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autunno

life

L’estate sta finendo

by Silvana Santo - Una mamma green 16 Settembre 2020

L’estate sta finendo, ma qui a Mordor, dove mi è toccato di nascere e dove ho non-scelto di crescere i miei figli, il caldo non accenna ad andarsene. Nella mia camera da letto, da alcuni giorni, ci sono 31 gradi alle otto di mattina. Vorrei che se ne parlasse, che tutti se ne preoccupassero, che ogni giorno ci venissero proposti bollettini, dibattiti a allarmi sul cambiamento climatico e sui rischi che ci aspettano (e che per popolazioni e comunità meno privilegiati di noi, sono già una realtà quotidiana con cui confrontarsi).

L’estate sta finendo, e la scuola, all’ombra delle Due Torri, non è ancora cominciata.
Ormai stento a credere che possa riaprire, è passato così tanto tempo che nemmeno ricordo più come funzionasse il nostro quotidiano con le scuole regolarmente aperte. Mi chiedo come faremo, un giorno, a riabituare i nostri figli a una vita “normale”, a delle relazioni interpersonali senza filtri, senza paura, senza distanza. Come li convinceremo che gli altri non sono dei potenziali veicoli di contagio e di malattia, che possono fidarsi e affidarsi. Abbracciare, stringere, toccare senza paura. La vita e la natura, mi auguro, ci daranno una mano, ma tanti, secondo me, faranno fatica a gettarsi alle spalle il sospetto e l’ansia.

L’estate sta finendo, e io ho voglia di cannella e di cardamomo, di luci calde e di Halloween, delle caldarroste della mia mamma e delle zucche da intagliare. Di riguardare Il Trono di Spade dall’inizio alla fine, di aprire le tende nel tardo pomeriggio per far entrare la luce rotonda e calda del tramonto.

L’estate sta finendo, e io sono grata per quello che mi ha dato. Per gli ampi sprazzi di leggerezza, per i frequenti sospiri di sollievo dopo una primavera col fiato mozzo, e non soltanto per il Covid. Per la ritrovata salute dopo un intervento con una convalescenza più lunga del previsto, per la miriade di esperienze, incontri, attività e per i chilometri percorsi con ogni mezzo possibile.

L’estate sta finendo, ed è strano pensare che sia stata l’ultima in cui ho avuto meno di 40 anni. Non che questa consapevolezza mi dispiaccia o mi faccia paura, è solo che non sono esattamente dove avevo sperato di essere all’età in cui ho adesso. E mi chiedo come facciano tanti miei coetanei a dirsi privi di rimpianti e di ripensamenti sul passato.

L’estate sta finendo e io ho voglia di andare al mare. Di aspettare il tramonto con gli occhi fissi sull’orizzonte, di passeggiare sul bagnasciuga senza pensare ad altro che ai sassolini, ai vetri smerigliati e ai frammenti di madreperla che scrocchiano sotto le mie dita dei piedi.

L’estate sta finendo, e quella successiva mi sembra lontana come un miraggio, come una promessa. Come un sogno del primo mattino, quelli che non distingui subito dalla vita vera. L’estate sta finendo, e davanti a noi c’è una stagione nuova. Tutta da inventare.

16 Settembre 2020 1 Commenti
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life

Confessioni di settembre

by Silvana Santo - Una mamma green 7 Settembre 2020

Non sono mai entrata in Tik Tok. E fino a pochi minuti fa pensavo si scrivesse con la C.

Non mi piace l’Ichnusa.

Mi depilo con la lametta (tranne che sul viso), e non cambierei questa abitudine per nulla al mondo.

A parte rarissime eccezioni, non riesco ad ascoltare lo stesso cantante per più di due o tre brani di fila (ed è una delle principali ragioni per cui non ho mai avuto l’abitudine di andare ai concerti).

Ho smesso da mesi di tormentarmi le cuticole.

Sento da tempo, ormai, che mi farebbe assai bene abbandonare i social, ma questo significherebbe chiudere anche con il blog, e non credo di essere pronta a uno strappo del genere.

Ho ripreso molti dei chili che avevo stoicamente perso lo scorso anno. E non riesco a trovare la forza di volontà per ricominciare a mangiare (e bere) meno e meglio per più di 4 giorni di fila.

Vorrei vivere in una casa più grande e comoda, ma non ho voglia di imbarcarmi in tutto quello che questo cambiamento comporterebbe: la ricerca di un nuovo appartamento, la compravendita, la ristrutturazione, l’arredamento, il trasloco.

Non si tratta soltanto della casa: non riesco a cambiare le cose della mia vita che non mi piacciono. Anche se le conosco ormai alla perfezione. Mi sento prigioniera di un limbo, stretta tra l’incudine della consapevolezza e il martello della pavidità.

Ho faticosamente imparato, negli ultimi anni, a non vivere con angoscia la fine dell’estate. Mi ero preparata ad accogliere l’autunno che incombe con positività e leggerezza, a pregustare le tazze fumanti e i lunghi pomeriggi a lume di candela, le passeggiate ottobrine, i preparativi per Halloween, le maratone di serie TV, le coperte soffici sul divano, la luce dorata, le castagne, i funghi e le zucche. E invece mi tocca fare i conti, come tutti, con una stagione di incertezza e preoccupazioni, da affrontare giorno per giorno, con gli strumenti imperfetti che ho a disposizione.

Negli ultimi mesi sono stata oggetto di gesti di imprevedibile gentilezza, ai quali in qualche modo sento di essermi un poco abituata.

Vorrei possedere una macchina del tempo. Non necessariamente per tornare indietro.

A volte mi sento sola in modo inconsolabile.

A volte non desidero altro che restare da sola.

7 Settembre 2020 0 Commenti
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autunno progetti
life

I miei propositi per l’autunno che incombe

by Silvana Santo - Una mamma green 11 Settembre 2019

Non sono, lo ammetto, tipa da buoni propositi e da post motivazionali. Specie a settembre, questa specie di Capodanno ufficioso che personalmente significa spesso consapevolezza e bilanci (non sempre positivi). Quest’anno, però, proprio perché l’autunno mi sorprende dopo un’estate complicata e con uno stato d’animo più fragile che mai, vorrei provare a partire con lo spirito giusto, impegnandomi formalmente a fare alcune cose che potrebbero migliorare la mia vita. Piccole cose, gesti quotidiani, che oggi ho voglia di condividere con voi. Ecco, dunque, i miei propositi per l’autunno che incombe.

Andare a letto intorno a mezzanotte. Impresa ardua, per me, che amo tirare tardi e che resisto abbastanza bene (perlomeno sul piano fisico) alla carenza di sonno. Ma negli ultimi anni ho constatato che dormire poco, alla lunga, incide negativamente sulla stabilità del mio umore (già piuttosto relativa di per sé), per cui mi ripropongo da tempo di cambiare finalmente le mie abitudini serali. Netflix permettendo, s’intende.

Alzarmi presto al mattino. Corollario del punto precedente. Riuscire ad alzarmi molto presto, ben prima che si sveglino i miei figli, si traduce spesso in una giornata che parte col piede giusto, con meno stress e più efficienza. Tra il dire e il fare, in questo caso, c’è spesso una stanchezza atavica e l’incapacità di mantenere fede al proposito di andare a letto presto.

Bere di più. Acqua, intendo.

Passare meno tempo sui social, e più in generale col telefono in mano. Negli ultimi mesi, per ragioni diverse, mi sono ritrovata ad abusare decisamente dello smartphone, il che ha avuto ripercussioni non solo su di me (sul mio umore, sul mio benessere fisico e nervoso) ma anche sull’intera famiglia.

Arrabbiarmi di meno. Ultimamente sono stata, mio malgrado, campione mondiale di frustrazione repressa, rabbia senza senso e urla belluine. Avevo le mie ragioni, per carità, ma le conseguenze si sono sentite tutte, e davvero è ora di cambiare. Recuperare un po’ di lucidità e di calma, tornare a esercitare la pazienza, perseguire un relativo equilibrio. Candele, tisane e dosi massicce di hygge dovrebbero, mi auguro, essere di aiuto

Scrivere per me. Che è una cosa che ormai ho smesso di fare, visto che da anni e anni non faccio che scrivere per altri, che sia per lavoro o meno.

Prendere le distanze. Mettere confini, imparare a difendermi. Liberare me stessa dal coro di sensi di colpa e condizionamenti che affolla la mia testa (o almeno riuscire a fargli abbassare un pochino il volume). L’autunno è un momento complicato, per me, da questo punto di vista: l’oscurità e le lunghe giornate passate in casa non sono certo di aiuto per chi è incline al rimuginare ed è vulnerabile ai rimpianti e ai rimorsi. Ma sento che stavolta posso impegnarmi a preparare un cocktail salvifico di consapevole leggerezza e sano egoismo (ripetiamo tutti in coro: “Ce la puoi fare!”).

Scoprire posti belli nelle vicinanze di casa mia. Il fascino dell’esotico e del diverso sarà sempre irresistibile, per la sottoscritta. Ma vorrei comunque riscoprire le meraviglie del mio bistrattato (da me, in primis) territorio, approfittando di una stagione sulla carta meno incline a fughe e viaggi lontano da casa.

E voi? Che progetti avete per l’autunno che incombe?

11 Settembre 2019 4 Commenti
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Perché mi piace Halloween

by Silvana Santo - Una mamma green 31 Ottobre 2018

Mi piace Halloween, e non solo per una questione estetica, anche se è vero ho sempre amato le cose di gusto un po’ gotico o dark (e in ogni viaggio vado in cerca di belle tombe e cimiteri).

Mi piace Halloween perché sento forte il legame con la terra, intesa proprio letteralmente. E ringraziare per la sua generosità, celebrare la fertilità e auspicarla per il prossimo anno mi fa sentire bene. Mi piace perché temo l’oscurità e il gelo dell’inveno, e questa festa che – contrariamente ai preconcetti – celebra la luce e da essa in qualche modo si congeda in vista delle stagioni più buie, riesce in un certo senso a confortarmi.

Mi piace Halloween perché trovo irresistibile il fascino della cultura celtica, e in generale sono sempre ben felice di fare esperienza della diversità antropologica, di ampliare l’orizzonte della mia conoscenza, di ricordare a me stessa che tradizioni e liturgie apparentemente distanti sono spesso profondamente simili, condividono origini, radici e simbologia.

Mi piace perché credo che il rapporto che abbiamo con la morte noi occidentali contemporanei non sia del tutto sano, perché credo che dovremmo trovare il modo di “riappropriarci” della morte stessa e di smettere di tentare invano di censurarla, di allontanarla da noi, di fuggirne. Perché dovremmo imparare a considerarla in ultima analisi funzionale alla vita stessa, provare a trascendere – ognuno con la propria personalissima risposta – dal suo significato inevitabilmente doloroso e orrido. E mi pare che Halloween vada anche in questa direzione: che esorcizzi la paura della morte, del lutto, dell’oscurità. Che permetta ai bambini di farlo. Che ci autorizzi a danzare a braccetto con quello che ci fa orrore, che ci renda più forti e più liberi, volendo un poco esagerare.

Mi piace Halloween perché piace ai bambini. Perché dà loro l’occasione di giocare, di travestirsi, di lanciare a briglia sciolta la fantasia. E di fronteggiare le loro emozioni, le paure più ancestrali, lo sgomento di fronte all’ignoto.

Mi piace perché è un’occasione libera dall’ipocrisia e dagli obblighi sociali, che ognuno festeggia se, come e con chi vuole. Mi piace perché mi ha permesso di riappropriarmi della nostra tradizione legata alla ricorrenza dei Defunti e di declinarla finalmente a modo mio, liberandola da ogni vibrazione luttuosa, lugubre o deprimente (ma ricordando le visite di famiglia al camposanto, che in qualche modo mi divertivano, chissà perché).

Mi piace Halloween. E se piace anche a voi vi auguro di trascorrerlo divertendovi, mangiando e bevendo con chi amate. E brindando alla salute di chi avete amato ma non è più tra i vivi.

31 Ottobre 2018 1 Commenti
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come sopravvivere all'autunno
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Come sopravvivere all’autunno (e all’inverno) in sei semplici mosse

by Silvana Santo - Una mamma green 23 Ottobre 2018

L’autunno, l’ho scritto più volte, non è la mia stagione. L’oscurità mi avvilisce, il maltempo mi mette di cattivo umore. La fine dell’estate mi rende fiacca e sonnolenta. Proprio per questo, però, quest’anno ho deciso di prendere il toro per le corna, e capire a tutti i costi come sopravvivere all’autunno nel migliore dei modi. È presto per dire se la mia strategia sia davvero efficace, ma per ora sta funzionando, e mi fa piacere confrontarmi con voi, raccontandovi le mie sei mosse – non troppo originali, ve lo dico subito – per sopravvivere all’autunno. E magari anche all’inverno, già che ci siamo.

sopravvivere all'autunno consigli

1. Come sopravvivere all’autunno: mantenersi in forma

Di solito me ne ricordo banalmente a primavera, quando è il momento di scoprirsi e l’estate incombe. Quest’anno, invece, ho deciso che il benessere non può andare in letargo, e che prendermi cura del mio corpo è un elemento indispensabile per stare bene anche a livello psicologico ed emotivo. Nei mesi scorsi ho imposto a me stessa un drastico cambiamento delle abitudini alimentari, che mi ha permesso di perdere diversi chili e, soprattutto, di sentirmi più in forma. Con l’arrivo dell’autunno, nonostante la tentazione di abbandonarmi a spuntini di mezzanotte e scorpacciate di cioccolata, sto cercando di mantenere le sane abitudini acquisite durante l’estate. E naturalmente continuo ad andare in palestra, anche se il tempo da dedicarle si riduce sempre di più. Sottoscrivere un abbonamento annuale è stato molto utile, da questo punto di vista, perché avere investito dei soldi è un incentivo importante a non mollare, in barba alla mia proverbiale pigrizia autunnale (e non solo!). E ora che in palestra hanno installato una sauna finlandese, sono ben felice di concedermi dieci minuti di benessere extra per affrontare l’autunno. Oltre a questo, ho stabilito una minima routine di cura del corpo (basta uno scrub settimanale al sale marino!) che mi porta via pochissimo tempo ma mi permette di sentirmi coccolata e in forma anche sotto il più livido dei miei coloriti autunnali.

2. Come sopravvivere all’autunno: le candele e lo hygge

Negli ultimi dieci mesi ho fatto due meravigliosi viaggi in nord Europa, dei quali uno nella patria dello “hygge”, un termine intraducibile che allude a un’attitudine complessiva, a uno stato psicofisico di benessere, “confort” e relax. Raggiungerlo richiede un percorso che non può che essere del tutto personale, ma ci sono alcuni elementi che consentono di rendere la propria casa e la propria vita più accoglienti e confortevoli, specialmente nelle lunghe e oscure notti autunnali. Cosa che io, ispirata dalla magiche atmosfere del grande nord, sto provando nel mio piccolo a riprodurre. A partire dall’inverno scorso, in particolare, ho acquisito l’abitudine di accendere candele e lucine nel piccolissimo open-space in cui trascorriamo gran parte delle nostre serate, a cominciare dalla cena. Un po’ alla volta, ho allestito un piccolo set composto da un misto di ceri e luci a led (per le quali utilizzo batterie ricaricabili) e candeline tradizionali (ultimamente sono passata alle candele ecologiche senza paraffina). Niente di esagerato, solo una piccola dose di luce calda e magia per confortarmi nei mesi più bui: sarà suggestione, ma io passerei ore intere a guardare il guizzo delle candele che mi fa compagnia.

consigli per affrontare l'autunno

3. Come sopravvivere all’autunno: calore e morbidezza

Anche se non vivo in un posto freddo, e se in particolare la mia casa è decisamente tiepida, ho trovato molto confortante, col sopraggiungere dell’autunno, incrementare la quota di morbidezza e calore nella mia casa e nel mio guardaroba. Non occorre strafare: bastano un paio di soffici plaid sempre disponibili sul divano e una pelle (artificiale o sintetica, a ciascuno il suo) su uno sgabellino per rendere l’atmosfera più dolce e piacevole. Aggiungo che avere un gatto enorme, grasso e peloso, con la tendenza ad acquattarsi sul mio petto ogni volta che mi stendo sul divano, fa spesso la differenza. Per quanto riguarda invece l’abbigliamento, finché le temperature lo consentono tendo a preferire di gran lunga cardigan o mantelle morbide e avvolgenti a giacche e giubbotti. Sto anche cercando di rendere un po’ alla volta più sostenibile e green il mio scarno guardaroba, ma di questo parlerò in un altro post.

4. Come sopravvivere all’autunno: aria aperta e natura

Superare la mia istintiva propensione ad “andare in letargo” nei mesi autunnali non è facile, lo devo riconoscere. Ma ogni volta che riesco a passare del tempo all’aria aperta e a contatto con la natura, il mio umore ne risente positivamente per giorni e giorni. Complice il clima più che mite di ottobre, ho approfittato per camminare il più possibile a piedi, portare Davide e Flavia al parco più spesso del solito, organizzare qualche attività in natura, riempire ciotole di ghiande, castagne, bacche, piume e foglie di mille colori. E fare addirittura l’ultimo bagno di stagione, in Costiera Amalfitana, nell’acqua freddissima del 21 di ottobre.

sopravvivere all'autunno

5. Come sopravvivere all’autunno: pozioni fumanti e altre magie

Da qualche settimana, la mia tazza di terracotta comprata qualche anno fa da un artigiano bretone è diventata un’amica fedele, l’alleata ideale per riuscire a sopravvivere all’autunno. Ogni momento è buono per concedermi una tisana fumante, un tè nero fortissimo o una tazza di orzo con zucchero e latte (io detesto il caffè!). Pozioni magiche che riscaldano il cuore, che consolano, che confortano. E che riempiono le giornate autunnali di profumo e vapori un po’ mistici.

6. Come sopravvivere all’autunno: lentezza e autoindulgenza

Per una persona iper efficiente (e ipercritica) come me, la sfida più difficile è forse quella più importante: pretendere da me stessa livelli di indulgenza mai conosciuti. Rallentare, essere flessibile, rimandare qualcosa, di tanto in tanto. Significa dominare l’ansia e il senso di colpa, abbandonare in parte la mania del controllo, imparare a perdonarsi. Una bella prova, necessaria sempre, vitale in una stagione come l’autunno che spesso mi rende stanca e meno “performante”.

Non so se grazie a questi piccoli trucchi arriverò davvero ad aprile con più scioltezza e serenità del solito, ma per adesso mi fanno sentire meglio nel quotidiano. Mi regalano piccoli momenti piacevoli – quando scelgo la mia tisana o accendo le candele, per esempio – anche nella più faticosa e deprimente delle giornate autunnali.

autunno consigli

E voi? Avete dei riti magici, dei sistemi semplici per rendere piacevoli le stagioni più ostili? Scrivetelo nei commenti o sulla mia pagina Facebook!

23 Ottobre 2018 6 Commenti
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giochi da giardino bambini autunno
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Giochi da giardino: perché dovrebbero essere obbligatori (anche in autunno)

by Silvana Santo - Una mamma green 24 Settembre 2018

Se c’è una cosa che ho imparato viaggiando verso nord, sia in estate che in inverno, è che non esiste il cattivo tempo (semmai esiste il cattivo abbigliamento). Perché se vivi al nord, c’è poco da fare: la scelta di portare i tuoi figli a divertirsi con i giochi da giardino non può essere condizionata dalla situazione meteo. È una cosa che davvero invidio, a chi vive a latitudini più settentrionali della mia: non certo il clima con cui devono convivere, ma la capacità di stare all’aria aperta, con i figli o meno, anche nelle stagioni più “ostili”. Di godere della meraviglia e del piacere della natura davvero per tutto l’anno.

È uno dei miei propositi più granitici per l’autunno: respingere la mia attitudine da mamma italiana a chiudere in casa i miei figli, sistemare il nostro minuscolo spazio verde (che al momento versa in condizioni di grande trascuratezza), attrezzarlo con un po’ di giochi da giardino e portare i bambini a giocare fuori anche quando il tempo sarà incerto. Bastano, dopotutto, le scarpe adatte e un abbigliamento impermeabile, come appunto sanno benissimo quelli che abitano dove piove per dieci mesi l’anno.

giochi da giardino bambini

Vincere la pigrizia e la tristezza che le uggiose giornate autunnali a volte si portano dietro. Superare l’italica convinzione per cui l’umidità e il freddo rappresentano minacce terribili per la salute dei bambini, e uscire a spingere l’altalena in giardino (o al parco pubblico) anche da ottobre a marzo. Perché il benessere che deriva per grandi e piccini dal tempo trascorso all’aria aperta è di gran lunga superiore rispetto ai disagi causati dal meteo autunnale. Perché chiudersi in casa è malsano. Perché i rischi reali per la salute dei bambini derivano soprattutto dai germi che circolano negli ambienti chiusi e affollati, e non certo dal vento e da un po’ di pioggia. Perché passare interi pomeriggi stretti tra quattro mura

Vivere l’autunno fuori casa. Godersi il parco giochi e i giochi da giardino tutto l’anno. Forse è un piccolo semplice passo nella direzione della felicità.

Post offerto da Wickey, azienda tedesca che produce (in Germania) attrezzatura per parco giochi per bambini e giochi da giardino in legno, di alta qualità e durevolezza garantita, che possono essere assemblati direttamente dall’acquirente e, se lo si desidera, ingranditi nel tempo con l’acquisto di moduli supplementari. Oltre alle torri da gioco e da arrampicata, Wickey produce scivoli, altalene, sabbiere e casette in legno, e di recente ha introdotto anche una linea di letti per bambini. Oltre che per famiglie e privati, i giochi da giardino Wickey sono adatti anche per asili, scuole e ludoteche.

24 Settembre 2018 0 Commenti
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Settembre, così ti sopravviverò

by Silvana Santo - Una mamma green 3 Settembre 2018

Non mi piace settembre.
Non mi piace la prospettiva imminente dell’autunno, del buio, del maltempo. Il ritorno alla routine quotidiana, che in estate viene in qualche modo stravolta, mi opprime e mi fiacca. Dicono che dipenda dal mio segno zodiacale, ma io non ci credo. È solo che ho questo caratteraccio incline alla malinconia, al rimuginio, al rimpianto, e avere alle spalle l’estate non mi aiuta per niente. Questo settembre, poi, mi sottoporrà a una serie di prove emotivamente non semplici, per cui la paura è una minaccia più aspra del solito. Proprio per questo, però, stavolta voglio impegnarmi a cercare il lato positivo in questa stagione che di solito sento così ostile. A non commiserarmi, a reagire. A fare qualcosa di concreto per essere felice anche in autunno.

Voglio riempire la casa di candele, che già lo scorso inverno mi hanno aiutato a fronteggiare l’oscurità. Rimpinzarmi di tisane, di spezie profumate, di cannella e di zenzero. Fare calore dentro di me,

Voglio farmi un tatuaggio, il primo della vita. Che sia un monito e un dono per me stessa, soltanto per me.

Voglio viaggiare ancora più in grande. Nonostante le difficoltà, i sensi di colpa, i timori che mi assediano ogni volta. Voglio esplorare il mondo insieme ai miei figli, sognare, stupirmi, conoscere. Imparare tutto quello che posso imparare.

Voglio disintossicarmi dai social, in barba al lavoro. Liberarmi dalla schiavitù delle notifiche, dell’iperconnessione, della condivisione a tutti i costi. Risparmiare a me stessa lo strazio del confronto costante col prossimo. L’ho già fatto, in parte, durante l’estate. E ne ho guadagnato in salute, in tempo disponibile e auto coscienza. Voglio passare più tempo a leggere, a chiacchierare, a vivere.

Voglio portare avanti un progetto professionale in cui finora, come spesso mi accade, non ho creduto abbastanza.

Voglio passare più tempo all’aperto, a prescindere dalle condizioni climatiche, dalla luce a disposizione, dal mio umore del momento. E voglio passare tanto tempo da sola con mio figlio, approfittando dei cambiamenti organizzativi dei prossimi mesi.

Voglio imparare a dire no. Scegliere, ascoltarmi di più, concedermi il lusso di ascoltare i miei bisogni. Anche se questo dovesse, in qualche modo, non incontrare l’approvazione o il favore degli altri.

Voglio che settembre sia un’opportunità. Ci voglio credere, voglio credere in me stessa, per una volta almeno.

3 Settembre 2018 7 Commenti
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Tutto il bello di questo settembre

by Silvana Santo - Una mamma green 28 Settembre 2016

Questo settembre l’ho aspettato per mesi, come una specie di Natale pagano pieno di luce e di regali. L’asilo che avrebbe dato respiro alle mie giornate, un allattamento che sembrava destinato a interrompersi, permettendomi forse di dormire finalmente più di un paio di ore di fila. L’imperativo di occuparmi del mio corpo, maltrattato da 4 anni di gravidanze, latte, cicatrici e fatica. Tante cose da ricominciare, altre da inventare da zero. L’ocra della terra e l’oro delle foglie, la nostra casa piena di luce al tramonto. Alla fine è stato un tempo faticoso, come sempre quando ci sono dei cambiamenti da digerire. Allatto ancora, più che ad agosto, e chissà per quanto continuerò, si vede che adesso va ancora bene così. Dormo meno di prima, e la sveglia mi sorprende ogni volta svuotata e quasi assente, come se la mia mente si facesse liquida dentro la sua scatola cranica. L’asilo ha portato con sé una nuova solitudine, importante ma impegnativa da gestire. Non ancora così fertile come spero che diventi. Mangio ancora male, i pesi prendono polvere su una mensola, le scarpe da corsa sono rimaste seppellite dentro la scarpiera. C’è ancora tempo, l’autunno è appena iniziato. È stato un mese intenso e altalenante, ma pieno di bellezza. E la voglio scrivere tutta, per non dimenticarla mai.

Artù che di nuovo si addormenta sulla mia scrivania mentre scrivo, sotto la lampada alogena che consuma troppo ma lo scalda come faceva sua madre quando era un cucciolo di quattrocento grammi. Mi respira vicino come quando eravamo soli per intere giornate, lui era il mio unico figlio e mi salvava ogni giorno dall’alienazione di un lavoro a tempo pieno portato avanti dentro le mura di casa. Allungo una mano, affondo le dita nella sua pelliccia e sento la sua gola che vibra di fusa e di pace.

Gli amici. Gli amici vecchi che sembravano scomparsi, perduti, andati. Per stanchezza, per dolore, per mancanze reciproche che a lungo mi erano parse irrecuperabili, definitive, senza redenzione. Quegli amici che, in qualche modo, in un modo diverso e nuovo, sono ancora qui, tutti. Legati da un amore che resiste ed esiste nonostante tutto e nonostante noi. E gli amici nuovi, scelti con la consapevolezza dell’età, eletti per affinità di sentire e di vivere. Amici virtuali che diventano reali, e che non voglio perdere, mai e poi mai.

Mio figlio che un giorno mi guarda e mi dice: “Stasera posso dormire senza ciuccio?”. E io penso che abbiamo fatto bene a fidarci di lui, ad aspettarlo, a rispettarlo. Che almeno questa volta non abbiamo nulla da rimproverarci. Sua sorella che si commuove ogni volta che vado a riprenderla a scuola, e che cantilena a ripetizione la stessa filastrocca che mia nonna e mia madre recitavano a me quando avevo la sua età.

Gli acquazzoni del pomeriggio, dirompenti e molesti, che rompono gli schemi e le scatole, che ci impongono di fermarci e cambiare programma. Ma che ci fanno restare muti a bocca socchiusa, incantati dinanzi al fragore, alla potenza, all’energia della natura.

L’uva fragola e i fichi. Dolci come un appuntamento d’amore con un vecchio amante che non delude mai.

Un compagno coi capelli sempre più grigi, che resta a tenermi la mano anche dopo che abbiamo strillato, sbagliato, frainteso. Dopo esserci detti che quelle mani, forse, non aveva più senso intrecciarle. Che resta anche quando siamo stanchi e lontani, quando non sappiamo cosa dirci, quando io stessa, con una voce che non è la mia, gli chiedo di andare. Quando occuparci dei figli che abbiamo fatto è talmente faticoso che non avanza niente per occuparci l’uno dell’altra. Ma lo abbiamo promesso e lo faremo, cascasse il mondo sotto i nostri piedi, ma noi lo faremo.

Libri vecchi e nuovi, che mi liberano, mi consolano, mi salvano e mi ricordano che smettere di sognare è come morire mentre si è ancora vivi.

Bimbi appena nati, che posso amare con la leggerezza con cui ami soltanto i figli non tuoi.

E un divano più comodo, su cui stringerci fortissimo nell’inverno che verrà.

28 Settembre 2016 2 Commenti
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mamma green

Autunno

by Silvana Santo - Una mamma green 29 Settembre 2015

Le stagioni non sono cosa per adulti. Camminiamo veloci, la testa altrove, infagottati nel cappotto dei nostri dovrei, inseguiti da numeri, voci, personali e altrui aspettative. Quello che accade intorno ci sfiora a stento, sbatte contro un muro di indifferenza ostinata mentre cerca di farsi strada fino ai nostri sensi.

È stato mio figlio, due anni e mezzo passati da poco, a restituirmi la magia dell’autunno che esplode. A obbligarmi a mettere a fuoco, ad alzare lo sguardo, per la prima volta dopo molti anni, sulla natura di città che la fine dell’estate sembra aver colto di sorpresa.

Sul tappeto di foglie croccanti che i platani abbandonano ogni giorno sulla strada per il nido. Scrocchiano sotto le scarpe e le ruote del passeggino, facendoci ridere. Allora lui le avvista e me le indica con l’indice puntato, come un giovane bucaniere di vedetta sulla coffa dell’albero maestro, e quando finalmente le schiacciamo con fragore, esclama ridente: “Mi piace scrunch, mamma!”. Ogni volta, tutte le volte.

Sulle ombre che si allungano dorate, esauste dopo i baccanali sudati dell’estate. Lui si lascia rincorrere dalla propria, oppure agita le mani di fronte a un muro, mimando un animale feroce o un mostriciattolo, non l’ho ancora capito. Io gli ho detto che la sua ombra è un amico fedele, che non sarà mai completamente solo perché ci sarà sempre almeno lei a tenergli compagnia. Mi ha sorriso, avrei voluto aggiungere che anche io sarò sempre alle sue spalle come un’ombra, ma poi non gliel’ho detto, chissà perché.

Sul vento che soffia a raffiche lente, non più tiepide come qualche settimana fa ma ancora molto diverse dalle lame gelide che ci aspettano tra qualche mese. “C’è vento, mamma!”, fa lui. E all’improvviso questa frase non sembra più un’ovvietà.

Sull’aria che, di mattina presto e all’imbrunire, si è fatta frizzante. Io sento solo il fresco, lui scorge, magica, la meraviglia del cambiamento. E al suo “Fa freddo, oggi?” aggiunge un punto interrogativo che sa di piccola incredulità.

E così, io e lui ce ne andiamo a passi lenti nell’autunno che avanza, bagnati da una luce colore del miele. L’inverno sta arrivando, ma l’estate, in un certo senso, non finisce mai.

 

29 Settembre 2015 6 Commenti
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Mi chiamo Silvana Santo e sono una giornalista, blogger e autrice, oltre che la mamma di Davide e Flavia.

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