Una mamma green
  • HOME
  • CHI SONO
    • DICONO DI ME
    • MEDIAKIT
    • IL MIO CURRICULUM
  • ESSERE MADRE
  • ESSERE GREEN
    • MENO PLASTICA
    • ABBIGLIAMENTO SOSTENIBILE
    • COSMETICI BIOLOGICI
    • PANNOLINI ECOLOGICI
    • NATURA
    • RIMEDI NATURALI
    • ANIMALI
    • ALLATTAMENTO
    • BABYWEARING
    • COSLEEPING
  • ESSERE IN VIAGGIO
    • CAMPANIA
    • ITALIA
    • EUROPA
    • MONDO
  • COLLABORAZIONI
  • CONTATTI
Una mamma green
  • HOME
  • CHI SONO
    • DICONO DI ME
    • MEDIAKIT
    • IL MIO CURRICULUM
  • ESSERE MADRE
  • ESSERE GREEN
    • MENO PLASTICA
    • ABBIGLIAMENTO SOSTENIBILE
    • COSMETICI BIOLOGICI
    • PANNOLINI ECOLOGICI
    • NATURA
    • RIMEDI NATURALI
    • ANIMALI
    • ALLATTAMENTO
    • BABYWEARING
    • COSLEEPING
  • ESSERE IN VIAGGIO
    • CAMPANIA
    • ITALIA
    • EUROPA
    • MONDO
  • COLLABORAZIONI
  • CONTATTI
Tag:

mare

post sponsorizzativiaggi

Il mare piace a tutti

by Silvana Santo - Una mamma green 16 Dicembre 2016

Il mare piace a tutti, ve lo dico io. Anche a quelli che sono convinti di detestarlo. Anche a quelli che ne hanno paura, o che non hanno mai imparato a nuotare. A quelli che sono nati sulle sue sponde e a un certo punto hanno pensato di esserne annoiati. Piace anche alla gente di montagna, che ci si accosta solo durante le vacanze estive, col rispetto e la curiosità un po’ diffidente dei forestieri. Non si può non amare il mare, in un modo o nell’altro. Consapevolmente o meno. C’è il nostro passato, in quell’acqua trasparente e brulicante di vita. Il nostro passato di singoli esseri umani, arrivati nel mondo attraverso le liquidità tiepide di un utero materno, e le vestigia dell’intera umanità, che ha attraversato i millenni partendo da forme di vita acquatiche e primordiali. Il mare parla alle nostre profondità più remote, accende le fantasie e i sogni che ci agitano la pancia e la testa, scatena in noi la malinconia più struggente e la passione più sfrenata.

A me, ad esempio, il mare piace sempre, da sempre. In ogni condizione, in tutte le stagioni. Quando è calmo e trasparente, luccicante come una colata di oro liquido che risplende al sole. Quando è tiepido e tranquillo, accogliente come un abbraccio, rassicurante come una giovane madre. Il mare nelle mattine d’estate, con l’eco dei gabbiani che evoca avventure letterarie, bucanieri maledetti e isole lontane. Il mare che si incendia al tramonto, acceso di bagliori arancio e cremisi, appassionato e vivo come un innamorato della prima ora. Il mare d’inverno, rabbioso e ostile. Con le onde che si inseguono e la schiuma che sbatte contro gli scogli. Il mare che riflette il grigio freddo del cielo, come una solida lastra d’acciaio. Il mare più nero della notte più nera, illuminato soltanto dall’argento mistico della luna. Il mare che profuma di sale e di sole.

Del mare amo il suono regolare della risacca. Come una nenia d’altri tempi, ipnotica e miracolosa. La risacca che fa dimenticare il male, o che almeno aiuta a perdonarlo. A perdonarsi. Amo il fondale e i suoi misteri, gli anfratti che esplodono di vita colorata e le distese sommerse di sabbia candida, apparentemente inanimate. Amo i riflessi iridescenti, come guardare il mondo attraverso un caleidoscopio di cristallo. Amo i miti e le leggende che sopravvivono al tempo, laggiù negli abissi. Sirene e tritoni, Scilla e Cariddi, Nettuno e Salacia. Amo l’odore di iodio e alghe, il calore che sale dalla sabbia, le forme di vita antiche e silenziose che popolano i confini e le profondità del mare. La linea sottile dell’orizzonte, perfetta e magnetica.

Il mare, da che ho memoria, mi distrugge e mi assolve, mi denuda e mi riveste, mi strazia e mi consola. Mi libera, regalandomi il sogno di mille vite possibili e di lidi sconosciuti e remoti. E mi imprigiona, ricordandomi il peso del mio corpo inchiodato alla terraferma. Le scelte che ho fatto e la casa a cui appartengo. Il mare è uno specchio sempre sincero e un amico fedele. Un fratello, un padre, un amante. Il tempo che passa mescolato al passato che resiste. Come sabbia e sale, amore e solitudine, morte e vita. Il mare è il mare. Insostituibile, eterno e immenso.

Post in collaborazione con l’Hotel Nettuno di Jesolo, soluzione perfetta e accogliente per una vacanza di mare in famiglia e non solo. Oltre alla posizione strategica – sulla spiaggia di Lido di Jesolo ma vicina al centro cittadino – l’Hotel Nettuno offre tantissimi servizi per famiglie (piscina per bambini, cucinotto per le pappe, piscina coperta e riscaldata, animazione, lido attrezzato, etc), una cucina senza glutine certificata dall’Associazione Italiana Celiachia e una nuovissima Spa, che lo rende ideale anche per una vacanza fuori stagione. Perché il mare è sempre una buona idea.

vacanze al mare famiglia

16 Dicembre 2016 0 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
viaggi

Perché tutti dovreste venire a Napoli almeno una volta nella vita

by Silvana Santo - Una mamma green 16 Novembre 2016

Non è un caso se in questo blog parlo molto raramente della mia città, e sempre in modo abbastanza indiretto. Tentare di trasformare in parole la complessità partenopea, costringerla entro i confini di un foglio di carta, o di una schermata di Word, è un’impresa per pochi. Chi si accinge a raccontare Napoli, a meno che non sia un matto o un poeta, non può che andare incontro ad un fallimento. Eppure c’è qualcosa, dentro di me, che mi impone da tanto tempo di fare almeno un tentativo. Di osare. Di cercare in qualche modo di spiegarvi quali sono le ragioni per cui, secondo me, tutti voi dovreste venire a Napoli almeno una volta nella vita.

Continua a leggere
16 Novembre 2016 9 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
visitare valencia bambini
viaggi

Valencia con bambini: 8 cose indimenticabili della nostra vacanza

by Silvana Santo - Una mamma green 12 Settembre 2016

Non farò di certo una rivelazione straordinaria nel dire che Valencia è una destinazione ideale per le famiglie con bambini di qualsiasi età. Eppure è la semplice verità: buon clima, vicina all’Italia, un centro storico piccolino ma molto interessante, mezzi pubblici efficienti e piste ciclabili da favola, mare perfetto per i piccoli e tanto verde ne fanno una meta family frendly al massimo. Oltre che adatta a chi, come noi, cercava contatto con la natura e mezzi di trasporto sostenibili e comodi. Di Valencia, insomma, ho amato quasi tutto, ma ci sono alcune cose che rimarranno indelebili nella mia memoria di mamma viaggiatrice.

1. L’horchata de chufa
L’horchata de chufa è la tipica bevanda fresca valenciana, preparata, a differenza della “nostra” orzata di mandorla, a partire dal chufa, il tubercolo di una pianta delle Cupressacee che in italiano si chiama cipero o zigolo dolce. Io ne ho assaggiate varie versioni, e posso dirvi che quella fresca servita dai chioschi e dalle horchaterie della Ciutat Vella è davvero insuperabile. Accompagnata dai fartons, soffici dolci glassati o spolverati di zucchero a velo, è semplicemente perfetta.

horchata de chufa valencia con bambini

2. Il bagno degli elefanti al Bioparc
Pare che abbiamo avuto una certa fortuna nel sorprendere gli elefanti a bagno nella bellissima pozza a loro riservata nel Bioparc. Non so se sia davvero uno spettacolo così inconsueto, ma io vi giuro che avevo la pelle d’oca, sarei rimasta ore a guardarli. Davvero da brividi. In generale, il Bioparc di Valencia è stata una vera e propria rivelazione, per me che oscillo sempre tra l’interesse per gli animali (e la convinzione che la salvezza delle specie in pericolo non possa prescindere dalla tutela di esemplari in cattività) e il disagio di fronte a certe strutture troppo “commerciali”. Il bioparco valenciano dovrebbe essere preso a modello da chiunque gestisca una struttura del genere: ambienti ampi e realistici, veri e propri habitat in cui convivono specie diverse, assenza di animali adatti a fasce climatiche diverse da quella di Valencia, moltissime informazioni di carattere scientifico per i visitatori. Una delle prime cose che ho notato durante la nostra visita è stata una ferita sul braccio di uno dei gorilla. Preoccupazione istintiva e campanelli d’allarme immediati (povera bestia, chissà cosa è accaduto, allora li tengono male, etc etc). Pochi passi più in là, un cartello spiegava ai visitatori le cause del taglio (una scaramuccia tra maschi) e l’intervento dei veterinari del parco.

Informazioni pratiche: la visita al Bioparc di Valencia dura diverse ore, ci sono anche degli spettacoli che noi abbiamo volontariamente evitato. All’interno non si possono introdurre cibi e bevande, ma ci sono diversi punti ristoro in cui rifocillarsi (vi consiglio il self service con vista sulla savana, anche la paella era buonissima). La struttura è accessibile con passeggino o carrozzina e ospita un parco giochi e negozi di souvenir.

bagno-elefanti-valencia

3. La spesa all’alba al Mercat Central
Partire con i bambini significa anche ritagliarsi dei momenti di solitudine mentre i pargoli dormono, giocano o stanno a casa con l’altro genitore. Così una mattina sono scesa non più tardi delle 7.30, sola, per andare a fare la spesa al bellissimo Mercat Central di Valencia, un tipico mercato coperto in stile spagnolo che offre prodotti freschi (e non solo) di ogni genere. A quell’ora i banchi erano appena stati allestiti, e in giro c’erano solo persone del posto intente negli acquisti quotidiani. Una goduria assicurata.

Informazioni pratiche: il Mercat Central  di Valencia è aperto tutti i giorni tranne la domenica, dalle 7.30 alle 14. Alcuni banchi accettano il pagamento con carta di credito, comunque la piazza circostante è piena di sportelli bancomat. Proprio di fronte al mercato sorge la bellissima Lonja della Seda, che ospitava l’antica borsa della seta in epoca rinascimentale.

4. La siesta nel Jardí del Turia (mentre i bimbi giocavano)
Fino a qualche decennio fa, Valencia era cinta dal fiume Turia, che spesso esondava causando morte e distruzione in città. Dopo l’ennesima catastrofe del 1957, i valenciani decisero di deviarne il corso e, negli anni ’80, di trasformare l’antico letto fluviale in un meraviglioso parco che attualmente è il giardino urbano più grande di tutta la Spagna. I Giardini del Turia sono perfetti per passeggiare, fare merenda, pedalare, prendere il sole, giocare su un prato o, appunto, abbandonarsi a una rigenerante siesta pomeridiana sotto gli alberi. In perfetto stile spagnolo!

giardini turia valencia bambini

5. Le architetture avveniristiche della Ciudad de las Artes y las Ciencias
Sono di parte, perché a me l’architettura contemporanea (ben fatta) piace quasi sempre. Ma il complesso realizzato da Calatrava ad una delle estremità dei Giardini del Turia è davvero spettacolare. Non solo per le geometrie accattivanti degli edifici, ma soprattutto per la commistione di architettura, acqua ed elementi naturali che secondo me rende l’insieme estremamente piacevole. Le varie “astronavi” della Città delle Arti e delle Scienze ospitano diversi siti di grande interesse, dall’acquario al museo della scienza. Una delle grandi vasche di acqua chiarissima è navigabile con canoe trasparenti da prendere a noleggio, mentre chioschi e piccoli bar offrono orzate e spuntini. Una meraviglia che da sola vale il viaggio.

valencia città scienza bambini

6. Il mondo sottomarino del meraviglioso Oceanografic
Amo gli acquari e ne ho visti tanti, e penso di poter dire senza tema di smentite che il grande Oceanografic di Valencia è davvero un gioiello in termini di quantità e varietà delle specie ospitate, qualità degli allestimenti, intelligenza del percorso espositivo. Vasche enormi, tante informazioni e molti ambienti da visitare, sia al chiuso che all’aperto. L’unica cosa che non ha soddisfatto appieno le mie aspettative è stata l’offerta di interattività per bambini piccolissimi come i miei: mi aspettavo una maggiore possibilità di toccare, esplorare, “immergersi” e, appunto, interagire (cosa che avviene benissimo, ad esempio, all’acquario di Barcellona). È comunque disponibile un piccolo parco giochi all’aperto e c’è la possibilità di partecipare a laboratori e altre attività per bambini più grandi.

Informazioni pratiche: conviene comprare il biglietto in anticipo, specie se ci andate in alta stagione (anche se noi, a fine agosto e di lunedì, non abbiamo trovato moltissima folla). Con la Valencia Card c’è uno sconto del 15% sull’acquisto dei biglietti, che sono disponibili anche presso gli info point turistici della città. Lo stesso biglietto è valido anche per l’ingresso serale. Alcune strutture, come la Biosfera, sono ad accesso regolamentato, quindi mettete in conto un po’ di fila. Di solito ci sono rampe e ascensori, anche se a volte si deve camminare un pochino per trovarli. Non mancano, all’interno dell’Oceanografic di Valencia, ristoranti, snack bar, bagni con fasciatoi e negozi. C’è uno spettacolo coi delfini che personalmente ho trovato progettato molto meglio rispetto a quelli di altri acquari europei (ma resto una che non ama questo genere di cose, ci siamo andati su esplicita richiesta di Davide, che a un certo punto si è commosso fino quasi alle lacrime!).

oceanografic valencia bambini

7. La passeggiata in risciò
Che mi ha riportato in un attimo alle estati della mia infanzia, oltre che rivelare impietosamente le mia pessima condizione fisica. Scherzi a parte, Valencia è una città ideale da esplorare pedalando: piste ciclabili ovunque (noi abbiamo approfittato di quella nei Giardini del Turia!), tantissimi noleggi di bici, anche con seggiolini, e risciò, distanze abbordabili e ampi tratti pianeggianti. Anche in questo caso, con la Valencia Card si possono ottenere sconti e agevolazioni.

valencia biciclette

8. L’atmosfera familiare della playa della Malvarrosa
Ci siamo stati la domenica mattina, e la spiaggia era piena di famiglie locali in gita. Un modo molto piacevole per passare qualche ora di relax e concedersi una sosta dal caldo (che con noi, comunque, è stato molto clemente). Peccato solo per l’edilizia senza senso del litorale, che rovina alquanto il panorama.

spiaggia valencia bambini

Ma Valencia per piccoli e grandi naturalmente non finisce qui: dalle escursioni a piedi pensate apposta per le famiglie al sapore unico della vera paella, dai campanili del centro storico alle bancarelle di artigianato di Placa Redona, dalle movimentate piazze della città vecchia ai vicoli un po’ decadenti, dai suggestivi resti dell’antica cinta muraria alla straordinaria ospitalità della sua gente, questa città saprà conquistarvi e scaldarvi il cuore. È una promessa.

Edit: Visto che me lo avete chiesto in molti, al Parco Gulliver ci siamo andati, ma a Davide e Flavia non è piaciuto molto. Il gigante su cui arrampicarsi e da cui scivolare era forse troppo impegnativo per loro, che al momento del viaggio avevano 3,5 e quasi 2 anni. Il playground, che si trova nel giardini del Turia, è gratuito e rimane chiuso nelle ore più calde della giornata, è forse indicato per bimbi un po’ più grandi dei miei. O semplicemente più intrepidi! 😉

Informazioni generali su Valencia:
Noi abbiamo raggiunto Valencia in treno da Barcellona (circa tre ore di viaggio), e al ritorno abbiamo preso un volo Ryanair per Roma Ciampino. La stessa compagnia low cost serve anche altre città italiane. Abbiamo alloggiato per 4 notti in un delizioso loft affittato su AirBnb, dopo moltissime ricerche e confronti per scegliere la zona migliore. Scelta decisamente azzeccata: eravamo ai margini del centro storico (5 minuti a piedi dalla Cattedrale), in una zona servita ma tranquilla e silenziosa, a due passi dai Giardini del Turia e dalle fermate dell’autobus per la spiaggia, il bioparco e l’acquario. I prezzi mi sono sembrati accessibili, forse perché venivamo dalla più cara Barcellona. Ci siamo mossi bene con gli autobus, con tempi massimi di attesa di 10 minuti e trovando praticamente sempre posto a sedere. Dalla stazione e per l’aeroporto, avendo anche tanti bagagli al seguito, abbiamo preso un taxi: sia all’andata che al ritorno abbiamo potuto pagare senza problemi con carta di credito, e le tariffe mi sono sembrate abbordabili (circa 5 euro dalla stazione Joaquín Sorolla e 18/20 euro per l’aeroporto).

visitare valencia con bambini

Altre informazioni utili per visitare Valencia con i bambini potete trovarle su www.visitvalencia.com.

12 Settembre 2016 0 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
due sorelle con i bambini
viaggi

Visitare la spiaggia delle Due Sorelle con i bambini

by Silvana Santo - Una mamma green 4 Agosto 2016

La spiaggia delle Due Sorelle è l’Adriatico che non ti aspetti. Una striscia irregolare di ciottoli di calcare, bianchi e perfettamente levigati, lambita da un mare adamantino e luccicante. Sparkling, si direbbe in inglese, con un termine che a me sembra fatto apposta per descrivere le bollicine dello spumante e i milioni di scaglie di luce che guizzano a mezzogiorno sulla superficie marina. Il mare delle Due Sorelle è così, brillante nelle sue numerose sfumature di blu. A fargli da quinta, una parete rocciosa piena di pieghe in diagonale, come lastre di pastasfoglia poggiate l’una sull’altra da un pasticciere ubriaco. E poi loro, i due faraglioni spigolosi che pregano a mani giunte mentre si specchiano nell’acqua trasparente.

spiaggia due sorelle

Come arrivare alla spiaggia delle Due Sorelle con i bambini

Ci si arriva, con bambini o meno, soltanto dal mare (in teoria ci sarebbe un passaggio via terra, ma al momento è ufficialmente interdetto), con le motonavi che partono al mattino dal porto di Numana (bisogna prenotare chiamando lo 071.933.17.95, gli adulti pagano 20 euro e i bambini fino agli 8 anni la metà, gratis fino a 3 anni), si rientra per le 13 circa, oppure a bordo di una imbarcazione privata. La navigazione da Numana non dura più di mezz’ora, ma la vista sulle cale e sul verde brillante del monte Conero riempie gli occhi e il cuore.

Cosa portare alla spiaggia delle Due Sorelle con i bambini

La spiaggia delle Due Sorelle è una striscia di ciottoli bianca e deserta. Non esistono bar, stabilimenti balneari, bagni pubblici o altre strutture. Per scelta dell’amministrazione del Parco del Conero non sono stati posizionati sull’arenile neanche i cestini per i rifiuti. Quindi, prima di visitare la spiaggia delle Due Sorelle con i bambini è davvero consigliato equipaggiarsi con ombrellone, crema solare, borraccia con acqua e merende del caso. Consigliatissimi, ovviamente, maschera, pinne e secchiello.

bambini spiaggia due sorelle

 

famiglia spiaggia due sorelle

La spiaggia delle Due Sorelle e le tartarughe

Circa una volta al mese, la spiaggia delle Due Sorelle è teatro del rilascio delle tartarughe marine riabilitate nell’Ospedale delle tartarughe gestito a Riccione dalla fondazione Cetacea Onlus. Sul sito dei Traghettatori del Conero trovate il calendario dei rilasci, cui è possibile assistere partendo a bordo delle motonavi dal porto di Numana (metà del prezzo del biglietto viene devoluto alla fondazione). Prenotare in anticipo è fondamentale per riuscire a partecipare.

escursione due sorelle bambini

Dove alloggiare per visitare la spiaggia delle Due Sorelle

L’intera Riviera del Conero è una base perfetta per visitare la spiaggia. Da Numana, in particolare, l’escursione è particolarmente semplice perché le motonavi partono direttamente da lì. Io e la mia famiglia alloggiavamo presso il CentroVacanze De Angelis, il cui personale ci ha offerto consigli e informazioni per organizzare la gita, prenotando un paio di giorni prima. Raggiungendo con la nostra auto il porto di Numana subito dopo la colazione, siamo riusciti a rientrare in tempo per il pranzo senza il minimo stress.

Qui trovate il mio racconto della nostra vacanza in Riviera del Conero con i bambini. La spiaggia delle Due Sorelle è il fiore all’occhiello di questo meraviglioso angolo d’Italia.

spiaggia due sorelle con i bambini

4 Agosto 2016 0 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
bicicladi
intervisteviaggi

Lasciare tutto e partire: un sogno chiamato BiCicladi

by Silvana Santo - Una mamma green 1 Agosto 2016

Ha un nome che tradisce le sue origini toscane, una bicicletta pieghevole e un sito in cui racconta le sue avventure in giro per l’Europa. Aveva anche una casa e un lavoro “normali”, ma li ha mollati di soppiatto per inseguire un soffio d’aria fresca che spirava da una finestrella aperta all’improvviso dentro di lui. E ora prova, strada facendo, ad aiutare i bambini cardiopatici dei paesi che visita. Vieri Cammelli è un viaggiatore, un blogger, ma soprattutto un sognatore. Il suo progetto, un po’ romantico e un po’ visionario, si chiama BiCicladi, e lui stesso lo racconta in questa intervista che a tratti diverte e a tratti commuove.

Cominciamo dall’inizio: che ci fai a zonzo per l’Europa in sella a una bicicletta?
Beh, ecco, ho perduto una scommessa con mio padre e la posta in palio era che avrei dovuto raggiungere la Thailandia in bicicletta. In qualche modo dovevo pur partire, no? L’Europa pertanto mi sembrava lo step iniziale più comodo … e del resto anche obbligato!

Sii serio Vieri, cosa facevi prima di partire, e come mai hai deciso di “mollare tutto e andare”?
Allora, la storia è abbastanza lunga, ma proverò a essere sintetico! Dopo una vita molto normale e 8 anni di lavoro come promotore per MSC Crociere, ho cominciato a sentire che la mia condizione era opprimente e insoddisfacente. Avevo la chiara sensazione che non “potesse essere tutto lì”. Mi ero impigrito troppo, adagiandomi nelle mie certezze e nei miei finti comfort. Se poi aggiungiamo il fatto che mi trovavo in una relazione sentimentale tanto incredibile quanto clandestina, ogni mattina mi svegliavo col desiderio di voler cambiare la mia sorte. E così ho deciso di staccare per un periodo, da tutto: ho lasciato il lavoro, ho preso una bicicletta pieghevole e sono partito per la Grecia, con l’intenzione di pedalare alle Cicladi, la scorsa estate, per un po’. Oltre ad aver visto luoghi strepitosi ed aver conosciuto persone magnifiche, ho iniziato a tenere un blog (che io considero più come un diario di viaggio) in cui giornalmente condividevo la mia esperienza con amici e famiglia. Col passare delle settimane, BiCicladi è cresciuto, ed io con lui. Diverse sono state le persone che in seguito mi hanno ringraziato per quello che ho fatto e per il modo in cui lo ho fatto, rendendomi orgoglioso e felice. Non ho mai badato alla quantità, al numero dei follower, bensì alla qualità delle emozioni trasmesse.

bicicladi blog

Ma poi dalle Cicladi sei tornato…
Esatto, e ho cercato di riprendere una vita “socialmente accettabile”, ma non ci sono riuscito.Ho accettato un lavoro, ma poi mi sono accorto che la voce del cuore era troppo più forte di quella della ragione, e non potevo più metterla a tacere. Inconsciamente avevo iniziato un percorso che sarebbe stato un peccato chiudere subito. Come se, in quei 64 giorni sulle isole greche, avessi dischiuso una finestrella verso una nuova stanza di me, dalla quale un’aria nuova aveva cominciato a spirare. Tuttavia io quella stanza ancora non ero andato a scoprirla, e sapevo che, se non l’avessi fatto, l’avrei rimpianto per il resto dei miei giorni. A 32 anni ero in un momento della mia vita in cui, senza figli, fidanzata, mutuo, lavoro, e con qualche risparmio ancora da parte, potevo farlo. E allora ho scelto di ripartire, questa volta in maniera molto più seria. Tagliando ogni tipo di radice, ipotizzando un itinerario, dedicando un budget, organizzando il minimo indispensabile e null’altro. Partire, essere di nuovo sulla strada, era il mio unico desiderio. Ed è esattamente quello che ho fatto.

Nel tuo viaggio stai visitando degli ospedali pediatrici con l’obiettivo di raccontare quello che vedi e raccogliere fondi. Qual è il tuo rapporto con i bambini?
Sono a mio agio coi bambini, mi sento me stesso e credo davvero che l’animo di un bambino sia quello che per tutta la vita dovremmo cercare di non dimenticare mai. Viviamo circondati da obblighi, doveri sociali, ansie, ambizioni inutili, falsità, disinformazione, e spesso non ricordiamo più che cosa voglia dire andare in giro scalzi, sporcarsi, non curarsi del proprio aspetto e di quello che indossiamo, sorridere con sincerità ed essere liberi. Sono felice quando, in giro per i posti che sto visitando, gioco a pallone con bambini che non conosco, o incontro i loro sguardi curiosi quando piego la bicicletta. Ci sono linguaggi che non hanno bisogno di traduzioni, e quello tra bambini è il mio preferito in assoluto. Tra le persone che più mi mancano ci sono Andrea e Giulia, i figli di mia sorella Cristina (Cristina è la bravissima blogger di OminoUovo, ndr). Hanno 2 anni e 10 mesi e li sto vedendo crescere via Facebook e WhatsApp. So che mi sto perdendo molto, ma spero di essere un giorno anche per loro una sorta di esempio da seguire. Ci sto lavorando, insomma.

E il progetto di beneficenza?
Si chiama Riding Hearts, ed è nato quasi per scherzo. In sostanza mi ripropongo di visitare strutture ospedaliere dove la onlus Bambini Cardiopatici nel Mondo presta il suo servizio, raccontando delle loro situazioni e delle missioni in cui sono impegnati. La speranza è che, così facendo, si riesca ad attivare una raccolta fondi benefica e che il mio viaggio, pertanto, non sia qualcosa per me unicamente. Anche qui non conteranno i numeri (per quanto saranno comunque importanti), bensì la qualità – o in questo caso la profondità – del messaggio che ho preso l’impegno di provare a comunicare. Qualche giorno fa ho visitato il primo ospedale per bambini, a Bucarest, e ho raccontato la mia esperienza in un post, sollecitando l’inizio della raccolta fondi (in fondo all’intervista trovate tutte le informazioni per contribuire, ndr). Poi, in corso d’opera, dovrebbero arrivarne degli altri … insomma, staremo a vedere!

 

vieri cammelli bicicladi

Qual è la cosa più importante che hai imparato nei tuoi viaggi più o meno solitari?
Devo ammettere che il “mollare tutto e partire”, quando il momento arriva, è già un viaggio in sé ed è forse il più complicato. Salutare famiglia e amici senza sapere quando avrei potuto riabbracciarli mi è costato molto. Ma la scelta era stata presa: avrei sfidato me stesso, mi sarei messo alla prova, avrei conosciuto luoghi e persone nuove, avrei appreso nuove arti e avrei fatto nuove esperienze; sarei andato a scoprire che cosa la vita tenesse in serbo per me e – cosa più importante – sarei cresciuto come uomo. Come persona.  Questo era quanto avevo già appreso nei miei viaggi precedenti, ed era arrivato il momento di continuare su quella via, lontano da stupidi pregiudizi e paure autoindotte, portando con me solo quello che davvero avrebbe potuto servirmi e lasciandomi guidare dall’istinto e dal flusso delle cose. Credo che nulla accada per caso, specialmente quando viaggi da solo. Se lo fai nella maniera giusta (o per lo meno quella che io ritengo tale), le porte che ti si aprono sono davvero innumerevoli. Verso il mondo e verso te stesso. Basta soltanto portare con sé un sorriso, imparare a dire grazie in altre lingue, non aver paura di parlare, chiedere se necessario e dare ogni volta che puoi, basando la propria vita su poco … e allora l’energia che si genera è estremamente positiva, e attrae energia dello stesso tipo. I momenti duri sono tanti, le difficoltà esistono e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, ma se la base è quella allora tutto poi ti appare come un disegno. E tu non puoi che essere grato per aver imparato a considerare tutto quello che la vita ti dà – o toglie – in ogni caso, come un regalo.

Hai mai avuto paura? E voglia di tornare indietro?
Ogni giorno. E ogni giorno ci penso, soprattutto in quei momenti in cui mi sento stanco, o lontano da casa, o giù di morale, o semplicemente alle prese con problemi che non devo dimostrare a nulla e nessuno di essere in grado di superare. Ma poi penso che, se mi lasciassi vincere da quei pochi attimi di scoramento e tornassi indietro adesso, sarei sì rilassato, circondato da affetti e magari anche felice, ma lo sarei soltanto per pochi giorni. Poi tornerei a provare quell’irrequietezza che ho sempre in qualche modo provato, con l’aggravante però che, a quel punto, i rimpianti e i rimorsi avrebbero il sopravvento. Oltre a ciò, non avrei più modo di vivere tutte quelle meravigliose esperienze che ho la fortuna di poter vivere adesso, e condividerle con tutte quelle persone che stanno “viaggiando insieme a me” … quindi per ora non se ne parla proprio! 🙂

bulgaria bicicladi

Utilizzi un pannello solare per ricaricare i tuoi dispositivi: quanto è importante per te la sostenibilità ambientale?
Faccio molta attenzione a questo tema. Non è un caso che, da quando mi è stata rubata l’auto (proprio appena rientrato dalla Grecia … chiaramente un segno!), mi sono sempre spostato unicamente con mezzi e bicicletta. E non è un caso che abbia scelto una bici pieghevole per il mio viaggio, dal momento che mi consente di avere totale libertà nei miei spostamenti, scegliendo quando muovermi su due ruote e quando invece usare treni o autobus. Il pannello solare, invece, ho pensato che potesse tornarmi utile nel caso in cui decida di pedalare per diversi giorni di fila, campeggiando per la notte dove capita e servendomene così per ricaricare i devices con cui viaggio. Per ora, a essere sinceri, lo ho utilizzato ancora poco … ma è davvero un gran bell’aggeggio. Mi permette di essere autonomo al 100% e di poter mantenere il mio viaggio a impatto zero quasi del tutto! Una piccola menzione vorrei spenderla così per Brompton Italia, Brompton Junction Milano e Tregoo, per aver creduto in me e nel progetto, e per avermi fornito parte del materiale con cui viaggio. Sono loro gli unici sponsor, puramente tecnici, che ho cercato e voluto come compagni di avventura.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Fin dove vuoi arrivare in sella alla tua bici pieghevole?
Beh, in questo esatto momento mi trovo a Belgrado, al 43 esimo giorno di viaggio, trascorso per ora quasi unicamente nei Balcani. Da qui la mia idea è di pedalare verso Nord, lungo il Danubio, passando Serbia, Ungheria, Slovacchia, quindi Polonia e paesi Baltici. Da lì arrivare a Helsinki, richiedere il visto per la Russia e poi salire sulla Transiberiana. Infine Mongolia e Cina, oppure chissà quali altri paesi, per arrivare fino in Thailandia. E poi lì si vedrà. Magari mi fermerò prima da qualche parte, magari deciderò di continuare, magari troverò una buona proposta di lavoro, magari scriverò un libro o magari mi innamorerò e metterò radici.
Sia chiaro, non voglio vivere la mia vita da vagabondo. Mi manca la mia famiglia, mi mancano i miei amici e so anche che ci sono altre cose che mancano nella mia vita in questo momento: un luogo dove potermi considerare “a casa” e senz’altro un amore. Ma entrambe queste cose è più facile che ora le incontri sulla mia strada, piuttosto che rimanendo fermo dove sono sempre stato.
Un porto sicuro e un luogo che è casa mia del resto c’è già è ci sarà sempre, e so che presto ci tornerò. Quando avrò scoperto che cosa c’era in quella stanza che tanto volevo andare a vedere, e così sarò completo. Senza rimpianti, sarò pronto per ritornare e ricominciare. Sperando, nel frattempo, di aver contribuito a creare qualcosa di buono. E, perché no, di essere tornato ad essere un uomo capace di ricordare che cosa voglia dire essere bambino.

 

Per supportare la onlus Bambini cardiopatici del mondo cliccare qui oppure effettuare una donazione con le seguenti coordinate:

BONIFICO BANCARIO

Credito Valtellinese
Piazza San Fedele, 4 – 20121 Milano
IBAN: IT26I0521601630000000006880
SWIFT: BPCVIT25

CONTO CORRENTE POSTALE
Conto Corrente Postale N.28507200
Int. a Bambini Cardiopatici nel Mondo
Via Olmetto 5, 20123 Milano

Come causale, indicare “BiCicladi – Il Cuore di Giampy”.

1 Agosto 2016 0 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
vacanze con bambini al conero
viaggi

In vacanza al Conero con i bambini

by Silvana Santo - Una mamma green 1 Luglio 2016

Grandi spiagge di sabbia, ciottoli o ghiaia fine, escursioni nel verde, acqua pulita e un lungomare chilometrico. La Riviera del Conero, nelle Marche, è una destinazione ideale per le famiglie con bambini che siano alla ricerca di una vacanza balneare tranquilla e rilassante. La posizione al centro dell’Italia, inoltre, la rende una meta non troppo distante a partire da molte città italiane. Noi ci siamo stati per la prima volta quest’anno, e questa è la nostra esperienza.

conero famiglie

Il Conero con i bambini fa per voi se…

– Cercate spiagge sicure e attrezzate, dove i bambini possano giocare in autonomia o sfruttando le tante proposte di intrattenimento di stabilimenti balneari, complessi alberghieri e bar.
– Avete voglia di fare delle splendide escursioni in natura, guidate o meno, nei boschi del Parco Regionale del Monte Conero o alla scoperta di cale e insenature della Riviera.
– Volete alternare alla vita da spiaggia delle visite culturali alla scoperta dei numerosi incantevoli borghi marchigiani.
– Non vedete l’ora di assaggiare la cucina saporita delle Marche.

villaggio conero famiglie

Andare al mare al Conero con i bambini

Il litorale è largo e lunghissimo, con un arenile di sassolini, spiaggia o ghiaia. Noi facevamo base a Marcelli di Numana, dove la spiaggia, molto ampia, è un ottimo compromesso tra divertimento e “pulizia”: una ghiaia fine che si presta a giocare con paletta e secchiello, ma non rimane attaccata addosso e soprattutto non si infiltra in ogni interstizio esistente.
Il mare, almeno in base alla mia esperienza, è decisamente pulito ma non trasparente, come credo sia più o meno la norma lungo la costa adriatica centro-settentrionale (intendo dire che entrati in acqua non ci si scorge i piedi). Assolutamente cristalline, invece, le acque che lambiscono la celebre spiaggia delle Due Sorelle, che abbiamo raggiunto via mare e a cui dedicherò presto un post specifico. Il lungomare, chilometrico, si presta a passeggiate a piedi e in bicicletta, ed è un susseguirsi di stabilimenti balneari, bar e altri locali. Ma se cercate un posto più selvaggio basta spostarsi di qualche chilometro verso spiaggette più riservate e libere (ce ne sono diverse sul litorale di Sirolo, a pochissimi chilometri da Numana).

spiaggia bambini conero

Cosa vedere al Conero

La Riviera del Conero, come tutto il territorio marchigiano, è disseminata di piccole perle che vale assolutamente la pena visitare tra un nuotata e l’altra. Noi abbiamo visto Recanati e Loreto, ma le possibilità sono tante, a cominciare dai centri storici della stessa Numana e di Sirolo, proseguendo poi con Castelfidardo e Osimo. Si tratta di piccoli paesi, la cui visita è pertanto assolutamente alla portata di famiglie con bambini di qualsiasi età. Recanati l’ho amata soprattutto per la cura deliziosa dei particolari, e per la luce dorata che bagnava nel pomeriggio i luoghi leopardiani. Consiglio in particolare la visita al giardino con piccolo museo del Colle dell’Infinito, un luogo di calma, silenzio e natura.

recanati conero famiglie

 

Loreto è scenografica come solo certi borghi dell’Italia centrale sanno esserlo, con la sua mole elegante che si staglia sull’orizzonte, e l’abitato pittoresco, piccolo piccolo, che si sviluppa intorno alla sua famosa basilica. A prescindere dall’interesse per l’aspetto religioso, merita senz’altro una visita.

loreto famiglie conero

Altre esperienze da non perdere, se avete un po’ più di tempo, sono la visita alle celebri Grotte di Frasassi (un’ora di auto circa da Numana), la passeggiata sul lungomare di Porto Recanati e lo shopping presso gli spacci dei calzaturifici del comprensorio di Civitanova Marche.

Dove alloggiare al Conero con i bambini

La mia famiglia e io siamo stati ospiti del Centro Vacanze De Angelis di Marcelli di Numana. Si tratta di un grande complesso con villini deluxe (la soluzione più costosa, casette in legno immerse nel verde), bungalow in legno o muratura e camere matrimoniali. Il Centro offre spazi verdi, diverse aree gioco per bambini di tutte le età, campi sportivi e due piscine con scivoli e acqua a diverse profondità, una delle quali si trova presso la grande spiaggia attrezzata, che si raggiunge con una breve passeggiata dal Centro e ospita anche il ristorante del complesso.

villaggio conero bambini numana

 

Il Centro Vacanze De Angelis è la soluzione perfetta se amate i villaggi turistici e cercate:

– una struttura completamente attrezzata per ospiti di ogni età
– animazione diurna e serale per grandi e piccoli, con attività sportive, balli di gruppo, giochi in spiaggia, babydance e spettacoli (comunque mai invadente, almeno nel periodo in cui ci siamo stati noi, fine giugno)
– una cucina senza eccessive pretese ma abbondante e con sempre almeno una soluzione adatta ai bambini (pasta al sugo, riso, polpette).
– uno staff disponibile a venire incontro alle esigenze dei baby viaggiatori: sono disponibili, su richiesta, lettini, seggioloni (ma non tanti, quindi magari riservatene uno presso il ristorante del Centro), brodo e passato di verdura
– due bar e un market interno con generi alimentari, prodotti per l’igiene personale, giocattoli e l’occorrente per il mare
– parcheggio interno e in spiaggia.

Il mio consiglio? Anche se il villaggio offre tante occasioni di intrattenimento, non rimanete sempre al suo interno, e usatelo invece come la base perfetta per esplorare il territorio. Il personale della reception, preparato e gentilissimo, saprà darvi tutte le informazioni utili per organizzare le vostre escursioni, in autonomia o al seguito di gruppi organizzati. Visitare il Conero con i bambini vi regalerà divertimento, emozioni e relax.

famiglie conero

villaggio piscina conero

spiaggia villaggio conero

 

1 Luglio 2016 7 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
viaggi

Pesca sui trabucchi del Gargano: natura, storia e magia

by Silvana Santo - Una mamma green 21 Giugno 2016

Ci avviciniamo lentamente, al passo cauto e regolare degli asinelli che ci accompagnano in questa camminata. Il mare abbaglia come se fosse pieno di miliardi di piccoli diamanti, il contrasto coi colori della macchia mediterranea è struggente. Il trabucco storico di Cala Molinella compare quasi all’improvviso, complice un piccolo dosso che fino all’ultimo lo nasconde parzialmente alla nostra vista. L’impatto è forte. Dalla spiaggia sembrava molto più piccolo, ma in realtà è una struttura importante, con le sue “antenne” sottili che si protendono sull’abisso.

asinello pesca trabucchi

Saliamo sul ponte ed è subito pelle d’oca. Non sono più nel Gargano contemporaneo, di fronte a Vieste antica, su una struttura usata da oltre un secolo per la pesca del pesce azzurro, no. Mi trovo all’improvviso sulla tolda di un antico vascello, con mille cime che pendono, molli o tese, da alberi e pennoni. Sotto di me, il rimbombo dei passi sulle tavole consumate dalla salsedine. Davanti, il mare spumoso di smeraldi e zaffiri. Intorno, il maestrale che soffia piano. Sulla mia testa, gabbiani affamati in attesa del saccheggio alla battuta di pesca che ci attende.

pesca trabucco

Un viaggio nel tempo e nello spazio, accanto a pescatori che hanno mani che raccontano e occhi che sorridono o piangono a seconda di cosa dice la voce. I trabucchi storici del Gargano sono giganti apparentemente fragili, acquattati al riparo nelle insenature o incastonati nella roccia. Hanno tre secoli di storia, e sono figli della paura e dell’ingegno, come tante straordinarie invenzioni dell’umanità. Ai tempi delle scorribande ottomane nell’Adriatico, uscire a pescare significava spesso una morte atroce, o, peggio ancora, la cattura e la schiavitù definitiva sulle navi dei Turchi. Tutta la vita passata a remare, sotto la frusta e lontano dalla luce del sole.

dimostrazione pesca trabucchi

Eppure si doveva mangiare. La soluzione è stata proprio la pesca sui trabucchi. Piccole prore di terra, con un complesso sistema di alberi, cime e argani che permette di calare dall’alto una rete enorme, rattoppata ogni anno da mani sapienti. Dieci minuti, e la rete viene chiusa e tirata su, per valutare la generosità del mare. Con un retino dal manico lungo decine di metri si raccoglie il pescato, dopodiché si ripete l’operazione. Per ore e ore, talvolta giorno e notte, col vento gelato, la pioggia che punge o il sole che cuoce.

battuta pesca trabucchi

Partecipare a una battuta di pesca su un trabucco del Gargano è un’esperienza letteraria, quasi magica. Il tempo si incastra nelle maglie delle reti da pesca, nei nodi del legno degli alberi e del ponte. Nelle rughe dei vecchi pescatori. La storia freme come il pesce che si dibatte prima di arrendersi, come il vento che soffia dal mare e il sole che sbatte sulle case bianche di tufo e di calce. il cuore si tuffa e palpita, commosso e felice.

pescatore trabucco

Informazioni pratiche sulla pesca sui trabucchi:
Io ho partecipato a una battuta di pesca sul trabucco di Cala Molinella, a Vieste, organizzata dall’associazione La rinascita dei trabucchi storici. Il tramite, nel mio caso, è stato il villaggio turistico ecologico Cala Molinella, del quale ero ospite, che organizza anche la passeggiata con gli asinelli fino alla baia. Chi vuole, però, può contattare direttamente l’associazione, che per tutta l’estate organizza battute di pesca sui trabucchi tre giorni alla settimana (al tramonto o in notturna) o, per gruppi di almeno dieci persone, su appuntamento. La dimostrazione dura circa un’ora, e prevede una interessantissima spiegazione sulla storia dei trabucchi e sulle tecniche di pesca utilizzate. Il costo del biglietto comprende anche un aperitivo a base di deliziosi prodotti della gastronomia pugliese. I bambini sono ammessi, ma personalmente sconsiglio di portare bimbi troppo piccoli, perché si rischia di passare il tempo a sorvegliarli per evitare che si facciano male, che intralcino le operazioni di pesca o che addirittura finiscano in mare.

In questo post potete leggere il racconto della mia vacanza in Gargano con i bambini.

trabucchi gargano

21 Giugno 2016 0 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
vacanze famiglia gargano
viaggi

Gargano con i bambini: il nostro viaggio #slow&green

by Silvana Santo - Una mamma green 8 Giugno 2016

Andare in Gargano con i bambini era un’idea che mi tornava in mente a intervalli regolari, facendomi chiedere ogni volta come mai non mi fossi ancora decisa a metterla in pratica.  L’occasione, nelle vesti di un invito per un weekend lungo al villaggio ecosostenibile di Vieste Cala Molinella, mi ha colto quindi entusiasta e molto curiosa, ed è riuscita nell’intento non facile di superare le mie stesse aspettative.

vacanza famiglia in gargano

Perché andare in Gargano con i bambini

Andare in Gargano con i bambini è sempre una buona idea. Per il mare, ovviamente. Cristallino e tiepido. Col fondale che degrada dolce, le scogliere che riparano dal vento, le spiagge di sabbia fine e dorata, attrezzate e sicure. Per il clima mediterraneo mitigato dal maestrale. Per la natura mozzafiato, in cui il verde assume le mille sfumature diverse degli ulivi, della macchia, delle foreste di latifoglie. Per il cibo autentico e genuino, fatto di sapori eterni e di ingredienti semplici. Per il tempo che scorre lento e naturale, senza strappi e senza apnee, restituendo i più piccoli, e non solo loro, a un’esistenza che procede a passo d’uomo, a ritmi sostenibili e umani. Per la luce, che accende la pietra locale e la superficie marina di miliardi di bagliori mobili. Che anima le cose, e riscalda l’anima.

spiaggia vieste bambini

Quando andare in Gargano con i bambini

Il Gargano è una destinazione ideale per gran parte dell’anno, con o senza bambini al seguito. Io ho amato la tranquillità della bassa stagione: il silenzio interrotto solo dal fragore del mare e dalle chiacchiere delle rondini al crepuscolo; le spiagge sgombre e la freschezza dei flutti marini; i vicoli ancora relativamente vuoti e il traffico praticamente inesistente; il tepore dell’aria di questa tarda primavera e anche la poesia di un temporale improvviso, potente e catartico, in grado di spazzare via le nuvole in una manciata di minuti.

cala molinella bambini villaggio

Cosa fare in Gargano con i bambini

Chi va in Gargano con i bambini farà un po’ fatica a portarli via dalle spiagge. Lungo il litorale ce ne sono tantissime, a cominciare da quella viestana, molto celebre, del faraglione Pizzomunno, ma noi, grandi e piccoli, ci siamo innamorati della mezzaluna di sabbia dorata di Cala Molinella, incorniciata dal candore di Vieste antica da un lato e da un meraviglioso trabucco vecchio di 120 anni dall’altro. Acque di diamante, granchi, pesciolini e conchiglie: un vero paradiso per i più piccini, che potranno passare ore di gioco libero immersi in un ambiente costiero incontaminato. Ma il Gargano non è soltanto mare, ovviamente. Bastano pochi chilometri appena per vivere un’altra esperienza a contatto con la natura selvaggia, completamente diversa ma altrettanto appagante. La Foresta Umbra, vasta zona di wilderness all’interno del Parco Nazionale del Gargano, regala suggestioni indimenticabili e grandi emozioni ai giovani viaggiatori. I miei figli sono stati letteralmente incantati dalla luce di smeraldo che filtrava tra le fitte chiome verdeggianti. Una luce umida, quasi magica, piena di polvere d’oro. La tarda primavera è la stagione in cui il sottobosco brulica di minuscole rane appena metamorfosate, mentre i musi dolci dei daini ospitati nel piccolo parco faunistico della Foresta conquistano i visitatori con i loro nasi umidi e le corna vellutate. I trabucchi rappresentano un’altra attrattiva irresistibile del territorio, la più fotografata da chi viene in Gargano. Unici al mondo per antichità e complessità ingegneristica, punteggiano il paesaggio in modo irresistibile e, su chi ha il privilegio di salirci sopra, esercitano un fascino irresistibile fatto di secoli di storia e di atavica sapienza. Grazie all’associazione La Rinascita dei Trabucchi Storici, da qualche anno è possibile partecipare a una vera e propria battuta di pesca, collezionando brividi a profusione. Io ho avuto la fortuna di vivere questa esperienza indimenticabile proprio sul trabucco storico di Cala Molinella, e ne conservo un ricordo indelebile che vi racconto in —-> questo post.

trabucco gargano

vacanze gargano bambini

L’incanto di Vieste

I piccoli centri storici del Gargano, arroccati sulla costa o abbarbicati nell’entroterra, meritano sicuramente una visita, che per le piccole dimensioni dei borghi e la piacevolezza delle passeggiate sarà alla portata anche dei bambini. Da Vieste a Peschici, da Vico a Monte Sant’Angelo non c’è che l’imbarazzo della scelta. Noi avevamo poco tempo a disposizione, e nessuna voglia di correre, per cui ci siamo goduti appieno il centro antico di Vieste, che ti accoglie da lontano con la sua pietra locale e il suo carico di storia. Una storia secolare fatta di incursioni saracene, assedi e resistenze coraggiose. Fatta di nomi esotici e quasi letterari, come quelli dei “pirati” ottomani Acmet Pascià e Draguth Rais, di eccidi sanguinari e fortificazioni inviolabili, di terremoti e ricostruzioni. Una storia che si mischia spesso alla tradizione e alla fede, che sopravvive nella processione della Madonna di Merino e nelle edicole votive che spuntano nel centro storico, incastonate tra i frammenti di mura e i barbacani aggettanti.

vieste con bambini

 Cosa mangiare in Gargano con i bambini

La cucina tipica del Gargano è semplice e gustosa, e offre molti piatti ideali per soddisfare gli appetiti dei più piccini. Difficilmente i bambini sapranno resistere alla focaccia e alle paposce (pane-pizza cotto al forno e farcito in vari modi), al caciocavallo grigliato e alle paste fresche condite col pomodoro locale o con saporiti sughi di pesce. Il pescato fresco, ovviamente, è il fiore all’occhiello della gastronomia garganica, che ai più golosi offre anche dolci tradizionali come le cartellate, che hanno una storia lunga oltre cinquecento anni.

cucina del gargano famiglie

Dove alloggiare in Gargano con i bambini

Durante la nostra visita a Vieste e dintorni, io e la mia famiglia siamo stati ospiti del villaggio turistico ecosostenibile Cala Molinella. Un luogo che non è solo una struttura ricettiva, ma il tributo di un figlio al suo papà, che proprio in quei luoghi ha lavorato come bracciante agricolo per tutta la sua vita. Ulivi secolari, una grande attenzione alla sostenibilità (pannelli solari, raccolta differenziata, prodotti agricoli a km zero), animali di ogni specie e un’accoglienza davvero speciale hanno reso la nostra esperienza al Cala Molinella un’occasione per rallentare, respirare e godere al massimo del contatto con la natura. Grazie ai bravissimi Leonardo e Lucrezia del Centro Cinofilo Gargano, i bimbi ospiti del villaggio possono sperimentare il contatto con gli animali (gli asinelli Giuseppina e Napoleone, il cavallo Lapo, ma anche galline, oche, maiali, cani e gatti) in totale rispetto e sicurezza, oltre che divertirsi nell’orto didattico, fare merenda con le ciliegie appena raccolte, nuotare in piscina, partecipare ad attività di intrattenimento pensate sempre in un’ottica “slow and green”. La soluzione ideale, insomma, per chi cerca una proposta alternativa, che coniughi i servizi per le famiglie con l’esperienza della natura e del territorio a 360 gradi.

Un’esperienza che personalmente spero di poter ripetere al più presto!

asinelli gargano
gargano bambini villaggio

vacanza vieste famiglia

(Questo post partecipa alla campagna #garganoquality per la promozione di un turismo di qualità nel Gargano)

8 Giugno 2016 0 Commenti
1 FacebookTwitterPinterestEmail
viaggi

Tenerife con i bambini (a Natale)

by Silvana Santo - Una mamma green 8 Gennaio 2016

Sapori coloniali con un inconfondibile retrogusto europeo. L’Atlantico incessantemente nelle orecchie, nelle narici, sulla pelle; la luce diffusa, quasi magica, a causa dell’aerosol in perenne movimento nell’aria. Come se tutto avesse un’aura visibile e tangibile. Le palme e i platani, i patio e le spiagge nerissime, le chiese barocche e i balconi di legno. I vulcani e il paesaggio in perenne evoluzione. La storia e il mito. La gente, il sole, il vento intermittente che parla cento dialetti diversi. I pensionati in vacanza permanente, i giovani expat e i bambini abbronzati. Benvenuti a Tenerife, l’isola dove l’Africa si mescola all’Europa. E anche al Caribe.

tenerife12

Tenerife con i bambini

Calda ma non troppo, lontana ma non troppo, esotica ma non troppo. E soprattutto: costosa, ma non troppo (anzi, direi proprio poco, volo escluso). Quando, la scorsa primavera (al termine di un inverno pesante e malaticcio) marito ed io ci siamo scoperti a desiderare un Natale più dolce e assolato, Tenerife è apparsa presto come il compromesso ideale tra mete caraibiche, invitanti ma del tutto inaccessibili alle nostre finanze, e lidi più abbordabili ma al momento scoraggianti per ragioni geopolitiche tristemente note. Dunque, Tenerife: l’isola dell’eterna primavera. Quattro ore circa di volo diretto (e low cost, più in dettaglio Easyjet) da Fiumicino, soli 60 minuti di fuso orario (ora di Londra), temperatura media, a dicembre, di circa 25 gradi, spiagge vulcaniche, natura e tante cose interessanti per mamma e papà.

tenerife9JPG

Come visitare Tenerife con i bambini

Il nostro è stato un viaggio come sempre fai da te e, per così dire, parzialmente itinerante: abbiamo alloggiato una sola sera nella zona meridionale dell’isola, vicino all’aeroporto, poi per quasi tutto il soggiorno in un appartamento privato (preso su AirBnb) nella meno gettonata Puerto de la Cruz, a nord di Tenerife, e infine una notte a Vilaflor, una piccola località di montagna (pittoresca e idilliaca, popolata di backpackers) non lontana dallo scalo di Tenerife Sur dal quale saremmo ripartiti. Quasi sempre, nella nostra permanenza a Puerto, ci siamo spostati in giornata per escursioni quotidiane alla scoperta di villaggi, siti naturalistici o altre attrazioni, ritagliandoci ogni tanto un paio di ore (le più calde della giornata) per andare in spiaggia o in piscina. I ristoranti li abbiamo frequentati poco, per ragioni economiche e di comodità. La cucina canaria, ad ogni modo, non è memorabile (ma assaggiate le papas arrugadas con la salsa mojo rossa o verde), comunque a Puerto de la Cruz ci sono numerosi ristoranti con cucine di tanti paesi.

Cosa vedere a Tenerife con i bambini

Avendo un’auto a noleggio (compagnia locale Cicar) e molto tempo a disposizione (11 giorni pieni) abbiamo potuto esplorare gran parte dell’isola, al netto delle limitazioni logistiche legate alla presenza di due viaggiatori sotto i tre anni. Fare base a Puerto de la Cruz consente di evitare le zone più battute dal turismo di massa e, soprattutto, di visitare comodamente il nord di Tenerife, nonché le aree est e ovest dell’isola (mentre richiede un po’ più di tempo per raggiungere il sud, molto amato da chi, a differenza nostra, preferisce le vacanze più squisitamente balneari e i grandi resort all inclusive).

In dettaglio, ecco cosa offre la più grande delle Isole Canarie:

tenerife11

Puerto de La Cruz: località di mare molto piacevole, con una lunga passeggiata sull’Oceano densa di ristoranti e botteghe. Il centro storico è carino anche se privo di monumenti eclatanti (ci sono un paio di chiese col classico retablo barocco e il soffitto in stile mudejar) e le mareggiate che sbattono sulla scogliera sono un autentico spettacolo a cielo aperto. Per i bambini ci sono il Lago Martianez (complesso di piscine salate sul lungomare, realizzate dall’architetto Cesar Manrique) e una bella area giochi nella piazza principale della città. Davvero lussureggiante il Giardino botanico tropicale, che piacerà, per tante ragioni diverse, a tutta la famiglia.

La Orotava e La Laguna. Poco distanti da Puerto, sono due località che conservano interessanti centri storici in stile coloniale, con tipici patio e balconi coperti di legno intarsiato. Personalmente, ho trovato più bello quello (meno blasonato) de La Orotava, ma vale la pena vederli entrambi. Non ci sono attrattive particolari per i piccoli, ma le aree gioco all’aperto non mancano mai.

Il Teide. Con i suoi oltre 3.700 metri d’altezza, questo vulcano ancora attivo è il tetto di Spagna. La strada per raggiungere la vetta, agevole e protetta da un Parco Nazionale, (si parte dalla strada che passa per Icod de los Vinos) è imperdibile: scorci mozzafiato e foreste che lasciano il posto a paesaggi lunari, deserti e distese di ossidiana. Intorno ai 2.500 metri c’è un piccolo centro visitatori (El Portillo) che vale la pena vedere, specie con i figli. Poco più avanti parte la cabinovia che conduce al picco (non indicata per bambini piccoli, se salite assicuratevi di rientrare nel numero, limitato, di turisti che potranno raggiungere il cratere principale).

tenerife con bambini

Los Gigantes
Scogliere a strapiombo sul mare. Molto suggestive, ma se beccate un giorno di foschia (come noi!) dovrete più che altro immaginarle.

Masca
Minuscolo villaggio arroccato su un ripidissimo pendio. Si raggiunge percorrendo una strada vertiginosa tra le rocce, molto suggestiva. Piacerà, credo, ai bambini più grandicelli.

Santa Cruz
La capitale dell’isola. A me ha detto davvero poco: interessante il museo di Storia Naturale, dedicato alla fauna (specialmente marina) e flora locali. È adatto anche ai bimbi di tutte le età, ci sono tra l’altro delle piccole aule didattiche a loro dedicate. Noi abbiamo inoltre fatto il bagno nelle (belle e fredde) piscine del Parque Maritimo, mentre i bambini hanno apprezzato l’ottimo parco giochi di Plaza Europa. Per il resto, a parte la grande “astronave” dell’auditorio, mi ha colpito poco. Personalmente non la consiglio come base.

tenerife famiglia

Garachico
Piccolo borgo di marinai, molto piacevole per una mezza giornata di relax. Le piscine naturali, con le onde che sbattono e i granchi giganti che escono a prendere il sole, sono divertenti per tutti, il centro storico è tra quelli meglio conservati e meno deturpati dagli abusi edilizi. Aveva l’aria di essere un buon posto in cui mangiare del pesce.

Costa meridionale (Los Cristianos, Costa Adeje, Playa de Las Americas):
Lungo tratto costiero a sud di Tenerife, gettonatissimo tra chi cerca soprattutto mare, sole e vita da spiaggia. Lungomare animato, spiagge pulite e attrezzate, grossi complessi alberghieri. Purtroppo anche tanta speculazione edilizia e un po’ di confusione.

tenerife8

Loro Parque e co.
Se vi piacciono gli animali e non avete remore nel vederli in cattività, a Tenerife avrete l’imbarazzo della scelta. Noi, combattuti tra l’interesse scientifico, la voglia di avvicinare i bambini al mondo naturale e i dubbi etici, abbiamo visto il Loro Parque e il Monkey Park. Sul piano “turistico”, niente da dire: organizzazione eccellente, molte attrattive, bambini entusiasti. Su quello ambientale, insomma: bestie apparentenente in buone condizioni, ambienti mediamente adeguati, un minimo di informazione scientifica ma… sono pur sempre dei posti in cui gli animali vivono in cattività e in diversi casi partecipano a spettacoli ed esibizioni. A voi la decisione di andarci o meno.

Vilaflor
Borgo suggestivo a 1.400 metri d’altezza, alle pendici meridionali del Teide. Un luogo ameno e un po’ surreale, dove il tempo scorre lento e pare di essere finiti in un romanzo di Garcia Marquez. Noi abbiamo alloggiato all’hotel Casa Zaguan, davvero ben arredato e accogliente, frequentato da tantissimi backpackers interessati alle numerose escursioni che partono da Vilaflor. I ristoranti chiudono tutti prestissimo, e la temperatura diventa molto fresca di sera (ma c’è un supermercato relativamente fornito).

tenerife con bambini

 

Perché andare a Tenerife con i bambini

Intanto, il clima è davvero mite, anche a Natale, pure se il vento e le escursioni termiche possono dare fastidio. Noi siamo riusciti a fare anche diversi bagni in mare (i bimbi avevano un mutino economico, noi solo il costume, in ogni caso la zona sud è sicuramente più adatta perché più calda e riparata dal vento) e non abbiamo trovato neve neanche sul Teide (che a dicembre è di solito imbiancato). In 12 giorni ha piovigginato solo un paio di volte, per pochi minuti ogni volta. Poi, la natura! Nonostante gli scempi paesaggistici, Tenerife costituisce uno scenario molto interessante e inusuale per chi è abituato all’Europa: palme, bananeti a perdita d’occhio, giardini lussureggianti, percorsi di grande interesse geologico, spiagge nere e distese di cactus. E ancora una fauna ricchissima ed esotica, sia selvatica che in cattività. Last but not least, le attrazioni: parchi acquatici, faunistici, tematici, giardini botanici, piscine, aree gioco perfettamente attrezzate (sono praticamente dappertutto): davvero una miriade di interessi per bimbi di ogni età e preferenza.

tenerife6

tenerife3

L’ambiente a Tenerife

L’isola è pulita e accogliente, nonostante le ferite profondissime inferte dalla speculazione edilizia nei decenni addietro. La parte settentrionale e l’entroterra sono sicuramente più preservati, e gli appassionati di geologia e trekking troveranno moltissimo pane per i loro denti (e scarponcini). Il mare e le spiagge sono puliti e ben tenuti, e non mancano aree alberate e piccoli parchi cittadini, anche acquatici. Gli orti botanici sono un vero balsamo per tutti e cinque i sensi, mentre sui numerosi parchi faunistici mi sono già in parte espressa: i due che ho visto io non sono dei lager, ma di certo vanno molto al di là degli aspetti didattici e conservazionistici. Poi, la decisione, personale, è a monte. Io, senza bambini, non credo che ci sarei entrata.

In definitiva: promossa e consigliatissima per chi viaggia in famiglia. Soprattutto per la molteplicità delle offerte, perché chi pensa che Tenerife sia soltanto “mare”, evidentemente non ci è mai stato.

tenerife14

tenerife15

tenerife16

8 Gennaio 2016 13 Commenti
1 FacebookTwitterPinterestEmail
viaggi

Trapani con i bambini, consigli per una vacanza in famiglia

by Silvana Santo - Una mamma green 31 Luglio 2015

Immaginate di mescolare l’architettura saracena con le forme del barocco meridionale, gli aromi della sponda nord del Mediterraneo con le spezie della opposta riva. Le creme alla ricotta e il marzapane della pasticceria europea con le mandorle e il miele della tradizione araba. Accostate il lapislazzulo e l’acquamarina dei flutti spumeggianti all’ocra uniforme della sabbia e delle case basse e piatte. Immaginate le sagome brumose delle Egadi che emergono dalla foschia all’orizzonte. Ecco la costa di Trapani, un mix molto particolare e praticamente irresistibile, di cui ho avuto il privilegio, grazie all’ospitalità di un’amica, di avere un breve assaggio proprio a ridosso del solstizio d’estate.

castello venere erice

Perché andare a Trapani con i bambini

Il mare è splendido e caldo, le spiagge sono grandi e sabbiose. La gente è straordinariamente ospitale, la cucina ottima. I dolci sono semplicemente deliziosi. Le visite ai siti culturali tutto sommato brevi, direi ben conciliabili con una vacanza in stile balneare.

san vito lo capo

Perché non andare a Trapani con i bambini

In piena estate le temperature sono davvero torride e le zanzare implacabili. Gli autoctoni mi hanno riferito di spiagge affollatissime e traffico fastidioso in alta stagione. Per quello che ho potuto constatare personalmente (ma la mia permanenza nella zona è stata davvero breve), l’offerta di intrattenimento non va molto oltre le semplici aree gioco negli stabilimenti balneari e nei parchi pubblici.

barocco

L’ambiente

La costa è spesso deturpata da casermoni di gusto discutibile, la raccolta differenziata presente ma approssimativa. I mezzi pubblici non sempre efficientissimi. In compenso il mare è cristallino e invitante, i panorami semplicemente mozzafiato.

mazara

Da non perdere  a Trapani con i bambini

A Trapani, oltre all’interessante centro storico (fate una tappa presso la pasticceria Colicchia!), meritano sicuramente una visita le saline e l’annesso museo del Sale, in direzione di Marsala. La celeberrima Erice merita sicuramente tutta la sua fama, così come la spiaggia tropicale di San Vito Lo Capo e la vicina Riserva dello Zingaro (ma è indispensabile andarci al mattino presto). Vale inoltre sicuramente la pena dedicare una mezza giornata alla casbah di Mazara del Vallo e alle sue chiese barocche, con una sosta gastronomica nei pressi del porto di pesca più grande del Mediterraneo.

saline di trapani

31 Luglio 2015 2 Commenti
0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Seguimi su Facebook!

Facebook

Chi sono

Chi sono

Mi chiamo Silvana Santo e sono una giornalista, blogger e autrice, oltre che la mamma di Davide e Flavia.

Il mio libro

Rubriche

Mi trovi anche su:

 

 

 

 

Archivi

Cookie Policy
  • Facebook

@2011/2021- All Right Reserved. Designed by DigitalStylist


Torna su