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	Commenti a: Marcovaldo	</title>
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	<description>Un blog per mamme (e non solo) sempre in cerca di se stesse. Un blog per mamme che viaggiano, lavorano e amano. Libere dai condizionamenti e in contatto con il proprio istinto autentico</description>
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		Di: Bart		</title>
		<link>https://www.unamammagreen.com/marcovaldo/#comment-4214</link>

		<dc:creator><![CDATA[Bart]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 14:25:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche su questo punto abbiamo qualcosa in comune! :-)
Cresciuta in una città di 100.000 abitanti, circondata però dalle campagne, ho trascorso la quasi totalità della mia infanzia all&#039;aperto scorrazzando tra strade periferiche e viottoli in cerca di animali da salvare – i quali, molto spesso, non avevano alcun bisogno né intenzione di essere aiutati!!! – nonché arrampicandomi su alberi, muretti e qualsivoglia di verticale incontrassi sul mio cammino. Anch&#039;io avevo un allevamento condiviso con un amico ma di lucertole, che catturavo con una velocità e perizia notevoli, osservavo crescere e riprodursi quindi liberavo.
Diventata adulta e presa dagli impegni di studio, ho temporaneamente soffocato la mia innata attrazione verso la natura e le sue meraviglie... e il fatto di dover frequentare l&#039;università a Milano, città oltremodo deprimente (naturalisticamente parlando), non ha certo aiutato un ritorno di fiamma. Che però è inesorabilmente avvenuto qualche anno dopo quando, con mio marito, ho riscoperto e rafforzato il mio amore per fauna e flora in generale. Da qui i libri di botanica, i viaggi in Africa, il birdwatching, le proteste animaliste… Anche noi abbiamo avuto l&#039;occasione (e il privilegio) di salvare cani, gatti, innumerevoli insetti e aracnidi, rondoni, merli, passerotti… anche se, come abbiamo appreso da un attivista LIPU, salvo rare eccezioni e se non ci sono pericoli imminenti i piccoli caduti dal nido non vanno MAI presi e portati via, bensì lasciati sul posto dove i genitori torneranno a prendersene cura. Poi è stata la volta anche per noi del pipistrellino, rimasto chiuso accidentalmente nell&#039;armadietto portascope sul balcone e trovato dalla nostra gatta, che ho premurosamente reidratato facendolo bere tramite un cotton-fioc imbevuto d&#039;acqua e aiutato a riprendere il volo. Poi c&#039;è stato il rospo, la cui zampetta era rimasta incastrata in una grata nel cortile e che, dopo averlo scaldato fra le mani, ho liberato in una risaia. E per ultimo la nutria, trovata nel giardino del nostro condominio, per la cui gestione (era terrorizzata e potenzialmente pericolosa) abbiamo dovuto rivolgerci ai vigili del fuoco che l&#039;hanno catturata e rilasciata in un canale limitrofo.
Ora che ho un bambino di quasi sei anni, trasmettere l&#039;amore per la natura e ciò che ho imparato nel corso degli anni non è solo un&#039;esigenza, ma è diventato via via un piacere irrinunciabile… Gli abbiamo insegnato l&#039;osservazione paziente e rispettosa, e che non esistono alberi e uccellini ma liquidambar, liriodendri, codibugnoli… ogni essere ha un suo nome e caratteristiche specifiche, ed è incredibile scoprire quanta biodiversità possa esistere nel proprio giardino o nel parco cittadino. Cresciuto con i nostri racconti e le foto della savana, alla tenera età di tre anni spiegava pazientemente al nonno che la &quot;gazzella&quot; vista nella foto su un giornale era più correttamente definibile quale kudu! Quando andiamo al mare in Sardegna, snobbando la bella casa dei miei suoceri di fronte alla Maddalena, ci rifugiamo in uno spartano agriturismo dove il nostro cucciolo sperimenta in libertà il contatto ravvicinato con la natura e gli animali, dal farsi camminare addosso grilli e mantidi al presenziare, perché no, allo squartamento del maiale che mangerà a cena (ha deciso di mangiare la carne e dunque ci sembra giusto assecondare la sua curiosità, decisamente scientifica e per nulla macabra, di sapere come avvenga la macellazione). Non solo non si è sconvolto per la scena cruenta, alla quale io stessa non mi sono sentita in grado di assistere, ma, nonostante sia sempre stato uno strenuo difensore degli animali di tutti i generi (e guai a torcere un pelo o un&#039;antenna in sua presenza!), sembra abbia in qualche modo accettato anche l&#039;esistenza della morte nel ciclo naturale della vita…
In definitiva la natura per me è Dio, ed è fonte di infinita bellezza. Come dici giustamente tu, è anche salvezza, probabilmente la nostra unica via di salvezza dalle bruttezze di un&#039;umanità sempre più disumana. Dal suo contatto cerco serenità, rifugio, ispirazione e talvolta consolazione… e questa è forse l&#039;eredità più importante che lascerò a mio figlio, e che spero contribuisca a rendere più ricca, emozionante e poetica la sua vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche su questo punto abbiamo qualcosa in comune! 🙂<br />
Cresciuta in una città di 100.000 abitanti, circondata però dalle campagne, ho trascorso la quasi totalità della mia infanzia all&#8217;aperto scorrazzando tra strade periferiche e viottoli in cerca di animali da salvare – i quali, molto spesso, non avevano alcun bisogno né intenzione di essere aiutati!!! – nonché arrampicandomi su alberi, muretti e qualsivoglia di verticale incontrassi sul mio cammino. Anch&#8217;io avevo un allevamento condiviso con un amico ma di lucertole, che catturavo con una velocità e perizia notevoli, osservavo crescere e riprodursi quindi liberavo.<br />
Diventata adulta e presa dagli impegni di studio, ho temporaneamente soffocato la mia innata attrazione verso la natura e le sue meraviglie&#8230; e il fatto di dover frequentare l&#8217;università a Milano, città oltremodo deprimente (naturalisticamente parlando), non ha certo aiutato un ritorno di fiamma. Che però è inesorabilmente avvenuto qualche anno dopo quando, con mio marito, ho riscoperto e rafforzato il mio amore per fauna e flora in generale. Da qui i libri di botanica, i viaggi in Africa, il birdwatching, le proteste animaliste… Anche noi abbiamo avuto l&#8217;occasione (e il privilegio) di salvare cani, gatti, innumerevoli insetti e aracnidi, rondoni, merli, passerotti… anche se, come abbiamo appreso da un attivista LIPU, salvo rare eccezioni e se non ci sono pericoli imminenti i piccoli caduti dal nido non vanno MAI presi e portati via, bensì lasciati sul posto dove i genitori torneranno a prendersene cura. Poi è stata la volta anche per noi del pipistrellino, rimasto chiuso accidentalmente nell&#8217;armadietto portascope sul balcone e trovato dalla nostra gatta, che ho premurosamente reidratato facendolo bere tramite un cotton-fioc imbevuto d&#8217;acqua e aiutato a riprendere il volo. Poi c&#8217;è stato il rospo, la cui zampetta era rimasta incastrata in una grata nel cortile e che, dopo averlo scaldato fra le mani, ho liberato in una risaia. E per ultimo la nutria, trovata nel giardino del nostro condominio, per la cui gestione (era terrorizzata e potenzialmente pericolosa) abbiamo dovuto rivolgerci ai vigili del fuoco che l&#8217;hanno catturata e rilasciata in un canale limitrofo.<br />
Ora che ho un bambino di quasi sei anni, trasmettere l&#8217;amore per la natura e ciò che ho imparato nel corso degli anni non è solo un&#8217;esigenza, ma è diventato via via un piacere irrinunciabile… Gli abbiamo insegnato l&#8217;osservazione paziente e rispettosa, e che non esistono alberi e uccellini ma liquidambar, liriodendri, codibugnoli… ogni essere ha un suo nome e caratteristiche specifiche, ed è incredibile scoprire quanta biodiversità possa esistere nel proprio giardino o nel parco cittadino. Cresciuto con i nostri racconti e le foto della savana, alla tenera età di tre anni spiegava pazientemente al nonno che la &#8220;gazzella&#8221; vista nella foto su un giornale era più correttamente definibile quale kudu! Quando andiamo al mare in Sardegna, snobbando la bella casa dei miei suoceri di fronte alla Maddalena, ci rifugiamo in uno spartano agriturismo dove il nostro cucciolo sperimenta in libertà il contatto ravvicinato con la natura e gli animali, dal farsi camminare addosso grilli e mantidi al presenziare, perché no, allo squartamento del maiale che mangerà a cena (ha deciso di mangiare la carne e dunque ci sembra giusto assecondare la sua curiosità, decisamente scientifica e per nulla macabra, di sapere come avvenga la macellazione). Non solo non si è sconvolto per la scena cruenta, alla quale io stessa non mi sono sentita in grado di assistere, ma, nonostante sia sempre stato uno strenuo difensore degli animali di tutti i generi (e guai a torcere un pelo o un&#8217;antenna in sua presenza!), sembra abbia in qualche modo accettato anche l&#8217;esistenza della morte nel ciclo naturale della vita…<br />
In definitiva la natura per me è Dio, ed è fonte di infinita bellezza. Come dici giustamente tu, è anche salvezza, probabilmente la nostra unica via di salvezza dalle bruttezze di un&#8217;umanità sempre più disumana. Dal suo contatto cerco serenità, rifugio, ispirazione e talvolta consolazione… e questa è forse l&#8217;eredità più importante che lascerò a mio figlio, e che spero contribuisca a rendere più ricca, emozionante e poetica la sua vita.</p>
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		Di: Lucia Malanotteno		</title>
		<link>https://www.unamammagreen.com/marcovaldo/#comment-4213</link>

		<dc:creator><![CDATA[Lucia Malanotteno]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 09:44:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Come capisco questo post! Io vivo nella provincia più provincia. L&#039;Umbria è associata al verde da molti, e la mia città per quanto sia la terza della regione è piccola (i 60000 abitanti che ha sono per buona parte in montagna!) Eppure con mio marito abbiamo deciso di trasferirci verso la campagna. Perchè nonostante questo ci sono problemi di inquinamento che mi fanno arrabbiare (come si fa? Si arriva ovunque a piedi o in bici!), perchè non c&#039;è così tanta natura in troppi quartieri, perchè è difficile trovare un campo di girasoli (quando ero piccola mi bastavano 5 minuti per passeggiarci!). Forse esagero ma io sono cresciuta fuori, all&#039;aperto e vorrei che anche mio figlio potesse!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come capisco questo post! Io vivo nella provincia più provincia. L&#8217;Umbria è associata al verde da molti, e la mia città per quanto sia la terza della regione è piccola (i 60000 abitanti che ha sono per buona parte in montagna!) Eppure con mio marito abbiamo deciso di trasferirci verso la campagna. Perchè nonostante questo ci sono problemi di inquinamento che mi fanno arrabbiare (come si fa? Si arriva ovunque a piedi o in bici!), perchè non c&#8217;è così tanta natura in troppi quartieri, perchè è difficile trovare un campo di girasoli (quando ero piccola mi bastavano 5 minuti per passeggiarci!). Forse esagero ma io sono cresciuta fuori, all&#8217;aperto e vorrei che anche mio figlio potesse!</p>
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