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inverno

come far mangiare le verdure invernali ai bambini
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Verdure invernali: come far mangiare gli ortaggi di stagione ai bambini

by Silvana Santo - Una mamma green 4 Marzo 2021

I miei figli (soprattutto il primogenito) non sono esattamente dei fan degli ortaggi. Le verdure invernali e quelle primaverili, in particolare, incontrano raramente il loro consenso per cui, se in estate non faccio troppa fatica a proporre dei contorni di stagione graditi e sani, nei mesi più freddi, proprio quando sarebbe ancora più utile fare il pieno di vitamine, mi trovo spesso in difficoltà da questo punto di vista. Il mio obiettivo resta quello di portare in tavola prodotti di stagione, salvo rarissime eccezioni che cerco davvero di centellinare il più possibile, preferibilmente bio. Ma se con la frutta ce la caviamo abbastanza bene (in questo post realizzato nell’ambito del progetto europeo Made in Nature sul biologico europeo, vi avevo raccontato perché e come scegliere la frutta di stagione biologica), con gli ortaggi facciamo più fatica.

Per riuscire a proporli con successo, allora, cerco di ricorrere a una serie di piccoli trucchi!

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4 Marzo 2021 6 Commenti
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creare la magia del natale per i bambini
essere madre

10 modi per creare la magia del Natale per i bambini

by Silvana Santo - Una mamma green 18 Dicembre 2020

La magia del Natale non allietava più la mia vita da molti anni, prima dell’arrivo di Davide e Flavia. Dopo i magici Natali della mia infanzia, avevo perso gran parte del mio spirito natalizio, in parte a causa del disincanto dell’età adulta e della crisi di alcune mie convinzioni religiose, in parte per le mutate abitudini familiari e per diverse dolorose perdite che purtroppo la mia famiglia ha dovuto subire negli anni. Le festività di fine anno erano diventate un motivo di malinconia e disagio (e il Capodanno, in parte, lo è tuttora, a meno di riuscire a salire su un aereo!). Avere dei bambini, però, ha riacceso in me il desiderio e la volontà di trasformare il Natale in un periodo magico e incantato, che i miei figli potessero vivere con allegria e amore, e ricordare con emozione per il resto della loro vita. Negli ultimi anni, allora, ho cercato ogni modo possibile per regalare la magia del Natale ai miei bambini, alimentando la loro immaginazione e costruendo quelli che spero saranno tra i loro ricordi più felici.

Ecco dunque le abitudini natalizie che riempiono la nostra casa di magia per un mese all’anno!

1. L’albero di Natale e gli addobbi

addobbi di natale

Partiamo dall’ABC, dalla quintessenza della magia del Natale (per i bambini e non solo): gli addobbi natalizi, a cominciare dal tradizionale abete addobbato, che a casa nostra è piccolino e adorno dei numerosi cimeli acquistati durante i nostri viaggi, ma anche di tante decorazioni per lo più in legno, latta e stoffa. Nonostante la mia “napoletanità”, non sono particolarmente amante del presepe tradizionale, ma abbiamo comunque alcune piccole e simboliche natività che sistemiamo in giro su mensole e librerie. Il pezzo “forte” dei nostri addobbi natalizi, però, è un improbabile copri-water in panno a forma di pupazzo di neve. No comment!

2. Il calendario dell’avvento

calendario dell'avvento per bambini

Dicembre è il solo mese dell’anno in cui i miei figli si catapultano giù dal letto con entusiasmo incontenibile. E il merito si deve totalmente al calendario dell’avvento, un elemento a mio parere molto utile per regalare un pizzico di magia natalizia ai bambini di qualunque età. Non essendo troppo versata nelle attività manuali, personalmente non ho l’abitudine di realizzare il calendario dell’avvento con le mie mani. Quest’anno ne abbiamo ricevuti in dono due, da due persone speciali e alle quali vogliamo tanto bene. Sia il primo, artigianale e bellissimo, realizzato con materiali naturali, che l’altro dedicato a una delle passioni di famiglia (Harry Potter, guarda un po’!) hanno riscosso grandi consensi, e sono il primo pensiero di Davide e Flavia quando si svegliano al mattino.

3. Luci e candele

candele per la magia del natale

Nella mia piccola casa, candele, lanterne e stelline luccicano praticamente ogni sera dell’anno, a prescindere dalle stagioni, dal meteo e dalle eventuali ricorrenze. Per niente al mondo, quindi, potrebbero mancare nel periodo di Natale! Il mio consiglio è di non lesinare sulla qualità dei prodotti che comprate, scegliendo luci sicure ed efficienti e candele naturali, meglio ancora se artigianali.

4. Elf on the shelf

elfo di natale per bambini

Da un paio di anni abbiamo adottato questa tradizione americana che consiste nell’arrivo di un elfo del Polo Nord (o più elfi: noi per esempio abbiamo Arya e Timo) all’inizio dell’avvento. Ogni notte, mentre i bambini dormono, l’elfo si diverte a combinare marachelle e architettare scherzi sempre nuovi, che saranno poi scoperti al mattino con grande divertimento di tutti. Durante il giorno, invece, l’ospite immobile tiene orecchie e occhi ben aperti per monitorare il comportamento dei piccoli di casa, e fare il suo report finale niente meno che a Santa Claus in persona. A casa nostra il rito di Elf on the Shelf riscuote davvero un grande successo. Anche se richiede un certo impegno da parte dei genitori, che ogni sera devono “aiutare” l’elfo a compiere un prodigio sempre nuovo, questa consuetudine rende davvero magica per i bambini l’attesa del Natale. I “nostri” Arya e Timo, in particolare, non somigliano ai classici elfi che popolano le case durante l’avvento ma sono più piccini e con sembianze più nordiche (li ho adottati in un negozio Tiger!).

5. Attività creative a tema

attività creative di Natale

Sia Davide che Flavia amano qualsiasi attività che preveda l’uso di colla, forbici, tempere, brillantini, legnetti, nastrini e chi più ne ha più ne metta. In casa abbiamo sempre disponibili un paio di contenitori traboccanti di materiali creativi e oggetti da riciclare, che loro utilizzano a piacimento per gli scopi più disparati. Da diversi anni ho l’abitudine di regalare loro, a dicembre, un libro natalizio di attività creative da poter realizzare nelle ore libere, per dar vita a un po’ di magia del Natale extra!

6. Biscotti e dolci natalizi

dolci natalizi per bambini

Non sono certo quella che si definisce una cuoca sopraffina, e soprattutto non sono abituata a preparare spesso dolci e torte. Però amo alla follia i biscotti, e soprattutto a Natale mi piace fare alcuni in casa insieme a Davide e Flavia. Oltre ai classici cookies al cioccolato, ci piacciono tanto i biscotti allo zenzero, ma quest’anno ci siamo cimentati anche nei tradizionali cinnamon rolls (i dolci nordici alla cannella sono una nostra passione, mentre i miei figli non sono particolarmente amanti delle leccornie natalizie di casa nostra). La ricetta l’avevo trovata sul profilo di Elegrafica, che a sua volta, se non ricordo male, l’aveva presa qui.

7. Musica natalizia

magia del natale bambini

Un ingrediente fondamentale dell’atmosfera natalizia è di certo la musica! Playlist a tema, grandi classici e brani tratti dalle recite scolastiche degli anni passati sono spesso in esecuzione a casa nostra, anche semplicemente mentre apparecchiamo la tavola per la cena.

8. Libri per creare la magia del Natale per i bambini

libri di Natale per bambini

Per quanto riguarda le letture natalizie, ovviamente non avete che l’imbarazzo della scelta. Dai classici di Natale della Disney alle leggende dei popoli scandinavi, dalle poesie alle filastrocche adatte per bambini di qualunque età. Quest’anno, per esempio, ci siamo regalati un libro magnificamente illustrato sulla Natività di Gesù: non so come la pensiate in fatto di fede, ma a mio parere ha senso, se si decide di festeggiare il Natale, raccontare ai bambini l’aspetto religioso della festa, che poi ne costituisce l’origine e il senso. E questo a prescindere dalle proprie convinzioni religiose.

9. La casetta di pan di zenzero

casetta di pan di zenzero natale

Da bravi appassionati di Scandinavia e tradizioni natalizie nordiche, in casa nostra, sotto Natale, non manca mai una coloratissima casetta di pan di zenzero. Viste le mie limitate attitudini alla pasticceria, di solito prendiamo il kit di Ikea, con gli elementi di biscotto, le decorazioni e la colla alimentare (stavolta ci siamo premurati di acquistarlo addirittura all’inizio di novembre, visto il progressivo peggioramento della pandemia di Covid 19 e la previsione, poi azzeccata, di limitazioni via via più severe).

10. Laboratori e viaggi a tema

attività e viaggi di natale per bambini

Un altro elemento che trovo molto efficace per riempire il Natale dei bambini di magia sono le esperienze a tema, da condividere quando possibile con altri bambini. Quest’anno, per forza di cose, dovremo accontentarci di qualche laboratorio online, ma di solito cerchiamo di partecipare ad almeno un laboratorio tematico in un museo o in qualche centro per bambini. L’apice della nostra “natalitudine” familiare, che credo non potrà in alcun modo essere eguagliato (soprattutto per il costo, sigh), resta il viaggio di Capodanno a casa di Babbo Natale di qualche anno fa, che Davide e Flavia custodiscono ancora tra i loro ricordi più preziosi, nonostante lei avesse appena 3 anni. Ma i mercatini di Natale, se posso, li evito volentieri, a meno che non servano dell’ottimo vin brulé!

Voi cosa fate per rendere magico il vostro Natale in famiglia? Vi sentite più elfi, più grinch o (come me) un misto di entrambe le cose?

18 Dicembre 2020 2 Commenti
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life

Dicembre

by Silvana Santo - Una mamma green 3 Dicembre 2020

Dicembre è arrivato senza fare rumore. Ha portato con sé la pioggia che mancava da mesi, un grado in meno nella mia casa sempre troppo calda e qualche addizione temporanea alla quota già generosa di candele e lucine presenti normalmente nella piccola cucina in cui oramai si dipanano le nostre vite.

Dicembre è arrivato, troppo presto eppure in ritardo. Atteso con ardore dalla parte di me che desidera solo andare avanti veloce, mettere distanza tra sé e la disgrazia che si è abbattuta sul mondo da un tempo che è durato un anno appena e che sembra un’era geologica, perlomeno a me. E temuto con angoscia da un’altra parte di me. Quella che da quasi sempre soffre le festività di fine anno, lo specchio che le presentano implacabili e che le rimandano un’immagine in cui detesta fissare lo sguardo. Quella parte di me che da almeno vent’anni si salva da questo malessere senza scampo soltanto con una fuga programmata per dopo Natale.

Dicembre è arrivato, e ci ha trovati stanchi eppure ancora saldi, consapevoli in qualche modo che restare uniti è la sola cosa che in questo momento può tenerci a galla. Più che una famiglia, a volte sembriamo una squadra. Addestrati a fare quel che è necessario, affinati negli automatismi della cooperazione dai lunghi mesi di isolamento e reclusione. Una piccola cellula autarchica, cosa che nelle giornate buone mi sembra un vero miracolo e in quelle storte un mezzo abominio.

Ci ha trovati in trappola da mesi, a differenza di tanti che hanno potuto – o voluto in barba a ogni raccomandazione – mantenere degli sprazzi di normalità. A casa nostra, questo autunno tiepido e denso come melassa somiglia tantissimo alla primavera che nessuno di noi potrà mai dimenticare: niente scuola, niente amici, niente parchi, niente di niente. Solo che allora il senso di “universalità” della sciagura mi rendeva in qualche modo sopportabili la reclusione, l’isolamento, il disagio quotidiano affrontato da Davide e Flavia, mentre adesso non riesco più a liberarmi da una sensazione strisciante e cronica di bruciante ingiustizia. È più difficile accettare la solitudine, la clausura e l’immobilità, se senti che questo sacrificio viene condiviso solo da una parte minoritaria della popolazione. Rinunciare fa più male, se ti sembra che a farlo sia soltanto tu (e pochi altri “fessi” assieme a te).

Dicembre è arrivato, e sta scivolando via in un miscuglio indefinibile di tristezza e speranza, di magia e di frustrazione. Di aspettative e di paura per quello che verrà dopo. Dicembre è qui, e prova come tutti a fare il suo lavoro, con nuovi crismi e nuovi linguaggi.

Credere non è mai stato così difficile. Eppure non è mai stato così necessario.

3 Dicembre 2020 1 Commenti
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cosa fare in lapponia con i bambini oltre a babbo natale
viaggi

Lapponia finlandese con bambini: cosa fare oltre a Babbo Natale

by Silvana Santo - Una mamma green 16 Gennaio 2018

Il Santa Claus Village di Rovaniemi è divenuto una destinazione relativamente “popolare” (costi a parte!) per le famiglie italiane, specialmente durante le vacanze di Natale. Ma la regione e il suo capoluogo decisamente molto di più, anche in pieno inverno. Dunque, cosa fare in Lapponia con i bambini oltre a Babbo Natale? Cercherò di rispondere a partire dalla mia esperienza, integrando il post con altre informazioni. E con la doverosa premessa che, a prescindere dell’età che avete e di quanto siate “Grinch”, se viaggiate con i bambini la tappa da Santa Claus rimane per me davvero obbligata, perché capace di regalare un’emozione fortissima e indimenticabile anche agli adulti.

Ecco, dunque, cosa fare in Lapponia con i bambini:

1. Studiare la cultura lappone al museo Samiland

Scoprire qualcosa in più del popolo Sami (i lapponi, gli abitanti originali della Lapponia) era una delle cose che più mi interessavano partendo per la Finlandia. La visita al museo Samiland di Levi, che confesso di essermi goduta in beata solitudine, ha decisamente esaudito le mie aspettative. Si tratta di un piccolo ma curato museo che si trova nella località sciistica di Levi, quasi 200 chilometri a nord di Rovaniemi (in realtà il nome della cittadina è Sirkka, ma l’intero comprensorio è più noto come Levi). L’esibizione prevede tante fotografie bellissime, sia d’epoca che più recenti, e spiegazioni molto dettagliate, anche in inglese, sulla storia, sui costumi e sulle tradizioni dei Sami. Dalle tecniche di costruzione alle abitudini alimentari, dall’allevamento delle renne all’antica mitologia, passando per il racconto delle discriminazioni subite nell’ultimo dopoguerra: emozionante e istruttivo. Per ragioni logistiche io ci sono andata da sola, ma ai bambini piacerebbe molto l’esposizione esterna, che comprende diverse costruzioni tipiche e soprattutto una piccola mandria di renne, docili e bellissime. Su richiesta è anche possibile acquistare dei licheni per nutrirle personalmente. Il Samiland si trova nelle immediate vicinanze dell’Hotel Levi Panorama, a due passi dalle piste da sci. Sono previsti sconti per le famiglie (fate attenzione: in inverno il museo non apre alle 10, come indicato sul sito ufficiale, ma alle 11).
Altre opportunità straordinarie per avvicinarsi alla cultura lappone sono il museo Siida di Inari (che è il principale insediamento Sami in Finlandia) e l’Arktikum di Rovaniemi.

Info: www.samiland.fi

museo samiland lapponia renne

cosa fare in lapponia_samiland

2. Cosa fare in Lapponia con i bambini: osservare gli animali artici al Ranua Zoo

Parlando di cosa fare in Lapponia con i bambini, non può mancare la magnificenza degli animali che vivono a quelle latitudini. Noi abbiamo scelto lo zoo artico di Ranua, una località che si trova un’ottantina di chilometri a sud-est di Rovaniemi, che vanta anche un centro storico molto carino, e che può essere raggiunta con auto a noleggio, taxi, minibus privati o autobus di linea (questa è la soluzione più economica: ci sono diverse corse durante la giornata, partono dalla stazione dei bus di Rovaniemi, sono prenotabili online e impiegano circa un’ora e un quarto fino all’ingresso del parco). All’interno del Ranua Zoo è possibile ammirare una vasta e meravigliosa selezione di fauna artica: civette, gufi e numerosi altri uccelli, castori, ermellini, volpi artiche, alci, renne, lupi e soprattutto due magnifiche orse polari, madre e figlia (la “cucciola” è nata allo zoo di Ranua nel 2016). A parte l’ovvio inconveniente del freddo (noi abbiamo trovato temperature tra i -14 e i -17), la visita dello zoo di Ranua è molto agevole. All’ingresso è possibile prendere gratuitamente degli slittini coi quali trainare i bambini lungo le passerelle di legno innevate che attraversano tutto il parco. Fate attenzione, però: stare fermi nel bob fa sentire maggiormente il freddo, quindi ogni tanto fate alzare i bambini e invitateli a camminare o saltellare per un po’. Per l’intero percorso calcolate almeno un paio di ore. All’interno dello Zoo di Ranua ci sono un piccolo igloo-bar, un punto in cui scaldarsi accanto al fuoco, un negozio di souvenir e un bel ristorante self service, che consiglio per il rapporto qualità/prezzo e l’ambiente accogliente. È anche possibile effettuare safari con husky o passeggiate in slitta trainata da renne. A mio parere, lo zoo di Ranua merita una visita già solo per il viaggio nel mezzo della taiga che occorre per raggiungerlo da Rovaniemi, ma anche la passeggiata tra gli animali è davvero spettacolare. La visione delle orse che giocavano tra loro mi ha commosso, così come quella dei lupi che trottavano nella neve e della civetta artica col suo piumaggio invernale. Mentre ho vissuto con meno entusiasmo la zona dei piccoli mammiferi alloggiati nelle gabbie “chiuse” all’interno dei capanni. La neve, in ogni caso, rende tutto magico. Tenete conto che in inverno alcuni animali potrebbero essere in letargo!

Info: english.ranuazoo.com

zoo ranua orsi polari

ranua zoo rovaniemi bambini

3. Godersi la sauna finlandese con tutta la famiglia

Non so come la pensiate voi in proposito, ma per me un viaggio invernale in Lapponia finlandese, con bambini o senza, non potrebbe mai prescindere dall’esperienza della sauna, che metto ai primi posti alla voce ‘Cosa fare in Lapponia con i bambini’. Alberghi, centri termali e Spa propongono saune in tutte le salse: secche, di vapore, più o meno calde, balsamiche etc, ma anche negli appartamenti per turisti si trovano piccole saune facilissime da mettere in funzione. Personalmente, ho adorato quelle collettive, grandi e accoglienti, in cui ci si può davvero mescolare con la popolazione locale, rilassandosi e recuperando calore dopo le ore passate al freddo polare. Nella sauna finlandese, sappiatelo, si entra nudi. Ma sia a Rovaniemi che a Levi abbiamo trovato aree divise per uomini e donne. La cosa che mi ha sorpreso è che in Finlandia si fa normalmente la sauna fin da piccolissimi, così anche i miei figli hanno potuto godersi alla grande il “loro battesimo della sauna” in piena regola, con tanto di acqua versata sulle pietre roventi per regolare la temperatura. Se poi riuscite ad associare alla sauna anche un bel tuffo in piscina riscaldata o una sessione di idromassaggio all’aperto, con la neve e l’oscurità intorno a voi, vi garantisco che l’esperienza sarà memorabile. In Lapponia finlandese le Spa sono tutte baby friendly al massimo, con bagni per bambini, vasini, fasciatoi, giochi, piscine dedicate e persino seggioloni in cui sistemare i più piccoli mentre ci si fa la doccia. Dimenticate il concetto italico di Spa come contesto per coppie, esclusivo e romantico, ma non vi aspettate neanche lontanamente il caos dei nostri acquapark. È un’esperienza normale, per tutti, di relax e di gioco, ma nel rispetto e nell’educazione generale. I prezzi sono inferiori a quelli italiani, anche perché spesso i bambini non pagano. E di solito non ci sono gli asciugacapelli, fatevene una ragione. 🙂

Info: www.levi.fi

sauna finlandese con bambini in lapponia

4. Studiare l’ambiente artico al museo Arktikum

Il museo Arktikum si trova a Rovaniemi, in posizione abbastanza centrale, e merita senz’altro una visita per la quantità di informazioni che offre sull’ambiente artico, sul riscaldamento globale e anche sulla cultura e la storia locali. Grandi e piccini potranno imparare moltissimo sulle caratteristiche del clima, della fauna e della flora del Circolo polare artico e sulle minacce che gravano su questo ecosistema complesso e delicato. Negli spazi del museo Arktikum, inoltre, è possibile approfondire la storia di questa regione della Finlandia e conoscere le tradizioni e i costumi del popolo Lappone. Un suggestivo filmato, infine, mostra lo spettacolo straordinario dell’aurora boreale. Ai bambini piaceranno le numerose postazioni interattive e lo spazio dedicato con colori e giochi. Molto conveniente, anche in questo caso, il ristorante a buffet (ma controllate, perché non offre sempre il pranzo). Anche se noi non abbiamo fatto in tempo, consiglio di abbinare la visita al vicinissimo museo Pilke, dedicato alle foreste. Il biglietto cumulativo costa 20 euro per gli adulti, mentre i bambini fino a 7 anni entrano gratis.lapponia con bambini museo arktikum

museo arktikum rovaniemi bambini

Info: www.arktikum.fi

5. Fare un giro in slitta

Vorrete mai arrivare fino al Circolo Polare Artico e non salire su una slitta? Sarebbe un sacrilegio! 😉 La località turistiche della Lapponia finlandese offrono davvero un ampio ventaglio di possibilità (renne, cani, cavalli), dalle passeggiate brevi ai safari più impegnativi, con tanto di pernottamento nella foresta. Spesso, l’esperienza include anche una visita alla fattoria, con spiegazioni sulle caratteristiche degli animali da slitta, e una merenda in tenda lappone (kota) con succo caldo e biscotti. La scelta è molto soggettiva, tenete però a mente queste informazioni generali: al di fuori di Rovaniemi i safari tendono a costare meno, anche se c’è meno disponibilità e quindi occorre prenotare con un certo anticipo. Oltre a Levi, altre località ideali sono Saariselka, Salla e la zona di Inari e Ivalo, ma un po’ in tutta la Finlandia è possibile organizzare un giro in slitta. I cani – di solito di razza Siberian Husky o Alaskan Malamute – sono di base più veloci delle renne, e in molti casi è possibile condurre la muta in autonomia. Noi abbiamo deciso di fare un’esperienza molto soft, per non rischiare di far patire troppo il freddo ai bambini. La nostra scelta è ricaduta su una escursione presso la fattoria di Polar Lights Tours, a Levi, che prevedeva tre giri in slitte trainate rispettivamente da un cavallo, dalle renne e dai cani, per un totale di un paio di ore di attività compresa la piacevole sosta davanti al fuoco. Niente di troppo avventuroso, ma consigliabile per chi avesse voglia di provare diverse emozioni con una singola uscita, ottimizzando tempi, costi ed esposizione alle temperature polari. Al di là della slitta, la visione della foresta ammantata di neve vale da sola il viaggio, almeno per me!

Info: www.visitrovaniemi.fi   www.levi.fi

slitta con cani lapponia bambini

lapponia con bambini slitta renne

6. Ammirare sculture e costruzioni di ghiaccio

Il ghiaccio è il signore indiscusso dell’inverno artico. Parlando di cosa fare in Lapponia con i bambini, non si può non citare igloo, sculture e addirittura castelli fatti di acqua congelata! Noi ci siamo accontentati del piccolo bar dello zoo di Ranua e sopratutto della galleria di sculture del SantaPark, il bel parco indoor a tema natalizio che si trova in una grande caverna poco fuori Rovaniemi (ve lo consiglio se avete bimbi piccoli, io avevo aspettative basse e invece mi è piaciuto molto, soprattutto lo spettacolo degli elfi, l’ufficio postale di Babbo Natale e il bellissimo ristorante a buffet, con buon cibo e ottimi prezzi). Al Santa Claus Village di Rovaniemi, invece, è possibile anche visitare lo Snowman World, mentre, sempre a tema ghiaccio, a Kemi si può fare un giro sulla nave rompighiaccio o dormire in un hotel fatto tutto di acqua solida!

Info: www.visitrovaniemi.fi

cosa fare lapponia bambini santapark

7. Praticare sport invernali

Su questo confesso di non essere molto ferrata, non amando particolarmente la velocità e gli sport invernali. Ma gli appassionati troveranno davvero pane per i loro denti! Dallo sci (Levi è la stazione sciistica più attrezzata, ospita anche gare di Coppa del mondo) alle motoslitte, dagli slittini (che si trovano disponibili davvero dappertutto) alle ciaspole, alle passeggiate a cavallo. Fino alle esperienze più alternative, come l’ice floating (galleggiamento sull’acqua in buchi ricavati nel ghiaccio), la pesca nel ghiaccio o un giro in kart sulla pista ghiacciata (l’ha fatto mio marito, è ancora vivo e si è divertito molto!). Potete anche organizzare una escursione notturna alla ricerca dell’aurora boreale, magari monitorando le app che stimano la probabilità di avvistamento come Aurora Forecast. Vi consiglio di fare riferimento ai siti degli enti locali di promozione turistica per valutare tutte le opportunità e prenotare, sempre con un certo anticipo, le attività che vi interessano.

Info: www.visitfinland.com

cosa fare lapponia bambini sci

cosa fare in lapponia con i bambini_cavalli

 

Se siete arrivati fin qui, e se prima di leggere pensavate che visitare il villaggio di Babbo Natale fosse la sola cosa da fare in Lapponia con i bambini, confido di essere riuscita a farvi ricredere. La Lapponia finlandese è un territorio vastissimo e ricco di opportunità, che permette di vivere una esperienza di viaggio complessa e variegata, che includa cultura, divertimento, relax e tanta, tantissima natura. È una destinazione natalizia impegnativa, per i costi e per le temperature, ma capace di accontentare i gusti di ogni viaggiatore. Anche di quello che non simpatizza per Santa Claus (ma credetemi: dopo averlo conosciuto al Santa Claus Village di Rovaniemi, che tra l’altro sorge proprio a cavallo del Circolo Polare Artico, anche il più ostinato dei Grinch cambierebbe idea!).

E ora che sapete cosa fare in Lapponia con i bambini, leggete anche:

Lapponia fai da te con i bambini: tutto quello che dovete sapere

Lapponia fai da te a Natale: l’abbigliamento termico per i bambini

cosa fare in lapponia con i bambini_elfi

cosa fare in lapponia con i bambini_circolo polare artico

cosa fare in lapponia con i bambini_candeliere

cosa fare in Lapponia con i bambini_tenda kota

cosa fare in lapponia con i bambini_santa claus

 

16 Gennaio 2018 1 Commenti
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Lapponia fai da te a Natale: l’abbigliamento termico per i bambini

by Silvana Santo - Una mamma green 15 Novembre 2017

Due figli piccoli, qualche giorno di ferie tra Natale e Capodanno e un salvadanaio riempito con impegno, giorno dopo giorno, per oltre sei anni. Mettici anche una spolverata abbondante di voglia di grande Nord (per me del tutto inedita, tra l’altro) ed ecco pronti gli ingredienti del nostro prossimo e ormai imminente viaggio: la Lapponia finlandese a Natale. Con Davide e Flavia, come è ovvio, e rigorosamente in fai da te, perché a noi i viaggi organizzati non piacciono, e soprattutto perché l’autonomia ci permette di risparmiare un poco su un viaggio che di per sé molto costoso. L’itinerario prevede Rovaniemi, Ranua e Levi, oltre a un paio di giorni a Helsinki. Ma come vestire due bambini per un viaggio in Lapponia auto-organizzato? Dei bambini napoletani, per giunta, che al freddo e al gelo non sono certo avvezzi, figuriamoci reggere a temperature che possono scendere fino a trenta gradi sotto lo zero? Un scoglio organizzativo (e psicologico) non da poco.

+++ Leggi anche: Lapponia fai da te con bambini: tutto quello che dovete sapere +++

Bambini in Lapponia: quale abbigliamento termico occorre?

La rete, come spesso accade, è venuta brillantemente in mio aiuto. Ho letto dozzine di articoli e ho sfruttato per mesi la consulenza di chi ha scelto di specializzarsi nella vendita di abbigliamento tecnico outdoor per bambini, come Francesca del sito Bimbiallaria, di chi al Polo ci vive, come Flavia di Mum in the Arctic, e di chi questo viaggio lo ha concepito e affrontato prima di me, come Letizia di Incinqueconlavaligia e Simona di Globetrotting Kids, (grazie, grazie e ancora grazie, amiche!). Così ho acquisito una vera e propria competenza specialistica in fatto di abbigliamento termico per bambini adatto a climi estremi come quello della Lapponia a Natale. Anche questo è il bello di chi organizza viaggi in fai da te! Ma andiamo con ordine.

natale rovaniemi abbigliamento termico

1. Lana (o tecnico) sulla pelle

La maggior parte delle persone che vive in climi artici o ne ha esperienza, consiglia di scegliere, per vestire i bambini in Lapponia, un intimo termico lungo – maglietta o body e calzamaglia o leggings – in lana merinos: un materiale isolante e caldo, ma che permette al sudore e all’umidità, entro certi limiti, di evaporare. Ovviamente, ed è tanto più vero per i bambini piccoli, bisogna optare per indumenti termici particolarmente morbidi e confortevoli, visto che devono essere indossati direttamente a contatto con la pelle (dimenticate le maglie intime pruriginose di una volta!). Chi proprio non riesce a sentirsi a suo agio con l’intimo in lana, oppure prevede di fare sport e sudare molto, dovrebbe scegliere materiali tecnici con grado di resistenza al freddo molto elevato. Sconsigliato, invece, il cotone, perché tende a impregnarsi di sudore e rendere la permanenza al freddo molto spiacevole.

2. Strati tecnici a gogo

Al di sopra dell’intimo termico in lana merinos o tecnico, conviene prevedere un abbigliamento a strati, in lana o pile. Noi contiamo di usarne, tra l’intimo e la giacca, almeno due per la parte alta del corpo: maglia termica in misto lana e pile pesante con la zip, ma per i bambini vorrei avere a disposizione anche uno strato ulteriore in caso di bisogno (l’ho già detto che non siamo abituati al freddo?). Gli indumenti “apribili” come giacche invernali, pile etc, sono molto pratici quando c’è la necessità di sfilarli o rimetterli velocemente. Per la parte sottostante del corpo, potrebbe essere necessario un pantalone tecnico tra la calzamaglia e il pantalone impermeabile.abbigliamento bambini lapponia natale

3. Impermeabilità assoluta

Il freddo invernale finlandese, nonostante le temperature estreme, può risultare in realtà più tollerabile di quello delle nostre montagne, dove l’umidità e il vento possono acuire la sensazione di disagio. Ma a quelle latitudini bisogna assicurarsi che i bambini indossino, come ultimo strato, abbigliamento impermeabile e antivento. Queste caratteristiche, per certi versi, sono anche più importanti del “calore” degli indumenti, per cui conviene prevedere un investimento per una giacca impermeabile e una salopette o pantalone impermeabile. La cosa più comoda, per i bimbi, è l’abbigliamento da neve, che permetta loro di giocare e muoversi in totale sicurezza e praticità. Noi abbiamo puntato su set spezzati (giacca e pantalone salopette, appunto), per essere più comodi in vista delle varie vestizioni/svestizioni e per rendere più agevole le soste per la pipì. Detto questo, soprattutto per i più piccoli la tuta per bambini può rivelarsi la soluzione più calda e “sicura”.

4. Occhio alle estremità

Mani, piedi e testa sono le parti del corpo che disperdono il calore più rapidamente. Potete avere la giacca invernale e il pantalone antivento più isolante del mondo, ma finirete col sentire freddo se le estremità non saranno coperte a dovere. Ecco perché, preparando l’abbigliamento termico per un viaggio in Lapponia a Natale con i bambini, è indispensabile prevedere:

– calze termiche spesse, meglio se in lana (ne occorrono diverse paia, per sovrapporle in caso di necessità e soprattuto per avere sempre disponibile un cambio asciutto).
– scarponi da neve impermeabili e imbottiti, certificati per temperature bassissime. Meglio prenderli di uno o due numeri più grandi, perché ci sia la possibilità di aggiungere una calza extra e perché con un po’ di spazio tra piede e calzatura il freddo si avverte di meno.
– guanti a muffola impermeabili (con le dita separate il calore si disperde più rapidamente), adatti a temperature molto rigide e magari lunghi fino al gomito. Non pensate di cavarvela con guanti e calzature economiche.
– passamontagna in lana o pile e berretto invernale pesante.

Io ho deciso di procurarmi anche degli scaldini chimici per guanti e scarponi: piccole compresse che si attivano quando vengono schiacciate e rilasciano calore per diverse ore (si trovano anche da Decathlon, grazie a Noi con le valigie per la dritta!).

cappelli invernali bambino Lapponia

Lapponia fai da te con i bambini: dove comprare l’abbigliamento termico

Nei negozi fisici italiani è difficile trovare prodotti adatti a condizioni così estreme, e quando si trova qualcosa i prezzi sono spesso proibitivi. Io ho comprato tutto su internet, un po’ per volta, sfruttando sempre i saldi e le offerte fuori stagione. Alcune cose le ha comprate per me (o me le ha prestate) la mia amica Flavia in Norvegia. Molte altre le ho trovate su Bimbiallaria, un fantastico e-commerce gestito da Francesca, una mamma assai green che ha fatto della quotidianità dei bambini all’aria aperta, in tutte le condizioni meteo, la sua filosofia di vita e di lavoro. Io, in particolare, ho scelto per Davide e Flavia l’abbigliamento tecnico del marchio svedese Didriksons, che con un rapporto qualità/prezzo eccellente offre tute da sci, giacche e pantaloni impermeabili, berretti invernali e molti altri prodotti per vivere la natura in ogni stagione. Io l’ho amato da subito anche per la sua anima green: i capi sono PVC-free e sia le giacche che i pantaloni possono essere allungati con il sistema Extend-size, che permette dunque di sfruttarli per diversi anni. Bimbiallaria è l’unico rivenditore italiano Didriksons e offre una gamma di prodotti perfetta non solo per un viaggio a Rovaniemi e in Lapponia, ma per tutte le esigenze invernali dei bimbi all’aria aperta.

abbigliamento termico lapponia didriksons

Un’alternativa consiste nel fare acquisti direttamente in loco, ma personalmente ho preferito equipaggiarmi di tutto punto fin da prima della partenza, anche per riutilizzare poi l’attrezzatura in altri viaggi o vacanze sulla neve. Tenete conto, infine, che durante le escursioni organizzate (safari in slitta, ciaspolate, visite a fattorie artiche etc) i tour operator mettono a disposizione dei clienti alcuni indumenti: informatevi bene, anche sulle taglie disponibili, prima della partenza.

A questo punto, non ci resta che partire e testare sul campo il nostro abbigliamento termico a prova di Polo Nord. Naturalmente vi racconterò tutto! Sempre se non decido di restare a lavorare come aiutante di Babbo Natale.

E se volete provare anche voi il marchio Didriksons, Bimbiallaria offre, fino al 29 novembre, un regalo speciale per i lettori di Una mamma green: uno sconto speciale del 10% su tutti i prodotti del brand. Per usufruirne, potete usare (una sola volta) il codice UNAMAMMAGREENALLARIA. Buono shopping!

Post in collaborazione con Bimbiallaria, negozio online di abbigliamento tecnico invernale ed estivo per bambini, esclusivista per l’Italia di marchi sostenibili e cruelty free di alta qualità. Bimbiallaria è specializzato anche nella fornitura di abbigliamento outdoor e stivali per asili nel bosco.

come vestire bambini rovaniemi

15 Novembre 2017 12 Commenti
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abbigliamento sostenibilebabywearing

Babywearing in inverno: soluzioni per portare in fascia quando fa freddo

by Silvana Santo - Una mamma green 10 Novembre 2015

Portare i bambini, in fascia o in marsupio, nei mesi più freddi: un’impresa possibile, con tante soluzioni pratiche e a prova di qualsiasi tasca (oltre che belle, il che ovviamente non guasta mai). La prima domanda da farsi, quando ci si prepara al babywearing invernale, è se si ha davvero bisogno di indumenti o coperture specifiche, perché la risposta è tutt’altro che scontata.  Per trovare una risposta, ci sono diversi fattori da tenere in considerazione: età del bambino, condizioni climatiche da fronteggiare, modalità di babywearing (davanti, sulla schiena, sul fianco o in diverse posizioni a seconda delle circostanze e della necessità).

IMG_20151110_125340Per un bambino molto piccolo, portato esclusivamente davanti, potrebbe non essere necessaria alcuna copertura extra, specialmente se si vive in un posto non troppo rigido o se si usa una fascia elastica, che tende ad essere già particolarmente calda. Il contatto ravvicinato, specie pancia a pancia, garantisce di per sé un effetto di regolazione termica importante, che permette al neonato un adeguato confort climatico anche quando fuori fa freddo. Viste tra l’altro le dimensioni contenute di un bimbo di pochi mesi, quindi, basta di solito una giacca ampia, ed eventualmente una sciarpa o uno scialle, per tenere tutti al calduccio, ricordandosi di coprire sufficientemente anche la testa del bebè.

Viceversa, se il bambino è ormai grandicello, sa camminare e viene portato solo per brevi tragitti, magari con un fascia ad anelli sul fianco, è utile che abbia un proprio giaccone, in modo da restare coperto nei suoi frequenti saliscendi dalla fascia (o dal marsupio).

Negli altri casi, se si porta a lungo, in climi molto freddi, o se il “passeggero” ha ormai superato le dimensioni da neonato ma non cammina ancora da solo, è necessario attrezzarsi al meglio per affrontare l’inverno. Anche in queste circostanze, comunque, è spesso possibile cavarsela riadattando indumenti convenzionali, soprattutto se si porta per lo più pancia a pancia. Mantelle ampie, poncho o felpe con un collo sufficientemente ampio da permettere il passaggio delle teste di chi porta e del bambino sono di solito una soluzione efficace e a buon mercato. Potrebbe risultare più scomoda, ma comunque praticabile per lo meno in situazioni di emergenza, la semplice opzione di utilizzare una giacca di una taglia più grande rispetto al necessario.

Chi è abituato a portare quotidianamente o per lunghi tratti in fascia o marsupio, specie sulla schiena, potrebbe invece sentire l’esigenza di un capo specifico per il babywearing invernale. Per i “canguri” più esigenti, infatti, il mercato offre una vasta scelta di coperture, felpe e giacche per portare, in grado di soddisfare anche i più freddolosi. I prezzi non sono sempre economici, ma non mancano le soluzioni abbordabili.

Babywearing in inverno: cover e copertine per portare

Si tratta di una soluzione che permette di indossare una propria giacca, sopra o sotto il supporto, e poi coprire la fascia o il marsupio con una cover esterna, da allacciare con bottoncini o lacci. Di solito le cover sono in felpa o pile, con o senza cappuccio, ma è possibile optare anche per copertine in lana o in filati sintetici da realizzare autonomamente o acquistare presso mamme artigiane. Alcuni marchi propongono anche uno strato esterno opzionale in materiale impermeabile. Il principale vantaggio di queste coperture extra, secondo me, è che possono essere condivise da entrambi i genitori, a prescindere dalla taglia che vestono abitualmente. Si tratta inoltre di soluzioni di norma abbastanza economiche (dai 35 euro in su, o anche meno se si usufruisce di offerte, gruppi d’acquisto, o se ci si rivolge al mercato dell’usato) e poco ingombranti.cover2

cover infantino

D’altro canto, le cover da babywearing potrebbero risultare non abbastanza calde e richiedere strati di abbigliamento extra che possono complicare le operazioni di legatura (in un viaggio autunnale in Olanda, ad esempio, Davide indossava all’interno del marsupio un giaccone abbastanza pesante, oltre alla nostra cover in felpa Infantino).  In base alla mia personale esperienza, infine, sono un po’ scomode da sistemare senza aiuti quando si porta sulla schiena, e si prestano meglio col marsupio che con la fascia.

Mantelle e poncho per portare quando fa freddo

Questo tipo di indumento, a differenza delle cover, copre contemporaneamente mamma (o babbo!) e bambino, al di sopra del supporto, fascia o marsupio che sia. Il vantaggio è appunto quello di non avere giacche o altri strati di stoffa tra portato e portatore, riducendo gli intralci e aumentando senza dubbio il grado di comodità, specie se si usa la fascia. Il costo è un po’ più alto (parliamo di almeno 80/100 euro) e spesso si tratta di indumenti con una taglia specifica, che quindi non si prestano ad essere condivisi da diversi membri della famiglia. Il materiale più essere lana o pile, più o meno caldo, ma c’è da tener presente che le braccia e la parte inferiore del corpo rimangono spesso scoperte, e in ogni caso si tratta quasi sempre di tessuti non idrorepellenti,quindi non troppo adatti in caso di pioggia forte.

mantella

In queste settimane sto usando una mantella per portare in lana cotta prodotta da Mamma Canguro (la vedete nelle foto). Estremamente morbida e confortevole, la adoro perché è poco ingombrante, sottile e si presta molto bene ad essere indossata anche senza bambino, un aspetto importante nell’ottica di un acquisto durevole. Ampiamente personalizzabile (viene cucita su misura e nei colori scelti dall’acquirente), è perfetta anche per le mamme col pancione, e secondo me sta bene sia con una mise molto sportiva che con un abbigliamento più casual. La lana è molto calda, ma io trovo che sia ideale per l’autunno o per gli inverni miti, mentre credo che in caso di freddo intenso possa non essere sufficiente. Il collo molto ampio della mantella Mamma Canguro, comunque, consente di coprire bene sia la mamma che il bambino. Si può optare per una chiusura con cintura o, come nel mio caso, con uno spillone, e naturalmente questa opzione richiede un minimo di attenzione in più per evitare di pungere il bambino. Teoricamente dovrebbe essere adatta anche per portare sulla schiena, ma io non sono riuscita a indossarla con Flavia in groppa, mentre ha “funzionato” benissimo anche con la ring. Alternative simili alle mantelle sono i poncho per portare, in lana, pile o filati sintetici, che presentano un foro aggiuntivo per fare uscire la testa del bebè, sia davanti che, semplicemente rigirando l’indumento e indossandolo al contrario, sulla schiena.
mamma canguro

mamma canguro senza

Felpe e giacche per portare

Rappresentano la versione più complessa, e spesso costosa (andiamo in media dai 140 euro a salire), degli indumenti da babywearing invernale: si tratta di vere e proprie felpe (ne esistono anche versioni smanicate), giacche, cappotti o trench provvisti di inserti aggiuntivi da agganciare, mediante zip o bottoni, sul davanti o sulla schiena, in modo da fare posto al bambino, o eventualmente a un pancione (qualche mamma abile con la macchina per cucire riesce a realizzare in casa la “prolunga” da utilizzare davanti). Di norma, felpe e giacche per portare sono perfettamente funzionali anche senza inserto, e possono pertanto essere utilizzate anche quando non si sta col pupo in fascia.

mamalila FelpaNegli ultimi anni si è moltiplicata l’offerta di prodotti di questo genere, realizzati con tessuti più o meno imbottiti, impermeabili o meno. Ne esistono di stili e colori diversi, modelli lunghi e corti, sportivi o “eleganti” e anche versioni maschili o unisex. I prezzi, di solito, non sono esattamente popolari, ma queste giacche hanno il vantaggio di poter essere usate anche quando si smette di portare, in gravidanza, ed eventualmente per portare in tandem o quando si è in attesa, acquistando un inserto aggiuntivo. Permettendo quasi sempre l’uso della fascia sul davanti e sulla schiena, inoltre, sono indumenti molto versatili, vere e proprie giacche o felpe “4 in uno”.

Quella che stiamo provando io e Flavia in questi giorni, e che vedete nelle foto, è il modello “Trenchcoat” prodotto dall’azienda tedesca Mamalila, una giacca a due strati – trench esterno e felpa interna con cappuccio per la mamma, agganciabile all’impermeabile attraverso dei bottoni a pressione – che può appunto essere usata da sola come giaccia “normale”, in gravidanza, o per portare i bambini sia sul davanti che sulla schiena. Il valore aggiunto di questo prodotto sta sicuramente nei materiali sostenibili utilizzati: cotone organico certificato per la felpa e poliestere ricilato per l’impermeabile esterno. Inoltre, la possibilità di usare i due strati in maniera indipendente o combinata rende il trenchcoat Mamalila estremamente versatile: in pratica, si dispone con un solo acquisto di una felpa sportiva e calda (con cappuccio per la mamma), di un trench più elegante e perfetto per la mezza stagione e le giornate umide, e di una giacca più calda e idrorepellente quando i due strati vengono indossati contemporaneamente. Personalmente, apprezzo molto la linea del trench (tanto che lo sto usando anche quando non ho Flavia in fascia), che essendo antivento e impermeabile (grazie alla membrana di poliestere riciclato) è perfetto per il clima variabile dei mesi autunnali.

mamalila trench Non saprei dire, al momento, se il doppio strato possa essere sufficiente per i climi più rigidi (ma forse in quel caso è preferibile optare per uno dei modelli Mamalila più pesanti), anche se va detto che camminare con un figlio in fascia o in marsupio permette in partenza di scaldarsi abbastanza. Per quanto riguarda la praticità d’uso, trovo la giacca comoda sia per portare davanti che sulla schiena, anche se, personalmente, faccio ancora fatica nell’idossarla senza aiuti, o senza uno specchio, quando ho Flavia in groppa. In questo caso, infatti, è necessario “lanciarsela” sulle spalle, centrando poi in qualche modo il buco destinato alla testa del bambino. Il prezzo al pubblico non è economico (299 euro sul sito dell’azienda), ma riflette la molteplicità di usi e, soprattutto, la qualità e la sostenibilità dei materiali utilizzati.

mamalila senza

felpa

Che viviate sulle Dolomiti o nei pressi di una spiaggia siciliana; che portiate tutti i giorni o solo saltuariamente, sul davanti o sulla schiena, un neonato o un bimbo più grande; che abbiate a disposizione un budget limitato o un investimento a tre cifre: buon babywearing invernale a tutti!

mantella

10 Novembre 2015 4 Commenti
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Mi chiamo Silvana Santo e sono una giornalista, blogger e autrice, oltre che la mamma di Davide e Flavia.

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