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#azzeraladistanza

lifeviaggi

15 cose che ho imparato in Repubblica Dominicana con i bambini

by Silvana Santo - Una mamma green 16 Marzo 2016

Trovate il mio racconto del nostro viaggio in Repubblica Dominicana, con tanti consigli su organizzazione e itinerario sul sito Bimbi e Viaggi.

1. I bambini piccoli non vedono le differenze sulla pelle degli uomini. Non è che non ne tengano conto, o non vi diano peso, è proprio che neanche se ne accorgono.

2. I bambini di tutte le età imparano a vivere come possono. Se non hanno quasi niente, si accontentano del poco che hanno (e ringraziano accorati per qualsiasi dono imprevisto); se hanno tutto, si abituano a chiedere sempre di più (e a dare per scontato che lo avranno). Se li si priva della loro stessa infanzia – per bisogno, per necessità, per mancanze di alternative o per cattiveria – cresceranno convinti che sia normale non averne una. Se li si ama senza riserve, vivranno forse nella convinzione che amare è necessario, possibile e naturale.

3. Il proprio tempo, l’attenzione, l’interesse sincero sono il regalo più grande che si possa fare a un’altra persona.

4. Il platano fritto dà assuefazione.

5. La natura è sempre uno spettacolo mozzafiato. Quando è ostile e quando è madre, quando ti coccola e quando ti frusta. Un acquazzone tropicale improvviso potrà forse sconvolgere i tuoi piani per il pomeriggio, ma di sicuro ti lascerà a bocca aperta per la meraviglia dinanzi alla potenza e al fragore degli elementi. E anche il bambino più avvezzo alla tecnologia, o quello che al contrario non ha facile accesso a giochi e gadget elettronici, per cui li brama come acqua fresca in un mattino di sole, si accenderà di vita e di gioia di fronte a un mare spumoso o a una famiglia di scimmie.

6. Le barriere linguistiche possono essere facilmente abbattute da un pizzico di curiosità e qualche dozzina di sorrisi.

7. La religione, forse, è l’oppio dei popoli. Ma l’oppio, forse, fa meno danni degli antidepressivi e di certe verità.

8. Il Mediterraneo non possiede la sconfinata maestà degli Oceani, ma esercita un fascino irresistibile sui viaggiatori, fatto di cristalli di sale, lampi di luce e nenie di vecchie Sirene che hanno incantato generazioni di marinai.

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9. Viaggiare è sempre fantastico, ma riuscire a sottrarsi alle logiche del turismo di massa è tutta un’altra storia.

10. L’olio di palma non ha mai ammazzato nessuno, per lo meno a certe latitudini.

11. Non tutti gli aerei usati nei voli intercontinentali sono comodi e belli (non quelli dei voli molto economici, almeno!).

12. Il turismo sessuale fa vomitare, ma questo lo sapevo già.

13. Una famiglia è qualcuno che ti ama senza condizioni. Anche se si tratta di una tua vicina di casa povera e non più giovane che, senza alcun legame di sangue o compenso economico, ti accoglie in casa propria insieme al tuo fratello gemello, dopo che tua madre vi ha abbandonato in tenerissima età.

14. Certi luoghi comuni, a volte, corrispondono a verità. Tipo che ai Caraibi, o almeno nel piccolo pezzettino che ho visto io, la musica risuona sempre e dappertutto, rigorosamente ballabile e ad alto volume. Oppure che la gente latina sa offrire un’ospitalità straordinaria, spontanea e discreta, mai sussiegosa, invadente o interessata: senza dubbio la Repubblica Dominicana è il posto in cui mi sono sentita più “a casa” lontano da casa. Infine, a volte è vero che ad essere più generoso, e magari anche più contento, è proprio chi possiede di meno.

15. Corollario del punto precedente: il benessere e la ricchezza sono due cose profondamente diverse, e forse per certi aspetti in antitesi. Puoi essere povero e felice, e non è affatto detto che essere ricco ti renderà l’esistenza più lieta.

Sono stata nella regione di Puerto Plata, in Repubblica Dominicana, presso una comunità formata soprattutto da famiglie povere ed emarginate di rifugiati haitiani in fuga da miseria e scontri sociali, i cui bambini ricevono assistenza, cibo e istruzione in un centro finanziato dalla Fondazione Mission Bambini grazie al meccanismo dell’adozione a distanza. Trentacinque di questi piccoli sono ancora in attesa di un donatore che li sostenga da lontano. Per seguire il mio viaggio, c’è il tag #azzeraladistanza, per attivare un’adozione a distanza c’è il sito ufficiale di Mission Bambini.

(Trovate il mio racconto del nostro viaggio in Repubblica Dominicana, con tanti consigli su organizzazione e itinerario sul sito Bimbi e Viaggi.)

16 Marzo 2016 4 Commenti
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life

Lettera a un bambino rifugiato #azzeraladistanza

by Silvana Santo - Una mamma green 2 Marzo 2016

Il tuo primo rifugio è stato il ventre di tua madre. Una tana tiepida e soffice, in cui la luce filtrava rosea e lattescente, come una promessa di paradiso. Eri solo, ma non credo che avessi paura. C’era, a farti compagnia, un suono che immagino simile al canto del mare: lo sciacquio regolare del liquido intorno a te, il rombo ritmico e sicuro del cuore di tua mamma, le voci, flautate e cantanti, dei tuoi genitori e fratelli, come echi di sirene che ti chiamavano alla vita. Non sono sicura che conoscerai mai una casa altrettanto accogliente.

Quando sei nato hai pianto, ma è stato un attimo. Hai trovato rifugio, subito, tra le braccia di tua madre, tremanti eppure fortissime, madide di sudore ma calde e profumate. E ancora nella mano di tuo padre, incerta all’inizio, quasi timida, e poi via via più solida e sicura. Nello sguardo dei tuoi antenati, nelle voci dei tuoi fratelli, degli amici, della tua gente. Tra le pareti della tua casa.

Ma non è durata. Quella casa, quella terra, le tue: d’un tratto inospitali, ingenerose, fragili. Hai conosciuto la miseria e la malnutrizione. La fatica di chi ha imparato a camminare scalzo e scalzo deve continuare ad attraversare la vita. La furia incolpevole degli elementi, la minaccia della violenza. Lo spettro lungo dell’analfabetismo. Hai cercato riparo nell’amore della tua famiglia, ma non è bastato.

E così tutti insieme avete cercato un rifugio altrove.

Lo hai trovato in una terra vicina, eppure tanto diversa dalla tua. Un’altra lingua, un colore differente sulla pelle della gente. Un mondo nuovo. Non è stato facile, all’inizio, e per certi versi non lo sarà mai. Lo hai trovato nella generosità di tanti, nel loro sorriso senza prezzo, nell’aiuto di una mamma e un papà lontani, che sostenendo te hanno adottato in qualche modo tutta la tua famiglia. In una scuola in cui giocare, studiare, edificare un futuro libero e consapevole.

Hai trovato rifugio su un suolo straniero. Che è un po’ quello che succede a tutti i bambini quando approdano a quell’esilio extrauterino che chiamiamo vita.

Hai trovato rifugio nell’amore. Che è l’origine e la destinazione di tutti gli esseri umani.

Hai trovato rifugio. E insieme a te lo ha trovato ognuno di noi. Perché per ogni bambino che non deve più temere per la sua vita, l’umanità si riposa e prende fiato.

(Dedicata idealmente ai piccoli rifugiati haitiani in Repubblica Dominicana, che godono di istruzione e assistenza nel centro finanziato dalla Fondazione Mission Bambini. Trentacinque di loro aspettano ancora un’adozione a distanza per poter continuare a studiare e ricevere supporto. Nei prossimi giorni visiterò il centro con la mia famiglia, seguite il nostro viaggio sul web. #azzeraladistanza).

2 Marzo 2016 5 Commenti
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lifeviaggi

Una scelta d’amore #azzeraladistanza

by Silvana Santo - Una mamma green 29 Febbraio 2016

Ci sono volte in cui partire è una necessità. Una scelta d’amore.

Tra pochi giorni inizierò l’ennesimo viaggio insieme alla mia famiglia. Ma non sarà una vacanza come le altre, non sarà di certo una partenza qualsiasi. Voleremo, per la prima volta in quattro, lontano dall’Europa, destinazione Puerto Plata, nel nord meno turistico della Repubblica Dominicana. Ad attenderci, il centro gestito dall’associazione “Los amiguitos de Cristo”, una struttura che, grazie all’impegno di tanti volontari locali, offre ogni giorno asilo nido, doposcuola e corsi di lingue a 162 piccoli rifugiati haitiani, finanziandosi grazie alla Fondazione Mission Bambini e alle adozioni a distanza di tante mamme e papà italiani, che col loro sostegno garantiscono la prospettiva di un futuro libero e sereno a tanti bimbi e alle loro famiglie.

Mission Bambini mi ha invitato a visitare la struttura e a incontrare le famiglie dei bimbi che la frequentano. Per vedere, toccare, ascoltare. E raccontare. Raccontare quanto la vita di questi piccoli sia allo stesso tempo straordinaria e normalissima. Quanto l’esistenza del centro garantisca loro, e ai loro familiari, sostegno materiale, istruzione, care giving e integrazione, in un contesto altrimenti non sempre ospitale. Raccontare, soprattutto, quanto sarebbe importante che anche gli ultimi 35 bambini in attesa di adozione a distanza trovassero un benefattore italiano in grado di illuminare il loro futuro.

Sarà un viaggio emozionante e impegnativo, alla scoperta di un paese lontano, della sua natura e dei suoi colori. Alla scoperta delle mie reali attitudini di viaggiatrice e di quelle della mia famiglia, delle nostre capacità di adattamento e dello spirito “di avventura” dei miei figli. Un viaggio, soprattutto, alla scoperta di una realtà straordinaria, fatta di un quotidiano non sempre facile, diverso – ma per altri aspetti tanto simile – da quello a cui sono abituata da sempre.

Una realtà impastata di solidarietà e speranza, di condivisione e di entusiasmo bambino, in cui dalle miserie della vita nascono nuove opportunità e storie di amicizia e di amore.

Non so se sarò in grado di raccontarlo al meglio. Di trasformare in parole e immagini le emozioni che senz’altro mi travolgeranno. Di raccontare, soprattutto, l’esperienza che vivranno Davide e Flavia, così piccoli e del tutto, o quasi, privi di filtri e di sovrastrutture. Ci proverò. Proverò a portarvi insieme a me e a mostrarvi quello che vedranno i miei occhi, e, soprattutto, quello che vedranno gli occhi spalancati e limpidi dei miei figli piccoli. Proverò a mostrarvi le meraviglie che può fare l’amore.

Seguite il nostro viaggio sul blog e sui miei profili social, con l’hashtag #azzeraladistanza.

Commentate, condividete, spargete la voce e, se potete, fate una scelta concreta di solidarietà. Una scelta di generosità e impegno.

Fate una scelta d’amore.

 

29 Febbraio 2016 9 Commenti
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Mi chiamo Silvana Santo e sono una giornalista, blogger e autrice, oltre che la mamma di Davide e Flavia.

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