Una mamma green
  • HOME
  • CHI SONO
    • DICONO DI ME
    • MEDIAKIT
    • IL MIO CURRICULUM
  • ESSERE MADRE
  • ESSERE GREEN
    • MENO PLASTICA
    • ABBIGLIAMENTO SOSTENIBILE
    • COSMETICI BIOLOGICI
    • PANNOLINI ECOLOGICI
    • NATURA
    • RIMEDI NATURALI
    • ANIMALI
    • ALLATTAMENTO
    • BABYWEARING
    • COSLEEPING
  • ESSERE IN VIAGGIO
    • CAMPANIA
    • ITALIA
    • EUROPA
    • MONDO
  • COLLABORAZIONI
  • CONTATTI
Una mamma green
  • HOME
  • CHI SONO
    • DICONO DI ME
    • MEDIAKIT
    • IL MIO CURRICULUM
  • ESSERE MADRE
  • ESSERE GREEN
    • MENO PLASTICA
    • ABBIGLIAMENTO SOSTENIBILE
    • COSMETICI BIOLOGICI
    • PANNOLINI ECOLOGICI
    • NATURA
    • RIMEDI NATURALI
    • ANIMALI
    • ALLATTAMENTO
    • BABYWEARING
    • COSLEEPING
  • ESSERE IN VIAGGIO
    • CAMPANIA
    • ITALIA
    • EUROPA
    • MONDO
  • COLLABORAZIONI
  • CONTATTI
Tag:

giocare

giochi da giardino bambini autunno
lifepost sponsorizzati

Giochi da giardino: perché dovrebbero essere obbligatori (anche in autunno)

by Silvana Santo - Una mamma green 24 Settembre 2018

Se c’è una cosa che ho imparato viaggiando verso nord, sia in estate che in inverno, è che non esiste il cattivo tempo (semmai esiste il cattivo abbigliamento). Perché se vivi al nord, c’è poco da fare: la scelta di portare i tuoi figli a divertirsi con i giochi da giardino non può essere condizionata dalla situazione meteo. È una cosa che davvero invidio, a chi vive a latitudini più settentrionali della mia: non certo il clima con cui devono convivere, ma la capacità di stare all’aria aperta, con i figli o meno, anche nelle stagioni più “ostili”. Di godere della meraviglia e del piacere della natura davvero per tutto l’anno.

È uno dei miei propositi più granitici per l’autunno: respingere la mia attitudine da mamma italiana a chiudere in casa i miei figli, sistemare il nostro minuscolo spazio verde (che al momento versa in condizioni di grande trascuratezza), attrezzarlo con un po’ di giochi da giardino e portare i bambini a giocare fuori anche quando il tempo sarà incerto. Bastano, dopotutto, le scarpe adatte e un abbigliamento impermeabile, come appunto sanno benissimo quelli che abitano dove piove per dieci mesi l’anno.

giochi da giardino bambini

Vincere la pigrizia e la tristezza che le uggiose giornate autunnali a volte si portano dietro. Superare l’italica convinzione per cui l’umidità e il freddo rappresentano minacce terribili per la salute dei bambini, e uscire a spingere l’altalena in giardino (o al parco pubblico) anche da ottobre a marzo. Perché il benessere che deriva per grandi e piccini dal tempo trascorso all’aria aperta è di gran lunga superiore rispetto ai disagi causati dal meteo autunnale. Perché chiudersi in casa è malsano. Perché i rischi reali per la salute dei bambini derivano soprattutto dai germi che circolano negli ambienti chiusi e affollati, e non certo dal vento e da un po’ di pioggia. Perché passare interi pomeriggi stretti tra quattro mura

Vivere l’autunno fuori casa. Godersi il parco giochi e i giochi da giardino tutto l’anno. Forse è un piccolo semplice passo nella direzione della felicità.

Post offerto da Wickey, azienda tedesca che produce (in Germania) attrezzatura per parco giochi per bambini e giochi da giardino in legno, di alta qualità e durevolezza garantita, che possono essere assemblati direttamente dall’acquirente e, se lo si desidera, ingranditi nel tempo con l’acquisto di moduli supplementari. Oltre alle torri da gioco e da arrampicata, Wickey produce scivoli, altalene, sabbiere e casette in legno, e di recente ha introdotto anche una linea di letti per bambini. Oltre che per famiglie e privati, i giochi da giardino Wickey sono adatti anche per asili, scuole e ludoteche.

24 Settembre 2018 0 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
giocare all'aperto poolgarden
mamma greenpost sponsorizzati

Perché i bambini devono giocare all’aperto

by Silvana Santo - Una mamma green 10 Agosto 2018

I bambini hanno sempre meno occasioni di giocare all’aperto. La vita in città, lontana dall’ambiente naturale e scandita da impegni strutturati e attività programmate, spesso nega loro il diritto di passare del tempo divertendosi spontaneamente all’aria aperta, su un dondolo o in una casetta da giardino. Tempo davvero libero, destinato al gioco spontaneo e al riavvicinamento alla natura. Tempo che scarseggia per tutti i nostri figli, e che invece è prezioso e sarebbe fondamentale, per tante ragioni diverse. Io ne ho trovate cinque, ma voi saprete allungare la lista.

1. Giocare all’aperto fa bene alla salute

L’esposizione al sole permette all’organismo di fissare la vitamina D, una sostanza indispensabile per la crescita e il benessere di bambini e adulti. Il gioco libero all’aperto – saltare su un tappeto elastico, scavare in una sabbiera, giocare a calcio su un prato – favorisce il movimento sano e previene l’obesità.

2. Giocare all’aperto migliora l’umore

Il contatto con la natura, anche quando si tratta semplicemente del giardino di casa, migliora l’umore dei bambini, previene i disturbi dell’attenzione, l’iperattività e finanche la depressione (ne avevo parlato anche in questo vecchio post). Anche per gli adulti, passare del tempo all’aperto, riducendo la distanza che ogni giorno ci separa dagli elementi naturali come la luce del sole, le foglie, gli uccelli, la terra etc, è garanzia di benessere e serenità.

benefici del giocare all'aperto

3. Giocare all’aperto favorisce la socializzazione

Quando giocano all’aperto, i bambini sono più propensi a collaborare e condividere spazi e strumenti. Hanno più spazio fisico a disposizione e meno oggetti materiali da contendersi e sono istintivamente stimolati a organizzare giochi e attività che permettono la socializzazione: da una corsa in bicicletta a una caccia al tesoro, dal gioco di ruolo all’esplorazione della natura. All’aperto i bambini litigano di meno e collaborano di più.

4. Promuove la resilienza e la fiducia in se stessi

Passare del tempo all’aria aperta espone inevitabilmente a piccoli incidenti innocui: ginocchia sbucciate, vestiti macchiati, scarpe rotte. Esperienze fondamentali per aumentare la propria sicurezza e crescere con la convinzione che non è importante mantenere la perfezione apparente, ma vivere appieno, sperimentare, cadere, rialzarsi e sporcarsi le mani. Anche letteralmente.

5. Stimola il gioco autonomo

Quando i bambini possono stare all’aperto, hanno molte più opportunità di gestire il gioco in modo spontaneo e autonomo, senza l’adulto di turno (genitore, insegnante, animatore etc) che stabilisca le regole, gestisca i turni, fornisca strumenti e spunti per articolare il gioco stesso. All’aperto sono i bambini che organizzano le sfide, formano le squadre, gestiscono i turni per l’altalena e lo scivolo. Diventano più grandi, più consapevoli, più liberi. E secondo me anche più felici.

giocare all'aperto poolgarden

Post in collaborazione con Poolgarden, azienda di giochi da giardino per bambini. Tra i suoi prodotti di punta rientrano casette in legno, altalene, scivoli, biciclette e tricicli, ma il catalogo Poolgarden include anche strumenti per tante attività sportive da fare all’aperto.

10 Agosto 2018 1 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
giochi per bambini piccoli da fare a casa
mamma green

Come intrattenere i bambini piccoli a casa e in viaggio

by Silvana Santo - Una mamma green 21 Marzo 2018

Ricevo spesso richieste di consigli sui giochi per bambini piccoli da proporre a casa o in viaggio, o messaggi preoccupati di mamme i cui figli di pochi anni “non giocano con niente”. Devo dire che anche io, quando Davide era molto piccolo, mi sono trovata a volte in difficoltà nell’inventarmi delle attività che potessero intrattenerlo per più di qualche minuto. Il consiglio principale consiste nell’avere pazienza, e nel tenere a mente che è del tutto normale che i bambini piccoli abbiano un’attenzione molto labile, o che non riescano da subito a giocare “da soli” con bambole, macchine e simili. A parte questo, la mia esperienza suggerisce di evitare di proporre soltanto giocattoli “strutturati”, magari ispirati al merchandising dei cartoni di moda, e di provare a riscoprire attività un po’ vintage e rudimentali, che permettano ai bambini di tenersi impegnati senza dover seguire delle direttive precise e liberando la loro immaginazione (questi giochi per bambini piccoli, tra l’altro, costano anche molto meno dei tanti gadget brandizzati o elettronici).

Eccovi dunque delle idee forse banali ma collaudatissime per intrattenere i vostri figli ancora piccini.

I travestimenti

Mago, pirata, principessa, fata, cavaliere, dottore, fantasma, supereroe, pecora, farfalla e chi più ne ha più ne metta. I travestimenti vanno fortissimo con i miei figli di 5 e 3 anni, tanto che abbiamo destinato allo scopo un “baule” (è un contenitore di Ikea con le rotelle, a dire il vero) apposito. Potete utilizzare i classici costumi di carnevale o anche semplici maschere e decorazioni che trovate in molti negozi per pochi spiccioli (basta un frontino con le orecchie per trasformarsi in un gatto, o una spada di gommapiuma per diventare un cavaliere). Se avete un po’ di talento, di tempo e di pazienza, potete anche divertirvi a fare i travestimenti in casa, così da assicurarvi un doppio divertimento.

La scatola dei “lavoretti”

A casa nostra, in questo periodo, è forse l’attività più gradita dai minorenni che vivono sotto il mio tetto. La nostra maxi scatola dei lavoretti contiene materiali di ogni sorta acquistati online, in merceria, da Tiger e in altri negozietti di paese: colla, forbici, scotch, stecchette di legno, scovolini, gemme da incollare, occhi adesivi, palline “pelose” di varie dimensioni, fogli di feltro da ritagliare e incollare, glitter, letterine adesive e simili. Davide e Flavia amano talmente tanto questo passatempo, tra l’altro estremamente economico, che ho deciso di preparare una versione in miniatura della “scatola dei lavoretti” da portare con noi quando viaggiamo. Due accorgimenti importanti: è meglio dotarsi di una incerata per prevenire disastri e, soprattutto, fornirsi di molta pazienza per i pasticci che potrebbero capitare.

Mattoncini classici

Ho notato che la maggior parte dei set di costruzioni, oramai, propone delle istruzioni da seguire e un modello particolare da realizzare. Invece mi sembra che, almeno con i bambini piccoli, funzionino meglio i semplici mattoncini colorati, che permettono di progettare e costruire liberamente, senza alcuna indicazione. Scegliete ovviamente quelli adatti all’età dei vostri figli.

Colore, colore e ancora colore

I miei figli colorerebbero qualsiasi cosa. Per questo consiglio come giochi per bambini piccoli – e li regalo spesso – tutte le infinite opzioni che il mercato offre in questo settore: pennarelli lavabili, acquerelli (Ikea o Tiger ne hanno di molto economici), gessetti colorati (noi abbiamo trasformato una parete della cameretta in una lavagna, utilizzando dei fogli adesivi di facile applicazione e a basso costo), pastelli a cera. E una cosa che ho scoperto da poco, ma adoro senza se e senza ma: le tempere “secche”: tubetti simili a rossetti o colle stick che in realtà sono colori a tempera, puliti, brillanti, coprenti ed estremamente confortevoli da usare.

Giardinaggio

Per il suo ultimo compleanno, Davide ha ricevuto, tra le tante cose, un kit per la coltivazione casalinga dei funghi. Sembrerebbe un regalo insolito, ma è stato apprezzato tantissimo, dall’apertura della scatola fino alla consumazione del risotto preparato con quei funghi “fai da te” (grazie ancora, Eli!). È solo una delle tante opzioni per fare un po’ di giardinaggio con i bambini, anche senza disporre di un giardino o di altri spazi all’esterno. I bambini piccoli ameranno pasticciare con la terra, ma anche occuparsi quotidianamente della loro piantina, e osservare i frutti del loro impegno.

Giochi per bambini piccoli: la manipolazione

Non solo la classica plastilina, ma anche il Das, la pasta di sale o, in mancanza d’altro, l’impasto per la pizza. Non sarà il più moderno dei giochi per bambini piccoli, ma spesso risolve la crisi di noia, dal momento che avere le mani in pasta piace alla maggior parte dei bimbi di pochi anni. Chi volesse un gioco di manipolazione più “evoluto” può provare la sabbia cinetica (io ho provato anche a farla in casa, una volta, ma con scarsi risultati), che ha il vantaggio di essere molto piacevole da manipolare, ma meno slegata della sabbia vera e propria, e quindi più facile da pulire.

Il body painting

Che per mia figlia Flavia, dall’alto dei suoi 3 anni, è una vera e propria passione. Lei li chiama “tatuaggi” (a volte la chiamiamo Fedez), e non si limita a decorare il suo stesso corpo, ma a ornare di capolavori colorati tutti i membri della famiglia, nonché diversi malcapitati giocattoli. Scegliete un prodotto lavabile con acqua e di un marchio affidabile, e fate attenzione alla pulizia e alla manutenzione dei pennelli.

Frutta e ortaggi

Il cibo vero piace molto ai bambini, forse per le sensazioni tattili e olfattive che restituisce. Ci si può giocare al “ristorante” o al “mercato” o, semplicemente, quando i bambini sono davvero molto piccini, manipolarli, spremerli, annusarli etc, magari evitando di rovinarli e usandoli poi per cucinare sul serio, in modo da far passare il messaggio che il cibo non va sprecato. Uno dei giochi per bambini piccoli davvero low cost e sempre disponibile.

Sorella acqua

Per tanto tempo è stata la nostra “ultima spiaggia” (è proprio il caso di dirlo) nelle giornate più difficili, e ancora confesso di ricorrervi quando i pomeriggi diventano interminabili. Ai bambini piace un sacco giocare con l’acqua, che sia per sguazzarvi, per fare i travasi, per lavarci le macchinine o le bambole. Bisogna attrezzarsi nel modo migliore possibile (noi non abbiamo la vasca, per esempio, quindi ricorriamo a contenitori e bacinelle varie) proteggere le cose che non devono bagnarsi e ignorare le eventuali critiche di chi cercherà di convincervi che “così si ammalano”.

Giochi strutturati e giocattoli veri e propri (bambole, veicoli, pupazzi, pentoline, primi giochi di società etc) oltre ai libri di qualsiasi tipo vanno benissimo, ovviamente. Ma per la mia esperienza sono utilizzati più a lungo e con maggiore soddisfazione solo dai bimbi che abbiano almeno 3 o 4 anni, ed è sempre una buona idea alternarli ad attività creative e meno “vincolanti” come quelle che vi ho proposto nel post.

Avete altri suggerimenti o idee particolari da aggiungere? Dite la vostra nei commenti o sulla mia pagina Facebook.

21 Marzo 2018 1 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
lifepost sponsorizzati

Regali di Natale per i bambini: la mia ricetta e 7 idee originali

by Silvana Santo - Una mamma green 14 Novembre 2017

Tra i regali di Natale per i bambini, quest’anno, ci metterei per prima cosa un pizzico di autentico candore. Un po’ di tenera credulità, qualche manciata di ingenuità minuscola, perché mi pare che oggi siano merce rara, anche tra i bimbi più piccini.

Che non manchi, sotto l’albero, anche una dose generosa di niente. Per compensare il “troppo” che, in buona fede e con tutto il nostro amore, diamo ogni giorno ai nostri figli. Perché noi vorremmo solo che fossero felici, ma a volte quello che servirebbe loro è soltanto silenzio, e spazio per esistere, e la nostra presenza incondizionata e incrollabile.

Vorrei impacchettare, insieme ai regali di Natale per i bambini, qualche scorta di natura extra. Non solo quella infiocchettata dei giardini all’italiana e dei parchi con le altalene, ma anche e soprattutto la natura incasinata, libera, senza confini. E la natura invernale: un po’ buia, fredda, umida. Quella che, chissà perché, a volte ci fa paura e invece è preziosa e salutare sempre e comunque.

E aggiungerei, senza esitare, le regole fondamentali e qualche eccezione che le confermi. Una moratoria incondizionata sui dolci consentiti, tante lucine e musica natalizia quanto basta. Ma natalizia che più natalizia non si può. Senza dimenticare, però, la facoltà di scegliere se rispettare le tradizioni o infrangerle, a Natale e non solo. Una cosa che dovremmo insegnare a noi stessi, prima che ai nostri bambini.

Sono proprio questi, i regali di Natale che vorrei fare ai miei figli: cose che in fondo non mi dispiacerebbe trovare a mia volta sotto l’albero. Ma penso anche che la mattina di Natale, accanto al piattino con le briciole dei biscotti lasciate da Santa Claus, non debbano mancare i pacchetti da scartare sul serio. Non occorre che siano costosi o giganteschi, ma è fondamentale che siano colorati e curiosi. E sopratutto che vengano scelti con cura, pensando ai gusti e alle attitudini di chi li riceverà.

Eccovi qualche idea davvero originale per i regali di Natale, che non rischia di deludere chi riceve la strenna e anche chi la fa (perché non sono solo i miei figli, a manifestare senza alcuna censura l’eventuale non gradimento dei regali ricevuti, vero?):

1. La piccola lampada unicorno per i bambini che credono nella magia. Perché si sentano legittimati a farlo e abbiano un nuovo pretesto per non smettere mai.

regali di natale troppotogo2

2. La macchina per lo zucchero filato per i bimbi golosi: perché l’infanzia non può che essere la quintessenza della dolcezza. In tutti i sensi.

3. La lavagna adesiva per i bambini creativi. Perché ogni cucciolo d’uomo dovrebbe godere del diritto insindacabile a una parete da scarabocchiare senza rimorsi.

lavagna adesiva Troppotogo

4. Il ping pong istantaneo per i bambini sportivi. Quando la voglia di giocare si manifesta, va assecondata immediatamente!

5. La mappa del mondo da grattare, perfetta per i bambini viaggiatori. Perché possano scoprire il mondo un pezzettino alla volta, e soprattutto immaginarlo prima ancora di averlo scoperto.

mappa mondo troppotogo

6. Per i bambini e le bambine che amano la scienza e le scoperte, c’è il kit in legno T-Rex fai da te. Roba che io, qualche anno fa, avrei fatto carte false per averne uno.

7. E per i bambini in crescita, che magari non si sentono più tanto “bambini” ma che in fondo al cuore lo sono ancora: l’unità per controllare gli aeroplani di carta con lo smartphone.

aeroplani carta troppotogo

Post in collaborazione con Troppotogo, l’eshop più originale della rete, dove potrete trovare regali di Natale per ogni gusto e per ogni tasca, per bambini e non solo. Idee curiose, innovative e divertenti, per stupire, stimolare e coccolare chi amate.

gessetti e lavagna adesiva

14 Novembre 2017 0 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
essere madre

Gli amici dei miei figli sono miei amici (per forza)

by Silvana Santo - Una mamma green 30 Gennaio 2017

Fai un figlio e dai per scontato che riempirà la tua vita per diversi lustri. Ne fai un paio, di marmocchi, e ti aspetti come sia ovvio che da quel momento ne avrai due, di piccoletti a farti compagnia. Al massimo tre se, come la sottoscritta, hai la fortuna di avere anche un figlioletto quadrupede.

Quello che forse non ti aspetti è che la tua vita sarà invece molto affollata,  grazie alla presenza di una quantità sempre crescente di compagni di gioco di pelo, stoffa e plastica. Regalati da parenti e amici, ereditati, acquistati da te stesso in un impeto di lieve masochismo, scelti come ricordo di viaggio. Poco importa la loro provenienza, diventeranno presenze ineluttabili nella tua vita quotidiana di madre.

A casa nostra, per esempio, al momento ospitiamo in pianta stabile:

Johnny, l’orsetto dal sangue british.

Due bambole di pezza con fattezze femminili, ambedue ribattezzate Flavia.

Una bambola con fattezze maschili, che come a questo punto sarà forse ovvio, si chiama Davide.

Un bambolotto di Ikea con la pelle color cioccolato e i vestiti verdi, il primo a entrare in casa nostra dopo la nascita del primogenito. Si chiama Peppe, in onore di un vecchio amico di scuola del suo proprietario.

Due esemplari di una bizzarra specie di elefante nano (per fortuna!) e maculato, che rispondono entrambi al nome di Sassolino.

Una coppia di orsacchiotti identici. Quello di Davide si chiama – nientemeno – Orsacchiotto, quello di Flavia pure, solo che lei lo pronuncia “Cacchiotto” (e su questo mi astengo dai commenti).

La minuscola scimmietta Gegè, l’impavido SuperGattino e un cagnetto adorabile che un giorno si è macchiato e io non sono mai riuscita a pulire per bene.

Un gufo con gli occhi enormi, un cane che abbaia davvero, una coppia di pappagalli comprati a Tenerife e un coniglio celeste, fabbricato in Cecoslovacchia nel 1991, che è stato mio e adesso appartiene ai miei figli.

Ovviamente non manca la squadra dei personaggi cinematografici e televisivi: una Peppa Pig, un Topolino ereditato dalle cuginette, un pesce Nemo salvato dall’acquario di Barcellona, uno Spongebob di dimensioni improbabili e ben 3 Minions, due dei quali suonano pure.

Annoveriamo inoltre due teddy bear vestiti da cuochi, ricordo di un recente viaggio in Svizzera e in grado di scatenare risse e contese sanguinolente tra i miei figli. Nonostante siano perfettamente identici e del tutto indistinguibili l’uno dall’altro. Almeno agli occhi innocenti di una mamma.

L’ultimo, molto amato, acquisto è Nikuala, regalo di Natale degli zii. Un koala i cui occhi “si inclinano” (cit.) quando lo si mette a dormire.

Con loro, oltre che con i miei figli, passo di fatto molto del mio tempo. Li “nutro”, li addormento, li pulisco, li lavo, li spoglio e li rivesto. Li consolo e li rimprovero. Li fotografo. Sempre, visto che ancora non sono impazzita fino in fondo, sotto la regia a tratti marziale dei miei figli. Con loro divido il letto e lo spazio vitale, con loro alimento i miei ricordi.

Un giorno finiranno in un sacco da regalare a qualche altro bimbo, o da conservare per i miei eventuali nipoti. E io, nonostante mi lamenti di continuo per lo spazio che occupano, la polvere, il disordine eccetera eccetera, già so che mi mancheranno. Gli amici dei miei figli sono miei amici. Anzi, in un certo senso sono anche loro un pochino figli miei.

30 Gennaio 2017 10 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
lifepost sponsorizzati

Giocare con i bambini: le 10 regole a cui è impossibile sottrarsi

by Silvana Santo - Una mamma green 7 Dicembre 2016

Quando non piangono, mangiano o fanno la cacca, di solito i bambini non fanno altro che giocare. Possibilmente in compagnia di mamma e papà, anche quando loro in quel momento avrebbero altro da fare. E se in fatto di gioco ogni bambino (e ogni genitore) ha i suoi gusti personali, ci sono verità incontrovertibili che valgono per ogni famiglia. Ecco, dunque, le 10 regole a cui è impossibile sottrarsi quando si tratta di giocare con i bambini.

1. Quanto più un gioco macchia, sporca, appiccica le dita e lascia residui persistenti, tanto più tuo figlio lo amerà. E tenderà a utilizzarlo sul tuo letto con le lenzuola appena cambiate, o sul divano bianco fresco fresco di tappezziere.

2. Il giocattolo del vicino è sempre più bello. Se poi il vicino è un fratello, o una sorella, il suo giocattolo diventerà l’oggetto più godurioso e ambito del pianeta. Anche se è del tutto identico a quello che tuo figlio stringe già tra le mani.

3. I giocattoli per il bagnetto sono dotati di straordinarie proprietà esoteriche che conferiscono loro la facoltà di dissolversi magicamente nella schiuma della vaschetta. Per poi riapparire misteriosamente settimane dopo nella tua borsa da lavoro, o sul vassoio del seggiolone.

4. Quando un papà insiste particolarmente nella scelta di un certo giocattolo, la verità inconfessabile è che lo desidera per sé.

5. I libri per bambini sono una droga. Tu parti con l’idea di comprarne uno soltanto, quello bellissimo sugli animali della foresta che ti ha consigliato la tua vicina di casa. Ma irrimediabilmente finisci col riempire il carrello – reale o virtuale – con libri ecologici, libri tattili, libri musicali, libri pop up, audiolibri, libri puzzle e libri gioco. E tuo figlio non ha ancora imparato a leggere.

6. Non è ancora nato il bambino capace di resistere al fascino intramontabile di un trenino – di legno, di plastica, di metallo, vintage, elettrico eccetera eccetera. E diciamo che pure molti genitori fanno fatica a non farsi sedurre.

7. Se hai deciso di avere un altro figlio perché i due fratelli potessero finalmente giocare insieme senza coinvolgerti, sappi che il tuo destino è segnato. Ti ritroverai ogni giorno con non uno, ma due bambini da intrattenere.

8. Quando si tratta di giocare con i bambini, vale la legge di Murphy, senza eccezione alcuna. Se hai conservato per decenni le tue vecchie Barbie in un reliquiario con vetri antiproiettile, e sognavi di passarci interi pomeriggi insieme a tua figlia, ti ritroverai invariabilmente con un’appassionata di dinosauri, macchinine e lotta grecoromana. Se hai aspettato una vita intera per divertirti con le costruzioni che tua madre non ti comprava da piccola, stanne pur certa: tuo figlio preferirà senza appello la plastilina fluo e le caserme dei pompieri.

9. Quello che sullo scaffale del negozio ti sembra il più adorabile e innocuo dei pupazzi, a casa si trasformerà in brevissimo tempo in un ingombrante cumulo di polvere e nippoli. E peli di gatto, se avete un gatto.

10. Giocare con i bambini a volte è faticoso, ma può essere molto divertente. Ma la vera svolta è giocare come bambini. Perché non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice (cit).

Post in collaborazione con Minimo Impatto,
dove potete trovare giocattoli ecologici per bambini, ma anche cosmetici green, pannolini biodegradabili
e tantissime idee regalo a basso impatto ambientale per tutta la famiglia

7 Dicembre 2016 4 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
mattina di natale famideal
lifepost sponsorizzati

La mattina di Natale

by Silvana Santo - Una mamma green 2 Dicembre 2016

La mattina di Natale mi svegliavo sempre di buon’ora. Io, che nei giorni normali indugiavo il più possibile sotto le coperte, altri-cinque-minuti ripetuto come un irresistibile mantra, il 25 dicembre aprivo gli occhi di scatto, in un risveglio rapido, senza esitazioni. L’adrenalina pompata nel sangue a grandi ondate, inconsapevolmente. Una felicità chimica, resa appena pungente da un piccolo dubbio labile. Una microscopica esitazione, che mi faceva affondare la testa nel cuscino ancora per una manciata di secondi, incapace di correre subito a verificare.

Ma era soltanto un attimo. L’ottimismo infantile, il sogno e la fiducia – insieme all’adrenalina, ancora lei – avevano sempre la meglio nel giro di un minuto o poco più. Scendevo dal letto a piedi nudi, il freddo del pavimento datato sotto gli alluci, e saltellavo verso l’albero di Natale già insolitamente illuminato. Tenevo gli occhi socchiusi, per non guastarmi la sorpresa. Per dilatare un pochino l’attesa e godermi il momento. Quello in cui avrei finalmente abbracciato con lo sguardo la piccola pila di pacchetti luccicanti che occhieggiavano sotto i rami sintetici.

Non erano tanto i giocattoli, per quanto fosse bello scartare i regali. Era la promessa mantenuta. Era la magia che tornava a compiersi. La mattina di Natale era una conferma. Dell’amore che mi circondava e del mistero dolce che illuminava la mia vita. Era una dimostrazione pratica della fortuna che mi aveva baciato quando ero venuta al mondo. Nella mia famiglia, nella mia casa. Era anche un grande bagno nell’autostima, perché scoprire di essermi meritata esattamente quello che settimane prima avevo richiesto con occhi splendenti voleva dire che ero stata brava. Che quella fortuna, e tutto quell’amore, non erano forse piovuti sulla bambina sbagliata.

giocattoli mattina di natale

La mattina di Natale era la prova tangibile, a cadenza annuale, che alcune cose esistono anche se tu non le puoi vedere. Che alcune cose hanno un profumo distinto e dei colori brillanti, anche se non puoi guardarle con gli occhi, anche se è impossibile annusarle dilatando le narici. Che certe cose, semplicemente, le vivi con l’anima. La mattina di Natale era la soglia luminosa di un sogno. L’ingresso in un mondo che apparteneva soltanto a me, in cui tintinnavano campanelli di ottone e la neve, che a casa mia si vede forse una volta ogni vent’anni, luccicava al sole fino a farti arricciare gli occhi.

La mattina di Natale era il sorriso dei grandi, felici della mia felicità. Orgogliosi di avermi regalato un piccolo inganno che era in realtà un biglietto di sola andata per un pianeta di sogni (e quanto avrei pianto, qualche anno dopo, nello scoprire l’arida verità). Era la complicità coi piccoli. Gli unici a gustare appieno insieme a me la bellezza irresistibile della magia. La mattina di Natale era davvero un giorno speciale. Perché, quando ero piccola io, di regali non se ne ricevevano poi tanti, durante l’anno. Perché aspettare era ancora un piacevolissimo tormento, perché l’amicizia con un giocattolo era inossidabile, e durava negli anni.

regali bambini natale

La mattina di Natale è una gemma di luce calda incastonata nella mia memoria di adulta. Un piccolo spazio scintillante e profumato stretto nel mio cuore, destinato a rivivere adesso nelle aurore natalizie insieme ai miei figli. Sperando che si compia ancora la magia, e che io possa tornare bambina insieme a loro, almeno per qualche ora.

Post offerto da Famideal,
e-shop che offre giochi ecologici (come quelli, di legno, che vedete in queste foto),
cosmetici green e tanti altri prodotti scontati per famiglie con bambini.
Per questo Natale, Famideal regala ai miei lettori uno sconto extra del 10% su tutto il catalogo (senza soglie minime da spendere), valido fino al prossimo 18 dicembre, utilizzando il codice sconto GREEN10 (consegna garantita degli acquisti entro Natale).

regali natale famideal

2 Dicembre 2016 0 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
essere madrepost sponsorizzati

La costruzione di un amore

by Silvana Santo - Una mamma green 11 Novembre 2016

Di solito si parte da un progetto, proprio come quando c’è da edificare un’opera in calce e mattoni. Un progetto d’amore. Qualcuno ci lavora per anni, fin dalla più tenera età. Altri si lasciano cogliere da un raptus creativo più o meno improvviso: l’ispirazione li sorprende, e il sogno li travolge. Qualcuno, invece, del progetto fa completamente a meno, trovandosi improvvisamente inginocchiato sulle fondamenta della costruzione più impegnativa della propria vita.

La fase successiva te la raccontano come una specie di magia, e invece può essere davvero molto faticosa. Come impastare cemento, inchiodare tavole, issare pilastri e travi e pietre pesanti e ruvide. Si tratta sul serio di costruire qualcuno. Fabbricare un essere umano dal nulla, rubando le materie prime, l’energia e il sangue al tuo stesso corpo: il calcio e il ferro, lo zinco e il sodio. L’ossigeno, a secchiate. Miliardi di molecole, litri di acqua e di sangue. Proteine e zuccheri. Pelle e tendini, muscoli, ossa, unghie e linfa. Un lavorio incessante, che ti impegna notte e dì per lunghi mesi, in ogni singolo momento della tua giornata. La costruzione di un amore, dal di dentro. Dietro al tuo ombelico e sotto al tuo cuore.

costruzioni-quercetti-wood

Per qualcuno questo lavoro è di altra natura, ma non meno impegnativo, altrettanto incessante e accorato. Di solito addirittura più lungo. Passa fra carte bollate e tribunali minorili, tra assistenti sociali e viaggi più o meno lunghi, ma con la stessa, identica, meta: la costruzione di un amore eterno e senza fine. E poi, a un tratto, ti trovi con un figlio tra le braccia. Una persona sconosciuta dove prima c’era il nulla. Una persona minuscola, e nuda. Che si deve costruire. Dovrà fare da sé, a cominciare dal progetto, ma nei primi tempi gli servirà una guida e un manovale esperto. Un capocantiere, un mastro muratore, un direttore dei lavori. Toccherà a te e suo padre: sporcarvi le mani per impastare, stancarvi le braccia e la schiena per sostenere e sollevare, in attesa che quel figlio sappia reggersi sulle proprie gambe, letteralmente e non solo. Tendergli una mano per rialzarsi ogni volta che franerà sotto il peso del crescere. Negargliela, quella mano, quando sarà il momento di insegnargli a tirarsi su da solo. La costruzione, esaltante e laboriosa, di un essere umano. Della sua identità, la sua coscienza. Della sua libertà. Angoli ruvidi da smussare con la carta vetrata che ti graffia le dita. Finestre da spalancare sul mondo, anche quando quello che inquadrano non ti piace per niente. Fondamenta solide che dovranno reggere l’avventura straordinaria di vivere. Il suo peso e il tremito quotidiano delle emozioni che produce.

La costruzione di un amore. Il tuo amore per tuo figlio. Così naturale ma a tratti complicato. Istintivo e qualche volta estenuante. Incondizionato, eppure, ogni tanto, ambivalente e controverso.

Verrà il giorno, ben presto, in cui guarderai tuo figlio e lo sorprenderai intento a costruire a sua volta. Con le sue mani piccole e sempre più precise. Con la sua mente aperta e febbrile. Col suo cuore, ancora immacolato. Impegnato a piene mani nella costruzione della sua persona, del suo avvenire, dei sogni che lo manterranno in vita finché la sua vita durerà. Del suo universo colorato e sempre nuovo, mutevole e sorprendente. Tuo figlio, impegnato nella costruzione di un amore. Per sé stesso e per il mondo intero.

Post in collaborazione con Quercetti Wood, la linea di costruzioni e altri giocattoli in legno certificato FSC, 100% made in Italy, con vernici a base d’acqua e dettagli in plastica per una esperienza sensoriale complessa e soddisfacente.

giochi-legno-quercetti

11 Novembre 2016 0 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
triciclo evolutivo smarTrike
mamma greenpost sponsorizzati

Perché la vita dovrebbe somigliare al triciclo di mia figlia

by Silvana Santo - Una mamma green 7 Settembre 2016

1. Puoi pedalare se ne hai voglia e farti spingere quando sei stanco. Senza che chi ti conduce faccia la minima fatica, sull’asfalto, sui sampietrini o sullo sterrato. Il che ti solleva anche dai sensi di colpa: cosa desiderare di più?

smartrike triciclo evolutivo2. Lo schienale è imbottito e reclinabile. Così puoi viaggiare comodo anche quando la strada si fa impervia. E, soprattutto, addormentarti dove e quando ti pare.

3. Il maniglione posteriore può essere reso indipendente dal manubrio. Così tu hai la sensazione di reggere sempre il timone, ma in realtà, all’occorrenza, c’è qualcuno di più saggio e consapevole di te che si prende la responsabilità di decidere dove andare.

4. C’è un vano porta-borraccia facilmente accessibile. Perché la vita si affronta sempre meglio con un buon bicchiere a portata di mano.

5.  Con un gesto veloce puoi ripararti dal sole, da una pioggia improvvisa o da uno sguardo indiscreto sotto un tendalino colorato. Quasi come avere un attendente personale sempre pronto a proteggerti gli occhi, la messa in piega e l’umore.

6. Cinture di sicurezza che ti proteggono dagli imprevisti. Quante volte avrei desiderato delle cinture e un air bag metaforici per salvarmi dai lividi dell’anima!

7. Cresce e cambia col tuo passo. La difficoltà e le responsabilità aumentano gradualmente, solo quando tu sei davvero pronto a passare allo stadio successivo.

8. Borse e contenitori sempre portata di mano. Per non perdersi nulla e viaggiare con le mani e con la mente libere!

smarTrike triciclo bambini

Il nostro smarTrike Explorer 5 in 1 è il triciclo evolutivo per bambini dai 10 mesi ai 3 anni, utilizzabile in 5 diverse modalità man mano che il bambino cresce. All’inizio, grazie alla seduta imbottita e reclinabile, al parasole e alle protezioni di sicurezza, è un divertente sostituto del passeggino. Il piccolo passeggero poggia i piedi sulle staffe, i pedali sono bloccati e ripiegati per evitare di farsi male e il triciclo viene spinto e governato (agilmente su qualsiasi terreno) da un adulto. Gradualmente possono essere rimosse le varie protezioni e, a partire dai 2 anni, si ripiegano le staffe e si sbloccano i pedali, così che il bambino possa cominciare a esercitarsi coi pedali, anche se la direzione e la velocità di marcia vengono ancora stabilite attraverso il maniglione a spinta. Successivamente, rimuovendo il maniglione posteriore, smarTrike Explorer 5 in 1 si trasforma in un classico triciclo, con il bambino che pedala e gestisce il manubrio in totale autonomia. I colori disponibili sono tantissimi, e ogni triciclo è dotato di vano portaoggetti, borse per la spesa e portaborraccia anteriore.

smarTrike explorer

Post in collaborazione con smarTrike

triciclo smarTrike explorer

7 Settembre 2016 0 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
post sponsorizzatiuna mamma per due

Condividere (non) è un gioco da ragazzi

by Silvana Santo - Una mamma green 9 Dicembre 2015

Non dev’essere facile. Sei il centro del tuo mondo, piccolo tra i grandi, tutti pendono dalle tue labbra e si adoperano per realizzare i tuoi desideri. Ventiquattro ore al giorno, sette giorni alla settimana. Puoi utilizzare giocattoli e spazi a tuo piacimento, ogni cosa, a cominciare dal tempo di quelli che ti amano, ti appartiene.  E poi, all’improvviso, compare dal nulla qualcuno che è addirittura più piccolo di te. Occupa uno spazio fisico che prima era a tua disposizione, reclama attenzioni, riceve amore e abbracci e parole da chi prima li riservava solo a te. Impara a muoversi e si appropria di quello che prima era tuo. Tocca le tue cose, le usa, le assaggia, le smonta. La rompe, qualche volta. Si diverte con i tuoi giocattoli, come se fossero suoi.

Non dev’essere affatto facile riuscire a credere che quel piccolo intruso possa, col tempo, diventare un compagno di giochi fedele e straordinario. Che la sua presenza possa moltiplicare il divertimento, le risate, l’avventura. Che la sua fantasia, l’energia, la voglia di crescere possano arricchire la tua vita, fino a rendersi negli anni addirittura insostituibili. 

fisherprice2

Condividere è un atto di fiducia incommensurabile, richiede sicurezza di sé e molto autocontrollo. Richiede tempo, e un po’ di fatica. Specie se il nuovo arrivato non è poi così arrendevole.

Giocare insieme, per due fratelli di età molto ravvicinate, è una straordinaria palestra di coesistenza e condivisione. Una strada tortuosa fatta di scoperte emozionanti e crisi esplosive. C’è il momento idilliaco, in cui la collaborazione rende il gioco più divertente per tutti, e allora stare insieme diventa una specie di magia. Uno pensa e l’altro esegue, uno scherza e l’altro ride, uno comincia e l’altro finisce. Braccio e mente, complici e sodali. Piccoli insieme, diversi eppure simili.

Ma poi arrivano, inesorabili, la furia e lo scontro. Il mattoncino conteso, la postazione incedibile. La polemica insanabile per la musichetta sulla quale ballare (No, Piaia, sentiamo la canzone della lunaaaaaa!!”). E sono strepiti, spintoni e lacrime copiose. Sofferenza autentica, frustrazione che ti strizza lo stomaco.

fisherprice1

Ci vuole tempo, per imparare a condividere. Ci vogliono tanta esperienza e occasioni frequenti. Per questo, il mio consiglio pre-natalizio (non richiesto, ma mi perdonerete) è di regalare ai fratelli non troppo distanti di età giocattoli che possano utilizzare insieme. Perché abbiano l’opportunità di collaborare, confrontarsi e negoziare. Inventare insieme e insieme distruggere. Condividere, appunto. A casa nostra, ad esempio, vanno forte le costruzioni, di ogni colore e materiale. Soprattutto i mega bloks di Fisher-Price, che sono grandi e sicuri per i bimbi piccoli come Flavia, ma versatili e interessanti per quelli appena più grandi come Davide. E sono tanti, soprattutto, il che consente quasi sempre di evitare la zuffa per “il pezzo grande rosso”, o “il piede giallo del robot gigante”.

Non è sempre facile. Ma io mi illudo che tra uno strattone e uno strillo i miei figli stiano già cominciando a costruire la solida impalcatura che reggerà la loro relazione fraterna. Flessibile, colorata e incrollabile.

fisher-price megabloks

Post in collaborazione con Fisher-Price. 

 

9 Dicembre 2015 1 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2
  • 3

Seguimi su Facebook!

Facebook

Chi sono

Chi sono

Mi chiamo Silvana Santo e sono una giornalista, blogger e autrice, oltre che la mamma di Davide e Flavia.

Il mio libro

Rubriche

Mi trovi anche su:

 

 

 

 

Archivi

Cookie Policy
  • Facebook

@2011/2021- All Right Reserved. Designed by DigitalStylist


Torna su