Sul secondo figlio

Un secondo figlio raddoppia la fatica, l’impegno, la responsabilità e i problemi. E dimezza le energie. Però ti dà un sacco di cose che il tuo primo figlio, per il fatto stesso di essere il primo, non avrebbe mai potuto darti. Intanto, ovviamente, regala al primogenito un fratello o una sorella. Qualcuno con cui, nel bene e nel male, affrontare l’infanzia. Un complice, un rivale, un alter ego, un difensore, un carnefice, un sodale e un giudice. Un nemico, qualche volta. Un esercizio di resilienza e di consapevolezza di sé, un allenamento quotidiano all’empatia e alla condivisione. Un fratello traccia in qualche modo l’orizzonte e il confine, somministra il veleno e l’antidoto, esorcizza la solitudine e qualche volta la alimenta.

Poi, e anche questo è piuttosto scontato, un secondo figlio duplica la dose di amore incondizionato che spetta a ogni genitore, almeno finché i suoi bambini sono piccoli. Un secondo figlio ama in un modo proprio, peculiare e unico. Riconosce la sua fiducia piena e totale a sua madre a suo padre, come aveva fatto suo fratello prima di lui, ma lo fa in una maniera altra e nuova.

Ma, a parte questo, avere un secondo figlio è forse la sola esperienza che può davvero aiutare un genitore a relativizzare certe cose e ad assolversi, o viceversa a ridimensionarsi. A perdonare i propri limiti o a riconoscerli. A capire che non tutto dipende da mamma e papà, dalle loro scelte educative, dai loro sbagli e dalle loro decisioni.

La diversità di un secondo figlio rispetto a suo fratello maggiore parla a voce alta a sua madre e al suo senso di inadeguatezza, o alla sua presunzione. La guarda negli occhi e le dice: “Vedi? Non sei tu. Non tutto dipende da te. Non tutto è merito o colpa tua”. Le abitudini di un secondo figlio in fatto di sonno e di cibo, le sue attitudini in tema di linguaggio e movimento, l’inclinazione a recepire e rispettare le regole, il suo carattere, i suoi bisogni profondi saranno del tutto o in parte diversi da quelli del suo fratello più grande. Le sfide che la sua educazione presenterà saranno diverse, lo saranno le sue risposte e le sue reazioni ai medesimi stimoli ricevuti dal primogenito. E questo è il modo migliore perché una madre o un padre capiscano che per quanto il loro ruolo sia importante, non tutto dipende, nel bene e nel male, dalle loro scelte.

Una consapevolezza che a volte, semplicemente, ti salva la vita.

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1 Commenti

Claudia 3 Gennaio 2019 - 11:20

Verissimo!!!! Hai una telecamera in casa nostra!!!!????😂😂ne parlavamo proprio in questi giorni di rallentamento lavorativo….e poi amare x due e ricevere da due e vederli insieme è superlativo

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