leggere, magari potendo visualizzare direttamente la copertina (specie se si tratta di bambini molto piccoli). Se il materiale è tanto e la libreria grande, la sedia Montessori può eventualmente essere utilizzato anche per raggiungere in sicurezza uno scaffale un po’ più alto. Arrampicandosi sulla sua torre montessoriana, il bimbo avrà facile accesso ai suoi libri, scegliendo in autonomia quello che preferisce.

Bambini autonomi anche in bagno

Nonostante la frenesia quotidiana e la fretta che contraddistingue le giornate di ogni famiglia, anche la routine mattutina e serale del bagno può diventare un’occasione per favorire l’autonomia dei bambini. Un aiuto può venire anche in questo caso dal seggiolone Montessori, che può essere utilizzato dai bimbi per raggiungere più facilmente il lavandino, per esempio. Anche la scelta di detergenti e prodotti naturali e particolarmente delicati può essere utile per incoraggiare i bambini a lavarsi da soli, senza rischi né problematiche. Mettere direttamente a disposizione dei piccoli vasino o riduttore per il water, infine, può renderli più consapevoli e indipendenti nella fase dello spannolinamento.

Il segreto più importante, però, è di non avere fretta. Non esistono, per quanto riguarda la cosiddetta autonomia dei bambini, traguardi da tagliare e scadenze da rispettare. Ogni piccolo ha i suoi tempi, i suoi “punti di forza” e il terreno sul quale, invece, si muove in modo più incerto. Al di là della torre montessoriana e della cameretta a misura di bambino, a ricetta prevede soprattutto una dose generosa di fiducia nelle capacità uniche e straordinarie dei nostri figli.

Post in collaborazione con CadregOne

torre montessoriana ecologica

9 Dicembre 2019 0 Commenti
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cosa non regalare per Natale a un bambino
life

Cinque cose da NON regalare a Natale a un bambino (+ 1)

by Silvana Santo - Una mamma green 5 Dicembre 2019

Tempo di strenne natalizie, di letterine a Babbo Natale, di pacchetti rossi e di liste da spuntare. Non è semplice indovinare il regalo giusto per tutti, ma tra le tante proposte e consigli per gli acquisti, forse può essere utile partire dalle cose da non regalare a Natale a un bambino. Per fare in modo che il regalo non risulti un flop, una delusione o che addirittura crei problemi peggiori, forse è meglio evitare determinati acquisti. Ecco dunque i miei personali suggerimenti, ovviamente del tutto sindacabili!

1. Animali

Questa è per me la prima delle cose da non regalare a Natale. Non importa che sia un cane, un gatto, una cavia o un pesce rosso: un animale non può essere una strenna, a meno che non sia stato espressamente commissionato dopo attenta riflessione. La scelta di adottare un cucciolo non dovrebbe mai essere presa d’impulso, oppure per assecondare la richiesta o il capriccio di un bambino, ma ponderata a lungo e considerando con calma tutte le implicazioni che comporta, inclusi i risvolti finanziari e, ovviamente, la gestione dell’animale in caso di viaggi e vacanze. Non c’è nulla di meno “natalizio” che regalare una bestiola che non sia del tutto gradita, o che rischi di essere poi, nella migliore delle ipotesi, ricollocata presso un’altra famiglia. Se i bimbi desiderano un cucciolo, valutate l’acquisto di un peluche interattivo, oramai ce ne sono di bellissimi.

2. Imitazioni e falsi

Imitazioni e falsi sono in cima alla lista delle cose da non regalare a Natale. Non solo l’acquisto di beni contraffatti – giocattoli, ma anche indumenti, accessori, tecnologia – è un reato. Non solo incentiva gli affari della criminalità organizzata. Non solo rischia di rivelarsi pericoloso per chi si troverà a utilizzare prodotti scadenti e realizzati senza rispetto delle norme in materia di sicurezza (ma anche di lavoro e ambiente). Ma soprattutto, ritrovarsi tra le mani un prodotto di scarsa qualità, destinato magari a durare poco o a funzionare male, si rivela di solito molto frustrante per chi riceve il regalo. Meglio, piuttosto, orientarsi verso acquisti senza “pedigree”, ma che siano magari fatti a mano o locali. Oppure cercare qualche occasione particolare in outlet e spacci aziendali.

3. Videogiochi e cellulari (senza permesso dei genitori)

Giochi tecnologici e cellulari sono, per me, un’altra delle cose da non regalare a Natale, o meglio da regalare solo a determinate condizioni. Far trovare sotto l’albero un cellulare e un videogioco a un bambino potrebbe in effetti renderlo molto felice, ma non è detto che i suoi genitori siano d’accordo sul fatto che il figlio ne riceva uno. Per le ragioni più disparate e personali, infatti, in alcune famiglie si preferisce che i bambini facciano un uso limitato della tecnologia, e in ogni caso è giusto che siano i genitori a scegliere se e quando concedere ai figli l’utilizzo di determinati dispositivi.

4. Profumi

So che i profumi sono un grande classico dei regali natalizi, ma, soprattutto, se destinati a un bambino/a, mi sembrano in franchezza una scelta troppo “rischiosa”, sia perché la scelta della fragranza è davvero molto personale (e questo vale anche per gli adulti, ça va sans dire), sia perché qualcuno può avere problemi di allergia, intolleranza o sensibilità cutanea. Vale anche per i prodotti biologici o naturali, che, non va mai dimenticato, proprio in virtù della loro composizione vegetale possono essere causa di reazioni allergiche anche importanti. Anche in questo caso, vale come sempre il solito distinguo: se conoscete alla perfezione le abitudini del destinatario del regalo, o se i suoi genitori vi hanno fatto una richiesta esplicita, non stata a farvi problemi.

5. Giocattoli maschilisti o sessisti

Fidatevi di me: nessuno ha bisogno dell’ennesimo aspirapolvere rosa marchiato “only for girls” (giuro che esistono davvero cose del genere!) o di un libro trito e ritrito sulla fragile principessa in attesa del suo eroe. Nessuno dice di imporre solo abiti blu notte alle bimbe, o di obbligare i maschi a giocare con Anna ed Elsa, ma penso che possa essere utile a tutti controllare che il messaggio insito nel regalo non avalli atteggiamenti sessisti o maschilisti.

E voi cosa ne pensate? Basta il pensiero oppure anche secondo voi ci sono regali di Natale per bambini che sarebbe meglio evitare?

PS: Ah, certo: se siete arrivati fin qui forse vi starete chiedendo quale sia il +1! Non dovrei essere io a dirvelo, in realtà, ma non si sa mai. A Natale, vi scongiuro, piuttosto presentatevi con un cioccolatino, ma ai bimbi non regalate calzini e mutande!

5 Dicembre 2019 5 Commenti
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i bambini hanno troppi giocattoli
mamma green

I nostri figli hanno troppi giocattoli?

by Silvana Santo - Una mamma green 18 Novembre 2019

I bambini hanno troppi giocattoli? Ultimamente mi ritrovo a chiedermelo, sorpresa dal quantitativo di giochi e gadget accumulati dai miei bambini in poco meno di sette anni. Mi sono sempre considerata un genitore morigerato per quanto riguarda l’acquisto di giocattoli (a volte ho pensato addirittura di negate troppe cose a Davide e Flavia), eppure adesso non posso fare a meno di chiedermi se i miei bambini hanno troppi giocattoli.

bambini con troppi giocattoli

Nelle ultime settimane sto portando avanti una riorganizzazione complessiva della nostra casa e della nostra vita, per andare nella direzione di una maggiore semplicità e sostenibilità ambientale (ed economica). Oltre a rivedere le nostre abitudini quotidiane di spesa, alimentazione, cura del corpo etc, mi sono impegnata in una profonda azione di decluttering in tutti i (pochi) ambienti di casa nostra. L’ultimo weekend è stato dedicato appunto alla camera di Davide e Flavia, nella quale abbiamo cercato di mettere un po’ d’ordine e di selezionare giochi e altre cose da regalare o da buttare via.

Il risultato di questo processo di riordino e decluttering mi ha convinto che forse i miei figli hanno troppi giocattoli… Giochi di società, costruzioni di ogni genere, bambole, pupazzi, travestimenti, attività creative di ogni tipo. Scaffali interi pieni di giocattoli, scatoloni e contenitori traboccanti, gingilli e balocchi che potrebbero bastare per intrattenere una squadra di bambini per un intero decennio. Non che Davide e Flavia non usino, a rotazione, tutti i giocattoli che hanno (anche se soprattutto lei tende a preferire le stesse categorie di giochi), per carità. E devo dire che si tratta per la stragrande maggioranza di giocattoli di buona fattura e di qualità, con i quali mi fa piacere che i miei figli si intrattengano: la paccottiglia “usa e getta” per fortuna è davvero una quota molto marginale dei giochi che riempiono la loro cameretta.

i bimbi hanno troppi giocattoli

Però devo dire che il dubbio che i miei figli abbiano troppi giocattoli ultimamente mi è venuto lo stesso. Mi sembra che a volte, messi di fronte a domanda precisa, non sappiano neanche loro cosa ancora desiderare, o che ogni tanto si trovino quasi disorientati quando, di fronte a tante alternative, si tratta di scegliere a cosa giocare. Soprattutto Davide, in effetti, finisce spesso ad architettare qualcosa di fantasioso o a costruire delle “invenzioni” mettendo insieme fogli di carta, stoffe e altri aggeggi.

Per anni abbiamo cercato di limitare l’acquisto di giocattoli alle sole ricorrenze e ai ricordi di viaggio. Ai giochi comprati, si sono aggiunti quelli, spesso molto belli, ereditati dalle cuginette e da me stessa. Non abbiamo l’abitudine, tanto per dire, di passare in edicola a comprare giochini e sorpresine, né di attingere ai distributori a monete di palline e simili. Eppure, di fatto, ci ritroviamo pieni di giocattoli, tanto che potremmo davvero non prenderne più fino all’adolescenza ancora lontana di Davide e Flavia.

tanti giocattoli in casa

Voi cosa ne pensate? Siete messi come noi? Secondo voi i bambini hanno troppi giocattoli?

18 Novembre 2019 8 Commenti
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life

Mamma, giochiamo?

by Silvana Santo - Una mamma green 16 Gennaio 2019

Se ricevessi un soldino ogni volta che uno dei miei figli mi chiede di giocare, diventerei presto milionaria. I miei figli passerebbero ogni momento della loro giornata giocando, ed entrambi sono ben felici di coinvolgermi nelle loro “avventure” quotidiane. Flavia, in particolare, necessita ancora molto della mia presenza durante i suoi giochi, che sono per lo più giochi di ruolo in cui ciascuna delle due (e degli eventuali altri partecipanti) deve impersonare qualcuno: tipicamente, a me tocca la parte della maestra, o della mamma, ma anche della cliente di ristorante, della veterinaria, dell’hostess di volo eccetera. Questa del (tanto) tempo passato giocando coi figli è una delle (tante) cose per cui ogni tanto vado in crisi, facendo l’errore di paragonare il nostro assetto familiare a quello che mi pare abbiano altre famiglie, per quello che può trasparire all’esterno.

Gioco troppo insieme a Flavia e Davide? Dovrei fare in modo che loro si abituino a fare a meno della mia partecipazione? In tempi in cui impazza il culto della precoce autonomia – reale o presunta – dei bambini, mi viene di farmi queste domande. Non sono preoccupata per la definizione dei ruoli all’interno della nostra famiglia: i miei figli sanno bene che il loro papà e io non siamo degli amici, e che il nostro compito va ben oltre la condivisione dei giochi e del divertimento. Eppure sono circondata da genitori orgogliosi per il fatto che i loro bambini, coetanei o magari più piccoli dei miei, “sanno giocare da soli” per tutto il loro tempo libero, e questo ogni tanto mi lascia pensare.

A me piace giocare. Mi piace farlo in generale e mi piace farlo con Davide e Flavia. Mi piacciono i giocattoli, mi piace pasticciare, adoro travestirmi (mi diverto un po’ meno coi giochi di ruolo), anche se è un grande impegno investire così tanto tempo e una mole considerevole di energie mentali e fisiche nel giocare ogni giorno insieme ai miei figli. E a volte mi capita di trovarmi a rimandare incombenze pratiche (bucato da stendere, cena da preparare, aspirapolvere da passare) perché Flavia mi chiede insistentemente di giocare con lei, o addirittura di recuperare in serata scadenze di lavoro dopo aver trascorso parte del pomeriggio a giocare con lei o con suo fratello.

Forse sbaglio? Forse hanno ragione le schiere di madri che raccontano – non senza un pizzico di autocompiacimento – di sottrarsi sistematicamente alle richieste ludiche dei figli? Di “averli abituati” all’autonomia, o di aver lasciato a papà e nonni l’esclusivo appannaggio del gioco? Io so soltanto che una delle ragioni (magari futili o puerili, d’accordo) per cui ho deciso di fare dei figli era quella di poter giocare insieme a loro. Che il gioco diventa ogni giorno un’occasione di fornire loro stimoli di valore e dosi generose di fiducia, oltre che di passare il tempo e divertirsi. E che assistere allo spettacolo quotidiano della loro immaginazione in tumulto è una continua sorpresa.

Avranno tempo per fare a meno della mia presenza, e io per sentire la mancanza dei loro: “Mamma, giochiamo?”.

16 Gennaio 2019 10 Commenti
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come intrattenere i bambini in aereo
viaggi

Come intrattenere i bambini in aereo: i miei consigli

by Silvana Santo - Una mamma green 5 Dicembre 2018

Intrattenere i bambini in aereo rischia di essere l’incubo di qualsiasi viaggiatore che si trovi alle prime esperienze di viaggio con i figli. Un po’ perché le particolari condizioni – spazi ristretti, regole rigide su cinture, tavolino etc – rendono l’esperienza potenzialmente problematica, un po’ perché non sempre le compagnie aeree e i gli altri passeggeri spiccano per sensibilità e tolleranza nei confronti dei viaggiatori formato famiglia. Io sono ormai relativamente “navigata” (mio figlio Davide ha visitato 11 paesi in quasi sei anni di vita, alcuni dei quali più volte), ma non nego di partire sempre con un pizzico di apprensione. Salvo rari e brevi momenti di difficoltà – facciamo i debiti scongiuri! – finora ce la siamo sempre cavata grazie a una serie di trucchi, che mi fa piacere condividere con voi. Ecco quindi di miei consigli per intrattenere i bambini in aereo.

1. Puntare sull’effetto sorpresa

Il che significa, in parole povere, procurarsi un giochino nuovo da consegnare al piccolo viaggiatore nel momento di salire in aereo. Di solito, questo garantisce un picco di interesse verso il giocattolo che, a seconda dell’età e del carattere del bambino, dovrebbe garantire da qualche minuto a diverse ore di intrattenimento aereo assicurato.

2. Concedere qualche peccato di gola

Intrattenere i bambini in aereo è più facile se decidete di concedere qualche snack o dolcetto in più rispetto ai normali standard casalinghi. Oltre a distrarre il piccolo dalla noia, avere qualcosa da sgranocchiare gli permetterà di limitare o eliminare del tutto eventuali fastidi alle orecchie in fase di decollo e atterraggio (deglutire aiuta a compensare le variazioni di pressione). E, se non altro, dovrebbe tenergli la bocca impegnata per qualche minuto.

intrattenere i bambini in aereo

3. Intrattenere i bambini aereo: spazio alla creatività

Se vi apprestate a viaggiare in aereo con un bambino di almeno 3 anni, avete solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda le attività creative da proporgli per intrattenerlo nelle ore di volo. Le vostre opzioni comprendono:

– albi da colorare (ma attrezzatevi di pastelli a cera e o tempere solide, così non avrete il problema delle punte da rifare e dei residui sparsi in giro)
– libri con adesivi
– trasferelli: esistono ancora, sì: potete acquistarli anche su Amazon.
– puzzle magnetici (ne trovate da Tiger, ma anche online)
– schede cancellabili con disegni e giochini (noi amiamo molto quelle Usborne, le trovate qui)
– libri attività o di “enigmistica per bambini” di vario genere (ottimi sempre gli Usborne, ma ne trovate anche da Ikea)
– lavagnette cancellabili: quelle classiche “magnetiche” o anche quelle ad acqua, che sono molto carine e facili da trasportare
– giochi da viaggio: memory, domino, tris, etc. Ovviamente scegliete cose piccole, leggere e senza troppi componenti che rischiano di perdersi in aereo
– plastilina (ma attrezzatevi con una tovaglietta di stoffa o di plastica per proteggere il tavolino dell’aereo)

4. Uso consapevole della tecnologia

A casa nostra i bambini fanno un uso direi molto parco della tecnologia e degli audiovisivi: guardano circa tre quarti d’ora di cartoni animati dopo cena, qualcosa in più nel weekend (di solito film di animazione o per bambini). Niente cellulari, niente videogiochi né YouTube, ma in viaggio e solo in viaggio permettiamo loro di usare, senza abusarne, un tablet con film o cartoni adatti a loro e app adatte alla loro età, con semplici giochi educativi, di ruolo o di logica: colori, puzzle, sequenze, Lego, etc. Se decidete di utilizzare strumenti del genere per intrattenere i bambini in aereo, non dimenticate le cuffie per bambini, così da non disturbare gli altri passeggeri. Il mio personale consiglio, inoltre, è di affiancare comunque il più possibile i vostri figli nell’uso del tablet.

5. Rendere il viaggio più confortevole

Più che un mezzo per intrattenere i bambini in aereo, questo è un accorgimento per rendere più comoda, e quindi si spera più serena, la loro permanenza a volo. Dai cuscini ai poggiapiedi gonfiabili, dalle valigie che si trasformano in “lettino”, il mercato offre molte opzioni possibili, ma occorre sempre verificare che le compagnie aeree permettano l’uso dei dispositivi in questione. Personalmente, vi consiglio di attrezzarvi con delle pantofoline morbide (quelle con suola in pelle o in tessuto, per esempio) da far indossare ai piccoli durante il volo.

In ogni caso, la dedizione, la fantasia e la pazienza sono i trucchi più efficaci per intrattenere i bambini in volo. Come al ristorante, a casa e in qualsiasi altro posto, del resto!

E voi? Avete dritte o segreti da condividere sui viaggi in aereo con bambini?

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5 Dicembre 2018 1 Commenti
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bambini che non giocano
life

Bambini che non giocano

by Silvana Santo - Una mamma green 12 Novembre 2018

Vanno a scuola, spesso a tempo pieno. Fanno sport fin da molto piccoli, almeno due volte a settimana (e no, lo sport non conta come “gioco”, perché non è un “gioco libero”, ma un’attività strutturata, mediata da adulti e disciplinata da regolamenti, ruoli e obiettivi imposti dall’esterno). Prendono lezioni di lingue straniere o di musica. Nel fine settimana sono sommersi di laboratori, letture, visite guidate, attività creative di ogni genere. Passano ogni giorno più o meno tempo davanti alla TV o guardando video su Youtube. E poi naturalmente ci sono le feste di compleanno – rigorosamente in ludoteca, con i gonfiabili e la babydance – le serate in pizzeria, magari anche le vacanze con animazione, gonfiabili e balli di gruppo.

Mi chiedo se non stiamo tirando su una generazione di bambini che non giocano più. Perché non ne hanno il tempo materiale, da una parte, e perché non sono neanche del tutto capaci di farlo, in un certo senso. Perché noi non diamo loro la possibilità di acquisire gli strumenti necessari, l’attitudine, la forma mentis. I nostri figli sono pieni di giocattoli, elettronici e analogici, ma di fatto quanto giocano “davvero”? Riescono a trovare ogni giorno parentesi di tempo e tranquillità e anche la quota indispensabile di noia che serve per pascere l’immaginazione e attivare la creatività? Riusciamo, noi adulti con l’orologio ai polsi e la smania di “stimolarli”, a garantire loro un sacrosanto spazio quotidiano in cui possano effettivamente decidere cosa fare e come farlo, senza istruzioni, suggerimenti o direttive da parte degli adulti?

Un bambino non è un bambino se non gioca. Se non può giocare e se non è capace di farlo. Se non trova il tempo e lo spazio per imparare a farlo, da solo e in compagnia. Un bambino non è un bambino se non gioca tutti i giorni, per tanto tempo. Perché è giocando che si impara la vita, che si esorcizzano i mostri, che si fa esperienza della mediazione, del conflitto, del compromesso e della sconfitta. È giocando che un bambino si misura coi propri limiti, che si obbliga a superarli o si rassegna a conviverci. Che si cimenta con la condivisione, ma si abitua anche a godere della compagnia di se stesso.

Una generazione di bambini che non giocano è una generazione di bambini a metà, destinata ad avere, una volta raggiunta la condizione adulta, necessariamente qualche vuoto da riempire.

12 Novembre 2018 1 Commenti
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Mi chiamo Silvana Santo e sono una giornalista, blogger e autrice, oltre che la mamma di Davide e Flavia.

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