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Meno plastica

rigeneriamo la natura spiagge legambiente
mamma green

RigeneriAMO la Natura: come aiutare le nostre spiagge con Legambiente

by Silvana Santo - Una mamma green 9 Settembre 2019

La spiaggia, per molti di noi, non è soltanto un luogo. È una condizione esistenziale, una disposizione d’animo. Una moratoria straordinaria delle consuetudini e dello stress quotidiano. Una specie di dimensione parallela in cui la vita cambia ritmo, cambia colore, cambia suono e acquista un senso nuovo e diverso. Più lieve e, allo stesso tempo, più denso. La spiaggia, al di là del suo inestimabile ruolo ecologico – un ecosistema di confine ricco di biodiversità e un elemento fondamentale per gli equilibri climatici – e economico, è una certezza nelle vite di molti di noi.

progetto legambiente rigeneriamo la natura

E per tutta l’estate le spiagge italiane (e non solo) sono state la nostra casa. Hanno lenito la nostra stanchezza, consolato i nostri dolori, ascoltato i nostri sfoghi, i progetti, le speranze. Alimentato i sogni di ciascuno di noi. Sono state il palcoscenico perfetto dei nostri divertimenti e dei giochi dei nostri figli, la quinta ideale delle nostre fotografie. Sono state la nostra estate. Tutti noi, mi auguro, le abbiamo protette e rispettate, cercando di fare in modo che il nostro passaggio non lasciasse alcun segno. Ma questo non basta.

Le spiagge, sempre di più, sono ecosistemi fragili a rischio di erosione, incendi, inquinamento, perdita di biodiversità. Minacciate dai rifiuti, dal cambiamento climatico, dalla speculazione edilizia e dal traffico marittimo, questi ambienti così insostituibili necessitano di un sostegno concreto da parte di tutti. Possiamo aiutare le spiagge italiane, specialmente le più fragili, sostenendo il progetto “RigeneriAMO la natura”, avviato da Legambiente insieme a Intesa San Paolo e alla Fondazione La Notte della Taranta. Una campagna straordinaria di raccolta fondi per riqualificare quattro spiagge del Sud Italia di grande pregio ambientale: la baia di Torre Squillace a Nardò, in Puglia, l’Oasi dei Variconi in provincia di Caserta (Campania), la Zona di protezione speciale “Costa Ionica Foce Cavone” in provincia di Matera (Basilicata) e le dune di Sovereto a Isola di Capo Rizzuto, in Calabria. Fino al 30 settembre possiamo contribuire con una donazione, permettendo la riqualificazione di queste spiagge attraverso interventi di grande valenza sociale, oltre che ambientale.

Per saperne di più, leggere tutti i dettagli sugli interventi in programma e soprattutto per fare una donazione, consultate il sito della campagna #RigeneriAMOlanatura.

C’è tempo fino al 30 settembre. Ogni contributo è non solo prezioso, ma davvero necessario. Siamo in debito con le nostre spiagge, non dimentichiamolo.

9 Settembre 2019 0 Commenti
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acqua di rubinetto addolcitori
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Acqua di rubinetto: 6 cose da sapere

by Silvana Santo - Una mamma green 24 Luglio 2019

Chi segue il mio blog fin dai tempi dello svezzamento del mio primogenito, forse lo ricorderà: in casa nostra si beve solo acqua di rubinetto, da sempre. Una scelta che in tanti non condividono, forse anche a causa di qualche pregiudizio che ancora circola sul tema. Vista l’importanza della questione e le sue tante sfumature – economiche ed ecologiche, in primis – e stimolata anche dalla campagna di sensibilizzazione #smuoviamoleacque promossa da Aqua Italia (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie) ho pensato di fare qualche ricerca e riassumere 6 cose da sapere sull’acqua di rubinetto. Aggiungete pure altri punti all’elenco, se vi fa piacere!.

1. L’acqua di rubinetto è sicura

In molti, inspiegabilmente “non si fidano”. Ma si tratta di un preconcetto, una paura irrazionale che non ha alcun fondamento concreto. L’acqua di rubinetto è sicura. Viene sottoposta, per legge, a frequenti analisi per il controllo di una cinquantina di parametri chimici e microbiologici (fonte: ministero della Salute). L’approvvigionamento idrico italiano, tra l’altro, è particolarmente sicuro, perché basato per la stragrande maggioranza su acque sotterranee, di norma ben protette da contaminazioni e inquinamento. Non esiste alcuna ragione razionale per ritenere più affidabile l’acqua in bottiglia che, anzi, deve sottostare a parametri meno rigorosi rispetto alla presenza di alcune sostanze chimiche e presenta dei rischi legati al confezionamento, trasporto e stoccaggio delle bottiglie di plastica.

2. Il calcare è innocuo

Una delle ragioni per cui molti preferiscono comprare l’acqua in bottiglia è la presunta pericolosità del calcare (carbonato di calcio) presente nell’acqua di rubinetto. Intanto, va detto che la durezza dell’acqua è molto variabile da zona a zona, e dipende in primis dalla provenienza dell’acqua stessa. Dalle mie parti, per esempio, l’acquedotto attinge a un acquifero carbonatico (riserve d’acqua che si accumulano al di sotto di montagne di natura calcarea), per cui è normale che sia relativamente dura. A parte questo, in soggetti sani, che non abbiano problemi renali o altre patologie specifiche, il calcare non causa problemi di salute come cattiva digestione, calcoli etc, e in ogni caso può essere facilmente ridotto con diversi sistemi di filtrazione. Il calcio presente nell’acqua, anzi, è utile per la salute di denti e ossa. E, last but not least, il “calcare” è presente anche nelle acque in bottiglia, talvolta in quantità paragonabili a quelle dell’acqua pubblica.

3. L’acqua di rubinetto è economica

Il costo dell’acqua in bottiglia varia molto in base alle marche e al tipo di acqua e di formato acquistato, ma quel che è certo è che una famiglia può risparmiare diverse centinaia di euro l’anno scegliendo di bere quotidianamente l’acqua del rubinetto.

4. L’acqua di rubinetto è green

I temi del cambiamento climatico e della onnipresenza di rifiuti in plastica in ogni ecosistema della Terra – dai deserti all’Himalaya, dalle fosse oceaniche agli atolli – sono da qualche tempo (finalmente!) al centro del dibattito pubblico e mediatico. Preferire l’acqua di rubinetto a quella imbottigliata permette di ridurre l’impatto ambientale legato non solo alla produzione e allo smaltimento delle bottiglie di plastica, ma anche al confezionamento e al trasporto delle bottiglie stesse.

5. L’acqua di rubinetto fa bene

L’acqua di rubinetto contiene, a seconda della sua provenienza, sali e altre sostanze che possono essere utili per la salute. È il caso non solo del già citato calcio, ma anche del fluoro che altrimenti, specie nei bambini, può dover essere assunto mediante integratori(qui uno studio dell’Australian National Health and Medical Research Council), dello iodio, del manganese e del ferro.

6. L’acqua di rubinetto è buona (o può diventarlo)

Spesso si tratta solo di abituarsi: i miei figli, per esempio, non riescono a bere molte delle acque in bottiglia perché sono abituati al gusto di quella di rubinetto. Chi lo preferisse, comunque, può optare per un sistema di trattamento che renda il sapore dell’acqua più vicino al proprio gusto. È possibile, per esempio, installare un filtro che riduca la durezza dell’acqua, oppure un impianto che la renda frizzante o la raffreddi. Oltre a scegliere l’eventuale impianto di trattamento dell’acqua di rubinetto che faccia al caso vostro, verificate, se possibile, lo stato di salute delle tubature e dell’impianto idrico di casa vostra (tubi vecchi o malridotti possono essere causa di contaminazioni, oltre che di perdite e sprechi), e preferite bottiglie e brocche di vetro per la conservazione dell’acqua.

E cin cin a tutti!

 

impianti trattamento acqua di rubinetto

24 Luglio 2019 8 Commenti
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Vacanze al mare coi bambini: 5 consigli per rispettare l’ambiente

by Silvana Santo - Una mamma green 27 Giugno 2019

L’estate è scoppiata, sul calendario e sul termometro, e la maggior parte delle famiglie deciderà probabilmente di trascorrere le ferie in spiaggia, per godere del sole e del mare. Il paradosso, però, è che le vacanze al mare coi bambini possono finire col pesare negativamente proprio sul tanto amato ambiente marino. Come evitarlo? Bastano un po’ di buon senso e qualche accorgimento semplicissimo. Ecco 6 consigli per rispettare l’ambiente durante una vacanza al mare con i bambini, fatemi sapere i vostri, se vi va!

1. Non tirare fuori dall’acqua le stelle marine

Le stelle marine sono davvero affascinanti, colorate e magnetiche. E si prestano tantissimo, lo so, alla foto perfetta da postare su Instagram. Però possono essere danneggiate molto seriamente dall’emersione, perché il funzionamento del loro organismo (banalizzo) si basa su un delicato equilibrio legato anche alla presenza di acqua all’interno del corpo: quando l’acqua “fuoriesce” e vi entra invece dell’aria, c’è il rischio che le funzioni fisiologiche delle stelle marine vengano compromesse. Se avete la fortuna di vederne una, dunque, fotografatela quanto volete ma evitate di toccarla. E, soprattutto, non tiratela fuori dall’acqua.

2. Non dare da mangiare a pesci e gabbiani

Una tentazione che può essere irresistibile, specie per i bambini piccoli. Ma la regola di non nutrire gli animali selvatici vale anche in riva al mare, per tante ragioni diverse. Intanto, un’alimentazione non adeguata può essere dannosa per la salute, ma, a parte questo, gli animali che vivono in natura non dovrebbero abituarsi a essere nutriti dagli umani, perché questo finirebbe con l’alterare in modo potenzialmente irreversibile e pericoloso il loro comportamento. Alimentare forzatamente gli animali, infine, può favorire la proliferazione di specie che, per quanto “simpatiche”, possono essere invasive e dannose per l’ecosistema. L’ideale sarebbe vivere questa esperienza con i bambini solo in contesti controllati e regolamentati, come parchi faunistici e centri di recupero, attenendosi ai consigli di guide, ranger e veterinari.

3. Non strappare la Posidonia

Se trascorrerete le vostre vacanze sulle sponde del Mediterraneo, potreste avere la fortuna di imbattervi in qualche bella prateria (sommersa) di Posidonia oceanica. Si tratta di una pianta acquatica (non è un’alga, contrariamente a quello che molti pensano!) che a dispetto del suo nome vive solo nel mare nostrum, che è un indicatore di acqua pulita e, soprattutto, che ha un ruolo ecologico fondamentale, non solo per l’ossigenazione del mare ma anche perché previene l’erosione costiera e offre cibo, riparo e sostegno a tantissime specie animali. Strapparla, pertanto, rappresenta un atto davvero dannoso per l’intero ecosistema marino costiero, anche perché la Posidonia è minacciata dall’inquinamento e da altri fattori ambientali. Anche le cosiddette banquettes, gli ammassi si foglie secche e marroncine che si accumulano sulla spiaggia, sono preziose: prevengono l’erosione (e quindi l’assottigliamento) della spiaggia e offrono nutrimento e rifugio a tanti organismi. So che rovinano le foto, che hanno un odore pungente, ma sappiate che si tratta di un segnale di salute dell’ambiente marino. Siamo noi gli ospiti, non dimentichiamolo mai!

vacanze al mare con bambini

4. Portare via un po’ di spazzatura dalla spiaggia

Purtroppo è diventato davvero difficile trovare un luogo di villeggiatura in cui le spiagge e il mare non siano minacciati dalla presenza di rifiuti di ogni tipo, abbandonati dai bagnanti, scaricati dalle imbarcazioni, trasportati dal vento e dalle correnti. Senza abbandonare i necessari accorgimenti per la sicurezza e l’igiene, potreste approfittare delle vostre passeggiate sul bagnasciuga per raccogliere e smaltire in modo corretto bottiglie di plastica, sacchetti e altro. Fate attenzione, naturalmente, a oggetti taglienti, appuntiti o sporchi!

5. Non prelevare sabbia e conchiglie

Vecchio consiglio, sempre utile. La spiaggia risente dell’asportazione di materiale, in parte già inevitabile per il solo fatto che tante persone la calpestano, si sdraiano, stendono i loro teli etc. Io confesso che a volte non riesco a impedire ai miei figli di scegliere “un tesoro” della loro vacanza (un sasso o un guscio), ma di norma riesco a dirottare il loro interesse verso materiali “estranei”, come legnetti di barca, piume di gabbiano o vetrini colorati levigati dalla risacca.

6. Scegliere una crema solare meno inquinante

Anche la protezione solare che giustamente ci spalmiamo con cura sul corpo ha un certo impatto sull’ambiente marino, perché contiene sostanze che possono inquinare l’acqua e il fondale. In commercio esistono però formulazioni più “green”, spesso basate su filtri fisici, che dovrebbero essere più gentili con il mare e i suoi abitanti. L’ideale, laddove possibile, sarebbe fare una doccia prima di entrare in acqua (e poi spalmarsi di nuovo la crema solare prima di rimettersi al sole!), ammesso naturalmente che lo scarico della doccia finisca in un depuratore!

In generale, vale sempre il suggerimento di avere occhi aperti e cuore attento, comportarsi da ospiti e da amici di quel mare che tanto amiamo e che ha bisogno di noi per non finire distrutto.

27 Giugno 2019 2 Commenti
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Cinque cose che forse non sapete sul riciclo

by Silvana Santo - Una mamma green 28 Novembre 2018

Il riciclo e la raccolta differenziata sono una realtà quotidiana a cui siamo abituati ormai da decenni, ma possiamo sempre migliorarne la qualità facendo attenzione a nuovi dettagli. Lo sa bene il Conai, il Consorzio nazionale che garantisce l’avvio a riciclo e recupero degli imballaggi, che anche quest’anno, in collaborazione con il Corriere della Sera, promuove il progetto Riciclo di Classe, con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti delle scuole primarie – e di rimando le loro famiglie – alla corretta separazione dei rifiuti di imballaggio.

Il progetto, giunto alla terza edizione, coinvolge decine di migliaia di alunni in tutta Italia, che potranno conoscere tutti i segreti della raccolta differenziata e del riciclo utilizzando con i loro insegnanti dei kit didattici sul tema (che possono essere scaricati dal sito di Riciclo di Classe) e realizzando un elaborato finale da inviare alla giuria entro il 4 aprile 2019. Il lavoro migliore sarà premiato con una giornata di animazione sul tema del riciclo per tutta la scuola e materiali didattici per un valore di 1.000 euro.

E per diffondere ulteriormente informazioni e conoscenza su raccolta differenziata e riciclo, quest’anno Riciclo di Classe si arricchisce di contenuti creativi di eccellenza: una serie di bellissimi flipbook sul riciclo, sviluppati per Conai niente meno che dai maestri di animazione dello Studio Bozzetto. Potete vederli in video a questo link, vi avverto che sono magnetici al limite dell’ipnotismo, non riuscirete più a smettere di guardarli.

riciclo di classe conai

Dal canto mio, partendo da un Decalogo sulla raccolta differenziata predisposto sempre dal Conai, voglio contribuire raccontandovi cinque cose che forse non sapete sul riciclo e sulla raccolta differenziata. (ma che magari vi avranno già detto i vostri figli, se la loro scuola partecipa al progetto Riciclo di Classe).

1. I giocattoli non si riciclano

I giocattoli usurati o rotti non vanno inseriti nella raccolta differenziata della plastica, perché non sono riciclabili. Conferite solo gli imballaggi in plastica (bottiglie, contenitori, taniche) e, se la differenziata del vostro comune di residenza lo prevede, le stoviglie monouso. I giocattoli dismessi potete regalarli ad altre famiglie, oppure scuole, associazioni, enti benefici. Se sono rotti irreparabilmente, dobete portarli al centro di raccolta comunale.

2. Gli scontrini non vanno nella carta

La carta con cui sono fatti gli scontrini ha delle caratteristiche particolari che la rendono inadatta a essere riciclata insieme a quella normale. Per questo dovete gettarli nel secco indifferenziato, e non nella raccolta differenziata della carta.

3. Come schiacciare le bottiglie

Ridurre il volume dei rifiuti riciclabili è di solito un’ottima idea, ma le bottiglie andrebbero schiacciate nel verso della lunghezza e non dall’alto verso il basso. Questa semplice operazione semplifica le operazioni di riciclo, che prevedono tra l’altro la separazione delle plastiche in base alla composizione e al colore.

4. Non è tutto vetro ciò che riluce

La raccolta differenziata del vetro vale, appunto, solo per il vetro: bicchieri e vasi in cristallo, ceramiche e lampadine non vanno conferite con il vetro, ma portate all’isola ecologica.

5. Anche il legno si può riciclare

Ed è in materiale prezioso, rinnovabile ed ecologico. Portate all’isola ecologica i rifiuti in legno come cassette della frutta, pallet e bancali. Saranno recuperati nel modo corretto.

riciclo di classe

Per altre informazioni, chiarimenti e curiosità sul tema della raccolta differenziata e del riciclo, consultate il sito del progetto Riciclo di Classe. E parlate coi bambini, che di solito su questi temi sono molto attenti e più informati di noi.

Ricordate infine che la prevenzione a monte è uno strumento ancora più efficace della raccolta differenziata per ridurre la produzione dei rifiuti. Nelle foto, trovate qualche piccolo spunto per lavoretti di riciclo creativo alla portata di chiunque (alla mia!): il razzo è costruito con un rotolo di carta igienica esaurita e scarti di cartone; il braccialone l’ho realizzato rivestendo con uno scampolo di tessuto una striscia di plastica tagliata via da una bottiglia (imbottitela con un sacchetto biodegradabile prima di rivestirla); l’anello, infine, l’ho creato incollando su una base una pallina di feltro staccatasi da una vecchia borsa.

Post in collaborazione con Conai

28 Novembre 2018 0 Commenti
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Scuola primaria: cinque acquisti utili. E green!

by Silvana Santo - Una mamma green 19 Novembre 2018

Non so come funzioni a casa vostra, ma da quando Davide ha cominciato la prima “elementare”, mi sembra di aver piantato le tende in cartoleria (e non solo). Non facciamo che comprare roba, o perché viene richiesta dalle maestre per svolgere le attività didattiche, o perché mio figlio tende a perdere di tutto e a consumare i pastelli alla velocità della luce. Se sul materiale scolastico in senso stretto c’è poco da fare, sul resto del corredo si può cercare di limitare i danni a carico del portafogli e dell’ambiente, provando a puntare su soluzioni durevoli e green. Io ho messo insieme cinque acquisti utili per la scuola primaria, ma vi prego di condividere (nei commenti o sulla mia pagina Facebook) anche i vostri trucchi e le idee che avete escogitato.

Borraccia in alluminio

A casa beviamo acqua di rubinetto e da ormai un paio di anni sono abituata a girare sempre con una borraccia di alluminio in borsa (che posso riempire all’occorrenza anche dalle fontanelle che trovo al parco o in piazza). L’acqua si conserva meglio. si risparmiano soldi e, ovviamente, non si producono rifiuti. Anche per Davide, quando ha cominciato la scuola primaria, ho risolto con una borraccia sempre piena nello zaino. Al momento ne sta usando una in alluminio di Decathlon, comprata per pochi euro diversi anni fa, ma il mio obiettivo è di prendere presto una nuova borraccia termica del marchio giapponese Zojirushi. In famiglia ne abbiamo già due, acquistate l’anno scorso in vista del nostro viaggio in Lapponia finlandese, e sono semplicemente eccezionali: nessuna perdita, facilissime da pulire, apertura a scatto a portata di bambino e, soprattutto, una tenuta straordinaria della temperatura, sia col caldo che col freddo.

borraccia termica alluminio

Tovaglietta riutilizzabile

A scuola di Davide fanno merenda in classe a metà mattina (lui di solito porta con sé un piccolo panino con marmellata o cioccolata). Le maestre avevano chiesto una tovaglietta, io ho provveduto con un semplice tovagliolo tartan di grandi dimensioni che avevo comprato in Scozia tanti anni fa. Ne ho diversi, sono in cotone, occupano poco spazio e sono ovviamente lavabili in lavatrice.

Carta igienica umidificata

Se anche voi vi confrontate col problema della carenza di carta igienica nei bagni della scuola, potete valutare questa soluzione, non proprio green ma comunque meno impattante delle salviette umide “tradizionali”. Si tratta di carta igienica umidificata, biodegradabile e gettabile nel WC (io ho scovato quella della Hipp, per caso conoscete altri marchi?), delicatissima sulla pelle e secondo me adatta anche a bimbi ancora piccoli che stanno imparando a “sistemarsi” da soli dopo essere andati in bagno.

carta igienica umidificata

Etichette personalizzate

Che dovrebbero limitare almeno in parte l’emorragia continua di materiale che viene smarrito, scambiato, dimenticato e via dicendo. Potete trovare in commercio diverse soluzioni di etichette personalizzabili. Noi da un paio di anni utilizziamo con successo quelle di Stikets, per saperne di più potete leggere questo mio vecchio post.

Temperamatite in alluminio

L’attrezzatura scolastica, secondo me, è una di quelle cose su cui è indispensabile puntare sulla qualità, altrimenti il rischio sul medio e lungo termine è di ritrovarsi a spendere molto di più. Oltre a comprare pastelli di buona fattura (noi usiamo quelli Giotto), vi consiglio un accorgimento semplice ma efficace: scegliere un temperino in metallo, più resistente, più funzionale e anche più durevole. Almeno fino a quando vostro figlio non lo perderà!

19 Novembre 2018 0 Commenti
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I bambini salveranno la Terra (se noi gli spiegheremo come fare)

by Silvana Santo - Una mamma green 25 Luglio 2018

Ricordo perfettamente il momento in cui ho deciso che avrei studiato Scienze Ambientali, provando a dedicare la mia vita professionale, o almeno parte di essa, alla salvaguardia dell’ambiente. Avevo 18 anni, ero in gita sul Garda coi miei compagni di quinta liceo e, guardando la vegetazione lacustre al tramonto, la strada mi sembrò tracciata. Allora non avevo idea del settore in cui avrei effettivamente lavorato, ma mi piace pensare a un filo verde che in qualche modo tinge la mia vita da allora. Il mio percorso di studi è stato fortemente incentrato sulla conoscenza della natura, dell’ambiente e delle problematiche che lo minacciano.

E se anche non ha fatto di me una ricercatrice o una scienziata, mi ha permesso di acquisire una sensibilità che accompagna, per quanto possibile, ogni mia scelta di cittadina, di consumatrice e di madre. Per questo credo che la scuola, ad ogni livello, abbia un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione dei bambini e dei giovani in fatto di ecologia e di rispetto dell’ambiente. Un punto di vista condiviso anche da Sammontana, che per il secondo anno consecutivo ha promosso il progetto Barattolino Scuola Missione Green – Un Sogno per Domani, dedicato agli alunni delle scuole primarie, ai loro insegnanti e alle famiglie. Doppiando il successo dello scorso anno, il percorso educativo e creativo di sensibilizzazione ambientale ha coinvolto circa 10.000 scuole italiane, attraverso la diffusione di un manuale didattico ad hoc e di una guida sulla sostenibilità ambientale destinata ai genitori. Alla fine del loro viaggio nell’educazione alla sostenibilità, i piccoli studenti hanno partecipato anche a un originale concorso di idee, riciclando in modo creativo i vuoti di Barattolino per lanciare il proprio messaggio “green” a sostegno di una delle giornate internazionali di sensibilizzazione ambientale indicate da Sammontana. Il 25 settembre, al FICO Eataly World di Bologna, saranno presentati 20 elaborati scelti fra i 30 finalisti da una giuria di esperti del mondo dell’industria, della scienza, della comunicazione e dell’istruzione (le prime tre scuole riceveranno anche in premio un videoproiettore ultraportatile).

Ma al di là dei premi e dei vincitori, il risultato più importante consiste nel lanciare ai bambini – e non solo a loro – un messaggio illuminante su quanto la nostra Terra sia fragile, preziosa e bellissima. Su quanto sia importante prendersene cura e su quanto, da questo punto di vista, le scelte individuali siano importanti tanto quanto le più complesse strategie politiche, gli accordi internazionali, l’innovazione tecnologica. Perché la tutela dell’ambiente è una sfida nella quale siamo tutti coinvolti, ogni giorno. E che possiamo vincere solo se ciascuno di noi saprà contribuire con il massimo impegno e un’autentica consapevolezza.

Lo ha rivelato anche l’osservatorio realizzato da Sammontana in collaborazione con l’istituto Pepe Research: la coscienza ambientale è sempre più diffusa, in famiglia si parla spesso di attenzione agli sprechi e al risparmio (con le mamme più che con i papà!), ma il ruolo della scuola è tuttora strategico e irrinunciabile. Soprattutto per aumentare la consapevolezza di bambini e adulti della gravità di alcuni comportamenti dannosi per l’ambiente: dalla ricerca Sammontana – Pepe Research sembrerebbe infatti che le istanze ecologiche (raccolta differenziata, attenzione agli sprechi, stili di vita più sostenibili) non vengano tenute in considerazione tanto quanto altre questioni importanti come la sicurezza nei viaggi in auto. Ben vengano, dunque, iniziative come quella di Barattolino Scuola Missione Green, che ha incluso anche un’azione di pulizia di 16 spiagge italiane insieme a Legambiente e, in collaborazione con il Consorzio Universitario di Ricerca Applicata dell’Università di Padova, uno studio per calcolare e compensare l’impronta di carbonio di Barattolino, ovvero la quantità di emissioni di Co2 equivalenti legate all’intero processo produttivo delle confezioni di Barattolino Sammontana.

Iniziative che ci aiutano a rendere i piccoli più consapevoli delle proprie responsabilità, ma anche del potere straordinario che hanno. Per cambiare il mondo e salvare la Terra, con il nostro esempio.

Post in collaborazione con Sammontana

25 Luglio 2018 0 Commenti
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Vacanze green: come viaggiare in modo più sostenibile

by Silvana Santo - Una mamma green 18 Giugno 2018

Le vacanze, con i bambini o meno, sono sempre un momento di relax e di svago, una pausa dalla routine quotidiana. È fisiologico, sano e sacrosanto che sia così. Ma perché le ferie non si trasformino in una totale moratoria della coscienza e del buon senso, e siano invece delle vacanze green, ecco qualche semplice accorgimento per viaggiare in modo più sostenibile. Senza fatica e magari risparmiando sul budget.

Vacanze green: fare la raccolta differenziata

Se si alloggia in appartamento, il proprietario (o l’agenzia) può fornire informazioni e supporto per fare una corretta raccolta differenziata. Anche in albergo, in realtà, si possono adottare piccoli accorgimenti, come riportare al bar eventuali vuoti di vetro o di alluminio, oppure tenere da parte i rifiuti di carta per poi conferirli nei cassonetti stradali, se presenti. Nei paesi emergenti, il riciclo di materiali come vetro e metalli, ma anche la plastica, può essere ancora più cruciale: informarsi direttamente sul posto sulle modalità di recupero è probabilmente la soluzione migliore.

Non sprecare energia

Non pagare l’elettricità non significa avere il diritto di sprecarla, più o meno consapevolmente. Lasciare il condizionatore acceso mentre si va in spiaggia “per trovare la camera fresca al ritorno” è una prassi deleteria per l’ambiente, oltre che per le finanze dell’albergatore. L’atteggiamento corretto, e l’unico modo per fare delle vacanze green, consiste nel comportarsi come a casa propria, evitando sprechi ed eccessi.

Bere acqua pubblica (se possibile)

Se l’acqua è potabile, come nella grande maggioranza delle destinazioni turistiche europee e occidentali in genere, perché non berla? Anche in albergo, basta dotarsi di qualche borraccia termica e l’approvvigionamento idrico è assicurato, senza la necessità di produrre chili e chili di rifiuti in plastica. Fontanelle e sorgenti possono aiutare a fare scorta quando si è in giro. Inoltre, vi svelo un segreto: evitare di comprare l’acqua in bottiglia permette di risparmiare un sacco di soldi sul budget per le vacanze.

Mangiare locale

Oltre a essere un’esperienza di viaggio di solito molto interessante, rappresenta senz’altro un modo per rendere le proprie vacanze green: mangiare cibi locali e acquistare prodotti alimentari del territorio, magari a chilometro zero. Senza contare che fare la spesa con prodotti del posto permette di solito di ridurre i costi, oltre a essere molto divertente.

Non saccheggiare le spiagge

Portare via sabbia, coralli e conchiglie rare non è una buona idea: a lungo andare compromette la sopravvivenza dell’ecosistema litoraneo. E si rischiano anche seccature e sanzioni!

Rispettare gli animali

Passeggiare a dorso di elefante, o farsi fotografare con un cobra sulle spalle, può essere un’esperienza divertente, ma è difficile che lo sia altrettanto per il malcapitato animale. Prima di visitare un centro faunistico, un bioparco, un ospedale per animali, è utile informarsi sulle reali condizioni delle bestie, sulla serietà della struttura e sul tipo di approccio che porta avanti (se, per esempio, è animata da uno spirito conservazionistico o punta solo alla spettacolarizzazione della natura a fini di lucro). Di fronte a spettacoli improvvisati, saltimbanchi o “artisti di strada” che espongono o sfruttano animali selvatici o esotici per attirare i turisti, di solito è meglio tenersi alla larga per non incentivare il fenomeno.

Scegliere bene i souvenir

Portare a casa un ricordino è uno degli aspetti più divertenti di un viaggio: se possibile, è più sostenibile scegliere prodotti artigianali locali, magari realizzati interamente a mano, unici e originali. Oltre ad accaparrarsi un souvenir di gusto, si promuove l’economia del territorio e l’artigianato a km zero. Evitare derivati animali non autorizzati o provenienti da specie a rischio di estinzione (avorio, pelli rare, pellicce) è indispensabile anche per non violare le norme internazionali, ed è importante informarsi prima di introdurre in un paese specie vegetali che potrebbero creare problemi alla flora autoctona.

Occhio agli ecosistemi più delicati

I luoghi di vacanza non sono tutti uguali: andare in ferie su un atollo maldiviano o su una vetta alpina non è, dal punto di vista dell’impatto ambientale, come scegliere una metropoli occidentale. Se si opta per un ecosistema particolarmente fragile (piccole isole, montagne, parchi naturali, deserti etc) occorre, se possibile, un’attenzione ancora maggiore alle conseguenze del proprio passaggio: ridurre il più possibile il consumo di acqua dolce, limitare al massimo la produzione di rifiuti, raccogliere imballaggi e bottiglie di plastica e riportarsele a casa in valigia.

Usare creme solari meno inquinanti

Se la vacanza prevede tanti bagni al mare o al lago, potrebbe valere la pena scegliere una crema solare che sia un po’ meno inquinante per l’ambiente acquatico e gli organismi marini (scegliendone magari una con filtri minerali). Anche evitare di abusarne può essere utile per limitare l’impatto ambientale delle proprie vacanze.

Programmare vacanze green da casa

La programmazione iniziale è un momento importante per indirizzare le sorti di una vacanza nella direzione della sostenibilità ambientale. Scegliere una struttura ricettiva più piccola, magari a gestione locale e spostarsi con i mezzi pubblici sono accorgimenti utili, anche se non sempre possibili, per organizzare delle vacanze green.

E voi, che progetti avete per le prossime vacanze?

18 Giugno 2018 2 Commenti
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regali per la festa della mamma green
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Otto modi per essere una mamma green

by Silvana Santo - Una mamma green 30 Aprile 2018

La mia strada verso la greenitudine è tortuosa e lastricata di intenzioni verdissime. Non sempre riesco ad essere coerente con quello in cui dico di credere, ma mi piace cercare e sperimentare piccole soluzioni che consentano a tutte di essere ogni giorno una mamma almeno relativamente green. In vista della “nostra” festa, ho pensato di raccogliere qualche spunto, perché i regali per la festa della mamma possano essere, oltre che originali e graditi, anche utili per inquinare meno.

1. Passare al LED

Una tecnologia ad alto risparmio energetico che, se usata con buon senso, permette di risparmiare e di ridurre l’impatto sull’ambiente. L’importante, come sempre, è non esagerare: il rischio, altrimenti, oltre all’effetto “discoteca molesta” è di finire con lo sprecare elettricità, invece di preservarla. Per creare un ambiente ad effetto, con un minimo dispendio di energia, scegliete lampade a LED con una tonalità non troppo fredda, e alimentatele con batterie ricaricabili.

2. Andare in giro a piedi

Anche quando fa freddo, o piove. Basta puntare sull’abbigliamento giusto, ricordando l’adagio nordico secondo il quale “Non esiste il cattivo tempo, ma solo il cattivo abbigliamento”, e munirsi di un ombrello colorato e pratico, magari a forma di banana, che aiuti anche a migliorare l’umore.

troppotogo regali per la festa della mamma

3. Aggiustare le cose che si rompono

Evitando di arrendersi all’obsolescenza programmata e alla sfortuna, e rifiutando il luogo comune secondo il quale solo gli uomini sono avvezzi a maneggiare chiavi, cacciaviti e pinze. Tenere in borsetta un multi-attrezzo leggero e di design può essere un’idea divertente, oltre che green. E un buon sistema per sconfiggere i pregiudizi.

4. Regali per la festa della mamma green: fare l’orto

Non serve un giardino, e neanche un balcone. Basta un piccolo spazio in casa per coltivare erbe, piante e finanche piccoli alberi, magari scegliendo appositi kit con fertilizzante naturale e vasetti compostabili. Un’idea dolce ed economica per i regali per la festa della mamma.

5. Preferire i materiali naturali

Il legno, la carta, il cotone, il bambù, e gli altri materiali naturali non sono spesso rinnovabili e sostenibili. Sono anche capaci di regalare un confort maggiore rispetto al sintetico, e di restituire un’esperienza sensoriale più complessa e piacevole, soprattutto per chi è costretta a stare seduta al pc per ore e ore. Provare per credere.

6. Portarsi il pranzo da casa

Meno imballaggi, prodotti più sani e più freschi. E anche tanti soldi risparmiati. Preparare qualcosa da mangiare al lavoro, o durante le gite in famiglia, è sicuramente un buon modo per essere una mamma green. A patto di scegliere – o di richiederlo tra i regali per la festa della mamma – un lunch box ecologico, resistente, pratico e semplice da pulire. E possibilmente fichissimo.

regali per la festa della mamma troppotogo

7. Andare in bicicletta

Senza mai dimenticare la sicurezza. Perché anche una mamma green deve essere prudente e saggia, magari dedicando a se stessa, come regalo per la festa della mamma, un bel clacson con luci universale.

8. Fare da sé

Questo è il punto su cui, personalmente, ho più da lavorare. Produrre in casa quello che è possibile (cibi, indumenti, giocattoli etc) permette sicuramente di inquinare meno, oltre che risparmiare un bel po’ di soldini. E poi, volete mettere la soddisfazione senza pari di riuscire a farsi il formaggio in casa?

Post in collaborazione con Troppotogo, un ecommerce originale strapieno di regali per la festa della mamma e per ogni occasione. Regali green, regali cool, regali importanti o spiritosi: ce n’è davvero per tutti i gusti, da ordinare con un click e da ricevere direttamente a casa propria nel giro di pochi giorni.

30 Aprile 2018 0 Commenti
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essere madre

Cose improbabili che ti ritrovi in casa quando hai dei figli

by Silvana Santo - Una mamma green 6 Aprile 2016

Quando hai dei figli, ti ritrovi chissà come la casa progressivamente invasa di oggetti stravaganti e spesso inutili. Oppure di cose che, nella tua vita di prima, neanche sapevi esistessero. In pratica è un po’ come vivere in un posto a metà tra una discarica abusiva e una installazione artistica del Grande Neil di Art Attack. Ma senza Muciaccia che vi dica “fatto?” ogni volta che andate in bagno, per fortuna.

Provo a stilarne un elenco del tutto parziale.

 

Dinosauri. Spesso colorati in modo assai irrealistico.

Etichette, involucri e ritagli di carta completamente inutil di vitale importanza per gli abitanti bassi della casa.

Biscotti a forma di animale. Inclusi i dinosauri.

Supposte.

Gusci delle sorpresine delle uova di cioccolato.

Pompette per aspirare il moccio. Con la bocca.

Asciugamani bianchi quadrati.

Plastilina fossile. Talvolta a forma di dinosauro.

Cappucci di pennarelli. E la cosa più bizzarra è che di solito dei pennarelli si perdono definitivamente le tracce a non più di 36 ore dall’acquisto.

Coltelli che non tagliano, forchette che non infilzano, cucchiai che non cucchiano.

Minuscoli calzini spaiati (ma quelli in effetti c’erano anche prima, solo che non erano minuscoli. O anche sì, se portate il 35 di piede come la sottoscritta).

Residui di cibo di epoche varie.

Mozziconi di matite, gessetti colorati e pastelli a cera.

Amici immaginari.

Reperti in stile Piero&Alberto Angela: pigne, sassi, conchiglie, ramoscelli (se trovate anche i dinosauri fatemi un fischio).

Lavoretti del nido, dell’asilo e della scuola elementare. E voi che pensavate di aver bisogno di spazio per conservare i regali della lista nozze.

Fogli con contorni tremolanti di manine.

Carcasse di cellulari, tastiere, telecomandi e calcolatrici (chi si ricordava che esistono le calcolatrici?!) che dovrebbero salvare i dispositivi funzionanti dalla distruzione. Peccato che un bambino di 4 mesi sia già perfettamente in grado di distinguere un telefono “vero” da un surrogato morto, finto o semplicemente obsoleto.

Prescrizioni del pediatra. Io le attacco al frigorifero, ne ho una collezione che potrebbe valermi una laurea ad honorem in farmacologia pediatrica.

Spazzolini da denti con i piedi.

Cosa dimentico? Sono certa che l’elenco può allungarsi ancora notevolmente.

 

6 Aprile 2016 13 Commenti
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mamma green

Asilo nido: 5 consigli per risparmiare e inquinare meno

by Silvana Santo - Una mamma green 21 Settembre 2015

Non è solo la retta scolastica. Tra latte, pannolini e benzina per il tragitto casa-scuola, il nido e l’asilo comportano costi aggiuntivi che rischiano di pesare non poco sul bilancio familiare. Per non parlare dell’impatto sull’ambiente. Ecco qualche consiglio per rendere più sostenibile, e soprattutto più economica, la vita scolastica dei più piccoli.

Pannolini
Molti nidi accettano senza problemi i pannolini lavabili. Informati (ed eventualmente insisti) presso la struttura che hai scelto per tuo figlio. Ricordati di lasciare alle maestre, oltre a un buon numero di panni di stoffa, già “assemblati” e pronti all’uso, una cosiddetta wet bag, ovvero una borsa richiudibile e impermeabile in cui riporre i pannolini sporchi.

Latte
Molte normative regionali prevedono che, con determinati accorgimenti, i bambini allattati al seno possano continuare ad assumere latte materno anche mentre sono al nido. Se allatti tuo figlio, informati sulle norme in vigore nella tua regione e accordati con le maestre su come conservare e somministrare le poppate. Ogni giorno lascia al nido la quantità di latte necessaria per l’intera giornata più un extra per le emergenze. Suddividilo in singole poppate, già pronte in altrettanti biberon (meglio se di vetro). Ogni biberon va “sigillato”, prima di avvitare la tettarella, con un’etichetta con il nome del bambino, la data e il numero della poppata (partendo dal latte più “vecchio” a quello più fresco). Trasporta il latte a scuola in borse termiche opportunamente refrigerate. Se la tua scuola non accetta l’ingresso di latte umano, prova, logistica permettendo, a organizzarti per allattare direttamente tuo figlio a scuola.

Merenda
Molte strutture scolastiche non consentono l’introduzione di alimenti e bevande dall’esterno. Se invece il nido di tuo figlio prevede che i bambini portino la merenda da casa, punta su spuntini naturali e preparati in casa, come un piccolo panino con marmellata, biscotti fatti in casa, carote crude o della frutta a tocchetti (puoi irrorarla con succo di arancia o limone per evitare che si ossidi). Scegli un contenitore riutilizzabile e lavabile, con materiali resistenti e un sistema di chiusura semplice da utilizzare.

Pasti
Chiedi alle maestre se la mensa del nido impiega stoviglie riutilizzabili. In caso contrario, proponi di equipaggiare tuo figlio con piatto, bicchiere e posate lavabili e infrangibili, e suggerisci alle altre mamme di fare altrettanto. Se il regolamento scolastico non lo consente, promuovi l’uso di stoviglie monouso biodegradabili e compostabili. Fornisci a tuo figlio bavaglini (ed eventualmente tovaglioli) di stoffa.

Spostamenti
Se possibile, accompagna tuo figlio a scuola a piedi o in bicicletta. Se non puoi farlo personalmente, informati sui servizi di “pedibus” organizzati in molte città dai Comuni, da associazioni locali o dalle singole scuole, anche per bimbi in età da nido. In alternativa, prova a organizzare con altri genitori dei turni per accompagnare e riprendere i bambini a piedi.

Questo post partecipa al progetto di coblogging #mammealnaturale promosso da Il bambino naturale. Il tema di questo mese è Una scuola a costo zero (leggete qui gli altri contributi).

21 Settembre 2015 0 Commenti
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Mi chiamo Silvana Santo e sono una giornalista, blogger e autrice, oltre che la mamma di Davide e Flavia.

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