La religione del piubiancononsipuò: Teresa e i detergenti ecologici

by Silvana Santo - Una mamma green

Ovvero come sconvolgere la tranquilla esistenza di una colf di mezza età

toiletteDa quando mio figlio occupa la maggior parte del mio tempo, un paio di volte al mese una vulcanica signora di nome Teresa viene a darci una mano per le pulizie di casa più impegnative (sì, lavo le finestre a intervalli almeno quindicinali: tanto ho la scusa dell’ecologia, no?). Teresa ha conquistato subito le mie simpatie: si sposta esclusivamente in bicicletta, ha un debole per Artù («Ma comm’ e’ bello! E comm’ è chiatto!») e ignora con grande tatto le nuvole di polvere mista a peli di micio che si rincorrono da un lato all’altro dell’appartamento, cosa di cui non le sarò mai abbastanza grata.

L’unico problema, con Teresa, è la sua assoluta fedeltà alla chimica del piubiancononsipuò, e il conseguente scetticismo nei confronti del mondo dell’ecobio. La prima volta che le ho messo davanti il mio arsenale per le pulizie domestiche – detergenti Ecolabel, aceto, anticalcare fatto in casa a base di acido citrico – ha dato un’occhiata scettica a flaconi e bottiglie, poi ha alzato lo sguardo e mi ha chiesto: «Ok. E i detersivi dove sono?». La volta successiva mi ha chiesto se comprassi in farmacia i prodotti per la pulizia di casa, e dopo aver pulito i lampadari col mio spray a basso impatto ambientale si è giustificata per lunghi minuti del risultato a suo dire mediocre: «Non avevo lo Chantecler!». A me pareva che splendessero, ma tant’è.

Ma il momento più delicato è stato quello in cui Teresa ha scoperto che la sottoscritta non possiede candeggina. Non so se mi ha imbarazzato di più il suo silenzio incredulo o la frase che alla fine ha pronunciato: «Se vuoi, la prossima volta te la porto io…». Quasi a dire: “povera figlia mia, e povero figlio tuo, al confronto di questa casa, il lazzaretto del Promessi Sposi era un luogo igienicamente immacolato”. Devo riconoscere, però, che Teresa sa ascoltare. Quando le ho spiegato che – no grazie – preferivo fare a meno dell’ammoniaca perché è inquinante e può irritare le vie respiratorie, lei mi è stata a sentire in religioso silenzio e con gli occhi sgranati. Però, dopo aver riflettuto sulle mie osservazioni, ha concluso: «Tu hai troppa paura. Non puoi crescere tuo figlio sotto una campana di vetro». Ha ragione, ma preferirei evitare, e non solo per BigD, anche la cappa di composti chimici tossici, se è per questo.

Yellow gloves 1Con Teresa, comunque, le sorprese non finiscono mai. Intanto, è una fan dell’alcol. Non nel senso che beve per dimenticare le colonie di germi che allevo tra il lavabo e la doccia: piuttosto, lo usa (quello denaturato, si intende) diluito in acqua per far brillare i vetri, e la cosa, effettivamente, funziona alla grande. E poi, visto che prende il suo lavoro davvero sul serio (e visto anche che mio figlio deve farle molta compassione), alla fine si è messa a studiare. Tanto che da qualche settimana ha iniziato a propormi una serie di soluzioni naturali ed alternative per la pulizia di casa. Il nuovo sapere ecofriendly di Teresa, che senza indugio condivido con voi tutti, va da un semplice trucco per far risplendere i meandri più oscuri e reconditi del water (svuotarlo dell’acqua, gettarci un bicchiere di aceto e lasciare agire per qualche ora prima di tirare lo sciacquone) alla ricetta perfetta per lavare i sanitari: acqua, qualche goccia di detersivo per i piatti e un paio di cucchiai di bicarbonato. Quale che sia la sua fonte («L’ho visto in televisione», mi ha detto a proposito del bicarbonato usato come anticalcare per il box doccia), io di questa nuova Teresa mi fido ciecamente. E, in un certo senso, ne vado anche un po’ orgogliosa.

Però non mi illudo. Quando, alla fine, i NAS verranno a bussare alla mia porta, saprò immediatamente chi sarà stato a mandarmeli.

PS. quando non sono mie, le foto che illustrano i miei post sono tratte dal sito stock.xchng.hu, che offre migliaia di immagini royalty free sui soggetti più disparati. Inclusi i gabinetti, evidentemente.

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2 Commenti

Marzia Fiordaliso 11 Novembre 2013 - 14:31

Anni fà trovai nascosto in un armadio del terrazzo un flacone di Viakal…inorridita cominciai a domandarmi come era finito lì. Insomma la signora che mi aiutava in casa una volta a settimana fingeva di ascoltarmi ma evidententemente quando uscivo tirava fuori dalla borsa ogni genere di arma chimica :)))))

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Silvana - Una mamma green 12 Novembre 2013 - 12:35

Marzia, deve trattarsi di una qualche deformazione professionale, evidentemente… Forse dovremmo lanciare un’impresa di pulizie green, che ne pensi?

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