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casa

profumare la casa in modo naturale
mamma greenrimedi naturali

Come profumare la casa in modo naturale

by Silvana Santo - Una mamma green 12 Ottobre 2020

Mi piace molto che la casa in cui abito abbia un buon odore, però detesto i profumi sintetici (infatti non ne uso mai nemmeno per la mia persona): mi fanno venire mal di testa e in qualche caso mi danno addirittura la nausea. Per profumare la casa in modo naturale, allora, ho cercato delle soluzioni “green”, che mi garantissero degli aromi persistenti ma lievi, vegetali e delicati. Eccovi allora qualche idea per regalare alla vostra casa un odore molto naturale!

1. Candele naturali

Se mi seguite da un po’ (specie sul mio profilo Instagram) forse sapete che sono letteralmente innamorata di candele e delle lucine. Ne accendo varie ogni sera, e tutte le cene, in casa nostra, si svolgono appunto a lume di candela. Per limitare i costi e la produzione di rifiuti, utilizzo diverse candele a Led alimentate con batterie ricaricabili, ma in casa non mancano ma delle tealight per la tavola e delle candele aromaterapiche per profumare la casa in modo naturale. Personalmente, preferisco evitare quelle a base di paraffina, perché lasciano fumi puzzolenti, non si consumano mai integralmente e contengono profumazioni sintetiche. Utilizzo, invece, candele in cera di soia o di colza, meglio se prodotte con materie prime provenienti da agricoltura sostenibile. Per profumare la casa, potete scegliere prodotti già arricchiti con oli essenziali, incenso o altre sostanze naturali, oppure aggiungere una goccia del vostro olio essenziale preferito quando la candela abbia cominciato a sciogliersi (ma fate molta attenzione, evitando di far gocciolare l’olio troppo vicino alla fiamma). Attualmente, le mie candele naturali preferite sono delle tealight in cera di colza con portacandele biodegradabile e compostabile. Sono senza profumazione, così non ci danno fastidio a tavola, ma posso decidere io di aggiungere un aroma a quando lo desidero.

profumare la casa in modo naturale con le candele

NB. Prestate sempre la massima attenzione, quando usate candele con fiamma. Io ho scattato delle foto con delle coperte, ma non vanno mai messe nelle vicinanze di tessuti infiammabili. E mai lasciate incustodite.

2. Bruciatore con oli essenziali

Un altro sistema molto efficace per profumare la casa in modo naturale è il classico bruciatore di oli essenziali. Anche in questo caso, ne esistono diversi tipi, a cominciare dal bruciaessenze con le candeline tealight che scaldano l’olio o le tart a base di oli essenziali. Io, invece, uso da circa un anno un piccolo bruciatore elettrico da parete, perfetto per la mia casetta piccina. Si tratta, in particolare, di un dispositivo che scalda a bassa temperatura l’olio essenziale, senza bisogno quindi di aggiungere acqua o oli vettori. Mi è costato pochi euro, l’ho inserito in una presa inutilizzata vicino alla porta d’ingresso e lo accendo un paio di volte al giorno per circa un’ora. La mia essenza preferita, attualmente, è l’olio di Carta Eromatica d’Eritrea, formulato con resine e balsami naturali. Io uso la versione classica e mi piace davvero tanto – il mio bruciatore è acceso anche in questo momento, mentre scrivo questo post – ma non vedo l’ora di provare anche la variante “blu”.

oli essenziali per profumare la casa in modo naturale

3. Cartine profumate da bruciare

Prima ancora che come olio essenziale, la Carta Aromatica di Eritrea nasce in foglietti da bruciare, che contengono sempre resine e balsami africani. Io non li ho mai provati, ma so che vanno “incendiati” leggermente da un angolo e lasciati bruciare in un contenitore resistente al calore. Possono essere anche sistemati in armadi e cassetti per profumare la biancheria, ovviamente da spenti.

4. Come profumare armadi e cassetti

E a proposito di biancheria, per profumare la casa in modo naturale potete anche inserire saponette vegetali profumate all’interno di armadi e cassetti. Io faccio la stessa cosa con eventuali avanzi di candele aromaterapiche, e il risultato è un profumo gradevole ma delicato quando si aprono i cassetti, ma anche sugli indumenti stessi. In alternativa, ovviamente, potete usare i classici sacchetti contenenti fiori o erbe essiccati, a cominciare dalla classica lavanda. Potete acquistare pot pourri già pronti, oppure realizzarne voi con foglie, erbe aromatiche e petali secchi. Un’altra opzione per profumare naturalmente armadi e cassetti in modo naturale è un cuscinetto imbevuto con qualche goccia di olio essenziale. Io uso da tempo questo metodo per le scarpiere, inserendovi all’interno dei dischetti struccanti lavabili su cui lascio assorbire alcune gocce di olio di menta.

oli essenziali per profumare armadi e cassetti

5. Diffusore a bastoncini fai da te

Un altro grande classico per profumare la casa in modo naturale sono i diffusori a bastoncini. Quelli che si trovano in commercio contengono spesso profumi sintetici, che possono causare anche allergie o irritazioni. Se preferite un aroma di origine naturale, potete acquistare un deodorante a base di oli essenziali, oppure potete farvelo in casa con il vostro aroma preferito, proprio come faccio io. Non dovrete fare altro che inserire in un’ampolla di vetro un dito di alcol alimentare o di un liquore non troppo profumato che non vi piace (io sto usando da tempo una vecchia grappa che nessuno beveva!) aggiungere qualche goccia dell’olio essenziale che preferite e poi dell’acqua. Per diffondere l’aroma potete usare dei bastoncini da spiedo, ricordatevi di girarli un paio di volte al giorno.

deodorante per la casa fai da te

6. Profumare la casa in modo naturale con bucce di agrumi

Un ultimo sistema super naturale per profumare la casa prevede l’uso di scorze di mandarini e arance, che potete utilizzare in diversi semplici modi. Potete semplicemente lasciarle a essiccare sul calorifero acceso, oppure preparare un decotto mettendo in ebollizione per pochi minuti le bucce essiccate e sminuzzate.

A voi piace profumare la casa in modo naturale? Quali trucchi usate? Raccontatelo nei commenti o sulla mia pagina Facebook!

12 Ottobre 2020 0 Commenti
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carta da parati ecologica
mamma greenuna mamma per due

Cameretta: carta da parati ecologica e altre idee green

by Silvana Santo - Una mamma green 26 Maggio 2020

A casa nostra è tempo di ristrutturare la cameretta, e di farlo nel modo più funzionale possibile, ma anche, nelle nostre intenzioni, ecologico e sostenibile. Dalla carta da parati ecologica e compostabile alle soluzioni salvaspazio, in questo periodo sto vagliando una serie di alternative per sistemare finalmente la cameretta che i miei figli condividono da sempre, e per farlo in modo green.

Per noi si tratta di una esigenza non più rimandabile, visto che Davide e Flavia, allo stato attuale, non dispongono nemmeno di una postazione adeguata per studiare (il che, in tempi di didattica a distanza, ci ha costretti a soluzioni molto fantasiose come il comò trasformato in scrivania).

Vorremmo dedicarci al progetto di ristrutturazione della cameretta nei prossimi mesi, cercando di puntare a soluzioni il più possibile sostenibili ed efficienti. Ecco cinque idee che ho appuntato per una cameretta confortevole e amica dell’ambiente.

1. Carta da parati ecologica

Io sono cresciuta in una casa con la carta da parati e negli anni mi è capitato spesso anche di dare una mano nelle operazioni di applicazione e sostituzione delle carte. Sono dunque in qualche modo affezionata a questo elemento di arredo e decorazione che negli ultimi anni, dopo qualche decennio in sordina, è diventato molto cool e contemporaneo. L’opzione più green è probabilmente la carta da parati completamente compostabile, realizzata con materie prime vegetali senza l’uso di agenti leganti convenzionali né coloranti artificiali. Composta principalmente di fibre di lino, la carta da parati ecologica mi sembra perfetta per realizzare una “base neutra” alla quale aggiungere poi mobili, complementi e decorazioni colorate per la camera dei bambini.

2. Letti salvaspazio

Prima di imbarcarci nella ristrutturazione della cameretta (e di rimanere tappati in casa per via del lockdown) avevamo preso in considerazione l’idea di trasferirci in una casa più grande. Tra le tante ragioni che ci hanno convinto a rimandare il progetto di trasloco, c’è anche la consapevolezza che una casa più piccola si rivela spesso più green: minor consumo di suolo, dispendio energetico ridotto, inferiore quantità di detergenti e altri prodotti per l’igiene e la manutenzione. Questo, però, comporta soluzioni ingegnose per ottimizzare lo spazio e riuscire a garantire il benessere a tutti. Tra le idee salvaspazio per la cameretta che stiamo vagliando ci sono in primis i letti a soppalco, che sarebbero perfetti per il nostro appartamento, in cui i soffitti sono alti più di tre metri e l’esposizione favorevole rende gli ambienti molto luminosi.

carta da parati ecologica e compostabile

3. Tessili in cotone organico

Non solo la carta da parati ecologica: anche i tessili per l’arredamento possono essere green, se realizzati con fibre organiche (cotone, lino ma anche canapa o fibra di bambù) o riciclate. Mi riferisco in primis alle tende, che in casa mia sono irrinunciabili, visto che le finestre guardano a sud-ovest e in estate ricevono luce e calore dalla tarda mattinata fino al tramonto. Ma anche a tappeti, rivestimenti per cuscini e biancheria.

4. Illuminazione a risparmio energetico

L’illuminazione della cameretta di Davide e Flavia andrà in parte rivista, per introdurre dei nuovi punti luce in corrispondenza dei nuovi letti e delle scrivanie. Conto di utilizzare il più possibile soluzioni mobili e flessibili come faretti a pinza o a morsetto, in modo da non dover forare le pareti. Per le lampade da studio e da lettura credo che punterò sui LED, mentre per l’illuminazione generale preferisco ancora le lampadine a risparmio energetico, perché mi sembra che offrano una luce più calda, naturale e confortevole.

5. Cameretta senza schermi

Coerentemente con le nostre scelte in fatto di tecnologia e televisione, nella cameretta di Davide e Flavia continueranno, anche dopo la ristrutturazione, a non esserci televisore né computer (potranno usarlo, ovviamente, se avranno ancora bisogno di seguire le lezioni scolastiche a distanza). I nostri figli, al momento, hanno 7 e 5 anni e, anche se guardano la TV ogni giorno e cominciano a saper utilizzare il computer (specie il primogenito) preferiamo che non abbiano ancora libero e incontrollato accesso agli schermi e, soprattutto, che non finiscano col guardare i cartoni a letto, magari fino a un minuto prima di dormire. Ci sembrerebbe, insomma, un po’ contraddittorio puntare sulla carta da parati ecologica e sulle fibre biologiche e poi compromettere l’igiene del sonno, ora che i bambini sono ancora relativamente piccoli.

Voi cosa ne pensate? Avete adottato soluzioni green per la cameretta dei vostri figli? Scrivetemi pure altri spunti nei commenti o sulla mia pagina Facebook.

carta da parati ecologica in lino

Post realizzato con l’assistenza di Carta da Parati degli anni ’70.

26 Maggio 2020 0 Commenti
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mamma green

Come rendere la casa più green in 5 facili mosse

by Silvana Santo - Una mamma green 2 Dicembre 2019

Abbigliamento, alimentazione e stile di vita sono aspetti fondamentali per ridurre l’impatto ambientale della propria vita quotidiana, ma ovviamente anche l’ambiente domestico ha il suo peso. Ecco dunque cinque facili mosse per rendere la casa più green!

come rendere la tua casa più green con una pattumiera di design

1. Trova il posto giusto per la pattumiera

Fare la raccolta differenziata è diventata una prassi automatica per tutti noi, ma a volte il riciclo dei rifiuti viene penalizzato dal fatto di non avere subito a portata di mano il giusto cestino per i rifiuti. In alcuni ambienti, così, si corre il rischio di non separare correttamente tutta la spazzatura. Per evitare questo problema e rendere la tua casa più green, il rimedio è molto semplice: scegliere qualche pattumiera bella oltre che pratica. In questo modo sarà più facile, invece che avere la tentazione di “nasconderle”, posizionarle in punti strategici, nei diversi ambienti di casa. Il mercato ormai propone pattumiere di design che sono veri e propri pezzi d’arredo, oltre a essere molto funzionali grazie alla presenza del pedale, del doppio contenitore, di eventuali piedini e di forme che variano rispetto al classico cilindro. In cucina, per esempio, non può mancare una pattumiera per il vetro e una per i metalli (oltre all’organico, ovviamente). Noi teniamo il cestino per la carta nel bagno, ma anche lì sarebbe utile attrezzarsi con diverse pattumiere più piccole per le diverse frazioni.

2. Scegli con cura le tende

Le tende non sono soltanto un accessorio estetico e uno strumento per difendere la propria privacy, ma anche un modo semplice ed efficace per rendere la tua casa più green, isolandola termicamente e regolandone la temperatura. Io, per esempio, abito in una casa esposta a sud-ovest e per me le tende sono indispensabili, nella stagione estiva, per limitare il surriscaldamento. Ne abbiamo montate due, di diverso spessore, in modo da utilizzare solo quelle più leggere e sottili nei mesi autunnali e invernali, quando i raggi del sole non costituiscono un problema (anzi!).

jsare le tende per rendere la casa più green

3. Fai attenzione all’inquinamento indoor

L’uso eccessivo di detergenti aggressivi e disinfettanti, ma anche di incensi, candele e deodoranti per ambiente con ingredienti che non siano naturali può peggiorare la qualità dell’aria. Per rendere la tua casa più green, limita l’uso di prodotti per la pulizia molto aggressivi ai casi davvero indispensabili, e opta per detersivi ecologici, deodoranti e profumatori naturali, a base di oli essenziali. Ovviamente, non è il caso di buttare nella pattumiera i prodotti che hai già in casa, perché di certo questo spreco non sarebbe una scelta ecologica: utilizzali con parsimonia finché non saranno esauriti. E non dimenticare di arieggiare frequentemente gli ambienti per migliorare la qualità dell’aria.

4. Punta su tessili e materiali naturali

Anche se i tessuti sintetici possono essere molto economici e anche pratici da lavare e asciugare, per rendere la tua casa più green preferisci, quando possibile, fibre naturali come il cotone, il lino e la lana. Oltre che avere di solito una minore impronta ecologica – specie se provengono dalla filiera biologica ed etica – renderanno l’ambiente più confortevole e concorreranno a migliorare il comfort termico dell’abitazione.

rendere la casa più green con i tessuti naturali

5. Non riempire la dispensa di provviste

La tentazione a volte è irresistibile, specie di fronte a offerte speciali e convenienti confezioni formato famiglia. La prospettiva di risparmiare, magari sull’acquisto di prodotti biologici e quindi sulla carta più “green” non deve però indurci ad acquistare scorte eccessive, che rischiano soltanto di finire nella pattumiera. Non c’è niente di meno sostenibile, infatti, dello spreco di alimenti, il cui intero ciclo produttivo ha ovviamente un impatto sull’ambiente in ciascuna delle sue fasi. Meglio acquistare via via quello che serve, servendosi, quando possibile, presso negozi al dettaglio, gruppi d’acquisto, mercatini ortofrutticoli e negozi di prodotti sfusi.

 

(Post in collaborazione con Brabantia.com)

2 Dicembre 2019 2 Commenti
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stendibiancheria da parete salvaspazio
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Stendibiancheria da parete e altri trucchi per vivere bene in una casa piccola

by Silvana Santo - Una mamma green 26 Novembre 2019

La mia casa è minuscola: circa 65 metri quadri, inclusi un singolo bagno (in cui entra al massimo uno stendibiancheria da parete) un ripostiglio e un microscopico balcone in muratura. Una casa piccola presenta indiscussi vantaggi: costa poco, “consuma” meno, richiede spese contenute per essere riscaldata, mantenuta, rinfrescata, si pulisce facilmente e impone uno stile di vita e di consumi più sostenibile e morigerato, ma è indubbio che quando la famiglia cresce può diventare difficile sentirsi a proprio agio in poco spazio. A cominciare dallo stendilenzuola salvaspazio, ecco dunque i miei trucchi per vivere bene anche in una casa piccola.

1. Stendibiancheria da parete salvaspazio

Se vivete in una casa piccola non avete posto per l’asciugatrice, oppure non volete gravare sui vostri consumi energetici (e sulla vostra impronta ecologica), potete optare per uno stendibiancheria da parete o da soffitto. La soluzione migliore, per chi abita in una casa piccola, è scegliere un modello salvaspazio come Stendinik, che può eventualmente essere installato anche su un balcone. Ne esistono diverse misure , dal più grande stendilenzuola al classico stendibiancheria salvaspazio da installare in bagno o in piccoli ambienti. Stendinik è un prodotto made in Italy, facile da installare e realizzato con materiali durevoli e resistenti alle intemperie, che vi permette di vivere meglio in una casa piccola, anche senza asciugatrice.

stendinik stendibiancheria da parete

2. Tappeti e cuscini

E se, come me, vivete in una casa piccola, probabilmente non avrete a disposizione un grande divano, e forse neanche un salotto vero e proprio. Noi, per esempio, abbiamo una piccolissima zona relax nello stesso ambiente che ospita l’angolo cottura e il tavolo da pranzo. E siccome il divano a due posti è troppo piccolo per l’intera famiglia, sfruttiamo un tappeto con un paio di grandi cuscini per integrare “i posti comodi” quando, per esempio, guardiamo un film tutti insieme. E se scegliete dei tessili lavabili in lavatrice, potrete pulirli agevolmente ogni volta che sarà necessario. E metterli ad asciugare sul vostro praticissimo stendibiancheria da parete Stendinik.

3. Contenitori nascosti

Contenere gli oggetti – biancheria, abiti, borse etc – può essere un grosso problema per chi vive in una casa piccola, specie quando la famiglia cresce. E se per lo stendibiancheria da parete si possono sfruttare ambienti come il bagno o un piccolo balcone, per lenzuola e coperte le alternative non sono così facili da trovare. La soluzione, neanche tanto originale, consiste nello scegliere letti e divani che abbiano un contenitore nascosto nella parte sottostante, così da recuperare tanto spazio prezioso. Un’altra opzione consiste nelle apposite scatole in plastica o tessuto che consentono di conservare giocattoli o scarpe appunto sotto i letti.

4. Elettrodomestici salvaspazio o multifunzione

In molte famiglie che conosco, gli elettrodomestici sono enormi. In realtà, non è poi così indispensabile avere un congelatore a prova di guerra nucleare, né possedere due o tre forni diversi a seconda delle preparazioni da fare. Noi, per esempio, ce la caviamo benissimo con un unico forno multifunzione e con una lavatrice salvaspazio. Certo, ci tocca fare il bucato un po’ più spesso, ma lavando a bassa temperatura e con ciclo ecologico conteniamo comunque i consumi. E per stendere si torna al protagonista di questo post: uno stendibiancheria da parete o da soffitto saliscendi e salvaspazio, che permette di gestire il bucato senza affanni anche in una casa piccola, e senza una lavasciuga formato albergo.

5. Ogni cosa al suo posto

Senza voler scomodare la celeberrima Marie Kondo, va detto che quando una famiglia vive in una casa piccola l’ordine e l’organizzazione domestica sono particolarmente importante. Il mio consiglio è di stabilire con chiarezza il posto di ciascuna “cosa” – i libri di scuola, le borse della palestra, le spezie, i contenitori per alimenti, le scarpe da trekking, le sciarpe, le medicine etc etc – e di mantenere fede all’organizzazione generale, pur senza diventare paranoici. È fondamentale che tutti i membri della famiglia siano al corrente della collocazione prevista per ogni oggetto, e che facciano un minimo di sforzo per mantenere in ordine la casa. Personalmente, trovo che un minimo di organizzazione e sistematicità siano indispensabili soprattutto nella camera dei bambini (dove i giocattoli possono essere sistemati per tipologia, per esempio), nell’ingresso e in bagno. Non avendo spazio per una lavanderia, noi abbiamo installato un mobile al di sopra della lavatrice (sfruttare l’altezza è un altro trucco importantissimo per chi vive in una casa piccola) in cui teniamo in ordine e fuori dalla portata dei bambini farmaci, disinfettanti, detersivi, spugne e scorte di prodotti per l’igiene. Una cesta per i panni sporchi e uno stendibiancheria da parete salvaspazio, che può essere montato anche sopra una vasca, possono completare un angolo lavanderia funzionale e ordinato anche nell’unico bagno di una casa piccola.

6. Possedere poche cose

Inutile girarci intorno: il segreto più importante per vivere bene in una casa piccola consiste nel non possedere troppe cose. Si tratta, in effetti, di una scelta di vita più generale, che ha anche delle implicazioni di sostenibilità ambientale (nonché economica!). Evitare di accumulare oggetti, comprare solo cose che servono davvero, avere un armadio sostenibile ed evitare sprechi consentono di vivere in modo più sereno e rilassante anche in poco spazio. Io, in particolare, evito di riempire la casa di soprammobili e oggetti decorativi, ad eccezione di alcune foto, di qualche souvenir di viaggio e delle mie amate candele.

Chi di voi vive in una casa piccola? Quali strategie adottate per sentirvi a vostro agio? Avete trucchi da suggerire?

standibiancheria salvaspazio

Post in collaborazione con Stendinik, lo stendibiancheria da parete e da soffitto saliscendi e salvaspazio,

made in Italy, facile da installare e da usare

e perfetto anche per gli ambienti esterni, perché realizzato con materiali durevoli e resistenti.

26 Novembre 2019 1 Commenti
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consigli per semplificarsi la vita
life

Semplificarsi la vita in famiglia: 10 consigli

by Silvana Santo - Una mamma green 11 Ottobre 2019

Ci manca il tempo, ci mancano le energie, ci manca la serenità. Corriamo come criceti dentro la ruota. Quella di semplificarsi la vita sembra essere diventata un’esigenza vitale per tanti di noi, oppressi da un carico mentale pesantissimo e schiacciati negli ingranaggi mortali del cosiddetto multitasking. Come fare, però, a spezzare la ruota (per dirla alla Daenerys Targaryen prima della deriva psicopatica) e riuscire davvero a semplificarsi la vita in famiglia? Io ci rifletto da tanto, e queste sono le conclusioni che ho tratto, almeno per il momento.

1. Smettere di acquistare cose che non ci servono davvero

Per riuscire a semplificarsi la vita (in famiglia e non solo) il primo requisito necessario, secondo me, è la consapevolezza. Occorre guardarsi in faccia e scrutarsi dentro, col coraggio di dire a se stessi la verità. Per esempio: a meno che non siamo dei fotografi di professione, o dei grandi appassionati, la nostra esistenza quotidiana ha davvero bisogno di una macchina fotografica reflex, di una subacquea e di un’action cam, oltre naturalmente alla fotocamera del nostro cellulare? Il tutto corredato da custodie, treppiedi, accessori per la pulizia e ammennicoli vari. La qualità della nostra vita può essere in qualche modo migliorata dall’ennesima copertina da divano “con le maniche”, da un nuovo cuscino a forma di unicorno, da una lampada a Led con la scritta “Home”? E a meno che non puntiamo con decisione a diventare il prossimo Masterchef italiano, ci servono davvero quattro saccapoche, due vaporiere in bambù, cinque spatole in silicone e un set di coltelli da sushi? Nei pensili della mia minuscola cucina languono da anni un kit da fonduta, una crepiera e uno shaker da cocktail che avrò utilizzato forse tre volte volte in quasi un decennio: tutta roba inutile, che occupa spazio, necessita spesso di pulizia o manutenzione e “affolla” inutilmente la nostra esistenza (anzi: se vi servono ditemelo, ché ve li regalo volentieri). Per semplificarsi la vita, invece, si dovrebbe evitare di circondarci di oggetti superflui, ridondanti o palesemente inutili.

2. Usare meno detersivi e detergenti

Il detersivo per i capi bianchi, quello per i colori vivaci, quello per il nero. Quello per i delicati, quello specifico per lana e seta, quello per il bucato dei bambini. E poi ammorbidenti, igienizzanti, sbiancanti, smacchiatori, acchiappacolori, acchiappapelucchi, acchiappapuzze. Una complicazione immensa, che comporta peraltro un grave inquinamento, una super produzione di rifiuti e un considerevole investimento economico. Forse, però, non abbiamo bisogno di tanti orpelli, e possiamo semplificarci la vita usando un solo detergente ecologico per il bucato tradizionale e un prodotto ad hoc, magari solido, per lana e delicati. La morbidezza, il profumo, il bianco “splendente”, sono caratteristiche illusorie conferite dai prodotti chimici. Bisogni indotti dalla mentalità consumistica in cui, nostro malgrado, siamo cresciuti.

3. Semplificarsi la vita cominciando dal guardaroba

Avete mai pensato al tempo e alle risorse che sprechiamo nel gestire vestiti, scarpe e accessori che non utilizziamo da anni? Alla fatica investita nel cambio di stagione, nel lavare e conservare roba che, se va bene, indosseremo una volta o due in sei mesi. Al tempo perso nel provare e riprovare, per poi gettarli di nuovo nell’armadio, capi che in realtà non ci stanno bene, non ci piacciono, non ci rappresentano. Quanto si potrebbe semplificarsi la vita accettando l’idea di avere un guardaroba essenziale e basico? La sfida è significativa, ma sono convinta che possiamo vincerla, rivoluzionando la nostra mentalità: abbiamo davvero bisogno di tre borse dello stesso colore (una grande, una piccola, una da sera)? Ci servono davvero due paia di stivali neri, oppure tre jeans aderenti in altrettante sfumature di blu? Ci rendono più felici, o ci complicano la vita? La chiave, e l’obiettivo al quale sto faticosamente puntando da qualche anno, è un guardaroba minimal, costituito da pochi capi di qualità che si abbinino bene tra loro. Ovviamente scelti con attenzione sulla base dei propri gusti e della propria personalità.

come semplificarsi la vita in famiglia

4. Passare al digitale

Molti, qui, storceranno il naso. So bene che, per i puristi del “profumo della carta” e i cultori della retorica del vinile, quella che sto per scrivere è una vera e propria eresia. Eppure il passaggio al digitale consente di semplificarsi la vita in famiglia in modo notevole: ebook, mp3 e audiolibri non occupano spazio, possono essere archiviati, consultati e ricercati in pochi secondi, possono essere utilizzati con estrema facilità anche di notte, fuori casa e in viaggio e permettono, nel caso dei libri, di fare annotazioni rapide (e immediatamente ricercabili), consultare un dizionario, effettuare eventuali traduzioni nel giro di un attimo. Pensateci. Io sono invece molto in difficoltà nella definitiva digitalizzazione delle foto, perché, anche se ho la libreria invasa di album, non riesco a smettere di stampare. Spero di riuscire progressivamente a ridurre la quantità di stampe fotografiche, e semplificare ulteriormente la mia vita.

5. Smettere di stirare

Un mio vecchio cavallo di battaglia, che ogni volta scatena curiosità, scetticismo e qualche critica (ma anche tanta solidarietà). Smettere di stirare non permette solo di semplificarsi la vita in famiglia, ma rappresenta una vera e propria liberazione: ore e ore risparmiate, energia salvata, indumenti che durano più a lungo. Capisco che sia anche questo un bel cambio di mentalità, ma vi assicuro che si vive alla grande anche indossando vestiti un po’ più stropicciati. Magari si può procedere per gradi, limitandosi a stirare solo le camicie, per esempio.

6. Organizzare un menù settimanale

Parla una che in cucina è una mezza sega, nel senso che so fare solo alcune cose e davvero molto semplici, sposata a uno che è una sega completa, nel senso che non va oltre la frittata e la pasta all’olio. L’unico sistema che ci permette di non impazzire tra lavoro, figli e impegni vari è un menù settimanale estremamente basico (estremamente, eh. Tipo: lunedì pollo, martedì pesce, mercoledì pizza etc) che consente di organizzare la dispensa e il congelatore e non trovarsi in difficoltà al momento della cena. Allo stesso modo preparo i pranzi di Davide, che da quando ha cominciato la scuola primaria pranza ogni giorno a casa: scongelo ogni mattina la porzione che mi serve (di solito sughi per condire pasta o riso) e sono a posto. Un tassello fondamentale, secondo me, per semplificarsi la vita in famiglia.

10 idee per semplificarsi la vita

7. Uscire dai gruppi Facebook e dalle chat di WhatsApp

So che suona contraddittorio, detto da una che sul web e sui social ci lavora. Ma quanto tempo perdiamo ogni giorno a scorrere messaggi che nulla apportano alla nostra vita? E quante polemiche, quanti malumori, quanti confronti irrealistici e dispiaceri potremmo evitare, se limitassimo i gruppi e le chat in cui siamo invischiati?

8. Utilizzare meno cosmetici

A volte mi capita di leggere post a articoli sulla “beauty routine” quotidiana che mi sembrano più complicati della procedura di decollo di uno shuttle spaziale. Detergenti, acque termali, tonici, sieri, esfolianti, diciotto creme per ogni singola parte del corpo, dalle labbra ai talloni. Per non parlare dei prodotti per il make-up, che acquistiamo a volte in modo compulsivo e ridondante per utilizzarli magari pochissimo e lasciarli scadere nel nostro beauty case. Per semplificarsi la vita, invece, si potrebbe puntare su pochi prodotti di qualità – una crema per viso e contorno occhi, una per mani e piedi, un balsamo labbra, un detergente per il viso, uno per il corpo e un olio idratante – e, una volta individuati quelli che fanno al caso nostro, procedere con quelli. E per quanto riguarda i trucchi: abbiamo davvero bisogno di sette nuance di rossetto rosso, o non sarebbe forse più semplice individuarne due o tre che ci stanno bene e che possiamo utilizzare nelle varie situazioni quotidiane?

9. Lavorare di meno

Imparare a dosare le forze, a dire dei no, a rendere il lavoro uno strumento utile alla nostra vita e non il suo fine ultimo, secondo me può contribuire molto a semplificarsi la vita. Riprendiamoci un po’ di tempo per la famiglia, per le relazioni, per la cultura. Ricordando sempre che noi non siamo il lavoro che facciamo, e che il nostro valore intrinseco non dipende dal nostro successo professionale.

10. Smettere di collezionare oggetti

Ninnoli, soprammobili, souvenir e chi più ne ha più ne metta. Spesso le nostre case (e le nostre vite) sono ingombre di roba fondamentalmente inutile che occupa spazio e accumula polvere. Che va periodicamente pulita, spostata e risistemata. Una fatica evitabile, uno spreco di tempo e risorse che forse varrebbe la pena evitare per semplificarsi la vita. Io, per esempio, ho un grosso problema con le calamite da frigo (che però, se non altro, non richiedono manutenzione) e soprattutto con gli oggetti legati al passato: lettere, diari, cimeli di viaggio. Dovrei forse dirmi che i ricordi non si annidano dentro gli oggetti, ma vivono liberi dentro il nostro cuore. Senza complicarci ulteriormente la vita.

11 Ottobre 2019 5 Commenti
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scatoloni ordine casa piccola
life

Come tenere in ordine una casa piccola (e senza Marie Kondo)

by Silvana Santo - Una mamma green 21 Gennaio 2019

Vivo da sempre in una casa molto piccola, che non raggiunge i 65 metri quadri. Ho un marito, due figli e un gatto gigantesco. Mantenere in casa un relativo ordine, per una famiglia come la nostra, non è un vezzo, ma una condizione imprescindibile per non impazzire. E questo anche senza le simpatiche direttive della ormai famosissima Marie Kondo. Negli anni ho cercato di migliorare progressivamente la situazione, e di trovare nuovi accorgimenti per tenere in ordine una casa piccola. E oggi mi fa piacere condividere con voi i miei piccoli trucchi.

1. Possedere pochi oggetti

C’è poco da fare: con meno oggetti è più facile tenere in ordine una casa piccola. E anche grande, in effetti! Personalmente, non sono immune alle lusinghe degli acquisti e dello shopping, ma cerco comunque di contenermi, non solo perché vivo in una casa piccola, ma perché lo shopping compulsivo è anche una prassi poco sostenibile e naturalmente costosa. Prima di comprare qualcosa, dunque, sarebbe utile chiedersi se è un acquisto davvero non evitabile o almeno rimandabile. Per vivere sereni occorre davvero possedere 8 set di biancheria da letto? Tre padelle dello stesso diametro? Dieci pennelli per sfumare il blush? Dodici tazze da tè? Riuscire ad acquistare meno è il primo passo per centrare l’obiettivo di tenere in ordine una casa piccola. Il mio sogno? Avere nel mio appartamento solo cose che utilizzo davvero.

2. Tenere in ordine una casa piccola: un posto per tutto

A casa mia, per esempio, nulla è lasciato al caso. La dispensa – piccolissima – è organizzata per tipologie di alimenti: uno scaffale per pasta e cereali, uno per lo scatolame, uno per le lattine, uno per i prodotti da colazione, uno per i condimenti. Le pentole e le padelle sono tutte all’interno di un cassettone scorrevole, tovaglioli, alluminio e pellicola in un altro piccolo scaffale. Ogni cosa al suo posto, e i prodotti “consumabili” vengono rimpiazzati di volta in volta, senza fare acquisti colossali ma non necessari solo perché al supermercato c’era un’offerta speciale. Lo stesso vale naturalmente per indumenti, detersivi, farmaci, materiale di cancelleria, scarpe e quant’altro: per ogni tipologia di oggetto esiste una collocazione specifica, di cui tutta la famiglia è al corrente e che tutti sono abituati a rispettare.

3. Evitare le soluzioni a giorno

Anche se molto di moda, gli scaffali a giorno tendono secondo me a dare una percezione di maggior disordine quando si entra in un ambiente. Ad eccezione di situazioni particolari – librerie, piccoli carrelli, mobili per bambini o scaffalature per ripostiglio e cabine armadio – è preferibile scegliere mobili con le ante, in modo da organizzare il tutto all’interno e, chiudendo, tenere tutto ordinato e lineare.

4. Scatole e organizer

Le scatole di plastica sono perfette per tenere in ordine una casa piccola, contenendo piccoli oggetti, ma anche vasetti di spezie, farmaci, spugne, detersivi e naturalmente indumenti e giocattoli. Noi abbiamo un grande armadio quattro stagioni che è organizzato quasi completamente con grandi scatole con coperchio (di quelle con l’anima di cartone e il rivestimento di tessuto, comprate da Ikea). Ne ho una per le mie borse, una per i pigiami, una per sciarpe e cappelli, una per teli mare, costumi e asciugamani di scorta, una per i tanti accessori che usiamo in viaggio (kway, mute, cuscini gonfiabili, adattatori, phon portatile e via dicendo) e altre 4 o 5 per il cambio di stagione. In questo modo, a vista rimangono solo gli indumenti in uso (pantaloni, gonne e abiti), giacche e cappotti. Per la biancheria intima, invece, sono una grande fan degli organizer, che permettono non solo di tenere in ordine i cassetti, ma anche di trovare subito quello che occorre. E questo vale non solo per i figli piccoli, ma addirittura per i mariti: devo aggiungere altro?

 

5. Addio ai soprammobili

So che non tutti condivideranno questa filosofia, ma per me tenere in ordine una casa piccola significa anche mantenere l’ambiente il più lineare possibile, senza orpelli, fronzoli o elementi che vadano a spezzare l’armonia delle forme di mobili, scaffali e librerie. Noi abbiamo scelto di tenere solo pochissimi oggetti – foto, cimeli di viaggio e ricordi di famiglia – ma per il resto evitiamo soprammobili. La mia libreria più grande è “ornata” di tante scatole di latta che a loro volta contengono piccole cose in maniera ordinata e di facile accesso.

ordine casa piccola

6. I giocattoli: la sfida più grande

Per quanto riguarda i giocattoli, diciamo che vale la filosofia che ho descritto ai punti precedenti: cercare per quanto possibile di limitarne l’acquisto, garantire un alto ricambio (scambiando, regalando o rivendendo via via i giochi che i bambini non usano più), tenere il più possibile le cose all’interno di scaffali chiusi o contenitori. Per tenere in ordine una casa piccola, i giocattoli restano comunque una grande sfida: il consiglio migliore che mi sento di dare, per quanto forse un poco banale, consiste nell’assegnare un determinato contenitore (scatola, cassetto, cesto, scaffale etc) a ciascuna tipologia di giocattolo (veicoli, Barbie, miniature di animali, peluche, palle etc) e cercare di abituare i bambini a rispettare queste indicazioni di massima, che permettono tra l’altro di impazzire un po’ meno nella ricerca del gioco di turno.

E voi? Quali accorgimenti usate per tenere in ordine una casa piccola o grande?

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8 gesti quotidiani per diventare più green

by Silvana Santo - Una mamma green 23 Novembre 2018

Gli equilibri climatici sono saltati, con conseguenze spesso catastrofiche. l’inquinamento non fa che peggiorare, i rifiuti sono un problema sempre più pressante. La questione ambientale è un fenomeno globale. Eppure, la risposta ai mali della Terra non può venire solo dalle grandi scelte politiche, ma anche e soprattutto dalle buone pratiche quotidiane che tutti possiamo mettere in atto, a cominciare dalla nostra casa. Spesso bastano piccoli gesti, accorgimenti semplici che però possono fare la differenza. Io ne ho individuati 8, ma voi potete continuare la lista!

1. Abbassare il termostato

Il riscaldamento è una fonte importante di inquinamento in ambiente urbano, oltre al fatto di consumare combustibili fossili che contribuiscono al cambiamento climatico su scala globale. Non tutti ne sono al corrente, ma la normativa italiana e quella comunitaria prevedono che la temperatura interna delle case, in inverno, non superi la media di 20 gradi centigradi (con due gradi di tolleranza). Se avvertite “freddo”, perché magari passate molte ore seduti al computer come me, basta indossare un maglione in più, oppure coprirsi con un bel plaid di lana.

2. Smettere di stirare

Un modo semplice per risparmiare energia elettrica, che per giunta permette di guadagnare tempo e risparmiarsi quella che per la maggior parte della gente rappresenta una colossale seccatura. In un altro post vi ho già raccontato quali sono i miei trucchi per smettere di stirare, a cominciare dalla scelta di uno stendino ad hoc come il quadro magico Giotto Magic, che consente di stendere il bucato (dentro o fuori casa) in maniera tale da minimizzare la necessità della stiratura.

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3. Usare pile ricaricabili

Tra i giochi dei bambini, le mie candele a Led e i walkie tolkie di Davide, in casa nostra si fa un grande uso di batterie. Ho risolto con un piccolo investimento in pile ricaribili e una comoda stazione di ricarica (io ho scelto quella di Ikea con 12 alloggiamenti). E naturalmente, giunte a fine vita, le batterie finiscono nella differenziata.

4. Usare la coppetta mestruale o gli assorbenti lavabili

Rinunciare per sempre agli assorbenti usa e getta significa non solo evitare di produrre chili e chili di rifiuti non riciclabili, ma anche risparmiare materie prime, acqua, energia e sostanze inquinanti necessarie per la produzione dei prodotti monouso. Oltre a questo, la comodità e la salubrità della coppetta e degli assorbenti lavabili sono insuperabili. Se volete più informazioni sulla coppetta mestruale potete leggere questo post.

 

5. Rinunciare all’asciugatrice

L’asciugatrice è sempre più diffusa nelle case italiane, e mi rendo conto che in determinate condizioni climatiche può risultare davvero una comodità. Però vi garantisco, per esperienza personale, che se ne può fare tranquillamente a meno, se non altro alle latitudini a cui vivo io (Napoli). Un aiuto concreto può venire anche in questo caso da Giotto Magic, lo stendino richiudibile progettato per accelerare i tempi di asciugatura del bucato, anche in casa e anche in notturna. Se ritenete di non poter fare a meno dell’asciugatrice, optate comunque per un modello a basso consumo energetico.

6. Bere acqua di rubinetto

Fate caso alla quantità di bottiglie di plastica che gettate ogni settimana nella differenziata, e moltiplicatela idealmente per tutte le famiglie italiane: una vera e propria montagna di spazzatura, che per quanto sia riciclabile ha comunque un impatto notevole sull’ambiente. Per evitarne a monte la produzione, basta bere acqua di rubinetto, che, salvo situazioni particolari, è potabile e controllata. Se non gradite il sapore, o la trovate troppo calcarea, potete dotarvi di filtri o di caraffe filtranti per renderla più gradevole (e più dolce). E per i bambini, prendete l’abitudine di tenere in borsa una borraccia di alluminio: vedrete quante bottigline di plastica (e quanti soldi!) riuscirete a risparmiare in un anno.

acqua di rubinetto

7. Usare detergenti ecologici

I detersivi ecologici, così come i detergenti per l’igiene personale e i cosmetici ecobio, sono più “gentili” con l’ambiente, sia in fase di produzione che di smaltimento. E sono di norma meno aggressivi per la pelle, per le mucose e più in generale per l’organismo. Con qualche accorgimento – scegliere marchi made in Italy, puntare su confezioni maxi e ridurre le quantità di prodotto usato – rappresentano anche una svolta economica, oltre che ecologica. Se volete qualche consiglio per eliminare l’ammorbidente sintetico, in questo post trovate delle alternative green che, per la mia esperienza, sono anche più “gentili” con il bucato, e permettono di limitare il ricorso al ferro da stiro (specie se per stendere si usa un supporto ad hoc come Giotto Magic).

8. Fare acquisti consapevoli

Le nostre scelte di consumo sono fondamentali per ridurre l’impatto quotidiano della nostra vita sull’ambiente. Ogni volta che scegliete un prodotto da acquistare, interrogatevi sulla sua sostenibilità, provando a privilegiare i prodotti artigianali, quelli durevoli, il biologico, il chilometro zero etc. Ogni passo nella direzione della sostenibilità è un contributo prezioso per il futuro dei nostri figli.

Voi cosa fate per rendere la vostra vita quotidiana più green? Mi date qualche altro spunto?

Post in collaborazione con Giotto Magic, il “quadro magico” bello, funzionale e personalizzabile che permette di stendere il bucato in qualsiasi ambiente della casa. Grazie al suo esclusivo design, Giotto Magic accorcia i tempi di asciugatura ed evita la formazione di pieghe e grinze, permettendo di risparmiare tempo ed energia (no ad asciugatrice e ferro da stiro).

Per voi che mi leggete, è attivo il codice 2018mammagreen, che vale 20 euro di sconto sugli Starter Kit da 145 e 155 euro. Sul sito Giotto Magic, comunque, trovate anche una nuova versione base di colore bianco che costa 80 euro.

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Come smettere di stirare per sempre (senza asciugatrice): i miei consigli

by Silvana Santo - Una mamma green 2 Novembre 2018

Se mi seguite da un po’ di tempo, forse lo avrete già scoperto: da anni ho scelto di smettere di stirare. Ci ho provato, per un po’. Attrezzando improbabili tavole da stiro negli appartamenti in cui vivevo da studentessa e poi lavoratrice fuori sede, oppure cimentandomi nei primissimi mesi del mio matrimonio. Ma ben presto ho deciso di dire basta. E non sono mai tornata indietro, pur non avendo mai acquistato un’asciugatrice. Adesso ho trovato anche un nuovo alleato in questo processo di liberazione ed emancipazione dal ferro da stiro: il quadro magico Giotto Magic. In questo post vi spiego di che si tratta, ma soprattutto condivido con voi le mie strategie e i consigli su come smettere di stirare. Per sempre.

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1. Come smettere di stirare: i vestiti giusti

Se vuoi smettere di stirare, è importante ragionare in quest’ottica fin dalla scelta dei tessuti e dei modelli che dovrai indossare. Se, come me, non hai un particolare dress code da seguire al lavoro, puoi per esempio ridurre il più possibile l’uso di camicie e polo, e sceglierle solo in tessuti che non si stropicciano troppo. Importante anche la scelta dei modelli di pantaloni, perché non tutti si prestano allo stesso modo alla rinuncia al ferro da stiro: vanno bene anche quelli ampi, ma dipende dal tessuto. A proposito di materiali strategici, il lino e il raso sono sono “nemici” di chi punta a smettere di stirare, mentre velluto, denim, cotone e filati (di buona qualità) si prestano di norma ad essere gestiti senza l’uso del ferro da stiro. Scegliere pantaloni, treggings e jeans con una minima percentuale di elastane aiuta a “stirarseli” addosso, facendo sparire le grinze all’istante. Se non potete, o non riuscite, a rinunciare a camicia e tailleur, potete comunque adottare degli accorgimenti per evitare di stirare il resto del bucato. E magari quello che vi serve è proprio Giotto Magic.

2. Come smettere di stirare: fare il bucato

La fase del lavaggio è importantissima per capire come smettere di stirare per sempre. I miei consigli prevedono innanzitutto la scelta di un detersivo non particolarmente aggressivo (io mi trovo bene con prodotti ad alta biodegradabilità e a basso impatto ambientale) e poi ridurre l’intensità della centrifuga, non superando i 600/800 giri al minuto. Questo naturalmente allungherebbe i tempi di asciugatura, ma con alcuni accorgimenti, e con lo stendino giusto, si può ovviare anche a questo inconveniente. L’ammorbidente non è affatto indispensabile, e parlo per esperienza personale: da molti anni l’ho sostituito con una soluzione di acido citrico che preparo io stessa, aggiungendo qualche goccia di olio essenziale per avere un po’ di profumo “di natura” e riesco comunque a non stirare praticamente più niente. L’ambiente, il portafogli e i tessuti stessi ringraziano. Chi ne ha la possibilità, infine, dovrebbe evitare di fare il bucato solo nel weekend, perché lasciare per troppo tempo il bucato ammucchiato nella cesta rende le grinze più ostinate (cercate comunque di non far partire la lavatrice troppo vuota, per evitare sprechi).

3. Come smettere di stirare: stendere i panni

La fase più cruciale, nella gestione del bucato, è probabilmente la stenditura. Intanto, è importante procedere il prima possibile, dopo che la lavatrice ha completato il suo lavoro. Anche di sera. Per quanto riguarda le tecniche di stenditura per smettere di stirare, non c’è bisogno di perdere troppo tempo, né fare fatica “extra”, si tratta solo di usare alcuni semplici accorgimenti per fare in modo che i panni si asciughino nel miglior modo possibile. Intanto, è utile non “ammassare” i panni sullo stendino, e dare una energica scrollata a ogni capo per distendere il tessuto prima di appenderlo (attenzione ai delicati, però). Per maglie e capispalla è preferibile utilizzare le grucce appendiabiti, o in ogni caso mollette e pinze che non lascino segni esagerati sulle fibre. Personalmente, faccio anche attenzione a dove “pinzare”, preferendo punti strategici come i passanti dei pantaloni o, per maglioni e t-shirt, in corrispondenza delle ascelle. L’uso di uno stendino ad hoc come Giotto Magic può risolvere i problemi di asciugatura del bucato, e ridurre la formazione di pieghe e grinze. Oltre a permettere di risparmiare spazio in casa ed essere molto bello da vedere, Giotto Magic è infatti concepito per consentire di stendere i panni nel migliore dei modi. Del tutto simile a un quadro quando è chiuso (personalizzabile con le proprie foto – io ho scelto uno scatto del nostro viaggio in Lapponia – e installabile sia negli ambienti interni che in balcone o terrazzo), una volta aperto diventa uno stendino salvaspazio che sfrutta la naturale ventilazione presente in casa e aiuta a stendere efficientemente i panni in qualsiasi ambiente della casa, riducendo i tempi di asciugatura rispetto a uno stendino tradizionale. E, soprattutto, di smettere di stirare.

giotto magic come smettere di stirare

4. Cambiare mentalità per smettere di stirare

I consigli pratici sono a mio parere molto importanti per capire come smettere di stirare per sempre. La scelta degli abiti, la potenza della centrifuga, lo stendino giusto possono fare davvero la differenza in termini di resa finale di un capo di abbigliamento e di riduzione delle pieghe. Ma quello che serve, in definitiva, per riuscire a smettere di stirare, è un cambiamento radicale della propria mentalità. Convincersi che non ci sia proprio niente di inappropriato, sgradevole o sconveniente nell’indossare una maglia pulita, comoda, di nostro gusto ma che non magari non è maniacalmente liscia. Sdoganare le pieghe residue. E ricordare a noi stessi in quanti modi fantastici possiamo impiegare il prezioso tempo risparmiato decidendo di smettere di stirare. Per sempre.

Post in collaborazione con Giotto Magic

Per voi che mi leggete, è attivo il codice 2018mammagreen, che vale 20 euro di sconto sugli Starter Kit da 145 e 155 euro. Sul sito Giotto Magic, comunque, trovate anche una nuova versione base di colore bianco che costa 80 euro.

2 Novembre 2018 3 Commenti
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life

Entropia

by Silvana Santo - Una mamma green 20 Aprile 2015

Potrei dire che lo faccio perché il decluttering è una pratica sostenibile ed ecologica, promuove il riciclo e favorisce il consumo consapevole. Potrei parlare dell’aria di primavera e del suo richiamo irresistibile alla pulizia e alla novità. Mi basterebbe sottolineare che adesso siamo in quattro (più il felino), per cui lo spazio disponibile va amministrato nel migliore dei modi.

Ma la verità è che ho sempre fatto così. Anche quando gatti e figli erano meno di un progetto vago, un’idea approssimativa che nemmeno si affacciava nella mia testa. Ogni volta che sento di avere qualcosa in sospeso, qualcosa da chiarire, da sistemare, qualcosa da cambiare, prendo a riordinare quello che ho intorno.

Getto via le cose usurate, riciclo quelle riutilizzabili, trasformo quelle che non mi piacciono più. Impilo, archivio, inscatolo. Ripongo con ordine, organizzo, classifico. Razionalizzo.

Come se se imbrigliare il caos che regna intorno a me possa in qualche modo contenere quello che sento incombere dall’interno. Faccio spazio fuori per stare più comoda dentro. Combatto l’entropia, uno scatolone alla volta.

(E con questa scusa aggiorno il guardaroba).

20 Aprile 2015 2 Commenti
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Scatoloni

by Silvana Santo - Una mamma green 20 Gennaio 2015

Il problema, qualche volta, è lo sfondo. La quinta davanti alla quale va in scena la nostra vita. Le mamme cool, quelle a cui non riuscirei a somigliare nemmeno se lo volessi davvero, lo sanno benissimo. E allora scattano foto patinate dinanzi a fondali artificiali, studiati alla perfezione, pareti lucide e bianche o paesaggi metropolitani fighissimi. Di solito indossano abiti a righe in pendant con quelli dei loro figli, portano i capelli sciolti in onde fintamente casuali e le unghie laccate di colori che si chiamano come vini.

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20 Gennaio 2015 10 Commenti
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Chi sono

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Mi chiamo Silvana Santo e sono una giornalista, blogger e autrice, oltre che la mamma di Davide e Flavia.

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