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cameretta

carta da parati ecologica
mamma greenuna mamma per due

Cameretta: carta da parati ecologica e altre idee green

by Silvana Santo - Una mamma green 26 Maggio 2020

A casa nostra è tempo di ristrutturare la cameretta, e di farlo nel modo più funzionale possibile, ma anche, nelle nostre intenzioni, ecologico e sostenibile. Dalla carta da parati ecologica e compostabile alle soluzioni salvaspazio, in questo periodo sto vagliando una serie di alternative per sistemare finalmente la cameretta che i miei figli condividono da sempre, e per farlo in modo green.

Per noi si tratta di una esigenza non più rimandabile, visto che Davide e Flavia, allo stato attuale, non dispongono nemmeno di una postazione adeguata per studiare (il che, in tempi di didattica a distanza, ci ha costretti a soluzioni molto fantasiose come il comò trasformato in scrivania).

Vorremmo dedicarci al progetto di ristrutturazione della cameretta nei prossimi mesi, cercando di puntare a soluzioni il più possibile sostenibili ed efficienti. Ecco cinque idee che ho appuntato per una cameretta confortevole e amica dell’ambiente.

1. Carta da parati ecologica

Io sono cresciuta in una casa con la carta da parati e negli anni mi è capitato spesso anche di dare una mano nelle operazioni di applicazione e sostituzione delle carte. Sono dunque in qualche modo affezionata a questo elemento di arredo e decorazione che negli ultimi anni, dopo qualche decennio in sordina, è diventato molto cool e contemporaneo. L’opzione più green è probabilmente la carta da parati completamente compostabile, realizzata con materie prime vegetali senza l’uso di agenti leganti convenzionali né coloranti artificiali. Composta principalmente di fibre di lino, la carta da parati ecologica mi sembra perfetta per realizzare una “base neutra” alla quale aggiungere poi mobili, complementi e decorazioni colorate per la camera dei bambini.

2. Letti salvaspazio

Prima di imbarcarci nella ristrutturazione della cameretta (e di rimanere tappati in casa per via del lockdown) avevamo preso in considerazione l’idea di trasferirci in una casa più grande. Tra le tante ragioni che ci hanno convinto a rimandare il progetto di trasloco, c’è anche la consapevolezza che una casa più piccola si rivela spesso più green: minor consumo di suolo, dispendio energetico ridotto, inferiore quantità di detergenti e altri prodotti per l’igiene e la manutenzione. Questo, però, comporta soluzioni ingegnose per ottimizzare lo spazio e riuscire a garantire il benessere a tutti. Tra le idee salvaspazio per la cameretta che stiamo vagliando ci sono in primis i letti a soppalco, che sarebbero perfetti per il nostro appartamento, in cui i soffitti sono alti più di tre metri e l’esposizione favorevole rende gli ambienti molto luminosi.

carta da parati ecologica e compostabile

3. Tessili in cotone organico

Non solo la carta da parati ecologica: anche i tessili per l’arredamento possono essere green, se realizzati con fibre organiche (cotone, lino ma anche canapa o fibra di bambù) o riciclate. Mi riferisco in primis alle tende, che in casa mia sono irrinunciabili, visto che le finestre guardano a sud-ovest e in estate ricevono luce e calore dalla tarda mattinata fino al tramonto. Ma anche a tappeti, rivestimenti per cuscini e biancheria.

4. Illuminazione a risparmio energetico

L’illuminazione della cameretta di Davide e Flavia andrà in parte rivista, per introdurre dei nuovi punti luce in corrispondenza dei nuovi letti e delle scrivanie. Conto di utilizzare il più possibile soluzioni mobili e flessibili come faretti a pinza o a morsetto, in modo da non dover forare le pareti. Per le lampade da studio e da lettura credo che punterò sui LED, mentre per l’illuminazione generale preferisco ancora le lampadine a risparmio energetico, perché mi sembra che offrano una luce più calda, naturale e confortevole.

5. Cameretta senza schermi

Coerentemente con le nostre scelte in fatto di tecnologia e televisione, nella cameretta di Davide e Flavia continueranno, anche dopo la ristrutturazione, a non esserci televisore né computer (potranno usarlo, ovviamente, se avranno ancora bisogno di seguire le lezioni scolastiche a distanza). I nostri figli, al momento, hanno 7 e 5 anni e, anche se guardano la TV ogni giorno e cominciano a saper utilizzare il computer (specie il primogenito) preferiamo che non abbiano ancora libero e incontrollato accesso agli schermi e, soprattutto, che non finiscano col guardare i cartoni a letto, magari fino a un minuto prima di dormire. Ci sembrerebbe, insomma, un po’ contraddittorio puntare sulla carta da parati ecologica e sulle fibre biologiche e poi compromettere l’igiene del sonno, ora che i bambini sono ancora relativamente piccoli.

Voi cosa ne pensate? Avete adottato soluzioni green per la cameretta dei vostri figli? Scrivetemi pure altri spunti nei commenti o sulla mia pagina Facebook.

carta da parati ecologica in lino

Post realizzato con l’assistenza di Carta da Parati degli anni ’70.

26 Maggio 2020 0 Commenti
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usato per bambini sicuro baby bazar
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Usato per bambini: 3 consigli per non correre rischi

by Silvana Santo - Una mamma green 20 Luglio 2018

L’usato per bambini sicuro e controllato è una strategia eccellente per risparmiare o, viceversa, ricavare qualche soldino da oggetti che non ci servono più. È il modo migliore per liberare spazio in casa e per allungare la vita di indumenti, giocattoli e altro, facendo tra l’altro un grande favore all’ambiente. (In questo post avevo raccontato quali sono secondo me le 5 ragioni per cui amare l’usato per bambini). Per non correre rischi ed evitare brutte sorprese, però, è raccomandabile adottare qualche accorgimento per fare in modo che la scelta dell’usato per bambini si riveli sicura e soddisfacente per chi acquista ma anche per chi vende.

Alla luce della mia recente esperienza con i negozi di usato per bambini Baby Bazar, ecco i miei tre consigli per non correre rischi.

1. Usato per bambini sicuro: scegliere un intermediario affidabile

La rete pullula di vetrine più o meno regolamentate per la vendita e l’acquisto di usato per bambini. Ma non sempre le regole sono chiare. Di solito, inoltre, non esiste alcuna garanzia imparziale sulla qualità e sulla sicurezza dei prodotti in vendita, né è possibile valutare la merce prima dell’acquisto. L’incontro tra domanda e offerta, inoltre, può essere difficile al punto da compromettere la riuscita dell’affare. Scegliere un intermediario di esperienza e affidabilità può essere la soluzione per evitare qualsiasi tipo di problema. Nei punti vendita Baby Bazar, per esempio, si può sempre contare su personale qualificato che passa al vaglio la merce con grande rigore, ne verifica integrità, funzionalità, pulizia e rispetto degli standard di sicurezza, e stabilisce un prezzo in linea con il mercato. In questo modo, chi acquista ha la certezza di scegliere un prodotto sicuro e funzionante, e di pagarlo il giusto. Chi vende, d’altro canto, ha la certezza di offrire i propri articoli a un prezzo adeguato e nella stagione ideale, garantendosi quindi luna maggiore possibilità di concludere la compravendita.

usato per bambini sicuro

2. Fare attenzione alla privacy

Aprirsi al mercato dell’usato per bambini significa in qualche modo aprire anche la propria casa ai potenziali acquirenti, che di norma sono degli sconosciuti. Oppure mettere i propri dati personali (indirizzo fisico e mail, numero di telefono etc) sul web, alla mercé di chiunque. Poter contare su un luogo “neutrale” per la vendita, che funzioni in qualche modo da filtro tra venditore e compratore permette di evitare qualsiasi preoccupazione da questo punto di vista. I negozi Baby Bazar rappresentano una soluzione molto comoda e sicura per tutti: gli oggetti da vendere vengono portati in negozio ed esposti in bella mostra, e i potenziali acquirenti hanno la possibilità di visionarli e selezionarli come in un qualsiasi negozio di articoli per l’infanzia. Lo shop online rappresenta una ulteriore opportunità per riuscire a fare incontrare domanda e offerta. Senza stress e senza rischi per nessuno.

usato per bambini sicuro come sceglierlo

3. Evitare sprechi di tempo

Seguire la vendita di usato per bambini può diventare un grande impegno in termini di tempo e di energie. Scattare fotografie, preparare le eventuali inserzioni online, gestire le telefonate e gli appuntamenti dei potenziali acquirenti. Affidare il lavoro a intermediari esperti e affidabili, come gli addetti dei punti vendita Baby Bazar, permette di affrontare la questione con la massima semplicità e senza alcuno sforzo, risparmiando tempo e risorse. Avere a disposizione il proprio “consulente di vendita”, con la possibilità aggiuntiva di seguire le vendite online in qualsiasi momento direttamente da casa, grazie all’area personale del sito che permette appunto di monitorare la vendita dei propri articoli e il credito maturato.

usato per bambini sicuro baby bazar

Usato per bambini sicuro Baby Bazar

Io sono molto soddisfatta di come stanno procedendo i miei affari al negozio Baby Bazar di Santa Maria Capua Vetere (CE). Da quando mi sono recata presso il punto vendita per consegnare i miei oggetti usati, non ho più avuto bisogno di tornarci fisicamente, seguendo invece l’esito delle vendite nella mia area personale del sito Baby Bazar (accessibile grazie alla scheda che ho ricevuto in negozio). Ho già maturato un po’ di credito, che presto andrò a riscuotere, approfittando magari per lasciare in vendita qualche altro articolo. Provateci anche voi, e fatemi sapere come va!

Post in collaborazione con Baby Bazar

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negozi di usato per bambini
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Usato per bambini: cinque ragioni per amarlo

by Silvana Santo - Una mamma green 27 Giugno 2018

Comprare usato per bambini, oppure vendere ad altre famiglie quello che ai propri figli non serve più, può essere una soluzione davvero vantaggiosa per tanti motivi. Io, che sono reduce da un’esperienza di vendita (e di acquisto!) presso uno dei punti vendita Baby Bazar – la più grande realtà italiana nel settore dei negozi di usato per bambini -, ne ho trovati ben cinque.

1. L’usato per bambini è conveniente

E lo è sia per chi compra che per chi decide di vendere. Nei loro primi anni di vita, i nostri figli si lasciano dietro una quantità di oggetti – indumenti, giocattoli, libri, puericultura leggera e pesante – quasi o del tutto nuovi, per un valore complessivo di molte centinaia di euro (a voler fare una stima decisamente ottimistica). Risparmiare, acquistando usato per bambini sicuro e controllato, è un’idea molto saggia, così come lo è quella di racimolare qualche soldino rivendendo le cose che sono ancora in perfetto stato. L’importante, però, è affidarsi a canali sicuri e affidabili come la rete di negozi di usato per bambini Baby Bazar.

usato per bambini baby bazar

2. L’usato per bambini è sostenibile

Costruire giocattoli, carrozzine, seggiolini auto, sdraiette e tricicli ha un impatto sull’ambiente. Tessere pagliaccetti, body e completini ha un impatto sull’ambiente. Gettarli via, per giunta usati magari per un pugno di settimane, ha un impatto sull’ambiente. Allungare il ciclo di vita degli oggetti appartenuti ai nostri figli è un modo perfetto per ridurre l’impatto ambientale. Una scelta ecologica e sostenibile. Una scelta intelligente.

3. L’usato per bambini è divertente

Avete mai provato a vendere le cose che non servono più a vostro figlio e racimolare qualche soldino? Oppure a fare affari d’oro in un negozio di usato per bambini, risparmiando un sacco e comprando un prodotto di qualità, sicuro e perfettamente funzionante? In entrambi i casi, la soddisfazione è assicurata, ed è davvero enorme. Per evitare brutte sorprese, però, è importante rivolgersi a intermediari esperti e affidabili, che diano garanzie e supporto a chi compra e a chi vende. Come i negozi Baby Bazar, in cui tutti gli articoli vengono sottoposti a un rigoroso processo di selezione, perché arrivino sugli scaffali solo se sono perfettamente funzionanti, puliti e come nuovi (o davvero nuovi, col cartellino originale ancora attaccato!).

baby bazar usato per bambini

4. L’usato per bambini è etico

Perché dà la possibilità a tante famiglie di scegliere quello che desiderano per il loro bambino a costi accessibili. Nei punti vendita Baby Bazar, l’usato per bambini è etico due volte, perché gli oggetti rimasti invenduti per un certo tempo vengono, col consenso del proprietario, donati ad associazioni di beneficenza presenti sul territorio.

5. L’usato per bambini è a km zero

In tempi di shopping online e globalizzazione spinta, è rivoluzionario fare acquisti a chilometri zero, dando una nuova vita a oggetti che sono appartenuti a una famiglia del nostro stesso territorio. Il senso di Baby Bazar, con tanti punti vendita dislocati sul territorio nazionale, è anche questo.

usato per bambini

Come funziona la vendita di usato per bambini con Baby Bazar

Vendere qualcosa in un negozio di usato Baby Bazar è molto semplice: basta selezionare gli oggetti e verificare che siano in perfetto stato, funzionanti e puliti, portarli in negozio e sottoporli al vaglio degli addetti alle vendite, che con occhio esperto ne controlleranno le condizioni, ne valuteranno la corretta stagionalità (le vendite seguono appunto una logica stagionale, per favorire l’incontro tra domanda e offerta) e ne stabiliranno il prezzo di vendita adeguato, di solito pari a circa la metà del valore dell’articolo nuovo. A questo punto, si riceve una card personale con un pin che permette, attraverso l’area registrata sul sito di Baby Bazar, di seguire da casa il destino degli oggetti in vendita. Gli articoli restano esposti sugli scaffali per un periodo di due mesi, oltre il quale il loro prezzo viene scontato ulteriormente. Quello che resta invenduto anche dopo il terzo mese, viene infine dato in beneficenza (solo l’abbigliamento viene devoluto direttamente dopo 60 giorni). Il venditore ha diritto alla metà del ricavato, da ritirare in negozio, in contanti, a partire da 15 giorni dopo la vendita ed entro un anno dalla stessa.

Io ho messo in vendita diversi oggetti appartenuti a Davide e Flavia, nel giro di un paio di giorni c’è già stata la prima vendita e ora sono in trepida attesa delle successive, che sto monitorando da casa con la mia card personale.

E per gli acquisti?

L’esperienza di acquisto che ho fatto nel Baby Bazar di Santa Maria Capua Vetere (CE) è stata davvero piacevole e del tutto simile – in fatto di qualità della merce, spazi espositivi, cortesia e competenza degli addetti – a quella di un classico negozio di prodotti per bambini. L’unica differenza? Il prezzo! Io ho comprato dei libri come nuovi, esposti in uno scaffale ordinato e di facile consultazione. Li ho pagati pochi spiccioli, che per una famiglia di lettori seriali come la mia, è davvero una ottima notizia. La cosa che ho gradito di più è stata la disponibilità del personale, che con la sua esperienza e scrupolosità rappresenta una garanzia per tutti i clienti. E per chi preferisse fare acquisti da casa, è sempre disponibile il negozio online di Baby Bazar. Nei punti vendita si trovano anche detergenti, creme solari (rigorosamente nuovi) abbigliamento premaman e articoli per il puerperio.

Vi aggiornerò presto sui miei affari d’oro, voi magari, intanto, provate!

Post in collaborazione con Baby Bazar

usato per bambini negozi

27 Giugno 2018 2 Commenti
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mamma green

Cosleeping: scelta naturale o cattiva abitudine?

by Silvana Santo - Una mamma green 28 Gennaio 2014

Quando era piccola io, si diceva semplicemente “dormire nel lettone di mamma e papà”. Poi anche questo concetto è stato travolto dalla moda dilagante dell’anglofonia ed eccoci qui a parlare di cosleeping, o della sua più precisa variante cobedding (che si riferisce in modo più chiaro al condividere il letto con il proprio figlio, mentre la prima espressione può alludere anche semplicemente al dormire nella stessa stanza del bambino).

La pratica di far dormire la prole con sé è antica come il mondo, ed è ancora diffusa in tanti posti del Pianeta, dalla “moderna” Scandinavia al più tradizionalista Giappone, passando per la Gran Bretagna e per molte società africane e orientali. In Italia, o almeno dalle mie parti, è rimasta assai radicata fino a quando le famiglie che potevano permettersi più di un bilocale rappresentavano una sparuta minoranza. Adesso, la tendenza dominante mi sembra quella di attrezzare una cameretta in cui sistemare il nuovo inquilino il prima possibile.

Ma qual è la scelta “migliore”, ammesso che abbia senso farsi questa domanda? La mia sensazione è che il cosleeping sia uno dei classici temi su cui sia stato detto e scritto tutto e il contrario di tutto. E quando dico “contrario” non esagero.

cosleeping3

© Unamammagreen

Per le psicologhe del corso pre-parto che ho seguito durante la mia gravidanza, per dire, la maggioranza dei problemi comportamentali in bambini e preadolescenti dipende proprio da un tardivo sfratto dall’alcova dei genitori. Diversi manuali di puericultura, inoltre, avvertono dei pericoli fisici del lettone condiviso, che riguardano soprattutto i bambini più piccoli: schiacciamenti, cadute accidentali, soffocamenti e terrificanti strangolamenti da lenzuola impazzite.

Esiste però una scuola di pensiero completamente opposta, anch’essa molto accreditata tra psichiatri e neurologi infantili, secondo la quale dormire insieme a mamma e papà è invece la soluzione ideale per i bambini. Perché li aiuta a sentirsi sicuri, favorisce l’allattamento al seno e la gestione dei risvegli, permette di godere appieno, anche nottetempo, delle cure prossimali indispensabili per diventare adulti consapevoli e sicuri di sé. Quanto alle problematiche di sicurezza, basterebbe scegliere un materasso abbastanza rigido, evitare coperte e cuscini accanto al bambino e astenersi rigorosamente da fumo, alcol e droghe (anche i genitori obesi, in realtà, dovrebbero evitare di dormire insieme ai propri figli).

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28 Gennaio 2014 23 Commenti
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rimedi naturali

Deodoranti per ambienti ecologici e fai da te

by Silvana Santo - Una mamma green 30 Dicembre 2013

Un mio articolo per il magazine Greenstyle.it

deodorante1

© Unamammagreen

Un buon profumo e una sensazione di freschezza sono fondamentali per migliorare il comfort di una casa. Anche se in molti lo ignorano, però, la maggior parte dei deodoranti e profumatori per ambiente prodotti a livello industriale contengono sostanze inquinanti e tossiche: composti organici volatili e non solo, responsabili non solo di allergie, asma e irritazioni alle vie respiratorie, ma in qualche caso addirittura sospettati di attività cancerogena. Per evitare ogni rischio, allora, specie se con noi abitano dei bambini, è meglio profumare la casa in modo completamente naturale, optando per il fai da te (un sistema che permette anche di risparmiare qualche euro). I sistemi per ottenere dei deodoranti per ambienti fatti in casa sono tanti, tutti altrettanto semplici.

Una delle possibilità consiste nel posizionare nelle varie stanze dei vasi di erbe profumate o di fiori freschi, meglio se biologici e comunque sempre di stagione. Volendo, è possibile aggiungere qualche goccia di olio essenziale nell’acqua del vaso, completando l’effetto di profumazione. Chi non sente di avere il pollice verde, invece, può optare per rametti di lavanda essiccati (in questi caso, i fiori secchi possono essere conservati anche all’interno di sacchetti di organza o rafia) o potpourri di fiori secchi, che possono essere sistemati in ciotole e vasi, oppure direttamente negli armadi per profumare gli indumenti e la biancheria. In inverno, invece, è possibile inserire scorze sminuzzate di arancia o altri agrumi nell’acqua di un umidificatore da appendere al termosifone: sarà il calore del radiatore a sprigionare nella stanza una gradevole essenza agrumata. 

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30 Dicembre 2013 6 Commenti
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Definizioni

by Silvana Santo - Una mamma green 12 Ottobre 2013

culla_artùCulla [cùl-la] s.f.
Soprammobile di varie fogge e colori, normalmente di grandi dimensioni e forma parallelepipeda. Realizzato in legno, plastica o vimini, di solito presenta sbarre sottili, poste a una distanza non superiore ai 7 centimetri l’una dall’altra. Versatile e riconvertibile, si presta a molteplici utilizzi: contenitore di giocattoli, dormitorio di bambole o pupazzi, espositore di vestiti, giaciglio per piccoli animali domestici. Per ragioni ignote, la tradizione vuole che venga acquistato esclusivamente da famiglie in attesa di un figlio, e posizionato accanto al letto matrimoniale oppure nella nursery.

12 Ottobre 2013 2 Commenti
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Mobili in legno e parquet ecologici per salvare le foreste

by Silvana Santo - Una mamma green 10 Luglio 2013

parquet ecologicoConsiglio spot in tema di cameretta dei bambini e arredamento in generale: se state per comprare dei nuovi mobili di legno o intendete installare un parquet, fate attenzione alla scelta delle materie prime, oltre che dei collanti e degli altri prodotti necessari alla messa in opera. In ballo, infatti, non c’è solo la salubrità degli ambienti e il rischio di inquinamento indoor, ma anche il rispetto delle già bistrattate foreste del Pianeta: chi vorrebbe, infatti, che i propri bambini giocassero su un pavimento prodotto a partire dalla deforestazione di un pezzo di Amazzonia? E non perde forse tutto il suo fascino quella suppellettile in ebano, sapendo che molte specie di Ebenacee rischiano di sparire per sempre dalla faccia della Terra?

Evitare l’acquisto di essenze provenienti da piante a rischio di estinzione o di legno prodotto in maniera non sostenibile, per quanto mi riguarda, è un imperativo morale imprescindibile. Mi sembra allora che sia molto utile questa guida, stilata da Greenpeace, con le dritte per riconoscere ed evitare specie protette o legno prodotto in modo non rispettoso dell’ambiente.

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10 Luglio 2013 1 Commenti
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Sicura ed efficiente: consigli per una cameretta green

by Silvana Santo - Una mamma green 28 Giugno 2013

Tratto dalla mia rubrica “Diario di ECOmamma” su La Nuova Ecologia (numero di giugno 2013)

La preparazione del “nido” per Davide è uno dei ricordi più piacevoli della mia gravidanza. Per quanto divertente, però, l’allestimento della cameretta nasconde una seria insidia per la salute dei bambini: il cosiddetto inquinamento indoor, causato da solventi, colle, vernici e altri prodotti utilizzati nell’arredamento e nei rivestimenti, che possono rilasciare Composti organici volatili (Voc in sigla) e altre sostanze dannose. Con qualche accorgimento, comunque, è possibile correre ai ripari. Per evitare che nostro figlio giocasse e riposasse in un ambiente poco salubre, ad esempio, mio marito e io abbiamo utilizzato solo pitture ad acqua per la tinteggiatura della cameretta. Per decorare le pareti, inoltre, abbiamo evitato smalti e vernici potenzialmente tossici, preferendo adesivi murali che abbiamo applicato noi stessi.

Altri interrogativi li ha posti la scelta degli arredi, che oltre a essere talvolta realizzati con materiali non sostenibili, come legname ricavato da specie a rischio di estinzione, possono contenere sostanze chimiche irritanti o addirittura cancerogene, a cominciare dalla formaldeide. In commercio esistono mobili ecologici certificati, ma il budget a nostra disposizione ci ha costretti a ripiegare su un celebre marchio svedese dell’arredamento low-cost (vi viene in mente qualcuno?) che, almeno ufficialmente, non usa formaldeide in collanti e vernici e che dichiara una policy piuttosto rigida per quanto riguarda la tossicità dei materiali impiegati. Per Davide, dunque, mobili a misura di bambino in fibra di betulla e cartone riciclato, tinteggiati con colori neutri e rilassanti (per limitare ulteriormente il rischio di emissione di Voc, infatti, abbiamo optato per arredi laminati, più sicuri dei mobili grezzi).

Per quanto riguarda invece le tappezzerie – tende, biancheria da letto, cuscini -, la scelta è ricaduta su materiali naturali come lino e cotone, rigorosamente in tinte chiare e luminose, e per evitare l’inquinamento elettromagnetico e acustico abbiamo bandito computer e televisore dalla cameretta di Davide. L’isolamento termico è assicurato da persiane e infissi in PVC e da doppi vetri ad alta efficienza, mentre una doppia tenda consente di limitare l’irraggiamento solare durante i pomeriggi estivi (la stanza è esposta a ovest), in modo da limitare il più possibile il ricorso al ventilatore. Altri piccoli accorgimenti per rendere più green la stanza del mio bambino: il lampadario è stato recuperato dalla vecchia cameretta in cui dormivo da piccola, mentre tutte le lampadine utilizzate sono rigorosamente a basso consumo energetico. Ora che la stanza è già piena di giocattoli, poi, siamo sempre equipaggiati con una fornitura di batterie ricaricabili di diversi formati, per fare in modo che Davide non debba mai fare a meno della sua amata altalena musicale!

28 Giugno 2013 6 Commenti
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Mi chiamo Silvana Santo e sono una giornalista, blogger e autrice, oltre che la mamma di Davide e Flavia.

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