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verdura e frutta di stagione biologica
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Frutta di stagione bio: perché la preferisco e come la scelgo

by Silvana Santo - Una mamma green 2 Settembre 2020

Sono lontani i tempi in cui avevamo accesso solo a verdura e frutta di stagione: le moderne tecniche di coltivazione dei prodotti ortofrutticoli, ma anche le maggiori possibilità di conservarli e trasportarli anche a distanze enormi hanno riempito progressivamente i supermercati di alimenti che non seguono la stagionalità naturale dei raccolti. Trovare in vendita le fragole a Natale, insomma, non è più così impossibile. Ci sono molte ragioni, però, per preferire comunque la verdura e la frutta di stagione, meglio ancora se biologica. Ed esiste un modo interattivo e divertente per riuscire a scegliere i prodotti migliori mese per mese: l’Albero della stagionalità, che vi racconterò in questo post!

albero della stagionalità per la frutta di stagione

La frutta di stagione è più buona

La natura dà il meglio di sé quando le viene appunto consentito di esprimersi al meglio, con spontaneità. La frutta di stagione, così come la verdura, ha di solito proprietà organolettiche che non sono paragonabili a quella dei prodotti consumati “fuori tempo”: sapori, profumi, consistenze e colori raggiungono il massimo quando viene rispettata la naturalità del raccolto. E, almeno per la mia esperienza, quando si punta sul biologico. La natura, del resto, è generosa e piena di fantasia: in ogni stagione ci regala una varietà di colori, gusti e aromi in grado di soddisfare i palati più esigenti e di assicurarci un pieno di acqua, fibre, vitamine, minerali e altri elementi fondamentali per il nostro benessere. Anzi: rispettare la stagionalità di frutta e verdura può essere l’occasione perfetta per assaggiare nuovi prodotti e sperimentare ricette alternative, magari riscoprendo i sapori della tradizione gastronomica del nostro territorio.

frutta di stagione bio

Verdura e frutta di stagione bio sono più green

La frutta e la verdura fuori stagione sono prodotte in serre, spesso riscaldate e illuminate artificialmente, con maggiori quantità di pesticidi e concimi di sintesi rispetto alle colture che assecondano i tempi naturali. Oppure provengono da luoghi di coltivazione molto lontani da quelli di consumo, con un importante dispendio di carburante e di antiparassitari per sopportare il lungo viaggio. In altre parole, inquinano di più e sono potenzialmente più inquinate. La scelta di prodotti di stagione, meglio ancora se coltivati secondo i crismi dell’agricoltura biologica, permettono di ridurre l’impatto sull’ambiente, grazie a una filiera produttiva che esclude l’impiego di pesticidi e fertilizzanti sintetici e che riduce gli sprechi idrici e lo sfruttamento del suolo.

frutta e verdura biologica di stagione

I prodotti di stagione costano meno

Normalmente, mettere nel carrello prodotti ortofrutticoli di stagione, anche quando si tratta di cibi biologici, permette di spendere meno (in qualche caso, anche considerevolmente meno) rispetto all’acquisto di prodotti fuori stagione che, per il loro processo produttivo più “artificiale” o per la provenienza da territori lontani, hanno di norma un costo più alto. Rispettare la stagionalità della natura, insomma, fa bene anche al bilancio familiare.

frutta biologica di stagione

Come scegliere verdura e frutta di stagione

Un modo davvero semplice e divertente per individuare i prodotti di stagione mese per mese, magari coinvolgendo i bambini in un passatempo simpatico e allo stesso tempo istruttivo, è l’Albero della Stagionalità che trovate sul sito di Made in nature, un bellissimo progetto nato per promuovere la cultura del biologico in diversi paesi europei. L’Albero virtuale è davvero di immediato utilizzo, basta scegliere un mese sul calendario per accedere ai frutti e agli ortaggi che la terra ci regala in quel periodo. Cliccando sui disegni dei vari prodotti, inoltre, si possono leggere utili informazioni sulle loro caratteristiche e proprietà. La grafica è molto accattivante, anche per i bambini, che in questo modo potranno, con un semplice clic, imparare tante cose nuove sulla natura e sui suoi preziosi “tesori”, conoscere il valore della stagionalità dei prodotti e magari mangiare la verdura anche più volentieri!

come scegliere la frutta di stagione

Voi cosa ne pensate? Portate in tavola solo prodotti di stagione, oppure vi concedete qualche prelibatezza “fuori tempo”? Ritenete di essere sufficientemente informati sulla stagionalità di frutta e verdura?

 

Post realizzato con l’assistenza di Made in Nature

albero della stagionalità della frutta

2 Settembre 2020 0 Commenti
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perché adottare un alveare
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Perché adottare un alveare e come farlo

by Silvana Santo - Una mamma green 11 Giugno 2020

Avete mai pensato di adottare un alveare? Un gesto semplice e alla portata di tutti, un piccolissimo investimento che può fare davvero la differenza per la salvaguardia della natura e la protezione di questi piccoli meravigliosi insetti che rischiano di estinguersi. Adottare un alveare, inoltre, rappresenta un’occasione unica per i bambini, per avvicinarli al mondo dell’apicoltura e conoscere da vicino la straordinaria società delle api e i “miracoli” che riescono a compiere. E offre anche, non da ultimo, la possibilità di ricevere direttamente a casa propria una fornitura preziosa di “dolcissimo oro”, oppure di fare un regalo originale e green.

Se volete saperne di più, vi racconto come funziona l’adozione di un alveare e, soprattutto, perché farlo!

Perché adottare un alveare: senza api non si mangia

Le api sono fondamentali per la nostra vita: sono loro che, grazie all’impollinazione, ci permettono di portare in tavola molti frutti e molte verdure per noi irrinunciabili. Solo in Europa, circa quattromila diverse colture dipendono dal “lavoro” quotidiano e infaticabile delle api. Garantire la loro sopravvivenza sulla Terra significa dunque garantire l’esistenza stessa della specie umana, che altrimenti dovrebbe fare i conti con problemi serissimi di approvvigionamento di prodotti agricoli.

Paladine della biodiversità

Non è solo una questione di “pappa” per noi umani: la presenza delle api come impollinatori assicura la sopravvivenza di migliaia di specie vegetali, che altrimenti non potrebbero più riprodursi. A cascata, mantenere in salute piante e alberi offre habitat, rifugio e nutrimento alla fauna, contribuisce all’equilibrio climatico (già messo a dura prova dal riscaldamento globale) e previene il dissesto idrogeologico. In generale, adottare un alveare e proteggere le api significa dare un contributo molto importante alla tutela di interi ecosistemi.

come adottare un alveare

Tutto il bello del miele

Il miele non solo è una leccornia di cui l’umanità gode da millenni: gli antichi egizi già allevavano le api per raccoglierlo, mentre per i Greci era “il cibo degli dei”. Il miele vanta anche proprietà antinfiammatorie e antibiotiche e contiene vitamine, minerali e antiossidanti. È inoltre uno dei prodotti alimentari più “naturali” che ci siano e, nel caso del miele “grezzo”, non subisce alcun tipo di pastorizzazione, cottura, trattamento o addizione di sostanze. Adottare un alveare significa assicurarsi una preziosa (e deliziosa!) scorta di miele, da utilizzare in purezza o in mille ricette dolci e salate. Io, per esempio, adoro impiegarlo in preparazioni di ispirazione orientale, come il salmone caramellato, il pollo in salsa teriyaki o i gamberi cotti sulla piastra giapponese.

Altri tesori dell’alveare

Dentro un alveare si producono anche molte altre materie prime dalle proprietà insostituibili. Dalla propoli alla pappa reale, dalla cera d’api al polline stesso, alle api si deve un vero e proprio forziere di tesori naturali, che l’uomo conosce e apprezza fin dalla notte dei tempi.

Le api sono in pericolo

Nonostante il ruolo inestimabile e unico che ricoprono negli equilibri ambientali e nella vita dell’uomo, le api sono attualmente minacciate di estinzione. Negli ultimi decenni, il loro numero è calato costantemente a causa dell’uso sempre più massiccio di pesticidi, della perdita di habitat, della diffusione di parassiti provenienti da altri ambienti. Anche il pregiudizio che a volte gli uomini hanno nei loro confronti rischia di aggravare ulteriormente la situazione. Adottare un alveare significa preservare nel modo più concreto e immediato possibile una popolazione di api, preziose impollinatrici e generose alleate dell’uomo.

Una storia e una cultura millenarie

Se le api sono a rischio, lo è ovviamente anche l’apicoltura, che vanta migliaia di anni di storia e di cultura, di tecniche e conoscenze spesso tramandate di generazione in generazione, da famiglie che allevano le api con passione e amore a stretto contatto con la natura. Sostenere un apicoltore non significa solo aiutare lui/lei e la sua famiglia, ma anche contribuire alla tutela di un patrimonio millenario e insostituibile di saperi, tradizioni e buone pratiche.

Come adottare un alveare

Con 3Bee adottare un alveare è estremamente semplice: basta andare sul loro sito, scegliere l’apicoltore che si vuole sostenere tra le tante realtà in tutta Italia e selezionare la formula con cui si vuole sostenere il progetto. I piani di adozione degli alveari partono da un costo di appena 12 euro l’anno, ma già con un investimento di poco superiore (21 euro) è possibile assicurarsi una piccola fornitura annua di miele. Oltre al prezioso “cibo degli dei”, potrete visitare virtualmente l’alveare che avete deciso di adottare e seguirne le novità e l’evoluzione nel tempo (personalmente, ho rinunciato a parte del mio compenso per questa collaborazione per adottare un alveare con il piano “La Queen”, vi racconterò più avanti l’esperienza di monitoraggio a distanza dal punto di vista di Davide e Flavia). A me sembra anche una perfetta idea regalo, adatta a tutte le esigenze e a tutte le tasche.

adottare un alveare: consigli

Voi cosa ne pensate? Vi piace il miele, lo utilizzate sulla vostra tavola? Ditemi la vostra nei commenti o sulla mia pagina Facebook.

Post realizzato con l’assistenza di 3Bee

La foto di copertina e quella delle arnie sono di Azienda Agricola Borgo al Mezzanino

 

11 Giugno 2020 5 Commenti
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giochi da giardino in legno
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La “fase 2”dei bambini: giochi da giardino e altri acquisti utili

by Silvana Santo - Una mamma green 12 Maggio 2020

I giochi da giardino per la fase 2 dei bambini basteranno a renderli sereni come al solito?

La primavera che ci apprestiamo a vivere (o meglio la parte che ne rimane) e l’estate che verrà dopo di lei non saranno come quelle a cui siamo abituati. La necessità di convivere con il Coronavirus imporrà un cambiamento più o meno radicale delle nostre abitudini quotidiane, limitando ancora a lungo la nostra libertà di movimento e quella dei nostri figli. Non sappiamo ancora se i bambini potranno frequentare centri estivi, piscine pubbliche e altre realtà di aggregazione e, soprattutto per chi – come la mia famiglia – vive in zone urbane, senza boschi, spiagge e aree naturali a disposizione, la situazione potrebbe presentare alcune difficoltà. Come fare, allora, per affrontare i mesi di “semi-libertà” che ci aspettano, e rendere comunque piacevole questa insolita bella stagione? Ecco qualche idea per affrontare al meglio la “fase 2” della pandemia insieme ai nostri figli.

giochi da giardino per bambini in legno

1. Giochi da giardino per la fase 2 dei bambini

Partiamo dalle basi: i giochi da giardino sono un must per bambini di tutte le età, e in questo periodo in cui le aree attrezzate pubbliche sono chiuse (o comunque accessibili con tutta una serie di restrizioni) sono la soluzione ideale per divertirsi all’aperto. Ci vuole, evidentemente, il privilegio di uno spazio a disposizione, ma è vero anche che non servono ettari di parco per poter installare una altalena o un altro tipo di gioco da esterni. Il mio consiglio è di cercare di sfruttare non solo giardini e terrazzi, ma anche zone che normalmente si tende a non utilizzare in quest’ottica, come balconi, cortili asfaltati o anche aree condominiali (potreste valutare di condividere l’acquisto con i vicini di casa e, in questo periodo di incertezza legato alla pandemia utilizzare i giochi da giardino per la fase 2 dei bambini a turno, disinfettandoli prima e dopo l’uso). Date un’occhiata, per esempio, ai giochi da giardino in legno di Wickey e Fatmoose, che oltre a essere di qualità e bellissimi, sono super versatili. Le postazioni da gioco Wickey, per esempio, possono essere installate in autonomia e offrono una gamma di temi molto varia, dai cavalieri ai pirati, dagli esploratori al mondo fatato degli unicorni. Fatmoose, invece, offre giochi da esterni in legno massiccio, personalizzabili, espandibili e modulabili secondo le proprie esigenze.

giochi da giardino in legno wickey

2. Sabbiera

Siamo sempre nel campo dei giochi da giardino per la fase 2 dei bambini, ma con meno esigenze di budget e di spazio. Per chi ha poco spazio, soprattutto se i bambini sono piccoli, mi sento di consigliare un piccolo investimento per acquistare una sabbiera. Sul mercato se ne trovano di ogni tipo, con materiali, dimensioni e caratteristiche diverse (e adatte più o meno a tutte le tasche). Quando Davide e Flavia erano più piccoli, hanno passato lunghi pomeriggi a fare travasi e giocare con secchiello e paletta, immaginando di trovarsi beatamente in spiaggia. Se potete, preferite una sabbiera con coperchio, e procuratevi della sabbia specifica (io usavo della sabbia di fiume acquistata nei negozi di bricolage, ma non era l’ideale).

3. Cassa bluetooth

La tecnologia ha rivelato tutto il suo immenso potenziale proprio in questi interminabili mesi di reclusione. Basta davvero un minimo investimento per acquistare una cassa bluetooth che vi garantirà lunghe ore di divertimento (o relax) assieme ai bambini. Noi ne abbiamo due, le utilizziamo tutti i giorni e non potremmo più farne a meno. Ne abbiamo una in casa, che sfruttiamo per ascoltare la musica nei momenti più disparati: mentre facciamo le pulizie, mentre mettiamo in ordine la cameretta (sigh!), mentre prepariamo la cena o ci concediamo un aperitivo. Durante il lockdown, la musica ci ha spesso accompagnato anche nelle infinite partite a Monopoli, Uno e tanti altri giochi di società. L’altra cassa bluetooth la utilizziamo in giardino, in auto e finanche in vacanza (quando era possibile andarci, ri-sigh), quindi si tratta senza dubbio di un acquisto che si rivelerà utile anche quando saremo finalmente usciti dall’emergenza Coronavirus. Valutate davvero di acquistarne una, per regalarvi infinite sessioni di ballo e karaoke e affrontare al meglio la famigerata “fase 2”, magari mentre i bambini si divertono coi giochi da giardino e l’altalena.

4. Kit per allevare bruchi e farfalle

Se non avete proprio la possibilità di installare dei giochi da giardino per la fase 2 dei bambini, questa mi pare un’idea davvero geniale per avvicinare i bambini alla natura, educarli alla pazienza, alla cura e al rispetto delle creature e dare anche un piccolo contributo all’ecosistema urbano. Mi sembra anche un’esperienza perfetta per questo strano tempo di “attesa” e lentezza che stiamo vivendo. Per allevare dei bruchi non occorre avere a disposizione un giardino, perché l’intero processo deve avvenire in un ambiente fresco e riparato dalla luce solare (ovviamente andranno poi liberate le farfalle!). Io sto valutando da qualche settimana l’acquisto di un kit, vi aggiornerò naturalmente sulla mia decisione. Vi sconsiglio invece di acquistare in modo impulsivo animali domestici come cani, gatti, roditori o rettili. Mi rendo conto che possano rappresentare un grande stimolo per i bambini in questo periodo così difficile, ma la scelta di adottare un animale dovrebbe essere sempre ponderata al meglio, e a mio parere sarebbe meglio non farla sull’onda si situazioni o stati d’animo particolari.

farfalle da allevare con bambini

5. Kit per coltivare funghi

Se non ve la sentite di tentare con i bruchi, potete cominciare con un kit per la coltivazione di funghi, più semplice e meno impegnativa anche dal punto di vista dell’investimento emotivo. In commercio esistono diverse alternative, tutte abbastanza low cost, che permettono di avviare la coltivazione con facilità nella propria cucina. Noi ne abbiamo ricevuto uno in regalo, qualche tempo fa, ed è stato molto semplice e divertente, per Davide e Flavia, “accudire” i funghi (che poi abbiamo usato con soddisfazione per preparare un risotto!).

6. Piscina o vaschetta

L’acqua rappresenta l’elemento originario per ognuno di noi ed è perfetta, per la mia esperienza, per riportare i bambini a contatto con la natura e dar loro la possibilità di spendere in modo costruttivo energie fisiche e nervose. Anche in questo caso, ovviamente, non tutti abbiamo a disposizione lo stesso spazio e le stesse possibilità, ma vi assicuro che anche una semplice vasca da bagno o una piccola vaschetta pieghevole appoggiata nel box doccia possono regalare un po’ di libertà e divertimento ai bambini piccoli (e offrire ai genitori un diversivo semplice ed efficace). Se disponete di uno spazio all’aperto e riuscite a procurarvi una piccola piscina gonfiabile o pieghevole e una sabbiera, sarete in grado di allestire una piccola spiaggia domestica, in attesa di tornare a divertirci su quelle vere! E se siete ancora più fortunati da poter associare alla piscina uno scivolo o altri giochi da giardino, direi che mi prenoto per passare l’estate a casa vostra!

giochi da fare in giardino con i bambini

7. Walkie-Talkie

Per chi non ha spazio, o ha un budget piccolo piccolo da investire, un suggerimento semplice ma efficace può essere quello dei walkie-talkie, che sono perfetti per simulare “l’avventura” anche in un cortile di città o in un appartamento.

8. Semi e bulbi

Un altro grande classico, perfetto per “surrogare” al meglio il contatto con gli elementi naturali. Bastano, ovviamente, qualche bustina di semi, dei bulbi e alcuni vasetti, ma potete anche optare per kit di giardinaggio e orticoltura specifici per bambini. Potete sbizzarrirvi nella creazione di un orto verticale, oppure riciclare pallet o cassette di frutta per realizzare il vostro piccolo orto. Se non disponete neanche di un balcone, potete allestire una piccola serra domestica per piante aromatiche, partendo da un kit completo oppure mettendo assieme i vari componenti.

seminare l'orto con i bambini

Come vi state attrezzando per questa insolita bella stagione? Avete altri suggerimenti per rendere la “fase 2” della pandemia da Coronavirus più divertente per i bambini? Scriveteli nei commenti o sulla mia pagina Facebook!

 

Post realizzato con l’assistenza di Wickey e Fatmoose

giochi da esterni in legno

 

12 Maggio 2020 6 Commenti
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etichette personalizzate per bambini
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Perché le etichette personalizzate diventeranno le tue migliori amiche

by Silvana Santo - Una mamma green 24 Febbraio 2020

Se hai dei figli in età da asilo o da scuola primaria, lascia i cani a Licia Colò e i diamanti a Marilyn Monroe: le tue migliori amiche, da questo momento, saranno le etichette personalizzate per contrassegnare gli oggetti di proprietà di tuo figlio (e, in qualche circostanza, tuo figlio stesso!). Non ci credi? Ecco perché le etichette personalizzate diventeranno le tue migliori amiche.

etichette personalizzate per il materiale scolastico

1. Il buco nero sotto la scuola elementare

Le scuole elementari non sono edifici normali: sono buchi neri, tunnel spazio-temporali, portali magici spalancati sugli antri di creature invisibili che si nutrono di pastelli colorati, penne cancelline, gomme per cancellare, forbici e colle stick. Si narra che un giovane dottorando in antropologia sia scomparso per sempre mentre cercava di scoprire dove scompaiono per sempre i temperamatite e i pennarelli dei bambini di prima (qualche bidello giura di aver sentito il suo canto in un giorno di solstizio, alla fine dell’ora di educazione motoria). Le etichette personalizzate, in effetti, nulla possono contro il campo gravitazionale potentissimo che attrae il materiale scolastico degli alunni di scuola elementare, ma sono un insostituibile aiuto nel ricondurre a casa le matite e le gomme che, con una consolante regolarità, riescono a ritornare vivi dalla tana del mostro.

etichette personalizzate stikets

2. Meno notifiche per tutti

Secondo uno studio condotto dal giovane antropologo prima di scomparire con onore, una chat di mamme (di scuola, di sport, di catechismo, di inglese, di campo estivo e via dicendo) produce una media di 20 notifiche al giorno, con picchi del 400% a ridosso delle recite natalizie, della festa della mamma e dei saggi di fine anno. Almeno un quarto dei messaggi si riferisce a libri smarriti dalla prole, felpe degli Avengers scomparse dagli spogliatoi, Filippo che porta il 35 ma è rientrato da calcetto con delle Adidas numero 29 e Laura che ha scambiato il suo zaino di Elsa con la cartella della Lazio di Giancarlo. Secondo un mio personalissimo studio empirico, contrassegnare libri, zaini, quaderni e divise scolastiche con delle etichette personalizzate (ne esistono anche di termoadesive per vestiti, ebbene sì) ti permetterà di salvarti dal 15% dei messaggi della chat di mamme, inclusi quelli che avresti dovuto scrivere tu all’ennesimo ritrovamento o smarrimento misterioso.

3. Etichette personalizzate contro l’ipocondria

Allo scoppio della quarta epidemia stagionale di influenza, e soprattutto al terzo “allarme ossiuri” dell’anno scolastico, il pensiero che la borraccia di tuo figlio sia inequivocabilmente marchiata con una etichetta personalizzata che porta il suo nome ti offrirà un parziale ma impagabile sollievo all’ansia da possibile contagio.

etichette personalizzate per la scuola

4. Braccialetti identificativi in viaggio

Viaggiare con i figli è un’esperienza intensa, da ogni punto di vista. Intensa la meraviglia che potrai scorgere nei loro giovani occhi, intensa l’emozione di condividere con loro la scoperta e l’avventura, intensa la fatica nell’accompagnarli in giro per il mondo. E intenso, molto intenso, il mal di pancia che proverai quando avrai l’impressione – fosse anche per soli 15 secondi – di aver smarrito la prole mentre siete in coda al gate in aeroporto, nella selva di ombrelloni di una spiaggia d’agosto, nella folla che si assiepa alla biglietteria di un museo. Dotare i bambini di braccialetti identificativi con nome e numero di telefono, e insegnare loro come agire qualora dovessero perdere di vista mamma e papà (per esempio: rivolgersi al commesso di un negozio o a un agente di polizia e indicare il numero sul braccialetto), può permettere di salvarsi dal panico e ragionare con lucidità, arrivando prima e meglio alla soluzione del problema. O, se sei un tipo scaramantico, prevenire a monte qualsivoglia incidente di questo tipo.

braccialetti personalizzati per bambini

5. La riscossa delle imbranate

A un certo punto della carriera scolastica di tuo figlio, o durante uno qualsiasi degli step della sua vita sociale, riceverai un avviso da un qualche insegnante/allenatore/animatore in cui ti si chiede di “ricamare il nome del bambino” sulla sua uniforme/grembiule/tovaglietta. Ricamare, esattamente. Ora, se sei come la sottoscritta, e quando distribuivano le doti per i lavori manuali eri assieme a me in fila per il bagno, credimi: la soluzione più efficace, dignitosa e fichissima per risolvere la questione sono delle bellissime etichette adesive personalizzate da appiccicare dove occorre in quattro secondi netti. Non solo potrai glissare sulle tue scarse doti di fai-da-te, ma lo farai con uno stile personale e indiscusso.

etichette personalizzate per la scuola

Le mie migliori amiche, che vedete ritratte nelle foto di questo post, sono le etichette personalizzate Stikets per contrassegnare in modo facile, veloce ed efficace cancelleria, vestiti, zaini, valigie, borracce, giocattoli e qualsiasi oggetto vogliate. Nonché i bellissimi (e indistruttibili) braccialetti identificativi anti-smarrimento, che a mio parere sono uno strumento indispensabile in viaggio e nei luoghi molto affollati. Sul sito di Stikets potete trovare diversi “pack” adatti a tutte le esigenze, con pressoché infinite possibilità di personalizzazione: colori, sfondi, font, disegni etc.

Se siete curiosi di provarle, potete utilizzare il codice sconto MGREEN10, valido fino a fine marzo per acquistare le etichette personalizzate Stikets con il 10% di sconto.

24 Febbraio 2020 0 Commenti
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viaggio a Milano con i bambini
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Milano con i bambini: la nostra (bellissima) esperienza

by Silvana Santo - Una mamma green 16 Dicembre 2019

Negli ultimi anni ho viaggiato spesso con la mia famiglia, a volte anche verso destinazioni esotiche o tropicali. Eppure, una delle esperienze di viaggio che mia figlia cita (e chiede di ripetere) con maggiore frequenza è la breve permanenza a Milano con i bambini di qualche tempo fa. Seconda forse solo alla Rovaniemi di Babbo Natale e al deserto dell’Oman, la città della Madonnina è in cima alle preferenze di Flavia. Anche il confronto Roma-Milano – la Città Eterna è un’altra delle destinazioni a lei care – risulta pendere senza dubbi in favore del capoluogo lombardo. E in effetti, devo dire, la cosa non mi sorprende.

visitare Milano con i bambini

Muoversi a Milano con i bambini

Per il nostro breve viaggio a Milano con bambini siamo arrivati in treno da Napoli (ma potete valutare anche il bus, come alternativa più economica rispetto all’aereo, valutate per esempio un autobus per Milano da Roma) e abbiamo alloggiato in un piccolo appartamento in via Paolo Sarpi, nel pieno della vivace Chinatown milanese. Da lì ci siamo spostati sempre con i mezzi pubblici, senza incontrare particolari difficoltà. Devo dire che ho preferito di gran lunga spostarmi con la metropolitana, ma questa è una caratteristica dei miei viaggi coi mezzi pubblici (mi sento sempre più a mio agio a orientarmi in metro rispetto che con i bus), vi consiglio in ogni caso di utilizzare l’app ufficiale dell’azienda di trasporti meneghina “ATM Milano Official App”.

Milano con i bambini: la città delle mille opportunità

Sarà perché durante il nostro weekend milanese abbiamo incontrato tanti amici con i loro figli, sarà per il meteo (era primavera) che è stato in quell’occasione particolarmente generoso, sarà per il lungo viaggio in treno, che ha sempre il sapore di un’avventura o per le numerose attività a misura di bambino che siamo riusciti a fare durante il breve viaggio a Milano, ma anche io ricordo quella fuga primaverile in famiglia come un’esperienza davvero piacevole. La nostra permanenza a Milano con i bambini è stata breve, ma ci ha permesso comunque di vivere molte avventure diverse sia all’aperto che “indoor”. La varietà di proposte di intrattenimento è in grado di accontentare esigenze e i gusti di tutti, a prescindere dalle età e dalle condizioni meteo.

crociera sui navigli a Milano con i bambini

Cosa fare a Milano con i bambini

Personalmente, avevo programmato la trasferta a Milano con tutta la famiglia soprattutto per andare a visitare una mostra itinerante dedicata a Harry Potter, di cui sono una grande fan. L’esibizione si teneva alla Fabbrica del Vapore, che è un luogo che vi consiglio di tenere d’occhio se state organizzando un viaggio a Milano con bambini. Oltre a ospitare mostre, eventi e spettacoli, la location in sé – una vecchia fabbrica di treni e tram recentemente riqualificata – mi è parsa molto interessante, grazie anche agli spazi esterni e all’originale bar. Nel tempo a nostra disposizione, inoltre, siamo riusciti a fare una tappa ai Navigli, inserendo anche una breve crociera in battello che ci ha permesso di scoprire un po’ di cose sulla rete di navigazione milanese (nonché di ammirare un sacco di uccelli acquatici!). La crociera sui Navigli può essere prenotata su questo sito, noi avevamo optato per l’Itinerario della Darsena ma esistono diversi percorsi (sappiate che comunque è una esperienza molto “turistica”). Immancabile naturalmente una sosta in piazza Duomo, anche se la coda e la ressa pazzesca ci hanno impedito, in quell’occasione, di entrare (su consiglio di un’amica autoctona abbiamo ripiegato sulla vicina e splendida San Satiro, con la “falsa abside” del Bramante). Non mancate di organizzare, inoltre, un pic-nic in Parco Sempione, dove sono presenti anche delle bellissime aree gioco, io vi segnalo in particolare quella vicino l’ingresso dell’Arco della Pace. Per concludere, vi raccomando naturalmente la visita del Castello Sforzesco e soprattutto il Museo di Storia Naturale, all’interno dei Giardini Pubblici Indro Montanelli (playground anche qui): molto ricco e ben organizzato, lo definirei imperdibile per chi va a Milano con i bambini.

Milano con i bambini: piazza Gae Aulenti e City Life

Anche se non si tratta di una destinazione espressamente “per bambini”, uno dei nostri ricordi più lieti del weekend a Milano è legato alla visita della zona di piazza Gae Aulenti e del Bosco Verticale della vicina City Life. L’atmosfera mi ha ricordato in qualche modo quella di Potsdamer Platz. Irresistibili, per i bambini, le fontane: portatevi tassativamente un telo e un cambio completo! Anche lì, andando verso il Bosco Verticale, c’è un parco giochi, ma non ci siamo fermati.

milano con i bambini piazza aulenti

Milano con bambini: altre cose da vedere

Avendo più tempo a disposizione, un viaggio a Milano con i bambini permette di vivere anche molte altre esperienze, che mi riprometto di organizzare non appena riusciremo a realizzare il desiderio di replica di Flavia. Vi segnalo, tra le tante opportunità, il Museo della scienza e della tecnica e il Muba, il celebre Museo dei bambini che propone diverse mostre temporanee, laboratori ed esperienze interattive (per alcune delle quali è fortemente consigliata o indispensabile la prenotazione).

cosa fare a Milano con i bambini

Voi siete mai stati a Milano con i bambini? O magari ci vivete? Avete altre chicche da segnalare o suggerimenti pratici?

16 Dicembre 2019 3 Commenti
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come scegliere la torre montessoriana
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La torre montessoriana e altri modi per rendere autonomi i bambini

by Silvana Santo - Una mamma green 9 Dicembre 2019

I bambini sono per loro natura indipendenti e curiosi, perciò una torre montessoriana e qualche altro accorgimento pratico possono aiutarli nel loro processo istintivo di conquista dell’autonomia. Se vi state chiedendo cosa sia una torre montessoriana e a cosa possa servire, andate avanti nella lettura e lo scoprirete.

Cos’è la torre montessoriana

La torre Montessori è una sorta di sedia dotata di scalini e protezioni, che consente ai bambini di arrampicarsi in totale sicurezza e trovarsi più facilmente ad altezza “di adulto”. In questo modo, si permette ai più piccoli di raggiungere “il centro della scena” esattamente come i grandi e di partecipare ad attività per loro molto interessanti. Per questa ragione una sedia montessoriana favorisce l’autonomia di ogni bambino, nonché la sua autostima e consapevolezza.

La torre montessoriana può essere utilizzata, per esempio, per dare la possibilità ai bambini di partecipare alle varie operazioni di cucina – come pelare le carote, sgranare i fagioli, preparare la frutta per la merenda, oppure affiancare un genitore nel lavaggio delle stoviglie, pesare alimenti con la bilancia, impastare un dolce etc – o ancora per permettere loro lavarsi comodamente i denti o raggiungere oggetti, giochi e libri sistemati a una relativa altezza (non è superfluo ricordare, a questo proposito, che la supervisione di un adulto è sempre necessaria!). Scegliendo un prodotto due in uno come CadregOne (leggete oltre per i dettagli), che funga da seggiolone per la pappa e torre montessoriana vera e propria, lo si potrà utilizzare fin dai sei mesi circa, o comunque da quando il bambino riesce a stare seduto, fino ai 3 anni e oltre, sfruttandolo così per un lungo periodo di tempo. Una soluzione del genere, inoltre, è perfetta per le famiglie con fratellini di diverse età: bastano infatti pochi secondi per agganciare la seduta e il vassoio, ottenendo in questo modo un seggiolone adatto a un bambino di pochi mesi. Altrettanto facilmente si può rimuovere la seduta per tornare alla “modalità” torre, perfetta per bimbi più grandi e per tutte le loro attività.

Torre montessoriana 2 in 1 cadregone

Come scegliere la torre montessoriana ideale

Il mercato è pieno di proposte di torri montessoriane, nonché di consigli per realizzare un seggiolone Montessori fai da te, soluzione che però potrebbe rivelarsi poco efficace se non addirittura rischiosa. Il mio consiglio, invece, è quello di scegliere un prodotto che sia sicuro, testato e durevole, realizzato in materiali di qualità, ancora meglio se naturali. La fattura artigianale rappresenta un ulteriore plus, purché ovviamente sia accompagnata dal rispetto di tutti gli standard di sicurezza previsti dalle norme di settore. Per fare una scelta più sostenibile da ogni punto di vista, il mio suggerimento è di scegliere un prodotto che possa essere utilizzato per molto tempo, come il seggiolone Montessori due in uno CadregOne, prodotto in Italia in modo artigianale usando materiali naturali (legno), rinnovabili (bioplastiche compostabili) o riciclabili (acciaio) e vernici certificate dalla norma UNI-EN 71.3, che ne esclude qualsiasi tossicità. CadregOne è un investimento a lungo termine e una scelta green e “salvaspazio”, che consente di avere due prodotti in uno.


I vantaggi di una torre montessoriana “green”

La scelta di un prodotto green presenta tantissimi vantaggi, non solo in termini strettamente ecologici. L’uso quotidiano di un prodotto costruito con criteri di sostenibilità, intanto, corrisponde di solito a una maggiore sicurezza per il piccolo utente. Nel caso di CadregOne, per esempio, si ha la certezza che il bambino venga a contatto (con le mani ma anche eventualmente con la bocca) solo con vernici atossiche e completamente sicure. Una caratteristica che si ripercuote tra l’altro sulla salubrità complessiva dell’ambiente domestico, dal momento che vernici, colle e solventi tossici usati in mobili e complementi d’arredo possono rilasciare sostanze volatili che contribuiscono all’inquinamento indoor. Ma optare una torre montessoriana green come CadregOne significa anche fare una scelta di consapevolezza in termini ambientali: si tratta infatti di un prodotto artigianale realizzato con materiali durevoli, rinnovabili e riciclabili come legno e bioplastiche (plastiche derivate da zuccheri naturali che oltre a essere biodegradabili e computabili si ottengono con un processo produttivo a impatto molto contenuto).

Altri modi per rendere autonomi i bambini: il guardaroba

Il seggiolone Montessori è solo uno dei tanti accorgimenti che si possono adottare per aiutare i bambini a essere più autonomi. Per esempio, l’arredamento della cameretta può essere concepito in maniera da semplificare la scelta dei giochi ma anche le operazioni quotidiane di vestizione e svestizione. Un sistema per promuovere l’autonomia del bambino consiste nel sistemare i suoi indumenti in scaffali e cassetti bassi, così che possa raggiungerli da solo quando è il momento di cambiarsi. Va da sé che bisognerebbe concedere ai figli una relativa libertà di scelta per quanto riguarda l’abbigliamento quotidiano, magari selezionando a monte in fase di acquisto e organizzando il guardaroba in modo da tenere separati gli abiti adatti per la scuola da quelli per le feste o le attività outdoor. Il consiglio, inoltre, è di chiedere al diretto interessato di scegliere tra un paio di alternative, così che l’operazione di scelta non si riveli troppo frustrante o ansiogena per lui.

come usare la torre montessoriana

I giocattoli

L’organizzazione di giochi e libri può aiutare a rendere più veloce il processo di acquisizione di autonomia da parte del bambino. È utile, per esempio, scegliere contenitori che siano leggeri, sicuri e capienti (scatole pieghevoli, contenitori con rotelle, “bauli” in materiale leggero), assegnando uno scopo specifico a ciascun contenitore: se vostro figlio saprà chiaramente qual è il posto delle macchine, quale la cesta dei peluche e quale la scatola delle attività creative, sarà più semplice, per lui, trovare autonomamente quello che gli occorre. E avrà meno scuse per rifiutarsi di rimettere in ordine la cameretta! Noi ci troviamo molto bene con alcuni scaffali colorati di Ikea (che abbiamo personalizzato scrivendo sul dorso cosa contengono) e con dei grandi cesti per bambole e pupazzi.

I libri

Anche i libri dovrebbero essere sistemati in modo che i bambini possano raggiungerli con facilità e scegliere agevolmente cosa hanno voglia di leggere, magari potendo visualizzare direttamente la copertina (specie se si tratta di bambini molto piccoli). Se il materiale è tanto e la libreria grande, la sedia Montessori può eventualmente essere utilizzato anche per raggiungere in sicurezza uno scaffale un po’ più alto. Arrampicandosi sulla sua torre montessoriana, il bimbo avrà facile accesso ai suoi libri, scegliendo in autonomia quello che preferisce.

Bambini autonomi anche in bagno

Nonostante la frenesia quotidiana e la fretta che contraddistingue le giornate di ogni famiglia, anche la routine mattutina e serale del bagno può diventare un’occasione per favorire l’autonomia dei bambini. Un aiuto può venire anche in questo caso dal seggiolone Montessori, che può essere utilizzato dai bimbi per raggiungere più facilmente il lavandino, per esempio. Anche la scelta di detergenti e prodotti naturali e particolarmente delicati può essere utile per incoraggiare i bambini a lavarsi da soli, senza rischi né problematiche. Mettere direttamente a disposizione dei piccoli vasino o riduttore per il water, infine, può renderli più consapevoli e indipendenti nella fase dello spannolinamento.

Il segreto più importante, però, è di non avere fretta. Non esistono, per quanto riguarda la cosiddetta autonomia dei bambini, traguardi da tagliare e scadenze da rispettare. Ogni piccolo ha i suoi tempi, i suoi “punti di forza” e il terreno sul quale, invece, si muove in modo più incerto. Al di là della torre montessoriana e della cameretta a misura di bambino, a ricetta prevede soprattutto una dose generosa di fiducia nelle capacità uniche e straordinarie dei nostri figli.

Post in collaborazione con CadregOne

torre montessoriana ecologica

9 Dicembre 2019 0 Commenti
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stendibiancheria da parete salvaspazio
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Stendibiancheria da parete e altri trucchi per vivere bene in una casa piccola

by Silvana Santo - Una mamma green 26 Novembre 2019

La mia casa è minuscola: circa 65 metri quadri, inclusi un singolo bagno (in cui entra al massimo uno stendibiancheria da parete) un ripostiglio e un microscopico balcone in muratura. Una casa piccola presenta indiscussi vantaggi: costa poco, “consuma” meno, richiede spese contenute per essere riscaldata, mantenuta, rinfrescata, si pulisce facilmente e impone uno stile di vita e di consumi più sostenibile e morigerato, ma è indubbio che quando la famiglia cresce può diventare difficile sentirsi a proprio agio in poco spazio. A cominciare dallo stendilenzuola salvaspazio, ecco dunque i miei trucchi per vivere bene anche in una casa piccola.

1. Stendibiancheria da parete salvaspazio

Se vivete in una casa piccola non avete posto per l’asciugatrice, oppure non volete gravare sui vostri consumi energetici (e sulla vostra impronta ecologica), potete optare per uno stendibiancheria da parete o da soffitto. La soluzione migliore, per chi abita in una casa piccola, è scegliere un modello salvaspazio come Stendinik, che può eventualmente essere installato anche su un balcone. Ne esistono diverse misure , dal più grande stendilenzuola al classico stendibiancheria salvaspazio da installare in bagno o in piccoli ambienti. Stendinik è un prodotto made in Italy, facile da installare e realizzato con materiali durevoli e resistenti alle intemperie, che vi permette di vivere meglio in una casa piccola, anche senza asciugatrice.

stendinik stendibiancheria da parete

2. Tappeti e cuscini

E se, come me, vivete in una casa piccola, probabilmente non avrete a disposizione un grande divano, e forse neanche un salotto vero e proprio. Noi, per esempio, abbiamo una piccolissima zona relax nello stesso ambiente che ospita l’angolo cottura e il tavolo da pranzo. E siccome il divano a due posti è troppo piccolo per l’intera famiglia, sfruttiamo un tappeto con un paio di grandi cuscini per integrare “i posti comodi” quando, per esempio, guardiamo un film tutti insieme. E se scegliete dei tessili lavabili in lavatrice, potrete pulirli agevolmente ogni volta che sarà necessario. E metterli ad asciugare sul vostro praticissimo stendibiancheria da parete Stendinik.

3. Contenitori nascosti

Contenere gli oggetti – biancheria, abiti, borse etc – può essere un grosso problema per chi vive in una casa piccola, specie quando la famiglia cresce. E se per lo stendibiancheria da parete si possono sfruttare ambienti come il bagno o un piccolo balcone, per lenzuola e coperte le alternative non sono così facili da trovare. La soluzione, neanche tanto originale, consiste nello scegliere letti e divani che abbiano un contenitore nascosto nella parte sottostante, così da recuperare tanto spazio prezioso. Un’altra opzione consiste nelle apposite scatole in plastica o tessuto che consentono di conservare giocattoli o scarpe appunto sotto i letti.

4. Elettrodomestici salvaspazio o multifunzione

In molte famiglie che conosco, gli elettrodomestici sono enormi. In realtà, non è poi così indispensabile avere un congelatore a prova di guerra nucleare, né possedere due o tre forni diversi a seconda delle preparazioni da fare. Noi, per esempio, ce la caviamo benissimo con un unico forno multifunzione e con una lavatrice salvaspazio. Certo, ci tocca fare il bucato un po’ più spesso, ma lavando a bassa temperatura e con ciclo ecologico conteniamo comunque i consumi. E per stendere si torna al protagonista di questo post: uno stendibiancheria da parete o da soffitto saliscendi e salvaspazio, che permette di gestire il bucato senza affanni anche in una casa piccola, e senza una lavasciuga formato albergo.

5. Ogni cosa al suo posto

Senza voler scomodare la celeberrima Marie Kondo, va detto che quando una famiglia vive in una casa piccola l’ordine e l’organizzazione domestica sono particolarmente importante. Il mio consiglio è di stabilire con chiarezza il posto di ciascuna “cosa” – i libri di scuola, le borse della palestra, le spezie, i contenitori per alimenti, le scarpe da trekking, le sciarpe, le medicine etc etc – e di mantenere fede all’organizzazione generale, pur senza diventare paranoici. È fondamentale che tutti i membri della famiglia siano al corrente della collocazione prevista per ogni oggetto, e che facciano un minimo di sforzo per mantenere in ordine la casa. Personalmente, trovo che un minimo di organizzazione e sistematicità siano indispensabili soprattutto nella camera dei bambini (dove i giocattoli possono essere sistemati per tipologia, per esempio), nell’ingresso e in bagno. Non avendo spazio per una lavanderia, noi abbiamo installato un mobile al di sopra della lavatrice (sfruttare l’altezza è un altro trucco importantissimo per chi vive in una casa piccola) in cui teniamo in ordine e fuori dalla portata dei bambini farmaci, disinfettanti, detersivi, spugne e scorte di prodotti per l’igiene. Una cesta per i panni sporchi e uno stendibiancheria da parete salvaspazio, che può essere montato anche sopra una vasca, possono completare un angolo lavanderia funzionale e ordinato anche nell’unico bagno di una casa piccola.

6. Possedere poche cose

Inutile girarci intorno: il segreto più importante per vivere bene in una casa piccola consiste nel non possedere troppe cose. Si tratta, in effetti, di una scelta di vita più generale, che ha anche delle implicazioni di sostenibilità ambientale (nonché economica!). Evitare di accumulare oggetti, comprare solo cose che servono davvero, avere un armadio sostenibile ed evitare sprechi consentono di vivere in modo più sereno e rilassante anche in poco spazio. Io, in particolare, evito di riempire la casa di soprammobili e oggetti decorativi, ad eccezione di alcune foto, di qualche souvenir di viaggio e delle mie amate candele.

Chi di voi vive in una casa piccola? Quali strategie adottate per sentirvi a vostro agio? Avete trucchi da suggerire?

standibiancheria salvaspazio

Post in collaborazione con Stendinik, lo stendibiancheria da parete e da soffitto saliscendi e salvaspazio,

made in Italy, facile da installare e da usare

e perfetto anche per gli ambienti esterni, perché realizzato con materiali durevoli e resistenti.

26 Novembre 2019 1 Commenti
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black friday bravosconto 2019
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Green friday 2019: come rendere sostenibile il black friday

by Silvana Santo - Una mamma green 19 Novembre 2019

Come ogni anno, in questo periodo si avvicina puntuale il black friday. Come fare per evitare derive consumistiche eccessive e trasformarlo in un green friday? Il black friday rappresenta senz’altro una buona occasione per fare affari e risparmiare qualche soldino, anche in vista dell’acquisto dei regali di Natale. Il rischio concreto, però, è che diventi la fiera degli acquisti inutili o antiecologici, e che si trasformi in un momento di consumismo fine a se stesso e tutt’altro che sostenibile. Con qualche accorgimento, invece, si può rendere sostenibile il black friday, trasformandolo in un vero e proprio “green friday”, cercando di fare acquisti il più possibile ecosostenibili.

Perché fare acquisti eco friendly per il black friday

Le ragioni per rendere sostenibile il proprio black friday sono tantissime. Quella ambientale è diventata una vera e propria emergenza, che investe questioni come il cambiamento climatico, la super produzione di rifiuti, lo spreco di energia e di materie prime. Per non parlare della perdita di superficie forestale che quest’anno, in modo particolare, è stata drammatica a causa degli incendi in Siberia, in Alaska e in Amazzonia e, ancora di recente, in California. La tendenza generale a un consumo scriteriato e sempre più compulsivo, che spesso prevede l’acquisto di prodotti inquinanti e con eccessivi imballaggi in plastica, mette a dura prova gli equilibri ambientali, specie in momenti dell’anno come il black friday.

Come rendere il black friday più sostenibile

Per rendere il black friday più sostenibile e trasformarlo in un green friday occorre prima di tutto interrogarsi in generale sulle proprie abitudini di acquisto online. Il mio consiglio è di ponderare bene gli acquisti, cercando di non fermarsi solo a una valutazione di mera convenienza economica. Oltre che alle offerte e agli sconti, anche durante il black friday è fondamentale fare attenzione alla reale utilità di un prodotto e al suo impatto ambientale, evitando per esempio articoli alimentari (e non solo) imballati con troppa plastica, eccessive preparazioni a base di carne e prodotti usa e getta o poco durevoli.

Scegliere marchi green per il black friday

Un altro accorgimento per rendere più sostenibile il green friday consiste nel privilegiare prodotti ecologici e nel premiare i brand più green, ovvero quelli attenti all’impatto ambientale dei propri prodotti e che investono per aiutare il pianeta, anche nella grande distribuzione (la catena Coop, per esempio, ha deciso di vietare la vendita di stoviglie monouso all’interno della sua filiera). Sempre meglio, inoltre, scegliere chi ha investito in una filiera più eco-friendly, puntando per esempio all’efficienza energetica, all’uso di fonti rinnovabili, a materie prime biologiche o riciclate, a una razionalizzazione della logistica etc.

Il green friday che aiuta le foreste

Per uno shopping ecosostenibile, inoltre, si può optare per il green friday 2019 targato BravoSconto, grazie al quale sarà piantato un albero per ogni acquisto effettuato tra il black friday e il Natale 2019 sui portali europei BravoSconto, BravoPromo, BravoGutschein, BravoDescuento e BravoVoucher. L’iniziativa è frutto di una collaborazione tra il network BravoSconto e l’organizzazione no profit Eden Reforestation Projects, attiva in molte aree svantaggiate del pianeta per contrastare la deforestazione e migliorare le condizioni economiche delle popolazioni locali. L’obiettivo del green friday BravoSconto consiste nel riuscire a piantare almeno 100.000 alberi in Madagascar, Haiti, Nepal, Indonesia, Mozambico e Kenya, contrastando la perdita di foreste e aiutando l’ecosistema globale. Un modo bellissimo per rendere il black friday sostenibile e green!

(Post in collaborazione con BravoSconto)

19 Novembre 2019 0 Commenti
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Riciclare i pannolini (e gli assorbenti): ora si può!

by Silvana Santo - Una mamma green 6 Novembre 2019

Sapevate che finalmente è possibile riciclare i pannolini e gli assorbenti usa e getta? La tecnologia per ridare vita a questi rifiuti che in passato non erano riciclabili esiste ed è italiana: è stata messa a punto da FaterSMART e viene già utilizzata nel primo impianto di riciclo di pannolini e pannoloni del mondo, operativo in provincia di Treviso, presso il sito di Contarina SpA. Per estendere questa opportunità a tutto il territorio nazionale, e cominciare così a riciclare i pannolini su larga scala, non resta dunque che “chiudere il cerchio” e chiedere alle autorità locali di realizzare nuovi impianti di riciclo ad hoc. Si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione, in grado di avere un ruolo fondamentale nella protezione dell’ambiente e nella prevenzione dell’inquinamento. I rifiuti da prodotti assorbenti per la persona rappresentano infatti circa il 4% del totale dei rifiuti urbani che ogni anno vengono prodotti in Italia (fonte: Ispra, Rapporto Rifiuti Urbani, 2017). Parliamo, in pratica, di circa un milione di tonnellate di pannolini che ogni anno finisce in discarica o negli inceneritori, e che invece ora potrà finalmente essere riciclato.

Come si possono riciclare i pannolini

riciclo dei pannolini usati

La tecnologia messa a punto da FaterSMART permette di riciclare i pannolini, gli assorbenti femminili e i pannoloni per l’incontinenza, trasformandoli in arredi urbani e in molti altri oggetti di uso quotidiano, come appendiabiti e mollette, cartoni per imballaggi industriali o nuovi prodotti assorbenti. Il sito in provincia di Treviso rappresenta il primo impianto industriale al mondo in grado di riciclare il 100% dei prodotti assorbenti usati: pannolini per bambini, pannoloni per incontinenza e assorbenti femminili. I rifiuti vengono per prima cosa sottoposti a un processo di sterilizzazione, dopodiché vengono “aperti” tramite vapore a pressione e separati nella varie componenti, come plastiche, cellulosa e polimeri assorbenti. In questo modo, da una tonnellata di rifiuti è possibile ottenere fino a 150 kg di cellulosa, 75 kg di plastica e 75 kg di polimero super assorbente. Riciclare pannolini e assorbenti permetterebbe di evitare il consumo di 10 ettari di terreno ogni anno (quanto 13 campi da calcio) ed evitare emissioni di gas climalteranti pari a quelle assorbite ogni anno da oltre 30.000 alberi.

Riciclare i pannolini: la soluzione per tuttiriciclare i pannolini usati

Chi mi segue da un po’ di tempo, sa che quando i miei figli erano piccoli ho usato molto i pannolini lavabili, ma visto l’impegno extra che era richiesto e la frenesia delle nostre vite (considerando anche il fatto che Davide e Flavia sono nati in meno di due anni), ogni giorno mi ritrovavo comunque a dover smaltire anche dei pannolini usa e getta. Sarebbe stato davvero fantastico poter contare su un sistema di gestione che ne permettesse il riciclo. Un sistema che ora esiste e che potrebbe, se applicato su larga scala, fare una grande differenza in termini di impatto ambientale, senza stravolgere le abitudini quotidiane della maggior parte delle famiglie. A questo scopo, FaterSMART ha ideato anche uno speciale contenitore per la raccolta differenziata di pannolini, assorbenti e pannoloni usati. Si chiama SMARTbin ed è progettato appositamente per gli ambienti esterni, alimentato da un pannello solare e dotato di un sistema che permette di pesare i rifiuti, in modo da assegnare premi e incentivi alle famiglie più attente all’ambiente.

Cosa possiamo fare per promuovere il riciclo dei pannolini

come riciclare i pannoliniQuello che possiamo fare come cittadini, per fare in modo che sempre più pannolini (e assorbenti) vengano riciclati, è chiedere alle amministrazioni locali di adottare questa tecnologia e promuovere la creazione di nuovi impianti che possano riciclare i pannolini. D’altra parte, la raccolta differenziata di rifiuti da prodotti assorbenti è già stata introdotta in circa 900 comuni italiani e 14 milioni di italiani sono già raggiunti da questo servizio. Quello che servirebbe, dunque, è la realizzazione di nuovi impianti di riciclo dei pannolini e dei prodotti assorbenti per la persona in generale.

Il riciclo dei pannolini a Ecomondo

Per promuovere la sua tecnologia per il riciclo dei pannolini e degli assorbenti, FaterSMART è presente in questi giorni a Ecomondo 2019, la fiera di riferimento in Europa per l’innovazione industriale e tecnologica dell’economia circolare, con uno stand dedicato alla sua innovativa tecnologia per riciclare i pannolini e gli altri prodotti assorbenti per la persona. . Nel corso di questo secondo appuntamento sarà anche presentato lo Smart Bin, un contenitore intelligente per la raccolta differenziata dei pannolini.

Cosa ne pensate? Vi piacerebbe, o vi sarebbe piaciuto, poter riciclare i pannolini e gli assorbenti?

riciclare i pannolini usati

 

Post in collaborazione con faterSMART

6 Novembre 2019 6 Commenti
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Acqua di rubinetto: 6 cose da sapere

by Silvana Santo - Una mamma green 24 Luglio 2019

Chi segue il mio blog fin dai tempi dello svezzamento del mio primogenito, forse lo ricorderà: in casa nostra si beve solo acqua di rubinetto, da sempre. Una scelta che in tanti non condividono, forse anche a causa di qualche pregiudizio che ancora circola sul tema. Vista l’importanza della questione e le sue tante sfumature – economiche ed ecologiche, in primis – e stimolata anche dalla campagna di sensibilizzazione #smuoviamoleacque promossa da Aqua Italia (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie) ho pensato di fare qualche ricerca e riassumere 6 cose da sapere sull’acqua di rubinetto. Aggiungete pure altri punti all’elenco, se vi fa piacere!.

1. L’acqua di rubinetto è sicura

In molti, inspiegabilmente “non si fidano”. Ma si tratta di un preconcetto, una paura irrazionale che non ha alcun fondamento concreto. L’acqua di rubinetto è sicura. Viene sottoposta, per legge, a frequenti analisi per il controllo di una cinquantina di parametri chimici e microbiologici (fonte: ministero della Salute). L’approvvigionamento idrico italiano, tra l’altro, è particolarmente sicuro, perché basato per la stragrande maggioranza su acque sotterranee, di norma ben protette da contaminazioni e inquinamento. Non esiste alcuna ragione razionale per ritenere più affidabile l’acqua in bottiglia che, anzi, deve sottostare a parametri meno rigorosi rispetto alla presenza di alcune sostanze chimiche e presenta dei rischi legati al confezionamento, trasporto e stoccaggio delle bottiglie di plastica.

2. Il calcare è innocuo

Una delle ragioni per cui molti preferiscono comprare l’acqua in bottiglia è la presunta pericolosità del calcare (carbonato di calcio) presente nell’acqua di rubinetto. Intanto, va detto che la durezza dell’acqua è molto variabile da zona a zona, e dipende in primis dalla provenienza dell’acqua stessa. Dalle mie parti, per esempio, l’acquedotto attinge a un acquifero carbonatico (riserve d’acqua che si accumulano al di sotto di montagne di natura calcarea), per cui è normale che sia relativamente dura. A parte questo, in soggetti sani, che non abbiano problemi renali o altre patologie specifiche, il calcare non causa problemi di salute come cattiva digestione, calcoli etc, e in ogni caso può essere facilmente ridotto con diversi sistemi di filtrazione. Il calcio presente nell’acqua, anzi, è utile per la salute di denti e ossa. E, last but not least, il “calcare” è presente anche nelle acque in bottiglia, talvolta in quantità paragonabili a quelle dell’acqua pubblica.

3. L’acqua di rubinetto è economica

Il costo dell’acqua in bottiglia varia molto in base alle marche e al tipo di acqua e di formato acquistato, ma quel che è certo è che una famiglia può risparmiare diverse centinaia di euro l’anno scegliendo di bere quotidianamente l’acqua del rubinetto.

4. L’acqua di rubinetto è green

I temi del cambiamento climatico e della onnipresenza di rifiuti in plastica in ogni ecosistema della Terra – dai deserti all’Himalaya, dalle fosse oceaniche agli atolli – sono da qualche tempo (finalmente!) al centro del dibattito pubblico e mediatico. Preferire l’acqua di rubinetto a quella imbottigliata permette di ridurre l’impatto ambientale legato non solo alla produzione e allo smaltimento delle bottiglie di plastica, ma anche al confezionamento e al trasporto delle bottiglie stesse.

5. L’acqua di rubinetto fa bene

L’acqua di rubinetto contiene, a seconda della sua provenienza, sali e altre sostanze che possono essere utili per la salute. È il caso non solo del già citato calcio, ma anche del fluoro che altrimenti, specie nei bambini, può dover essere assunto mediante integratori(qui uno studio dell’Australian National Health and Medical Research Council), dello iodio, del manganese e del ferro.

6. L’acqua di rubinetto è buona (o può diventarlo)

Spesso si tratta solo di abituarsi: i miei figli, per esempio, non riescono a bere molte delle acque in bottiglia perché sono abituati al gusto di quella di rubinetto. Chi lo preferisse, comunque, può optare per un sistema di trattamento che renda il sapore dell’acqua più vicino al proprio gusto. È possibile, per esempio, installare un filtro che riduca la durezza dell’acqua, oppure un impianto che la renda frizzante o la raffreddi. Oltre a scegliere l’eventuale impianto di trattamento dell’acqua di rubinetto che faccia al caso vostro, verificate, se possibile, lo stato di salute delle tubature e dell’impianto idrico di casa vostra (tubi vecchi o malridotti possono essere causa di contaminazioni, oltre che di perdite e sprechi), e preferite bottiglie e brocche di vetro per la conservazione dell’acqua.

E cin cin a tutti!

 

impianti trattamento acqua di rubinetto

24 Luglio 2019 8 Commenti
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Mi chiamo Silvana Santo e sono una giornalista, blogger e autrice, oltre che la mamma di Davide e Flavia.

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