Amo il mio gatto. E gli ho rovinato la vita

gatto in casa

Per prima cosa l’ho strappato a sua madre, l’ho portato via dalle sue sorelle gemelle. L’ho chiuso in una gabbia e caricato su un’auto per trasferirlo a casa mia. Durante il tragitto se l’è fatta addosso per la paura. Gli ho dato una medicina che mandasse via i parassiti, poi gli ho insegnato a fare i suoi bisogni in una scatola di plastica.

Quando è stato abbastanza grande, l’ho portato da un medico perché gli asportasse i testicoli. Ho pagato un professionista per farlo mutilare.

Da più di tre anni lo nutro ogni giorno con cibo in scatola, selezionato, cotto, talvolta addizionato. Lui, un predatore addestrato da millenni di evoluzione, adesso si affila gli artigli su un paletto di corda. A volte lascio entrare di proposito delle mosche dalla finestra, tanto per ricordargli che è nato cacciatore e assassino. Ogni 12 mesi lo sottopongo alla vaccinazione annuale. Lo spazzolo regolarmente, gli faccio mangiare un prodotto che lo aiuti a digerire i suoi stessi peli. Quando era piccolo lo intrattenevo con delle bacchette con in cima una piuma, ora è diventato grasso e pigro, qualche balzo dietro una palla di carta stagnola è il massimo che si, e mi, concede. Gli servo solo acqua in bottiglia, a basso residuo fisso, perché soffre di calcoli urinari da quando aveva pochi mesi.

Non esce mai, troppo pericoloso. Il suo mondo inizia e finisce col perimetro della mia casa, il solo cielo che conosce ha una finestra per cornice. Un ergastolo d’amore e croccantini al salmone.

Quando piove forte mi sembra sinceramente di avergli fatto un favore. Lo guardo dormire al caldo, placido e grasso, senza pensieri. Mi dico che è fortunato ad avermi incontrato. Che mangia più e meglio di miliardi di persone, che se tutto va bene vivrà ancora per lunghissimi anni. Che la sua specie neanche esisterebbe, se gli umani non l’avessero in qualche modo selezionata, differenziata e plasmata a partire dai suoi progenitori indomiti e ferini. Ma a primavera mi pare che riconosca il richiamo dei suoi simili, liberi e quasi selvatici. Quei randagi spelacchiati e magrolini che litigano all’alba e rischiano ogni giorno di morire avvelenati, azzannati, maciullati da una macchina. E allora faccio fatica a vedere il senso. Mi domando se sia stato giusto incatenare la sua natura per renderla compatibile con la vita degli uomini. Negargli la libertà per consentirgli di vivere più a lungo.

Cosa avrebbe scelto lui, se avesse potuto? Cosa mi dicono ogni giorno quei suoi occhi attoniti e mobilissimi?

Io voglio bene al mio gatto quasi come a un figlio. Ma forse gli ho rovinato la vita.

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50 Commenti

Lavinia 6 Maggio 2015 - 10:03

Gli stai dando comunque amore, e questo è quello che conta 🙂
Penso anche io alle volte se ho fatto il bene dei miei mici facendoli vivere per anni in un appartamento micro al settimo piano. Unico svago concesso: il balcone con splendida vista. Ora che abbiamo cambiato casa e c’è un giardino bello grande si stanno riprendendo la loro rivincita. Sono diventati i boss del quartiere, spadroneggiano amabilmente e sono il terrore di tutti i cani (sì, è così) del vicinato. Alla sera però, anche se a volte con qualche fatica, tornano sempre: il divano è comunque il loro migliore amico.
Mi chiedo anche io ogni tanto, specie da quando sono mamma, se ho fatto bene ad accoglierli, o se sarebbero stati meglio in strada, liberi e selvaggi. Purtroppo erano già stati abbandonati da qualcuno, almeno ho dato loro una seconda chance.
P.s. Lui no, in strada non ce l’avrebbe mai fatta: gran cacciatore di lucertole, ma è proprio l’uomo medio: imbranato senza una donna accanto. Lei è la perfidia fatta persona. Ma la amo lo stesso.

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Silvana - Una mamma green 6 Maggio 2015 - 13:21

Il mio Artù è un concentrato dei tuoi: perfido e imbranato 🙂 Lui ha a disposizione un microscopico balconcino: troppo poco. Ma ormai non penso si possa fare diversamente 🙁

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Diego 16 Dicembre 2017 - 01:38

Bhe che rompano le palle ai cani del quartiere… casomai al guinzaglio…non è carino…
Sta cosa che i gatti debbano o stare reclusi in casa o fare il cavolo che gli pare…

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Silvia Fanio 6 Maggio 2015 - 10:14

Sono pensieri che a volte ho pure io. Però il mio gatto ha una malattia ai reni, per cui se non mangia i croccantini apposta smette di fare pipì e rischia il blocco renale.
Così lo osservo nella sua gabbia dorata, lo coccolo e penso che, in fondo, il destino ha voluto così. Se fosse stato in mezzo alla natura e avesse fatto il cacciatore, sarebbe morto già da un bel po’…

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Silvana - Una mamma green 6 Maggio 2015 - 13:17

Lo capisco bene, qui dieta specifica contro i calcolo di struvite. Ma mi chiedo sempre se dal suo punto di vista non sarebbe stato preferibile vivere poco ma in libertà…

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pinknut 6 Maggio 2015 - 12:03

si. gli hai rovinato la vita. e lo dico senza polemica. purtroppo è così. è amato, nutrito, protetto, coccolato, non conosce freddo e pericoli, lotte devastanti per il territorio. nulla di tutto questo. ma non conosce prati, non conosce il sole e l’ombra e gli insetti e il cielo infinito etc. senza retorica: tu ci vivresti tutta la tua vita all’ingrasso tra quattro mura di una casa, che pure se fosse un castello, è tutta lì? io no sinceramente. e credo nemmeno il tuo gatto. io ne ho due. un maschio e una femmina. li ho voluti fortemente da una vita. li amo alla follia. ma mi sono resa conto che non possono e non è giusto segregarli in nome dell’amore. li ho dovuti sterilizzare perché lui non ce la faceva ad accoppiarsi con lei e lei era in calore perpetuo. ma è stata l’ultima cosa che gli ho fatto. io ho la fortuna di avere un giardino molto molto grande, ma a loro non è bastato nemmeno questo: ora escono liberamente (per fortuna abito su delle stradine dove le macchine sono molto poche e vanno tutte piano) e te lo dico sinceramente: è una tortura: non rientrano mai la sera, in casa ho un via vai di gatti, litigano, mangiano, spariscono. le volte che sono uscita a cercarli e riportarli in casa a notte fonda non si contano. la preoccupazione quotidiana che gli succeda qualcosa. ma credo che loro siano più felici così. l’animale in casa soffre. a meno che non sia un vecchietto malandato che apprezza le gioie del dolce far niente casalingo. infatti dopo di loro, fra mille anni, ho deciso che non avrò mai più gatti. piuttosto aiuto una colonia o mi piglio un anzianotto sfascione e lo faccio trapassare in pace.

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Silvana - Una mamma green 6 Maggio 2015 - 13:26

Apprezzo molto la tua onestà intellettuale. Il mio gatto vive un surrogato di vita tra la nostra casa e il microscopico balcone che ha a disposizione. Non ce la faccio a lasciarlo scendere, troppi rischi 🙁 Forse sono troppo egoista, o mi sono fatta condizionare dai diktat di molte associazioni che fanno adottare i trovatelli (niente adozione se il gatto può uscire), fatto sta che ormai non credo sia possibile cambiare abitudini, Artù ha paura anche dei rumori sul pianerottolo. Tornando indietro accetterei il rischio. Ma mi piace molto l’idea di coccolare un vecchierello nei suoi ultimi anni di vita. Grazie.

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pinknut 6 Maggio 2015 - 16:40

spero tu non l’abbia presa come un attacco. è che quando parlo di questa cosa sono parecchio concitata. è un problema con il quale mi sono dovuta scontrare e continuo a farlo, mio malgrado, quotidianamente. uno su tutti: le liti astronomiche con il mio compagno il quale è molto più apprensivo di me e non regge l’idea del gatto fuori casa… i vicini che mi maledicono ogni giorno perché i miciuli si insinuano nel loro giardino, la paura di una macchina, un cane, una gattara che me li “ruba” e non me li da più 😉 etc. però quando sono in casa sono troppo tristi, e dormono tutto il giorno. fuori rinascono! ovvio che non era una critica a chi tiene il proprio animale in casa: anche io all’inizio credevo che il micio potesse vivere tranquillamente tra quattro mura. è stato quasi uno shock scoprire che non era così (il mio giardino era messo in sicurezza per non farli uscire, ma loro hanno pensato bene di bypassare questa “sicurezza”). però ora non farti troppi problemi il tuo micio è sul serio amato, e ti ama. e questa è una cosa bellissima. e se soprattutto ha dei problemi, fuori non sarebbe vissuto molto. non è una giustificazione, è realmente così. e poi il tuo artù ha sicuramente una vita molto, molto, molto movimentata (anche se lui è pigro 😉 ) con i tuoi bambini sempre per casa… un bacio grande!

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Silvana - Una mamma green 7 Maggio 2015 - 00:23

No no, assolutamente! Mi è piaciuta molto la tua sincera testimonianza 😉

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Mamma Avvocato 6 Maggio 2015 - 15:47

Anni fa, quando morì il gattone che avevamo a casa dei miei, mi feci le stesse domande ed è per questo che la nostra Mimì, arrivata ormai sette anni fa, può entrare e uscire da casa nostra in tutta libertà, nonostante la vicinanza con la strada statale trafficatissima (ma anche grazie al giardino dei suoceri e ai campi e stalle che si estendono dietro casa nostra).
Ed è sempre per questo che prima di sterilizzarla ho lasciato che filiasse una volta (cinque maschi!!) e gli ho lasciato i mici fino a quattro mesi, per poi tenerne noi due.
E’ dura pensare che possa non tornare e quando capita che si assenti per tre o quattro giorni stiamo male e io vago per i dintorni chiamandola come una pazza.
E’ dura medicarle le ferite di una trappola ed è stato terribile vedere due dei suoi micini morti, uno avvelenato e l’altro steso da un’auto in corso.
Pe rme è dura anche quando mi porta in casa topolini o uccellini ancora vivi, lucertole e persino una gallina, una volta!!!
Però mi pare che sia più felice così di quanto il mio gattone persiano che non usciva mai di casa sia mai stato nella sua lungua vita.

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giovannacacciuto 6 Maggio 2015 - 15:58

sono una gattara da che io abbia memoria, mi sono sempre occupata di randagi e ne ho visto davvero tante, in Italia , da mia madre, ci sono i nostri 5 gattoni più i 6 fissi della colonia, senza contare i viandanti, qui in Bulgaria ne ho una a casa e tantissimi randagi di cui occuparmi e ti posso dire senza dubbio che il tuo gatto è felice , non gli hai rubato nulla, ho visto troppi sguardi tristi e sperduti, la vita dei randagi non è rose e fiori , ne prati verdi e cieli azzurri, è fatta di luride città pericolose, piene di macchine, insidie e gente cattiva , non hanno uccellini o lucertole da cacciare,ma spazzatura dei cassonetti , qualche coccola fugace e qualche croccantino da un’anima buona che ogni tanto si ricorda di loro… il tuo è amore e lui lo sa , parola di gattara !!!

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Silvana - Una mamma green 7 Maggio 2015 - 00:23

Mi hai fatto commuovere! Grazie a nome di tutti i gatti che aiuti!!

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Sarí 4 Gennaio 2018 - 17:33

Volevo commentare ma non avrei saputo esprimermi meglio!! Standing aviation a te e compassione a chi vive nel mondo delle favole! Aggiungo solo due cose:
1. I gatti non sono tutti uguali!! I miei due hanno entrambi la possibilità di uscire, la femmina esce volentieri, il maschio vuole rientrare dopo due minuti!!
2. Neanche padroni sono tutti uguali!! Si capisce che se vivi dove ci sono le condizioni, la vita migliore per un gatto INCLUDE la possibilità di uscire, ma non ESCLUDE il contatto umano, si chiama “GATTO DOMESTICO!!”
Alla luce di questo, se vuoi avere un gatto come compagno e non hai la possibilità di farlo uscire, questo articolo sarebbe veritiero se lo chiudessi tra quattro mura e ti limitassi a riempirgli la ciotola e dargli un paletto da graffiare (come fanno in tanti purtroppo) fallendo di compensare i suoi bisogni psicologici e i suoi istinti. ma ci sono anche tanti padroni responsabili che hanno il gatto in appartamento e si preoccupano seriamente di prendersene cura ancche dal punto di vita del suo benessere psicologico! E questi gatti hanno una prospettiva di virando lunga E FELICE ben più alta della maggioranza dei randagi.

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esseremammaoggi 6 Maggio 2015 - 19:17

In questo periodo provo le stesse sensazioni con la mia tartaruga. Praticamente vive con noi da 15 anni. E mi sento spesso tanto in colpa, anche perché non l’ho sempre tenuta nella maniera migliore (c’è tanta ignoranza sulla specie purtroppo è c’è ne siamo accorti troppo tardi)… Io gli ho dato si tutto l’amore che potevo, ma avrò fatto la cosa giusta a tenerla in vasca in cattività e fuori dal suo habitat?
Mi sento parecchio una merdina … 🙁

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Silvana - Una mamma green 7 Maggio 2015 - 00:27

Ma no, che merdina! Hai agito sempre con le migliori intenzioni, è questo che conta!

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Davide 19 Marzo 2021 - 22:44

a metà ottobre ho voluto prendere un gatto bengala adulto. Specifico la razza perché di indole hanno uno spirito libero. Fino ad allora non avevo mai avuto animali, quindi non è stato semplice, per entrambi, abituarci a stare insieme , anche perché lei era molto diffidente. Per un po’ di tempo l’ ho portato in giardino ,per una mezz’ora al giorno, dopodiché mi sono accorto che È meglio tenerlo a casa, perché per il suo carattere curioso scavalcava muretti di delimitazione del comprensorio, oppure si andava ad intrufolare in cunicoli, senza ubbidire al mio segnale di rientro a casa.
È importante stabilire il giusto equilibrio nel dargli il piacere dello svago e nello stesso tempo evitare che si vada a cacciare nei guai.
Adesso da qualche giorno sta a casa E un po’ mi fa pena ma è pur sempre un animale e non mi posso preoccupare più di tanto. Le persone in carcere si abituano alla segregazione figuriamoci se non lo può fare un animale. .. la verità è che chi ha un animale domestico trae beneficio nell’ offrirgli una buona vita e a volte esagera perché non ci si deve preoccupare più di tanto, anche se l’impegno a farlo vivere bene non deve mancare.

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alessia 6 Maggio 2015 - 19:42

I nostri gatti escono quando pare a loro (abbiamo creato un sistema di porticine e viviamo in un quartiere residenziale), ma per la pennica scelgono sempre il divano, o meglio il ns letto. Per ringraziarci ci portano lucertole, topini,:uccellini, persino biscie. Tutto ha un prezzo….

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erne 6 Maggio 2015 - 21:40

noi abbiamo preso due fratelli: la mamma e la sorella erano già stati adottati e le sfigatte preferivano un’adozione insieme….vederli insieme ti convinceva che non si potevano separare….la madre si è cercata una casa dove gli umani fossero persone fidate per partorire e non li conosceva. li abbiamo sterilizzati…gli abbiamo dato una vita in un mini appartamento, ed ora in una casa con 3 stanze, un lungo corridoio dove correre dietro le pallette di alluminio, due divani e un letto….abbiamo un giardino, ma escono solo al guinzaglio..IO ho paura: che scappino nel giardino dei vicini e da li poi oltre, che vadano in strada e ritrovarli schiacciati da un’auto, che vengano picchiati dai randagi o dalle gatte randagie che in periodi di cucciolata sono agguerritissime, che si prendano malattie. hanno una verandina di 3×5 mt dove possono stare all’aria….a volte li vedo comodamente seduti sui cuscini delle sedie della cucina che guardano fuori e mi chiedo: vorrebbero essere oltre il vetro? però se li vedo stesi sul divano, accucciati al caldo del piumone o tra il mio pile…mi chiedo: sarebbero ancora vivi li fuori? se io non li avessi vaccinati, se non li avessi sverminati e sterilizzati? tre randagie della zona partoriscono dalla vicina….sono due anni che tutte le cucciolate non sopravvivono….nonostante si cerchi di curarli…..alla fine una è stata sterilizzata, un’altra la sterilizzeranno quest’anno appena smette di allattare….
mi chiedo se sono infelici….posso solo egoisticamente sperare che non lo siano tanto….che il loro vivere con me abbia per loro qualche lato positivo.
però ho paura a lasciarli uscire

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Silvana - Una mamma green 7 Maggio 2015 - 00:26

Idem. Troppa paura. Egoismo o amore? Chi lo sa…

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The Fashion Cat 6 Maggio 2015 - 23:23

Io sono al terzo gatto, li ho sempre lasciati scendere in giardino e lasciati liberi di andare in giro. Ogni tanto capita che non rientra e mi preoccupo, ma di solito il giorno dopo torna. I gatti sono diversi dai cani, costringerli in casa per me è contro natura.. Per la cronaca il mio è un gran cacciatore, l’ultima volta ci ha portato un pappagallino verde e giallo (dove l’ha recuperato chissà) e seppur castrato si azzuffa per difendere il suo/nostro territorio 🙂

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Silvana - Una mamma green 7 Maggio 2015 - 00:25

Fortunato il tuo micio, e brava tu ad aver coraggio 🙂

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Sempre Mamma 7 Maggio 2015 - 10:41

Io i miei gatti li lasciavo liberi di correre e di andare dove meglio credevano. Nel periodo della caccia non tornavano più, qualcuno li impallinava.

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Franca 19 Dicembre 2017 - 00:53

Sembri soddisfatta….

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Viki 11 Maggio 2015 - 11:56

Anche io ogni tanto rifletto su queste cose guardando la mia micia; poi però quando la vedo davanti alla portafinestra del balcone aperta attentissima e pronta a scappare sotto le coperte al minimo rumore capisco che non sarebbe sopravvissuta molto in campagna dove è nata.

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theyummymom 16 Maggio 2015 - 22:36

Noi abbiamo avuto due gatti. Una femmina che è vissuta 18 anni: viveva con i miei nonni prima, poi quando è mancata mia nonna ha fatto una gran compagnia a mio nonno. Loro avevano il giardino e lei entrava e usciva di casa e sì andava anche in strada. Poi quando è mancato mio nonno l’ha presa mia mamma. Viveva nella tavernetta di casa dei miei e anche lì c’era il giardino e poteva entrare e uscire. Ogni tanto tornava un po’ acciaccata, graffiata, morsicata perché aveva litigato con qualche altro gatto. E’ morta di vecchiaia.
Avevamo preso anche un gattino piccolo, anche lui lasciato libero di andare in giardino. (e quindi anche per strada, come l’altra gatta). Non è più tornato.
Io c’ero rimasta malissimo, ma mia mamma mi aveva detto che bisogna dare libertà agli animali e loro devono imparare ad usarla.
Io questa bella cosa non so se riuscirò a farla con i miei figli, figuriamoci con un gatto.

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Lana 29 Marzo 2016 - 03:06

Quanta ignoranza.. Tutta gente che parla e sembra che abbia esperienza con gli animali. Io sono nata in una casa con 22 gatti e 4 cani. Negli anni ne sono morti tanti , andati via altrettanti e arrivati nuovi. Premetto di non essere mai andata a prendermeli in quanto vivo in una villetta di campagna, circondata dal verde e da altre piccole case. I gatti non sono cani, vanno dove vogliono, come e quando vogliono. Fanno quello che gli pare, come e quando gli pare. Se il vostro gattarello se ne sta in casa e dorme e mangia tutto il giorno è perche lo vuole fare. Se scappa è perche con voi non sta bene o ha trovato di meglio. Ma quale prigionia!!!! Se continua a stare li è perche gli piace o avrebbe trovato il modo di andarsene. I miei vanno e vengono ma alla sera tornano perche “dove si mangiucca Dio mi conducca” questo è il loro motto. Voi siete quelli che hanno avuto 2 gatti in tutta la vostra vita e pensate di saperne qualcosa. Siete quelle che credono di fare una splemdida cuccia al gattarello e che lui ci stia! Aspetta che voi abbiate finito di prepararla e poi va a dormire sul pavimento pur di non usarla! Siete quelle che seguono alla lettera le trasmissioni e gli articoli su come prendersi cura degli animaletti e li spazzolate e viziate, li trattate come figli e poi non sapete una mazza. Avete mai allattato 6 gattini nati da poco col biberon ogni 2 ore? Avete mai salvato un gatto la cui lingua lo stava soffocando all’improvviso? Sapete fare punture al gatto? Sapete capire cosa non va nel gatto senza veterinario? Avete mai salvato un gatto pieno di sangue sdraiato per strada? Sapete capire cosa vuole un gatto soltanto guardandolo? NON CREDO PROPRIO.

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marco 22 Agosto 2016 - 11:15

Punto 1: voi state guardando la realtà secondo il vostro punto di vista, non del gatto. Un gatto non è un animale sociale…sopporta e divide il territorio con i suoi simili solo se strettamente necessario e se ci sono le risorse giuste…stare in casa o in un giardino circoscritto non gli procura nessuna voglia di esplorare l’universo..anzi controlla meglio il suo territorio, ha le risorse disponibili che gli servono ed è sereno. Non come i felini ma anche l’uomo è cacciatore…e con il cavolo che rincorre i cinghiali invece di comprare carne al supermercato..stessa cosa, la caccia è finalizzata al cibo…ma se il cibo c’è non reprimete nulla…al massimo sbagliate a farli ingrassare come vacche.
Punto 2: la sterilizzazione per un gatto è un toccasana, vivono più a lungo…evitano malattie…e sono più equilibrati psicologicamente. L’atto sessuale per il gatto è dolorosissimo, 0 piacere, un dovere che gli ha imposto la natura per mandare avanti la specie…le gatte soffrono in una maniera assurda e i gatti rischiano la vita ogni giorno tra automobili e malattie.
Siamo troppo abituati a proiettare il nostro modo di pensare sulla psiche di tutti gli animali…non è così. Tralaltro se proprio dovete prendervela su questi temi la colpa non è vostra, è dello sviluppo…auto, sporcizia, inquinameno, sempre meno ambiente…i gatti e i cani vengono solo salvati da tutto questo quando li teniamo con noi…e non hanno i bisogni umani quindi non fatevi pippe mentali

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Chiara 30 Marzo 2017 - 01:35

A giudicare da quanto si legge devi averlo adottato da una famiglia
che era già in casa per cui almeno è sicuro che è finito in buone
mani (mi sento di potere dire).
Secondo, la vita è com’è…
Se nasci in libertà magari ti ritrovi
a doverti destreggiare per la strada, le
auto e tutto quanto naturale di certo
non è.
Sennò nasci in casa oppure adotti una famiglia
di bipedi dalla strada o meno.
La vera natura è la terra non la città.
Certo se poi nasci in un tranquillo posto di città
ed hai la fortuna di non avere mai nessun
problema ben venga ma è che vero che questo
(oltre ad essere possibile in casi limitati)
è preludio di randagismo (anche se loro
come tutte le altre razze non sono mai in surplus,
semmai lo siamo noi quant’è vero che
siamo miseri e cattivi nella stragrande maggioranza
dei casi nel globo purtroppo).
Da una parte c’è il correre incessante
della vita in tutte le sue razze e sotto tutti i suoi aspetti
a farla da padrone, dall’altra l’incuria
dell’essere umano(…) di creare delle famiglie feline
(per non citare la cattiveria incomprensibile
di chi li abbandona e/o li prende in cambio di vil denaro)
quando in ogni parte del mondo
lì fuori c’è un essere che per tanti dei possibili motivi
ha bisogno di aiuto e di una dimora con annessa
famiglia o umano solitario che di lui
si prenda cura laddove e quando ne abbia necessità
per tutta la durata della loro eccelsa ed innocente vita.

Reply
Cinzy 24 Maggio 2017 - 11:45

decisamente catastrofico questo articolo e trovo scorraggi chi, come me, ha compiuto un atto d’amore nel prendersi cura di un trovatello, salvandolo da una realtà che non gli avrebbe dato scampo…altro che rovinargli la vita!

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Giorgio Scanderberg 19 Settembre 2017 - 14:06

Se vedeste quanto soffrono e come sono ridotti i gatti “in natura” non stareste a porvi tanti problemi. Siete contente della vostra vita? Eppure passate da una scatola all’altra, da un box in cui dormite ad uno in cui viaggiate, ad uno in cui si lavora, poi ci si rimette nel box mobile, si passa nel box gigante in cui si fa la spesa, e si torna nel box camera mortuaria per dormire. Nel frattempo il cervello è ossessionato dai pensieri. Alla fine ciò che ha rovinato la vita è stata la rivoluzione agricola, quando eravamo cacciatori-raccoglitori la dieta era più varia, più sana, si era tutti atleti olimpici o morti, ci si alzava quando si voleva, ovvero quando lo diceva il sole. Abbiamo perso tutto questo e state lì a pensare che il gatto ha perso più di quanto abbiamo perso noi? Allora state tranquille, se riuscite Voi ad accettare la vostra vita, anche il gatto riesce. Anzi, a differenza vostra, ha un’attività onirica molto intensa e prolungata, che gli regala quei sogni che a noi sono stati tolti, insieme al sonno.
Cmq, per togliere ogni scrupolo, qualsiasi, perché sono scrupoli da eccesso di benessere (dei gatti), Vi invito ad iscrivervi alle pagine di Facebook che trattano dell’adozione dei mici, vederete tante di quelle sofferenze che non solo considererete MOLTO fortunato il vostro micio, ma vi verrà pure voglia di sottrarne altri dalla strada, chiuderli in casa e così allontanare da loro tutta la sofferenza di questo mondo. Gatti ciechi, menomati, zoppi, deformi, ammalati senza speranza, contagiosi…. Io me li metterei tutti in casa, altro che sfortunati, questa vita è un orrore di sofferenza anche per loro, non lasciatevi ingannare dal vedere pochi fortunati, magari assistiti dai volontari, che prendono il sole d’estate, la maggior parte muore e soffre, infatti la natura ha predisposto che ne nascano tanti e in continuazione, per far sopravvivere la specie.
E se vedeste quanto è brutale e cinico il loro accoppiamento, non vi fareste scrupoli per la sterilizzazione, i miei gatti hanno ricevuto più coccole e tenerezze da me che da qualunque partner sessuale possano avere in natura. Buona giornata.

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Blu 14 Ottobre 2017 - 13:34

Non finisco neppure ci leggere questa storia idiota. In un mondo non dominato dall’uomo, dove l’equilibrio è padre del mondo, dove ogni creatura è pari a ogni altra, allora si che ti darei ragione. Ma non viviamo in un mondo così. Non possiamo permetterci di lasciare gatti in giro su un pianeta che purtroppo è solo umano. Sarebbe condannarli. Non lo vuoi castrare ? E allora morirà sotto una macchina in cerca di una gatta in calore. Non lo vuoi adottare ? E allora finirà per strada, solo, senza cure o amore e così via.
Il gatto che conosciamo noi viene definito domestico, perché è tale, ha bisogno dell’uomo. Da questa storia sembra quasi che si parli di una tigre strappata alla giungla, non è la stessa cosa, i gatti sono animali selezionati già da secoli a una vita a contatto col uomo.

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Nikitaa 17 Ottobre 2017 - 08:49

Quanto ti capisco. Sì anch’io gliel’ho rovinata, la vita, e la cosa assurda e crudele è che continuo a rovinargliela ogni giorno, perchè non ce la faccio a renderla libera. Ho troppa paura di perderla. Col senno di poi: tornando indietro non lo prenderei più un gatto. Vorrei tornare a quando ero piccola e passavo l’estate a casa dei nonni, al mare. I gatti fuori di casa, che a volte li vedevi e a volte no. Andavano e venivano e una volta si sono arrischiati fino al mare. Tornavano senza un occhio, feriti, affamati, allegri, gioiosi, ma sempre fieri e dignitosi. Non ci vivevo in simbiosi e non li consideravo figli. Non ci ero neppure affezionata più di tanto. Semplicemente mi piaceva guardarli, vicini e allo stesso tempo così distanti. Ma ora che convivo da 6 anni con una gatta, ora che la considero tipo figlia, ora che mi manca l’aria se non me la vedo gironzolare intorno, non riesco più a tornare indietro. Eppure vorrei farlo. Vorrei non averla mai presa in casa.

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tiziano 24 Ottobre 2017 - 15:18

anch’io pensavo la stessa cosa, veramente ogni tanto ci penso ancora “si vede che vorrebbe uscire” ma poi…un giorno mentre vado al lavoro, ho visto uno dei suo fratellini in mezzo alla strada morto schiacciato……poteva esserci il mio gatto, morire a 6 mesi mi sembra più crudele di una vita fatta di sonno,cibo,coccole ecc…. e poi a casa comanda lui:)

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Sara 6 Dicembre 2017 - 03:44

Penso si riduca tutto alla fatidica domanda, meglio un giorno da leone o cento da pecora?
Anch’io ho avuto.decine e decine di gatti vissuti all’aperto in 25 anni di vita in campagna, anch’io ho svezzato cucciolate, soccorso gattini dimenticati da una mamma distratta che preferisce concentrarsi su quelli più sani, salvato mici dalle disavventure più disparate. E secondo me, la risposta dipende solamente dal carattere del gatto e dalle dinamiche che si sviluppano nella sua famiglia felina d’origine.
In ogni cucciolata di 4 gattini c’è in genere uno spavaldo, un curioso, un timido e un.dolce. Se sono stati socializzati correttamente (ossia presi in mano e accarezzati un paio di.volte al.giorno fin dalla nascita, mamma gatta permettendo), per riconoscerli basta vedere, quando hanno più o meno.un mese, quali sono i primi a correre fuori dal.nascondiglio non appena riconoscono la voce dell’umano che li.ha socializzati (ossia lo spavaldo, che in genere è più grosso, e il curioso) e quale.di loro non ringhia e soffia quando lo si tocca mentre mangia leccornie (il dolce). Con i dolci di solito andate sul.sicuro perché sono.i più pacifici ed essendo di solito i succubi della.cucciolata (quelli che le.prendono sempre) sono molto più coccoloni verso.gli.umani, cosa che li distingue almeno inizialmente dai timidi. I timidi possono essere tali.o perché davvero molto piccoli, succubi e insicuri (e allora vale.il discorso dei dolci) oppure perché sono.particolarmente selvatici e l’istinto fa alzare loro la.guardia. Il curioso e lo.spavaldo invece possono anche avere un ottimo carattere ma tendono ad avere anche un istinto forte.
Quando scegliete un gattino da rinchiudere in casa, non fatelo a.seconda.dell’aspetto! Chiedete.di poterli vedere un po’ all’opera, guardate nei.giochi chi insegue e chi è inseguito, provate a dare a ciascuno.di loro un.boccone prelibato e.guardate chi ruba e chi si lascia derubare… e scegliete il debole perché tendenzialmente è il miglior gatto di casa!

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Pissy 25 Febbraio 2018 - 01:29

Meglio ridere per non piangere…umanizzare un animale è ridicolo, disumano e irrispettoso verso tutte quegli esseri umani realmente bisognosi, che soffrono la fame e rischiano davvero non di essere schiacciati sotto una macchina, ma di essere dilaniati lentamente dalla morte.
Lasciate alla natura fare il suo corso perche certamente è più saggia.

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Carlo1968 15 Giugno 2018 - 15:16

Se penso a cosa ho fatto nella mia vita per le donne, ad anni e anni di rimbambimento, a quanti due di picche ho ricevuto, a quante volte ho rischiato di beccarmi l’aids quando avevo 20 anni o giù di li; se penso a quanto veolte soffro ancora adesso che di anni ne ho 50, quando vedo una 25enne scosciata in metropolitana, e devo tenbere a freno il mio istinto, perchè sono sposato e perchè comunque la 25enne manco mi guarda… se penso a tutte queste cose e alla vita paciosa e meravigliosa che avrei potuto fare senza i testicoli, beh, se penso a tutte queste cose, quasi quasi castro mio figlio maschio. Ha solo 4 anni, manco se ne rende conto. Sai che bella vita che farà? E se proprio proprio quando avrà 40 anni sentirà il desiderio di paternità, ci sarà sicuramente qualche tecnologia genetica all’avanguardia che, pagando il giusto, gli fornirà il figlio. Ma il gatto non si può difendere… lo si castra “per il suo bene”.

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Marcello 13 Ottobre 2018 - 01:22

Da ciò che hai scritto deduco che tu non abbia una grande dimestichezza col mondo animale. Il tono delle tue parole non potrebbe essere più cupo e gelido: lo sai che i nostri amici a quattro zampe sono per la felicità dell’uomo? Un rapporto di convivenza, che è divenuto addomesticamento, che si è costruito, solidificato e provato nei secoli. Dalla scienza alla teologia, ogni disciplina dell’umano raziocinio ha dimostrato e dimostra che l’uomo si è evoluto con l’animale e viceversa. “Gli ho rovinato la vita”…??? Tu avresti rovinato la vita a salvare un gattino dalla strada? A dargli l’amore ed il calore di una casa, di una famiglia? La deduzione logica è che sei allora per la selezione naturale… Basta un poco di amore per accorgersi di come, di quanto possiamo fare bene dei nostri amici a quattro zampe, ed essi, a loro volta a noi. E questo si fa anche facendoli vivere lontano dai pericoli, il che NON significa automaticamente farli vivere sotto una campana di vetro! Dei tantissimi pelosetti che ho accompagnato fino alla fine, non posso che avere il ricordo di animali felici che hanno vissuto dentro una casa e che,venuto l’ultimo momento, si sono addormentati tra le mie braccia facendomi le fusa. Il loro “ergastolo” (come lo chiami tu) lo hanno passato a rendermi la vita più bella, a farmi stare bene in tutti i sensi, ed io verso di loro. Ci siamo aiutati a vicenda nel migliorare le nostre vite, anche se non hanno mai cacciato un topo. E i miei gatti “”incatenati”” in casa mi hanno dimostrato sempre una grandissima felicità, fatta di fusa, coccole e giochi che, però, credo tu non possa comprendere.

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Oliver 3 Gennaio 2020 - 00:36

Scusa rileggi attentamente il messaggio e forse capirai quello che vuole dire l’autore che non sono una sequela di banalità peraltro sbagliate. Cosa centra l’addomesticamento che si basa sullo stimolo risposta indotto e il taglio dei testicoli dell’animale. Secondo me hai un tono veramente troppo saccente e presuntuoso. Siamo padroni dei gatti ma non della loro vita che dovresti augurarti sia vissuta al meglio per l’animale e non per te. Ti ripeto siamo padrono dell’animale ma non della sua vita.

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Marcello 12 Agosto 2020 - 14:02

Perché cerchi di sviare il discorso? Amare un animale è COME amare un figlio. Certo, un figlio “particolare”, ma pur sempre una creatura che rientra a tutto tondo nella sfera famigliare ed affettiva. In qualche modo sì, siamo responsabili e gestori della vita dell’animale. Come lo sei della vita di un bambino piccolo non autosufficiente. Se il terrazzo non è in sicurezza, per esempio, sei responsabile di quanto possa capitare, ad un bambino, ad una persona, così come ad un gatto. Per cui dire “Amo il mio gatto. E gli ho rovinato la vita” è già una contraddizione in termini, è già segno che la persona che scritto il post non ami con coerenza gli animali.

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Sambo 4 Gennaio 2019 - 01:52

Non capisco sta moda di castrare i gatti. Fanno la pipì in giro per marcare il territorio anche da eunuchi, ed i gatti maschi del quartiere li pestano anche di più perché sono diversi. I gatti non sono bambole. Se vi dà fastidio pulire la pipì del gatto non siete pronti per un maschio: prendetevi una femmina.

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Marika 26 Luglio 2020 - 18:51

Marcano con la pipì anche le femmine non castrate!

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Simona 25 Giugno 2019 - 14:46

Secondo me dipende dal gatto. Due anni fa abbiamo preso un gatto nel nostro piccolo magazzino dove lavoriamo io e mio marito, era adulto e selvatico. Lo abbiamo preso perché uno degli abitanti delle case vicino al magazzino è un pazzo furioso e ha già ucciso diversi gatti. Visto che ha minacciato l’altro vicino che sfamava diversi gatti randagi di ucciderli tutti se non li faceva sparire in fretta lui si è adoperato per darli via prima che la minaccia si trasformasse in realtà. Così Giorgino è diventato un dipendente addetto alla compagnia del personale. E’ sempre stato una gatto selvatico non si faceva avvicinare, non si faceva accarezzare lo abbiamo preso a forza e portato dal veterinario a castrare che nemmeno ci conosceva ed era terrorizzato. La scelta era fra morte certa e il nostro magazzino. La prima cosa che abbiamo pensato è stata “sarà dura tenerlo dentro quando era abituato a scorazzare libero fuori. Ebbene Giorgino non si è più mosso dagli uffici. Nessuno lo costringe a stare in ufficio ci sono porte a volte aperte e finestre ma ormai siamo tranquilli perchè lui non ci pensa nemmeno lontanamente ad allontanarsi dalla sua zona comfort divano-scrivania-lettiera-tiragraffi-crocchette-acqua. Non è un gatto affettuoso con i gesti però con lo sguardo ti segue e ti fa compagnia a modo suo, timidamente. Questo è per dire che non tutti i gatti se potessero sceglierebbero di vivere fuori, lui ci viveva ma fra il vivere fuori e prendersi anche dei calci dal pazzo, magari fare la fame e prendersi il freddo di inverno ha scelto di vivere da gatto domestico pur non essendolo. Quindi io non mi farei troppi problemi i gatti non sono bambole e sono molto più consapevoli di quello che pensiamo, se stanno in una condizione è perché a loro va bene così altrimenti troverebbero il modo di darsi alla fuga.

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Maria Castallo 13 Gennaio 2020 - 08:13

Questa conversazione mi tocca da vicino perché proprio a novembre abbiamo deciso di portare a casa una gatta di 11 anni che viveva in campagna. Non in totale abbandono perché aveva accesso a croccantini e acqua di altri gatti “di casa” ma esposta alle intemperie, alle volpi , (che nelle notti invernali precedenti avevano già catturato due gatti fragili) al gelo notturno (si riparava tra i rovi , oppure nel fieno di una cavalla), alla prepotenza di altri gatti, alla artrosi lonbare.
È arrivata a casa indurita dalla vita precedente, piena di parassiti e dolori lombari (non saltava nemmeno sul divano) . Adesso mentre scrivo è qui che fa le fusa accanto a me e la notte ci riempie di bacini, con le gocce i dolori sono passati (sale almeno su letto e divano!) , il carattere si e’ addolcito e cerca continuamente il contatto fisico con fusa e buffe posizioni
Il veterinario ci ha ringraziato di aver dato una nuova vita e Lala, ma mi domando anchio , quandi guarda dai vetri e passeggia sul balcone, se non rimpianga la sua dura pericolosa ma selvaggia vita precedente.
Maria

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Sab 15 Marzo 2020 - 08:51

Nessuno che si domandi che anche la crescita dell’uomo sarebbe stato opportuno calmierare, per migliorarne la qualita’? E che la sterilizzazione è un atto di civiltà nei confronti di una specie che – con solo due soggetti – è capace di generare migliaia di gatti, nel corso della vita? E quindi, farne carne da macello, dove si possono tranquillamente uccidere e torturare, perché in sovrannumero non tollerato….
Che amore è non vedere la realtà? Pensare : che si arrangino !!!
Miliardi di gatti che patiscono di tutto, non è amarli.

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anna 15 Giugno 2020 - 16:28

ho un gatto che quando è in casa miagola SEMPRE ed é sempre irrequieto…si placa e lo vedo felice solo quando é in terrazzo (per fortuna abbiamo un terrazzo grande) e ho i tuoi pensieri tutti i giorni…a quelli che mi dicevano:”ma i gatto si adattano ad appartamenti piccoli!” ora risponderei che sono tutte cavolate…gli voglio bene ma tornando indietro non lo rifarei…sicuramente questo sarà il primo e ultimo..mi sento troppo in colpa a volte (a parte nei giorni di pioggia) proprio come te…questo fatto che é bene farli vivere reclusi, castrarli, con le reti ovunque é innaturale e io mi ci sono piegata e mi sento di avergli fatto un torto enorme…ti capisco

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Antonella 12 Ottobre 2020 - 11:00

Il post è di mesi fa, ma spero che leggerai lo stesso la mia risposta. Sai, ti sono vicina: io ho sempre avuto cani, liberi di scorazzare in giardino e, per questo (credo) felici: avevano l’amore di una famiglia e la possibilità di esprimere il loro essere.
Mai umanizzato un animale, mai dato per scontato le loro emozioni e i loro sentimenti, eppure…è arrivato Lucky all’improvviso e mi ha spiazzata totalmente.
Gatto soriano, abbandonato dalla mamma a circa 10 giorni di vita, raccolto e portata a casa solo per non lasciarlo morire così, di freddo, fame e solo e impaurito come ogni cucciolo abbandonato a sé stesso.
Al di là di ogni aspettativa è vissuto, è diventato grande e forte (onestamente è proprio un bel gattone adesso) ma…non ha mai visto nulla se non la nostra casa. Volevamo reinserirlo in giardino appena svezzato e cresciuto, ma è arrivato l’inverno … Mea Culpa, lo amo davvero tanto e ho il terrore che là fuori non sopravviverebbe a lungo: è cacciatore, ha l’istinto ma ormai è assuefatto a noi e non conosce niente altro che l’intimità della nostra famiglia.
Ho deciso di non castrarlo, ma è vaccinato, sverminato, segue una dieta (perché tende al sovrappeso) ed è il nostro portafortuna.
Non so se sia felice, ma la sera quando si accoccola con me sotto le coperte mentre leggo e chiede le coccole facendo le fusa, sento che in qualche modo è soddisfatto della sua vita (forse perché è l’unica che abbia mai vissuto)
Spero davvero che sia così

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Silvana - Una mamma green 12 Ottobre 2020 - 12:54

Grazie mille, provo lo stesso quando osservo il mio Artù godersi il comfort e il calduccio di casa nostra, oltre alle nostre coccole in dosi sempre generose. Speriamo di aver fatto davvero la scelta giusta per il loro interesse!

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giulia 18 Novembre 2020 - 18:48

io ho un gatto di 2 anni e mezzo, nato in casa, in verità una casa immensa con tanto di stanza dei gatti e giardino…..poi a 5 mesi è venuto da noi, 70 mq con un piccolo balconcino, adorato sin da subito, con tutto il meglio che gli si possa dare, dal cibo alle cure ect ect…..è il mio cuore, sono pazza di lui, dorme sul ns letto, sul divano, al caldo, ha i suoi giochi, non posso pensare che esca di casa, quando salta sul davanzale mi viene la tachicardia per la paura che caschi di sotto. Quando lo vedo che guarda fuori dalla finestra, lo fa spesso, mi viene un pò di tristezza ma so che lui non uscirebbe, ha timore, al massimo corre giù dalle scale me se trova il portoncino aperto scappa su come un razzo….fuori morirebbe subito.Quando ci sono temporalo va dritto nell’armadio o sotto le coperte. Fuori ci sono solo pericoli per questi animali, perciò vorrei adottare una gatta che ha 2 anni ed è sempre stata sotto casa, accudita e sfamata certo, da noi del condominio, con un bel giardino a disposizione e in compagnia di altri gatti ma sempre in pericolo, al freddo, qnd piove a dirotto e fa freddo mi si spezza il cuore a saperla lì fuori, ieri le ho dato da mangiare coprendola con l’ombrello, era una zuppa di acqua…… Ebbene, con il mio compagno siamo in lite perchè dice che sono egoista, che è una cattiveria se la tolgo dalla strada, dal freddo e dai pericoli per portarla in casa…io proprio non lo capisco questo ragionamento, forse sbaglio, ma la vedo meglio al caldo, con una bella cuccia, pulita e lontano dai pericoli….

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Indra Cheli 10 Febbraio 2021 - 22:24

Grazie del tuo articolo, molto interessanti anche i commenti. Ho una gattina da poco e mi si stringe il cuore per le stesse ragioni di cui parli tu. Per questa ragione sto pensando di prendere una casa almeno con un pezzettino di giardino o in campagna in modo che lei possa viversi un po’ della sua animalita’.

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Libero Pietro 13 Febbraio 2021 - 23:15

Anna cambi di Castelfiorentino mi invia spesso stupende foto dei suoi (suoi?) gatti, e io non posso risponderle che le gradisco poiché non ho il suo indirizzo. Ho un indirizzo mail (Autogrilldorno Gavi) che può soltanto ricevere, non può rispondere, e che era il nome del mio gatto che da anni è morto e che avevo salvato, abbandonato da qualcuno… Ho tre gatte che sono le mie padrone di casa, io sono il loro umile servitore. Fanno una via da principesse, hanno un giardino ma spesso vanno anche fuori, vivo anzi viviamo in una casa lontana da strade di grande traffico, provincia di Milano. Se Anna volesse mettersi in contatto con me, ne sarei lieto. Sono un pensionato e sono vedovo, non ho figli. Scrivo qui sotto il mio indirizzo mail, quello vero, dal quale posso rispondere. Il mio nome è Libero.

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